giovedì 30 aprile 2020

La Crepa... pagina 169


pagina 169




In tutto questo tempo l'Europa è cambiata.
A Salla, fino a poco tempo fa placida e 
isolata cittadina il cui slogan turistico
recita "In the middle of nowhere", ha iniziato
a verificarsi uno strano fenomeno.

Prima una, poi due, poi tre e poi quattro auto al giorno.
Vecchi catorci sovietici, ammaccati e tenuti insieme con lo
scotch. Con cinque o sei passeggeri a bordo. Che appena ar-
rivano alla frontiera scendono dall'auto e dicono "Refugees".


Ci mostrano il cimitero delle auto. Decine di Lada e Volga
che sono spirate a pochi passi dall'Europa. Ci vengono subito
in mente le barche di Lampedusa ammassate una sull'altra. 
Dal Mediterraneo all'Artico, questi oggetti ci parlano 
dei confini di un continente.


Soffia un vento freddo e devastante quando 
ci dicono: "E' appena arrivata un'auto".



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017
                                                                    
                                                                                                                               

mercoledì 29 aprile 2020

La Crepa... pagina 168


pagina 168



Il punto più vicino ad Alakurtti, restando in UE, è il
valico di Salla. La base è da qualche parte là fuori.


Ha fatto parte di una gigantesca esercitazione bellica.
Nel 2015 i russi mobilitarono 80.000 uomini su tutta la
frontiera ovest, dal Mar Nero fino al Polo Nord. 


La recinzione però serve per non far sconfinare le renne.
"Perché sono tutte finlandesi, dall'altra parte non ce ne sono",
ci dice un ufficiale.  Stentiamo a credergli.



All'improvviso eccoci qui, a calpestare neve fresca su un'altra frontiera.
Al Polo Nord. A migliaia di chilometri da Melilla, dove due anni fa
tutto è iniziato con una recinzione molto diversa.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

lunedì 27 aprile 2020

La Crepa... pagina 167


pagina 167




Sono arrivati persino i marines statunitensi per un addestramento
di condizioni estreme. La Finlandia non fa parte della Nato, ma 
ultimamente ha iniziato a ripensarci.


Dopo gli eventi in Ucraina il budget per le spese militari è stato
aumentato e si è intensificata la collaborazione con i Paesi del Patto
Atlantico. Il governo ha da poco inviato una lettera a un milione di
riservisti per spiegare dove recarsi in caso di chiamata. Inoltre ci
sono stati rilevamenti di sottomarini sospetti nel Baltico.



E poi, certo, c'è la base di Alakurtti, che i russi hanno da poco
riattivato, qua vicino, dall'altra parte della frontiera.

La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

venerdì 24 aprile 2020

La crepa... pagina 166


pagina 166




In questi boschi si formano i futuri agenti della Polizia di frontiera.
Le reclute hanno scelto volontariamente questa destinazione
per il servizio militare.



La maggior parte sono lapponi. Alcuni di loro
si sentono più scandinavi che europei. Questa
sarà la prima notte che passano all'addiaccio.
A -30 gradi avanzano ansimando e il coman-
dante ci racconta che a uno di loro e già succes-
so che si congelassero i piedi. "Sono qui per 
cercare i propri limiti", aggiunge. 


"E molti di loro li trovano".


Iniziamo ad avvertire un freddo spaventoso. Non sentiamo più le
dita. I cellulari si spengono. Gli occhiali di Carlos si spezzano in due
e deve aggiustarli con il nastro. La penna smette di funzionare.


Mikko mi passa una matita cui fa la punta con un
machete. "Questa non ti abbandona mai", sorride.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

mercoledì 22 aprile 2020

La Crepa... pagina 165


pagina 165




Proseguiamo ancora più a nord, passiamo il Circolo polare
e arriviamo a Ivalo. Situato sul 68° parallelo e distante 40
chilometri dalla Russia, questa è la base militare più a nord
di tutta la UE.



Alle pareti sono appese foto del maresciallo Mannerheim
che guidò il Paese appoggiato dai nazisti, contro l'Armata
Rossa. E mappe antecedenti al 1945, prima che la Russia si
accaparrasse un bel pezzo del loro territorio. Fare domande
sul paese vicino mette a disagio anche i soldati più rozzi.


" Il problema della Russia è che pretende di diventare
un eroe globale", ci dice Mikko Heikkila, comandante
della squadra dei Border Jager, mentre ci accompagna
nel loro rifugio segreto.


La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

lunedì 20 aprile 2020

La crepa... pagina 164


pagina 164




Iniziamo ad affrontare le prime tensioni. In questi
giorni la Ong che gestisce il centro discute le
lamentele degli occupanti riguardo al cibo e a come 
impegnare le loro troppe ore libere.


Aleggia il fantasma della notte di capodanno a Colonia
quando un migliaio di donne ha denunciato
aggressioni sessuali da parte di stranieri. Qui hanno
deciso di tenere corsi di educazione alla parità di 
genere in cui si spiega che "No è no". 

Ci sono però anche gruppi di estrema destra
che fanno ronde nelle strade e ci sono stati
attacchi contro alcuni centri di accoglienza.
"E' la più grande sfida dalla Seconda guerra
mondiale", ci dicono alla Ong.

Ce ne andiamo con la sensazione che questo 
 paragone è ormai talmente diffusoin tutta Europa 
che non lasciapresagire nulla di buono.


La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017




sabato 18 aprile 2020

La Crepa... pagina 163


pagina 163




Visitiamo i centri d'accoglienza di Kuopio e di Siilinjarvi, 
dove i volontari fanno lezione di finlandese per velocizzare
l'integrazione: "Mina tanssin [mi piace ballare]", dice
l'insegnante muovendo le spalle. 



I bambini frequentano le scuole di uno dei
migliori sistemi educativi al mondo. Oggi hanno
imparato a metterci i pattini da ghiaccio.


Poi tornano al centro d'accoglienza camminando
in fila. Giocano e si tirano le palle di neve avvolti
da una luce crepuscolare.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

venerdì 17 aprile 2020

La Crepa... pagina 162


pagina 162




Mentre i Paesi dell'Europa lottano
tra loro, incapaci di accordarsi
per un' equa distribuzione dei 
profughi, questi ultimi, seguendo
una dinamica primordiale, sono
arrivati fino a queste terre innevate
con temperature sotto lo zero.


Il Pil del Paese è quasi il doppio
di quello greco e tiene il passo di
quello tedesco. Il potente stato
sociale finlandese accoglie tutti
 a braccia aperte.

"Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia, Ungheria,
Austria, Germania, Svezia..." Fa impressione
sentire il riassunto della loro odissea attraverso
l'elenco delle frontiere attraversate. Qualcuno
ricorda di essere passato da una piccola stazione
in Croazia. 

Potrebbe essere Tovarnik? Non ricordano
il nome. Solo il caos. Il freddo. La pioggia.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

giovedì 16 aprile 2020

La Crepa... pagina 161


pagina 161




A un certo punto Carlos mi dice "Guarda il ghiaccio". Dal finestrino, in mezzo alle nuvole,
vengo colpito in pieno da quella metafora.  Scrivo "Carlos fotografa febbrilmente le crepe
del Baltico cercando in esse le crepe dell'Europa. Ghiaccio spezzato secondo i capricci del 
caso, frammenti bianchi alla deriva".



