- Muoiono i poeti -
Noi siamo gli operai dei cartoni animati
Una volta una signora mi ha detto: "Ma questo Dadaismo, questo Surrealismo non avrà un cattivo effetto sui giovani?" Le ho risposto: "Signora, ho fatto molti quadri in vita mia e sto ancora cercando di fare un quadro alla cui vista certe persone cadono morte, ma non ci sono ancora riuscito." - Man Ray -
- Muoiono i poeti -
Noi siamo gli operai dei cartoni animati
Gertrude Stein 1874-1946
estratto da “Roastbeef”
Seppellire un pollo snello, sollevare una piuma vecchia, circondare una ghirlanda e cuocere al forno una
scheggia d’asta, suggerire un riposo e insediarsi semplicemente, arrendersi a vicenda, riuscire a risparmiare
il più semplice, gratificare un eccezione e non diventare più cieco, non zuccherare nulla di più scuro e
leggere più rosso, dare più risalto al colore, trascegliere il cibo per cena, restare insieme, non
sorprendere nessun peccatore, non curvare niente di più dolce, continuare più magro, aumentare con
la ricreazione che riposa per disegnare una corda non più buia.
Omar Khayyàm 1048-1131
Accontentarsi d’un osso come avvoltoio predace
è meglio che qual parassita visitare le mense dei vili.
Meglio, contento d’un pane d’orzo rozzo, saziarsi,
che tutto imbrattarsi dei cibi finissimi d’empia gentaglia.
Alba Atomica
Velimir Chlébnikov 1885-1922
Da “ La tromba del Gul mullà “
Oggi sono invitato dal mare.
La tovaglia di sabbia è spaziosa.
Un cane a poca distanza.
Cerchiamo. Rosicchiamo.
Ci guardiamo l’un l’altro. Per pranzo
Ho avuto piccoli pesci e caviale.
Bene! E’ peggio essere ospiti degli uomini!
Di dietro lo steccato:” Urus dervis, dervis urus”.
KONISHI RAIZAN 1634-1716
piantatrici di riso:
non è infangato solo
il loro canto
NAITO JOSO 1662-1704
stringono la via
le spighe dell’orzo
pesanti di pioggia
YOSA BUSON 1716- 1784
torno a vederli
e nella sera sono già frutti
i fiori di ciliegio
YOSA BUSON
foschia mattutina:
in un villaggio di mille tetti,
i rumori del mercato
Giovanni Pascoli 1855-1912
La piada
Azimo santo e povero dei mesti
agricoltori, il pane del passaggio
tu sei, che s’accompagna all’erbe agresti;
il pane, che, verrà tempo e nel raggio
del cielo, sulla terra alma, gli umani
lavoreranno nel calendimaggio.
Ché porranno quel dì su gli altipiani
Le tende, e nel comune attendamento
l’arte ognun ciberà delle sue mani.
Ecco il gran fuoco, che s’accende al vento
di primavera. Ma in disparte, gravi,
sulla palma le bianche onde del mento,
parlano i vecchi di non so che schiavi
d’altri e di sé: ma sembrano parole
sepolte, dei lontani avi degli avi.
Guardano poi la prole della prole
seder concorde, e, con le donne loro
e i loro figli, in terra sotto il sole,
frangere in pace il pane del lavoro.
Osip Mandel'stam, poeta immortale
Allen Ginsberg 1926-1997
Su maiali della Civiltà Occidentale mangiate più grasso
Mangiate Mangiate più Lombo venato più Maiale
con sughi!
Ben unti i condimenti, friggete il pollo
in olio bollente
Portatelo gocciolante in grigie lande, innevate
di sale
Agnellini avvolti di menta arrostiti a schidioni
contornati di patate arrosto intrise di
salsa burrosa,
Medaglioni di vitello al burro in cremosa saliva,
manzo ben imburrato, accanto a montagne scintillanti
di patate fritte
Stroganoff in salsa bianca piccante di panna acida, cotolette
inzuppate d’olio d’oliva,
circondate d’olive, formaggio feta salato, cui segue
Roquefort e Blue e Stilton
e sete
di vino, Birra Cocacola Fanta Champagne
pepsi retsina arak whiskey
vodka
Ahh! Attento agli attacchi cardiaci, ingoia
più pillole contro l’angina
ordina un piatto di Bratwurst, wurstel fritti,
un paio di miliardi di burger Wimpy’s o Mac Donald
sulla luna e rutta!