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

lunedì 13 aprile 2020

Luigi di Ruscio...






manovre amorose lunghissime e poi il velocissimo
                                                                            orgasmo
proprio come le poesie con le manovre di tutti i generi
ed improvvisamente quando meno te lo aspetti
ecco la poesia nostra


Luigi di Ruscio  1930- 2011
305 dalla raccolta "L'iddio ridente" 2008

mercoledì 8 aprile 2020

T. Tzara...


Per fare una poesia dadaista



Prendete un giornale.
Prendete le forbici.
Scegliete nel giornale un articolo della lunghezza
che desiderate per la vostra poesia.
Ritagliate l'articolo.
Ritagliate poi accuratamente ognuna delle parole
che compongono l'articolo e mettetele in un sacco.
Agitate delicatamente.
Tirate poi fuori un ritaglio dopo l'altro disponendoli
nell'ordine in cui sono usciti dal sacco.
Copiate scrupolosamente.
La poesia vi somiglierà.
Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente originale
e di squisita sensibilità, benché incompresa dal volgo.


Tristan Tzara   1896 -1963

sabato 4 aprile 2020

E. Jabes...



Canzone dei giorni di pace   (da "Canzoni per il pasto dell'orco" 1947)



Lunedì, un ago
aspetta il filo.

Martedì, una bocca
ride alla rugiada.

Mercoledì, è la tua mano
volta al chiarore.

Ma i tuoi seni, giovedì
hanno un solo giorno di vita.

Venerdì, nessuna parola
s'aspetta l'avvenire.

Sabato è un miracolo
vestito di pigrizia.

Domenica, le tue carezze
dimenticano d'invecchiare.


Edmond Jabès  1912 - 1991

martedì 31 marzo 2020

A. Frenaud...



Chi possiede, e che?


Chi possiede, e che, in tutti questi recinti?
Di chi la montagna investita fino alla vetta,
i muri pazienti, le bionde biade, i mandorli?
E' forse tuo, proprio tuo, questo bel podere,
la casa, il bacino d'acqua preziosa,
il bimbo che alza un grido sul prato d'erba?
Ahi, chi potrà trattener fra le mani
i muri che cadono, il fiore immutabile,
le eredità smembrate, i pozzi prosciugati?
Delle casate spente chi leggerà più i nomi
sul muschio delle tombe dimenticate?
E il vento, le rupi, e la morte, di chi sono?


"Qui possède quoi?, nel senso - spiega l'autore - di Quelle personne possède quel bien?" 


André Frenaud   1907 - 1993

venerdì 27 marzo 2020

F. Dostoevskij...




" Lo capite, lo capite, egregio signore, che cosa vuol dire non sapere più dove andare? - gli venne a un tratto in mente la domanda fattagli il giorno prima da Marmeladov; - bisogna pure che ogni uomo possa andare da qualcuno..."


Fedor Dostoevskij  da "Delitto e castigo"

martedì 24 marzo 2020

L. Ferlinghetti...



Democrazia totalitaria                                                                      SEMBRA IERI 


I primi albori di vita sulla terra
La prima luce del primo mattino
La prima stella della sera
Il primo uomo sulla luna visto da lontano
Il primo viaggio di Ulisse a occidente
La prima barriera dell'ultima frontiera
Il primo tic dell'orologio atomico della paura
Il primo tanto caro Casa-Dolce-Casa
Il dolce profumo di caprifoglio a mezzanotte
Il primo nero libero, libero dalla paura
Il sapore dolce della libertà
Il primo sublime orgasmo
Il primo Buon Selvaggio
Il primo invasore bianco
Il soave odore del successo
Il primo hotdog con senape su un campo di baseball
Il primo home run allo Yankee Stadium
L'unico gioco in città, di cui fidarsi
Il primo canto d'amore e quaranta urla di disperazione
La prima donna bella e pura
La prima erezione e la prima Resurrezione
Il primo viaggio all'estero del poeta esordiente
I primi teneri germogli di maggio
Il lieto fine dell'ipocrisia
Il primo convoglio al Donner Pass
L'ultimo grido di Mark Twain! sul Mississippi
I primi germogli verdi dell'erba nuova
Il Primo e Ultimo Chance Saloon
Il primo grido di gioia nella luce del mattino
L'urlo lontano dei treni perduti nel libro della notte
Il primo pensiero del mattino dopo la notte brava
L'ultima luna che affonda
L'ultimo dei Moicani e l'ultimo bufalo
L'ultimo "scendi giù dolce carro"
Il primo hippy diretto alle colline
l'ultimo bohémien col basco
L'ultimo capellone di North Beach che ha qualcosa da dire
Il primo vero amore sul tuo cammino
l'ultimo Wobbly e l'ultimo Anarchico Cattolico
L'ultimo Sinistroide paranoico
L'ultimo voto nelle ultime elezioni
L'ultima mano beccata nell'ultimo barattolo dei biscotti
L'ultimo cowboy dell'ultima frontiera
Gli ultimi cinque centesimi con la testa di bufalo
L'ultimo reduce della Abraham Lincoln Brigade
L'ultima drogheria di quartiere
L'ultima lucciola che brilla nella notte
Il primo aereo a colpire il World Trade Center
L'ultimo aereo a colpire il World Trade Center
La nascita della grande paranoia nazionale
Lo scoppio della Terza Guerra Mondiale
(la Guerra contro il Terzo Mondo)
Il primo viaggio all'estero di un presidente ignorante
L'ultimo fiume che scorre libero
L'ultima benzina e l'ultimo petrolio sulla terra
L'ultimo sciopero generale
L'ultimo nazista
L'ultimo arabo
L'ultima vergine
L'ultimo fidelista
L'ultimo sandinista
l'ultimo zapatista
L'ultimo prigioniero politico
L'ultima aquila di mare
L'ultima scolatura di champagne
l'ultimo treno della stazione
L'ultima e unica grande nazione
L'ultima Grande Depressione
Le ultime volontà & testamento
L'ultimo assegno di disoccupazione
La fine del vecchio New Deal
Il nuovo Comitato per le attività non americane
L'ultimo politico incline all'onestà
L'ultimo giornale indipendente che pubblica notizie e scatena un putiferio
L'ultima parola e l'ultima risata e l'ultimo Urrà
L'ultimo spettacolo e l'ultimo valzer
L'ultimo biscazziere di un casinò fluviale
L'ultimo Milite Ignoto
L'ultimo americano innocente
L'ultimo americano ignorante
L'ultimo Grande Amante
Le ultime patatine col ketchup a portar via
L'ultimo New Yorker
L'ultimo treno di mezzanotte a tornare a casa
L'ultima sillaba del tempo registrato
L'ultima estasi lunga e spensierata
L'ultima libreria indi pendente autonoma nel giudizio
l'ultima speranza migliore per l'umanità
L'ultima corda e l'ultimo violino
L'ultima goccia d'alcol
La coppa che tracima per prima
L'ultima volta che ho visto Parigi
L'ultimo trattato di pace e l'Ultima Cena
I primi dolci segnali di primavera
Il primo dolce uccello della gioventù
Il primo dente da latte e l'ultimo dente del giudizio
Le ultime elezioni non comprate
L'ultima libertà d'informazione
L'ultimo Internet gratis
L'ultima radio con libertà di parola
L'ultima rete televisiva non venduta
L'ultimo politico genuino
L'ultimo jeffersoniano
L'ultimo luddista di Berkeley
L'ultimo succo della questione
La fine della Previdenza Sociale
L'ultima auto a benzina
La prima bella serata quieta e libera
La spiaggia al tramonto con nudi adagiati gli amanti avvinghiati
L'ultima riunione del Consiglio
L'ultimo Libro Bianco
L'ultimo terrorista nato dall'odio e della povertà
Il principio del Tempo dell'Utile Consapevolezza
La bandiera incompiuta degli Stati Uniti
Il prolungato ruggito dell'oceano che decresce
La nascita di una nazione di pecore
Il sonno profondo del booboisi
L'ultimo elettore che si è preso la briga di votare
Il primo Presidente scelto da una Corte Suprema
L'inizio del dominio dei super-ricchi
L'onda sommersa del fascismo positivo
L'inizio di guerra e cupidigia senza fine
L'inizio dell'America imperiale
Il primo forte grido di America uber alles che riecheggia nei vicoli della libertà
L'ultimo lamento per la democrazia perduta
Il trionfo della Plutocrazia totalitaria
CODA
Falcia falcia falcia
Falcia il popolo
E quelle erbacce troppo selvatiche
Nei nostri campi verdi
Falcia falcia quei germogli selvatici
Se vuoi una bella festa in giardino con bella gente
Falcia falcia quelle erbacce rigogliose
Annienta la tua vanità, uomo, annienta
i germogli troppo selvatici e i troppo selvatici virgulti
Falcia rampicanti e voci selvatiche e  ribelli
gli arditi volontari
Falcia il grano alieno
Falcia i folli introversi
Gli ammutoliti amanti della soggettività
Falcia falcia i selvaggi gli spiriti selvaggi
i topi del deserto e i sabotatori
i solitari e alienati
che giocherellano con i loro baffi
e tramano rivoluzioni in miseri scantinati
Falcia falcia tutti gli strambi e i liberi
pensatori
I poeti dallo sguardo esaltato
Agitatori improvvisati e filosofi da strapazzo
agli angoli delle strade
Eccentrici smisurati
Visionari strafatti
Esuli in patria
America del melting pot!


il manifesto - 22 aprile 2004

  

venerdì 20 marzo 2020

Haiku di primavera...




Miura Chora  1729 - 1780

con le ali degli uccelli
lucenti di primavera
amore a prima vista


Masaoka Shiki   1867 - 1902

Hanno acceso le lanterne
sulle isole.
Mare di primavera.


Murakami Kijo   1865 - 1938

In fondo all'acqua
i girini si muovono confusi
senza fermarsi.



lunedì 16 marzo 2020

S. Notarnicola...



Una vecchia lettera da Badu e Carros


"Poi, caro compagno, nei cortili,
dopo gli idranti,
sono entrati i guardiani.
Avevano caschi, scudi,
mazze e manganelli.

Ci siamo battuti,
a mani nude, noi.

E' stata lunga la strada
dai cortili alle celle.

Qua e là: chiazze di sangue.

Nell'atrio
per le scale
e nelle celle: sangue.

La primavera è stupenda
da queste parti, lo sai.

E sai che a volte
i passeri più piccoli
cadono dal tetto
della prigione.

Uno era finito
nel nostro cortile.
Volava in modo
incerto, era buffo.

Io l'ho visto quando,
l'agente più giovane
del gruppo, lo colpì...
come fosse
una palla da base-ball.

Finì appiccicato al muro.
Restò un attimo sospeso.
Poi cadde...

Ridevano tra loro
i guardiani: "non
voleva rientrare..."

Compagno, la primavera
è stupenda da queste parti...".


Palmi 16 dicembre 1984 

martedì 10 marzo 2020

W. Benjamin...




La tradizione degli oppressi ci insegna che lo "stato di emergenza" in cui viviamo è la regola. Dobbiamo giungere a un concetto di storia che corrisponda a questo fatto. Avremo allora di fronte, come nostro compito, la creazione del vero stato di emergenza; e ciò migliorerà la nostra posizione nella lotta contro il fascismo. La sua fortuna consiste, non da ultimo, in ciò che i suoi avversari lo combattono in nome del progresso come di una legge storica. Lo stupore perché le cose che viviamo sono "ancora" possibili nel ventesimo secolo e tutt'altro che filosofico. Non è all'inizio di nessuna conoscenza, se non di quella che l'idea di storia da cui proviene non sta più in piedi.


Da  " Tesi di filosofia della storia "
Ed. Mimesis - 2012

venerdì 6 marzo 2020

E. Cardenal...



Beato l'uomo


Salmo 1 


Beato l'uomo
che non segue le parole d'ordine del partito
non assiste ai suoi comizi
non siede a mensa coi gangster
o con i generali nel Consiglio di guerra
Beato l'uomo che non spia suo fratello
non denuncia il compagno di collegio
Beato l'uomo
che non legge gli annunci commerciali
non ascolta le loro radio
non crede ai loro slogan

Sarà come un albero piantato presso una sorgente


Ernesto Cardenal  1925 - 2020




lunedì 2 marzo 2020

Oggi, sul Pianeta Terra...



Oggi, sul Pianeta Terra                

Malaria

Nel 2018 228 milioni di casi. 19 paesi dell'Africa sub-sahariana e dell'India hanno sopportato l'85% dei casi. I decessi sono stati circa 405.000, il 67% dei quali erano bambini di età inferiore ai 5 anni.

Ebola

Il focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha prodotto, dall'agosto 2018 al dicembre 2019, 3.348 contagiati, con 2.210 decessi.

Dengue

L'infezione di Dengue tocca ogni anno 390 milioni di persone, soprattutto in Asia e in America Latina. Di questi circa 500.000 casi evolvono nelle più grave febbre emorragica dengue, che provoca circa 25.000 decessi l'anno.


giovedì 27 febbraio 2020

Stop! Stop! Stop! Stop al panico...



Stop! Stop! Stop! Stop al panico
Stop! Stop! Stop! Stop al panico
Stop! Stop! Stop! Stop al panico
Stop! Stop! Stop! Stop al panico

Apri la mente, scuotila per capire
non c'è ragione, non aspettare di morire,
scopri l'inganno, il piano per impaurire,
una città segnata dal dolore...Scegli!
Il modo giusto per cancellare
questo panico che vogliono far crescere
cerca di capire bene cosa voglio dire!
C'è qualcuno che ci vuol far morire
prima che nel corpo, nell'anima, nel cuore
e qualcun'altro che sa cosa fare
perché è il momento buono per approfittare
della paura costruita col fucile
pronti come avvoltoi per colpire
radere al suolo, chiudere sgomberare
centri sociali e case occupate...