Sale su quelle patate fritte! Butta cipolle
e funghi impanati persino zucchini
in padella – Hot Dog!
Dimentica i fagiolini, qualche carota ogni giorno
una mini cucchiaiata di riso salato
basterà, e disponi il piatto con grazia;
buttaci sottaceti, crauti in salamoia
controllati il colesterolo, prendi una pillola
e ordina un krapfen con zucchero e crema, ingozzane 2 sotto
la cintura taglia 58
Svieni nel vomitorium torna indietro tossisci
rigurgita file di panini ancor masticando
pastrami al delicatessen da Katz
Tornato in centro Europa e ingurgita Kielbasa
a Lodz
ingoia salame a Monaco sciaqualo giù con birra, Leberwurst
su pumpernickel a Berlino, formaggio grasso in
un Hotel 3 stelle vicino a Syntagma, su pane
bianco ben bene imburrato
Dai esempio di come sviluppare le nazioni, sale,
zucchero, grassi animali, caffè tabacco Schnapps
Cadi morto più in fretta! fai spazio a
lavoratori ospiti cinesi con alieni
butti di soia cavolo verde e riso!
Africani Latini con riso e fagioli e scodella di calabash
restan magri e stanno in tanti in appartamenti per classe
operaia mangiomane –
Non come la gran cucina occidentale ricca in proteine
cancro infarto ipertensione sudore
fegato ingrossato e splenomegalia
Diabete e apoplessia – monumenti a carnivore
Civiltà
che al momento assassinano Belfast
Bosnia Cipresseo-Cipro Nagorno-Karabah Georgia
impostano lettere-bomba d’amore a
Vienna o dan fuoco a case
in Germania Est – fatti un altro caffè,
ecco un sigaro.
E questo è un piatto di millefoglie al cioccolato,
te lo meriti.
Erich Fried 1921-1988
Salsiccia
1.
Ciò che il maiale
tace
non può più grugnirlo
la salsiccia
2.
Quando il mangiatore di salsiccia
grugnisce
sua moglie lo chiama
porco
3.
La salsiccia dimostra
che il mutamento sopravvive alla morte
Un budello che la carne proteggeva in sé
protegge ora in sé la carne
4.
Mangiare la salsiccia è
la resurrezione della carne
da un budello morto
a uno vivo
5.
L’avvelenamento da salsiccia tuttavia
cerca di ristabilire l’equilibrio
e di rendere il budello vivo
prima vuoto e poi morto
Hugo von Hofmannsthal 1874-1929
Il cuoco di bordo, un prigioniero canta:
Povero me, separato dai miei,
Me ne sto qui da molte settimane;
E ahi, per coloro che mi tormentano
Un pranzo dopo l’altro debbo cucinare.
Bei pesci dalle pinne porporine
Che quelli mi han portato vivi,
Guardano ora con occhi vitrei,
Miti animali debbo scannare.
Quieti animali debbo scannare,
Bei frutti debbo sbucciare:
E per loro che mi disprezzano
Scegliere spezie roventi.
E mentre io curvo sotto il lume,
Rovisto tra odori dolci e forti,
Di libertà mi salgono su in cuore
Sentimenti immensi!
Povero me, separato dai miei,
Me ne sto qui da molte settimane;
E ahimè per coloro che mi tormentano
Un pranzo dopo l’altro debbo cucinare.
José Moreno Villa 1887-1955
Voglio merendare con Giacinta
Ah, come morde bene Giacinta la ciliegia!
Giacinta ha la capigliatura acre,
ma con lunghe onde, come le gambe.
Giacinta si stende sul prato
Come sul mare;
Giacinta è la donna perfetta
quand’è l’ora di far merenda.
Giacinta si commuove per Lincoln,
austero tenace e politico,
morde un toast
e mi dà la parte morsicata.