Isola Posse All Stars 1991

lunedì 24 febbraio 2020

M. Pearl...


 

Per quanto possa sembrare comico, il contatto con una forma di vita extraterrestre intelligente
è uno degli scenari più plausibili di questo libro. Una volta, se dicevi di credere nell'esistenza
degli alieni, la gente si sganasciava dalle risate, ma oggigiorno nessuno direbbe più che è
un'ipotesi avventata. In termini probabilistici, anzi, è una follia credere che gli alieni non esistano.
Un pianeta delle stesse dimensioni della Terra, secondo la Nasa, orbita intorno a una stella su sei.
Certo, non tutti i pianeti hanno acqua, un campo magnetico, un'atmosfera o un temperatura
piacevole - men che meno tutte queste cose insieme - ma analizzando i dati raccolti da uno studio
realizzato a Princeton nel 2016 sull'abitabilità dei pianeti noti al di fuori del nostro sistema solare,
Eric Berger, giornalista spaziale di Ars Technica, ha scoperto che probabilmente i pianeti abitabili
sono decine di miliardi.
Più cose impariamo sull'universo, più questo numero continua a crescere. Per esempio, nei mesi 
successivi alla pubblicazione dello studio di Princeton, un altro articolo del 2016, pubblicato stavolta
da un gruppo di fisici della University of Nottingham,  nel Regno Unito, ha utilizzato alcuni dati
già noti, come il numero di galassie conosciute e l'età dell'universo, per stimare il numero totale di
galassie esistenti, " in funzione del tempo e del limite di massa", concludendo che ce ne sono circa
due bilioni, un numero dieci volte maggiore rispetto a quello calcolato in precedenza.
Se aggiorniamo di conseguenza la stima dei pianeti abitabili, possiamo dire quindi ragionevolmente
che in realtà sono centinaia di miliardi. Ma restiamo un po' più conservatori e diciamo che i pianeti
abitabili sono cento miliardi. Per avere un riferimento, se ipotizziamo che 120 chicchi di riso hanno
una massa di dieci grammi, in un sacco da dieci chili ce ne sono 120 000. Se ogni chicco di riso fosse
un pianeta abitabile, per poter concludere definitivamente che siamo soli nell'universo bisognerebbe
ispezionare ogni singolo chicco di riso in 833 333 333 sacchi. Il punto è: che gli alieni probabilmente esistono.


Il giorno in cui tutto finisce - Mike Pearl -
Il Saggiatore - 2019

domenica 16 febbraio 2020

G. Bataille...................CONTENITORE CAPODANNO.



CONTENITORE CAPODANNO              
                         


La società dei consumi
fu inventata dagli aztechi,
consumavano cuori.




- GEORGES BATAILLE -

sabato 8 febbraio 2020

Draghi...............CONTENITORE CAPODANNO



La vera misura della grandezza d'una montagna
non è la sua altezza,
ma se è sufficientemente incantevole
da attrarre i draghi.

Poesia cinese



Alan Lee



Ma un conto è leggere di draghi,
e un altro è incontrarli.

Ursula K. Le Guin

lunedì 3 febbraio 2020

Venezia...............CONTENITORE CAPODANNO


SEMBRA IERI                     


SPUGNE D'EMERGENZA IN CASO DI ALTA MAREA
                         








Fabrizio Plessi - 1970

lunedì 27 gennaio 2020

Oggi 27 gennaio 2020...


27 gennaio 2020        
       

...Siamo abituati a piantarci su lunghe file alle sette del mattino, a mezzogiorno e alle sette di sera, con la gavetta in pugno, per un pò di acqua tiepida dal sapore di sale o di caffè o, se va bene, per qualche patata. Ci siamo abituati a dormire senza letto, a salutare ogni uniforme scendendo dal marciapiede e risalendo poi sul marciapiede. Ci siamo abituati agli schiaffi senza motivo, alle botte e alle impiccagioni. Ci siamo abituati a vedere la gente morire nei propri escrementi, a veder salire in alto la montagna delle casse da morto, a vedere i malati giacere nella loro sporcizia e i medici impotenti. Ci siamo abituati all'arrivo periodico di un migliaio di infelici e alla corrispondente partenza di un altro migliaio di esseri ancora più infelici...


estratto da un testo in prosa di un ragazzo di 15 anni, Petr Fischl, nato il 9-9-1929, internato nel campo di Terezin, morto ad Auschwitz nel 1944.


da "Poesie e disegni dei bambini di Terezin"

martedì 21 gennaio 2020

giovedì 16 gennaio 2020

lunedì 13 gennaio 2020

E. Flaiano..............CONTENITORE CAPODANNO


CONTENITORE CAPODANNO                
                 


" Vista dall'alto la battaglia sembrava una scampagnata.
Le tragedie , come i quadri vogliono la giusta distanza."

- Ennio Flaiano -

mercoledì 8 gennaio 2020

I. Calvino...............CONTENITORE CAPODANNO


CONTENITORE CAPODANNO                     
                                  
        


L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà;
se ce n'è uno, è quello che è già qui,
l'inferno che abitiamo tutti i giorni,
che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti:
accettare l'inferno e diventarne parte fino
al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione
e apprendimento continui:
cercare e saper riconoscere chi e cosa,
in mezzo all'inferno,
non è inferno,
e farlo durare, e dargli spazio.

- ITALO CALVINO -

sabato 4 gennaio 2020

M. Gualtieri...



Aidoios

                                                                              Aidoios è intraducibile. Questa parola si ricollega
                                                                              alla particolare specie di rispetto che si deve ad uno
                                                                              sventurato quando si viene supplicati da lui...
                                                                              Non è onore per noi che né in francese né, per quel
                                                                              che so io, in altre lingue moderne, esista parola per
                                                                              esprimere questa sfumatura.
                                                                                                                           SIMONE WEIL 

Inermi qui.
Chi ha disinnescato questo slancio
seccato le dita ad ogni mano che soccorre.Che cosa fa di noi
pozza in stallo
senza sua accensione prodigiosa.

Eravamo un tale strepito
di giovinezza. Lanciavamo sassi
e parole-fionde micidiali. Sapevamo
tenere in noi la fame
per la fame di un altro, provarla, come lui,
come lei, la fame stecchita
col suo sciame di mosche.

Provavamo pietà un tempo
e la pietà ci lanciava nel mondo
ci scapestrava in urti e scosse contro.
E guarda ora. Nessuna voce vera. Nessun
grido riaccende il sangue.

Ecco la gran massa d'ombra
da cui fuoriuscirono ponderose ore
e svastiche rotanti, pesanti stivali
calpestatori e botte e uscirono corpi
ridotti senza più carne per meglio combustare
o ammassati tenebrare in fosse in sepolture
respiratorie. Ecco. Uscì da quella massa nera
una durezza spacciata
per superiore forza e pulizia mondiale.

E fuoriuscirono
vagoni stipati di umana nostra carne
viva e dolente. La spietata massa
che pensavamo battuta - formicola
gonfia d'una pastura di parole mancanti
e torna massa partoriente nell'ombra
con nuove arti persecutorie.
Rapisce ancora la fanciulla amata
che tiene fra la braccia l'intera primavera
e se la porta giù nel pianerottolo tetro
degli inferi.

Un iscariota torna
a tradire tutta la specie. Fingere
una giustizia da tavolaccio
fingere che la pietà sia debolezza.

Bussano giù al porto - i supplici.
In fuga da guerra siccità
miseria spietatezza - non sanno che ora noi
ce le cresciamo dentro, queste erbacce.


martedì 31 dicembre 2019

Haiku di buon anno...................


.......... Haiku di buon anno ...........


Ognuno è pieno d'insoddisfazione
 per la parte assegnatagli,
  come gli attori dilettanti.


Anonimo


giovedì 26 dicembre 2019

Antonio Delfini... Regalo di Natale


Per andare in Paradiso col mio cuore                                        - REGALO DI NATALE  -


Per andare in paradiso col mio cuore
vado in cerca di belle signore.
E' la mia voce che muore.
Perché Tu non ascolti, o Signore?
Vorrei che mi armassi la mano
per incendiare il piano padano.


Antonio Delfini  1907 - 1963

sabato 21 dicembre 2019

Haiku d'inverno...




Ogiwara Seisensui  1884 - 1976

   Passerotti del mattino.
   La loro voce annuncia
la neve sui monti lontani.


Iida Dakotsu  1885 - 1962

La mucca cammina
 gocciolando latte.
 Giorno d'inverno.


Sugita Hisajo  1890 - 1946

Le gru terminano di danzare,
   alte sulle gronde,
    nel chiarore lunare.



lunedì 16 dicembre 2019

Antonio Delfini... Regalo di Natale



Sega gli alberi                                                                  - REGALO DI NATALE -


Sega gli alberi signor podestà
signor sindaco signor baccalà.
Firma gli atti signor prefetto
governatore questore triletto.
Da il voto di sì signor deputato
scuote la testa il buon governato.
L'eterno inferno è il governo
in Italia per sempre è l'inverno.
C'è una frana in Sicilia
il ministro aggrotta le ciglia
e dichiara: " Si faccia la bara
pel poveretto che impara ".
In Lucania c'è l'alluvione
di morte si vuole un veglione.

E' una festa antica che ha più di mill'anni:
in Italia a Rovigo a Catania a Livorno a Trento a Trieste
decimati per via militare per terremoto fame e pellagra
per crolli per strozzo di banca c'è sempre stata la peste.




Antonio Delfini  1907 - 1963


giovedì 12 dicembre 2019

Piazza Fontana 1969... Valpreda è innocente...



23 Febbraio 1972                                   
                           



Guido Crepax

lunedì 9 dicembre 2019

Piazza Fontana 1969... Sante Notarnicola...



Dicembre 1969 - 50 anni                      


Era l'ottobre '69. A San Vittore fui messo al primo raggio; c'erano Braschi, Faccioli, i compagni anarchici arrestati ingiustamente per una serie di attentati compiuti dai fascisti.
......Presto facemmo gruppo; gli argomenti di discussione erano soprattutto le lotte politiche di quei mesi e le accuse ai compagni anarchici.
......La sera del 12 dicembre nel carcere si sparse la notizia dell'attentato alla banca di piazza Fontana.
Intuimmo che il raggio si sarebbe riempito di nuovi compagni e organizzammo un pò di aiuti, specialmente sigarette...Due giorni dopo Pinelli era "suicidato". Gli anarchici ne erano sconvolti, ci parlarono a lungo di lui e capimmo che era un uomo da rimpiangere. Qualche giorno dopo qualcuno propose di fare una colletta per la famiglia Pinelli; la direzione rifiutò l'inoltro di quanto raccolto. In seguito ci saremmo fatti più furbi e di certe autorizzazioni ne avremmo fatto a meno.


da "L'evasione impossibile"
Sante Notarnicola 
Odradek editore - 1997

giovedì 5 dicembre 2019

Stefano Mancuso...



    Fatta chiarezza sull'immensa fortuna di cui siamo depositari, si tratta di capire a chi appartenga. Chi è il responsabile di questa casa comune? In altre parole, a chi appartiene la sua sovranità? La nostra più ovvia risposta è che la Terra appartiene all'uomo. Ossia che l'Homo sapiens è l'unica specie titolata a disporre del pianeta in funzione delle sue necessità. L'affermazione è talmente banale che non avrebbe bisogno di ulteriori prove a supporto. Quando mai il destino delle altre specie ha rappresentato un limite alle nostre azioni? Ci siamo sempre definiti i Signori della Terra e, anche se magari i più progressisti fra di noi potrebbero provare un certo pudore a considerarsi Signori di qualche cosa, questa è comunque la nostra intima convinzione. Vedrete. 
     La Terra è cosa nostra. Ne abbiamo diviso la superficie in Stati e ne abbiamo assegnato la sovranità ai diversi gruppi umani, che a loro volta l'hanno affidata a un limitatissimo numero di persone. Sono queste, pertanto, che detengono la reale sovranità della Terra.

Poche persone sono responsabili della sovranità dell'unico pianeta dell'universo sul quale la vita esiste.

Non so quanto l'assurdità della faccenda vi colpisca, perché a me, talvolta, a pensarci, mi prende come un capogiro e mi sento come se fossi stato dislocato in uno di quegli infiniti universi paralleli in cui la logica non funziona nel modo cui siamo abituati. Un universo governato da regole pazzesche, anche se meno affascinanti di quelle del Paese delle Meraviglie di Alice. Innanzitutto. da dove proviene questa investitura che ci rende Signori del Pianeta? Lo siamo per nascita o per diritto divino? O forse per manifesta superiorità sulle altre specie, alle cui carenze intellettuali dobbiamo supplire come bravi tutori? O magari è semplicemente una sana questione di democrazia e dipende dal nostro numero? Lasciando da parte diritto di nascita e diritto divino, sui quali non si può esercitare alcuna verifica logica, rimangono essenzialmente due possibilità. La prima: siamo i Signori della Terra perché siamo la specie più numerosa. Chiamiamola opzione democratica. La seconda: siamo i Signori della Terra perché siamo migliori di ogni altra specie vivente del pianeta. Chiamiamola opzione aristocratica (che mi rendo conto include, per la felicità dei più nostalgici, anche il diritto di nascita e il diritto divino).


Stefano Mancuso 
La nazione delle piante
Editori Laterza - 2019



venerdì 29 novembre 2019

G. Fofi...



E se la cultura, in tutte le sue forme non radicali, che non guardano all'origine dei mali e non ne cercano il rimedio, non fosse altro, oggi, che lo strumento privilegiato del dominio, lo strumento di cui il potere, si serve per asservirci, per farci accettare l'inaccettabile?


"L'oppio dei popoli"
Goffredo Fofi
Ed. Elèuthera - 2019 -

lunedì 25 novembre 2019

martedì 19 novembre 2019

giovedì 14 novembre 2019

G. Schwarz...


 SEMBRA IERI                        




Nel luglio del 1938, di fronte all'aggravarsi della crisi dei profughi ebrei, il presidente americano Franklin D. Roosevelt aveva convocato una conferenza internazionale nella speranza che i partecipanti si impegnassero ad accoglierne di più. Dopo che l'Italia e l'Unione Sovietica ebbero declinato l'invito, i rappresentanti di trentadue Stati e ventiquattro organizzazioni di soccorso si riunirono per nove giorni a Evian-les-Bains, sulle sponde del lago Lemano. Nel fresco dei maestosi saloni dell'hotel Royal, che alla sua inaugurazione nel 1909 era stato definito "il più bell'albergo del mondo", rifugio di teste coronate e artisti famosi, i delegati internazionali si alternarono alla tribuna per esprimere la loro profonda compassione per la sorte degli ebrei d'Europa. Ma nessuno offrì ospitalità, tranne la Repubblica dominicana, che chiese in cambio sovvenzioni. Gli Stati Uniti, rappresentati da un semplice uomo d'affari, si rifiutarono di incrementare le loro quote, ossia 27370 visti all'anno per la Germania e l'Austria. Uno dei paesi più influenti del pianeta aveva così dato il la e il resto del mondo si affrettò ad allinearsi. Nonostante gli immensi imperi coloniali che possedevano la Gran Bretagna e la Francia, non fu adottata nessuna delle opzioni, che fosse la Palestina, l'Algeria o il Madagascar. Il delegato australiano spiegò che il suo paese, uno dei più vasti al mondo, non aveva "problemi razziali" e "non desiderava importarne". Il rappresentante svizzero, Heinrich Rothmund, capo della polizia degli stranieri, precisò che la sua patria era solo un paese di transito. Quel notorio antisemita non aveva mai fatto mistero della sua ostilità verso gli ebrei, considerati "elementi estranei" che minacciavano di "ebreizzare" la Svizzera. La comunità internazionale non cedette nemmeno dopo il terrore della Notte dei cristalli.


Géraldine Schwarz 
da "I senza memoria. Storia di una famiglia europea"
Einaudi ed. - 2019

venerdì 8 novembre 2019

Guido Barbujani...


Identità (al plurale)


A rigore, significa uguaglianza completa (es.. identità matematica, identità di vedute),
e perciò l'aggettivo "perfetta" che generalmente l'accompagna è un pleonasmo.
Più spesso è parola usata per definire il complesso di caratteristiche che contra-
disstinguono, quando non addirittura definiscono, un individuo o un gruppo (es.: carta 
d'identità). E' uguale al singolare e al plurale, il che provoca equivoci. Alcuni pensano,
infatti, che l'identità sia una cosa sola, e addirittura si radichi in un preciso luogo geografico,
che è poi quello di nascita, che è poi quello dove da sempre sarebbero vissuti gli antenati:
sangue e suolo, come dicevano i nazisti che di queste cose se ne intendono. Scivolando
sempre più nell'equivoco, questo suolo ove affonderebbero tutte le radici dell'identità
(al singolare) determinerebbe infallibilmente filosofie di vita, gusti gastronomici e musi-
cali, stili di guida, perversioni dell'eros, passioni sportive, credenze religiose, tendenze
criminali, valori etici ed etilici, vezzi lessicali e bizzarrie  dell'abbigliamento: tutti, manco a
dirlo, coerenti l'uno con l'altro:. Un equivoco, si diceva, perché non stavano certo tutti nello
stesso posto i nostri sedici trisavoli, i nostri trentadue quadrisavoli, e men che meno i nostri
1024 antenati di trecento anni fa. Per non parlare di quello che apprendiamo dagli altri nel corso
della vita, e che può avere su di noi un'influenza ben maggiore dei pomeriggi a casa della
nonna in età prepuberale. E' perciò evidente che ciascuno di identità ne ha tante, e costrin-
gere dentro a un'unica definizione una persona, o peggio ancora un gruppo di persone,
è operazione brutale e insensata. Scrive Amartya Sen: "La stessa persona può essere, senza
la minima contraddizione, di cittadinanza americana, di origine caraibica, con ascendenze
africane, cristiana, progressista, donna, vegetariana, maratoneta, storica, insegnante,
romanziera, femminista, eterosessuale, sostenitrice dei diritti dei gay e delle lesbiche,
amante del teatro, militante ambientalista, appassionata di tennis". Tante identità e non
una, dunque. A livelli di scolarizzazione medio-bassi è trendy sostituire "identità" con
"nel DNA". Es.: "Il calcio-spettacolo è sa sempre nel DNA del Milan" (Silvio Berlusconi).


Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana
Identità (al plurale) - Guido Barbujani - Fandango libri - 2019

lunedì 4 novembre 2019

Delio Tessa...


da "L'è el dì di mort, alegher"


Passen i tram ch'hin negher
gent sora gent...lingera...
tosann e banch de fera!...
"Oh i bej coronn!" "Alegher!"
"oh i bej lumitt!" "oh i pizzi,
le belle tende, oh i pizzi!"
"L'è el dì di Mort...alegher!"

Passano i tram neri gente su gente...teppa...ragazze e bancarelle da fiera!..."Oh le belle corone!" Allegri! "Oh i bei lumini!" "Oh i pizzi, le belle tende, i pizzi!" E' il dì dei Morti!...allegri!


Delio Tessa  1886 - 1939

lunedì 28 ottobre 2019

Igiaba Scego...


Identità


Da dove vieni?
Chi sei?
Chi erano i tuoi antenati?
Il tuo sangue ha una nazionalità?
E tu cosa ti senti di essere?
L'identità fa scaturire mille domande in noi e negli altri. Viviamo in un mondo che si vuole
continuamente definire, che vuole etichette, vuole dividere tutto con una linea divisoria netta
e incontrovertibile. Ma le divisioni nette sono solo illusioni. Quello che rimane è solo quello
che ci rende unici in questo universo. Ci rende noi nella nostra essenza più intima. Da questo
punto di vista possiamo dire che l'identità è la concezione che noi abbiamo di noi stessi.
Ma spesso questa parola che dovrebbe contenere una pluralità è stata ricondotta da fatti storici
e sociali a una rigidità che non le è mai stata propria. Ed ecco che tutti noi,  chi più chi meno,
adottiamo delle posizioni rigide per quanto riguarda appartenenza religiosa, nazionale, o sovra-
nazionale. Come se dire francese, cattolico, ebreo, musulmano, nigeriano, europeo, africano,
donna , uomo esaurisse il tema della nostra identità. Come se in quella griglia, fatta di una o più
parole, noi ci sentissimo davvero completi. Naturalmente sappiamo tutti, anche chi nega questa
evidenza, che non è così. Sappiamo bene che le nostre identità sono fluide. Che non possiamo
essere francesi o italiani/e o nigeriani/e o brasiliani/e tutti/e allo stesso modo. E che essere
 tedeschi oggi è diverso dall'esserlo cinquant'anni fa. La parola quindi va presa, soprattutto in
un mondo di oggi dove tutto gira molto velocemente, e aperta il più possibile. In modo tale
da poter essere liberi di essere quello che si è veramente. Perché dentro quella parola è nascosta
di fatto la specificità di ognuno. Purtroppo viviamo tempi cupi di odio e malanimo. E in questo
scenario presente la parola invece di espandersi, si sta chiudendo. E la griglia di appartenenze
fissate dalla tradizione si sta ancor di più contraendo. Scattano quindi gli automatismi che
cercano una purezza che non è mai esistita dove in un tempo antico mai vissuto si era senza
macchie. Per fortuna è il nostro corpo a smentire questa costruzione, noi siamo di fatto bastardi
e mescolati per antonomasia. Nella  nostra identità sono racchiusi tutti i nostri percorsi e tutti i
nostri sogni. Chi persegue la strada della rigidità persegue inevitabilmente (e questo va detto
con chiarezza) uno scontro, a volte anche uno scontro di sangue. E' una parola di certo impor-
tante identità, ma da maneggiare con cura. E come diceva Amin Maalouf - scrittore libanese
che all'identità ha dedicato uno dei suoi libri più famosi, Les identites meurtrières, pubblicato
in Italia da Bompiani nel 2005 con il titolo L'identità -, "Grazie a ciascuna delle mie appar-
tenenze, prese separatamente, ho una certa parentela con un gran numero dei miei simili.
Grazie agli stessi criteri, presi tutti insieme, ho la mia identità personale che non si confonde
con nessun altro". Amin Maalouf di fatto ci dice che quello che percepiamo di noi deve seguire
il flusso, scorrere e mai irrigidirsi. Proprio come fa un fiume. Proprio come fa la vita.


Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana
Identità - Igiaba Scego - Fandango Libri - 2019


lunedì 21 ottobre 2019

Byung-Chul Han...



Fermezza e costanza non sono utili al consumo. Consumo e durata si escludono reciprocamente. Sono l'incostanza e la fugacità della moda a velocizzare il consumo. Così la cultura del consumo sopprime la durata. Carattere e consumo sono antitetici: il consumatore ideale è un essere umano senza carattere. Questa assenza di carattere rende possibile un consumo indiscriminato.


Byung-Chul Han    da " La salvezza del bello "
Nottetempo edizioni - 2019 

martedì 15 ottobre 2019

Marcello Fois...


Radici


Passaggio di ogni nutrimento, porta di ogni malattia,
passaporto per ogni tolleranza, vessillo di tutte le
intolleranze, maledizione, benedizione. Ossimoro
maledettissimo perché tu pensi a te stesso fingendo
di conoscerti.


Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana
Radici - Marcello Fois - Fandango Libri - 2019

mercoledì 9 ottobre 2019

OTZI...................GARY SNYDER



In cammino                                                                            - Buon compleanno -


Cammina a passo regolare sul pendio - roccia e cespugli fitti -
vento nelle orecchie, brezza che fa leggermente ondeggiare la barba -
nuvole basse, da ovest, a batuffoli -
oltrepassare ed attraversare le alte cime; varchi nel cielo blu -
in lontananza -
tra sbuffi di nuvole bianche e grigie si nasconde un crinale.
Attraverso una fessura nella roccia, chiazze blu di ombre di nuvole e sole -
la brezza cala -
si entra nella neve adesso, sole dietro le nuvole ma sempre luce fortissima.

Ginocchio dolorante e spalla indolenzita - ma -
sto per uscire sul campo di ghiaccio per attraversarlo e scendere dall'altra parte,
ancora neve e rocce e abeti più in basso.
Proprio adesso sole e vento - il mio coltellino,
l'occorrente per il fuoco, una figlia sistemata, questo cammino solitario.


Gary Snyder
4000 anni fa - 22 Sett. 2004

da: This Present Moment, Counterpoint, Berkeley 2015

mercoledì 2 ottobre 2019

Allen Ginsberg...



Aria del Campidoglio


No non mi va il governo in cui vivo
Nemmen la dittatura dei Ricchi
E burocrati che ti dicono che mangiar
E cani poliziotto ai miei piedi a annusar

Dei miei libri i Censori Comunisti
Chi si lamenta del mio aspetto, i Marxisti
Non mi va Castro, insulta membri del mio sesso
Gauchisti che dicon che siam mistici ossessi

I Capitalisti che vendon Coca alla benzina
Multinazionali che si fuman l'Amazzonia
Big Corporations dei media mentali
Bananieri che rapinan banche in Guatemala

Non mi van KGB Gulag concentrazionari
Maoisti cambogiani che danzan sugli ossari
15 milioni ne ha uccisi Stalin, Segretario al Terrore
Della rossa rivoluzion è lui l'uccisore

E che grida Amore Libero gli Anarchici
E la CIA assassina di John Kennedy
Paranoici tanks a Praga e in Ungheria
Ma neanche controrivoluzioni pagate dalla CIA

Anni '80 tirannici in Turchia o Corea
La Squadron-della-Morte-Destro-Democrazia
Stati di Polizia Iran Nicaragua ier
Governo tienti le tue polizie lontan da me, Laissez-faire 

E Supremazia Nazionalista Bianca o Nera
Non mi van Narcomafie che spaccian Ero
Il Generale in tweed col Congresso prepotente
Gli eserciti a Est e Ovest che recluta il Presidente

E Verità in Argentina estorta con tortura
Terroristi governativi al potere in Salvador
Non mi vanno i Sionisti nel ruolo di nazi Sturmtruppen
Liberazion Palestinese che Israel cucina in islamiche zuppe

Non mi va in Gran Bretagna il Segreto di Stato
Se il governo poi uccide se la cava è accertato
Bimbi radicali gasati da Lacrimalpolizia
Dio non voglia, in Svizzera e Cecoslovacchia

In America è Attica in Russia è la Lubianka
In Cina se sparisci poi non ti riconosci neanche
Sorgete Sorgete cittadini del mondo usate i polmoni
Temon la vostra lingua i Tiranni delle Nazioni

Duecento miliardi di dollari gonfian la Guerra Mondiale
In USA ogni anno dicon che è da aumentare
In tanks aerei laser la Russia ha altrettanto
50 miliardi più o meno per ucciderci soltanto

Scuola a pezzi perché la Storia cambia e non dura
Metà del Mondo Libero di destra è dittatura
Il socialismo solo a Danzica funziona
Il mondo comunista lo salva la prigione

I Generali dicono sappiamo chi combattere
Chi poi, finché in guerra ingiusta han chi da battere
Gli ostaggi in Iran si gonfian con Media-isteria
Con 9 miliardi di dollari lo Scià se ne scappa via

Kermit Roosevelt e i suoi dollari rovesciaron Mossadeq
Volevan il petrolio ebbero Ayatollah, sai lo shock!
Rimisero lo Scià istruiron la Savak
Tutto l'Iran fu nostro ostaggio non è vero Jack?

Il vescovo Romero scrisse a Carter "Basta
Al traffico d'armi col Salvador" gli spararono in testa
Smentì la Casa Bianca White l'ambasciatore
Reagan lo richiamò guardava negli occhi da morte le suore

San che è tardi e non vota mezzo elettorato
La stampa l'ha chiamato un Gran Mandato
Alcuni per Reagan han votato a occhi aperti
3 su 4 però no, un Plebiscito, stiam certi

Dura la Verità il Falso è più facile
Leggi tra le righe il nostro Imperialismo è abile
Se pensi però che lo Stato del Popolo è bello
Nella brace ti butti cambiando padella

Il Sistema è Sistema Russia Cina lo stesso
Criticalo a Budapest e sei fritto da adesso
Coca Cola Pepsi Cola in Russia e Cina già ci stan
Kruscev gridava a Hollywood "Noi vi seppelliam"

America e Russia si voglion bombardare
Tutti morti e poi?      Via tutti a pregare
Meno i Generali in caverne nascosti
A incularsi l'un l'altro aspettando nuovi posti

Comunismo Capitalismo disperiamone infine
menton tutti oh sine sine oh sine
Sanguinosa cortina di ferro USA Potere Militare
Di russa Torre di Babel immagin speculare

Gesù immacolato da folla mandato al sacrifizio
Era legge, Erode pagava i soldati han fatto il servizio
Flowerpower sta ben ma innocenza non ha chi difesa la faccia
Chi sparò a John Lennon un venerator d'Eroi aveva per spaccia

La moral di 'sta canzone è che il mondo è un brutto posto
L'industria scientifica divora il genere nostro
Polizia dappertutto armata di gas e TV
Padroni segreti burocratizzano tutti, io, tu

Terroristi e polizia insieme costruiscono Rabbia di classe
Propaganda nasconde manipola il potere della Gente di Classe
Non sai distinguere tra un provocatore e un tacchino
Ti senti confuso stai certo del Governo c'è lo zampino

Consapevoli siate dovunque voi siate      Non paura
Fidate nel cuore lasciate la Paranoia a voi cara
Respiriam insiem con animo semplice
Armati d'umorismo cerchiam d'illuminar      l'umanità infelice

dicembre 1980


Allen Ginsberg  1926 - 1997



venerdì 27 settembre 2019

A. Gilioli... Quando Calcutta finirà...



Quando Calcutta finirà sott'acqua

Finché a soffrire del riscaldamento globale era qualche isoletta del Pacifico,
poteva sembrare quasi folclore; ora con l'acqua alla gola è invece il secondo
Paese più popoloso del mondo, l'India, e forse anche i negazionisti ammette-
ranno che qualcosa non va. Ad agosto le inondazioni hanno fatto più di 300 
morti e 200 mila sfollati nel Kerala e nel Karnataka, a sudovest del Paese;
a Calcutta invece, dove anche quest'anno il termometro ha superato i 45
gradi, gli scienziati hanno scoperto che le acque del Golfo del Bengala si
stanno alzando a una velocità superiore alla media del pianeta. Secondo
l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico nel 2070
proprio Calcutta sarà la città al mondo con più persone esposte alle inon-
dazioni costiere. Le risaie sulla foce del Gange sono già state abbandonate:
stanno diventando salate. Un rapporto della Banca mondiale prevede che solo
in Asia meridionale almeno 40 milioni di persone saranno costrette a emigrare
nei prossimi trent'anni per via dei cambiamenti climatici.  

1 di 6

2 di 6 - Giacarta
3 di 6 - Venezia 
4 di 6 - New York - New Orleans
5 di 6 - Maldive 
6 di 6 - Seychelles 


L'Espresso - 26 agosto 2018  

lunedì 23 settembre 2019

Haiku d'autunno...



.................... Haiku d'autunno ....................


Matsuo Basho 1644 - 1694

non un grano di polvere
a turbare il chiarore
del crisantemo bianco


Kobayashi Issa  1763 - 1827

        Dico parole brevi.
Se avessi anche un interlocutore...
      Luna di metà autunno.


Masaoka Shiki  1867 - 1902

vento d'autunno:
viviamo, e ci guardiamo l'un l'altra,
tu ed io

.................... Haiku d'autunno ....................


giovedì 19 settembre 2019

G. Barbujani...


Speranza e disperazione                                           


Negli ultimi cinque secoli i flussi migratori hanno raggiunto livelli senza precedenti, in
termini sia di distanze coperte, sia di quantità di persone che si spostano. E' tempo di affrontare
una domanda fondamentale: perché la gente migra? Una volta tanto, la risposta è semplice: o
perché vuole o perché deve. Perché vuole: i cacciatori seguono la selvaggina, gli agricoltori cercano
nuova terra arabile; si sposta continuamente chi commercia, di necessità, ma anche gli
industriali, in cerca di migliori infrastrutture e regimi  fiscali; fin dal Medioevo gli studenti
vanno nei posti dove l'istruzione è migliore o costa meno, e i loro docenti verso paesi in cui la
ricerca è meno trascurata. Molti di questi spostamenti incidono sulla società e sull'uso delle
risorse naturali: vivere vicino all'acqua semplifica la vita e i traffici, ma così certe aree si
riempiono di gente mentre altre si spopolano. E poi ci sono i cambiamenti climatici, gli
eventi politici e le epidemie. Allora si migra perché si deve: perché non c'è acqua o non c'è
lavoro; perché c'è la guerra o perché  non c'è ma ci hanno circondato di filo spinato; perché
si è in troppi, o in troppo pochi, o perché il gruppo (etnico, religioso, politico) cui apparteniamo
è perseguitato. Nel corso della preistoria e della storia tutto è cambiato più e più volte,
ma non le due molle che hanno spinto la gente via da casa: speranza e disperazione.


Guido Barbujani - Andrea Brunelli 
Il giro del mondo in sei milioni di anni
Il Mulino edizioni - 2018     

venerdì 13 settembre 2019

Numeri... Settembre 2019



Stati Uniti

Il paese delle armi
Dati  2019 aggiornati al 11 settembre


Sparatorie               39.231
Stragi*                          295
Feriti                       20.701
Morti                       10.363

* con almeno quattro vittime
           (feriti e morti) 

Fonte: Internazionale n. 1324

lunedì 9 settembre 2019

L. Masali...


Lago


Perché è una parola che non ha
                           paura di scendere
là dove fa buio
e l'acqua è profonda.
Troverò le parole per raccontare a
    Morgana la storia di sua nonna,
che non la può abbracciare perché
             un giorno era troppo triste
per accontentarsi di gurdare le
                                             onde
e ha voluto diventare un pesciolino.


Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana 
Lago - Luca Masali - Fandango Libri - 2019

martedì 3 settembre 2019

L. Hughes...


Harlem


Cosa succede a un sogno rimandato?

Forse si prosciuga
Come uva appassita al sole?
O suppura come una ferita
E si spande?
Puzza forse come carne marcia?
O fa la crosta e si inzucchera
Come un dolce sciropposo?

Forse soltanto cede
Come un carico troppo pesante

O forse esplode?


Langston Hughes  1902-1967