venerdì 6 novembre 2026

WALT WHITMAN...

 

A un presidente

Quanto tu fai e dici è per l'America un miraggio pendulo,
tu ignori la Natura - la politica della natura, non ne hai
        mai appreso la grande ampiezza, rettitudine, imparzialità,
e non hai visto ancora che solo cose siffatte s'addicono agli Stati,
e che tutto ciò che è inferiore, o presto o tardi, dovrà svanire dagli Stati.

Walt Whitman  1819-1892

Foglie d'erba -
Einaudi edit. - 2016 

martedì 3 novembre 2026

VALERIA LUISELLI...

 


Mia madre ha un amica la cui madre, molto anziana, più che novantenne, quando sente un Gps dare indicazioni chiede sempre, terrorizzata: perché questa signora alla radio sa dove stiamo andando? A mia figlia questa storia un pò crudele fa molto ridere, e da quando l'abbiamo sentita raccontare da mia madre ci riferiamo sempre all'app delle mappe come alla signora che sa dove stiamo andando.

Valeria Luiselli  da "Principio metà fine"
Einaudi ed. - 2026

sabato 31 ottobre 2026

PATRIZIA VALDUGA... MILANO INVISIBILE

 


A Milano, capitale immorale
coi "danee in man" non col "coeur", per suo male,
sono arrivata nell'ottantadue
per lui, e ho preso forze dalle sue.
Poi sono rimasta per la sua memoria.
Ma qui non c'è più storia né memoria.
Qui ogni nanosecondo c'è un "evento",
qui la fiera più effimera è in fermento,
qui va bene ogni cosa e il suo contrario,
qui si alza e cala sul niente il sipario,
qui il merito è usurpato o immaginario,
qui mangia bene solo un miliardario.

Patrizia Valduga- Lacrimae rerum
Einaudi edit. - 2025

martedì 27 ottobre 2026

ANTONIO PORTA... MILANO INVISIBILE

 


Una mendicante

La mendicante mi guarda irridendo,
supplicandomi con odio tende la mano
e mi blandisce con un ricordo osceno,
non ha sospetti ha certezze la mendicante anziana,
con il braccio destro ingessato, veste con proprietà,
di sbieco si sposta sul marciapiede, scivola,
appoggia la guancia sulla spalla sinistra.
Così la mendicante attraversa il mio quartiere
(ma non erano spariti i mendicanti?)
mi accosta, non mi ferma, mi sfiora,
allontanandosi mi taglia in due con un sospetto,
tu fallirai con me, mi suggerisce.
Non ti sei accorto che la pensione è da fame?
Tu come vivrai senza soldi?
Avrai il coraggio di stendere la mano?
Lo saprai fare o ti rideranno in faccia, ipocrita!
Chi si cura, oggi, dei giardini a Milano
dopo la tempesta del pomeriggio?
Eppure in questi giorni osservo
i rami spezzati già ordinati in cataste,
le foglie in altri mucchi a seccare, poi
le incendieranno, fumi da cimiteri vegetali.
Tra non molto anche la mendicante
verrà messa in ordine, verranno
a raccoglierla sul marciapiede in Col di Lana,
la infileranno dentro un sacco di plastica nera,
la solleveranno come un Cristo nel sudario.
Con cautela le alzano prima una palpebra,
poi l'altra, le ravviano i capelli grigi bagnati,
la portano via nel furgone lucente
i due necrofori comunali senza cappello.
Quel giorno nessuno mi avvertirà, nessuno
mi chiederà di seguirla nell'ultimo viaggio.
Un giorno, quale non si può dire tutto
accadrà spontaneamente.

Antonio Porta  1935-1989

sabato 24 ottobre 2026

VIVIAN LAMARQUE... MILANO INVISIBILE

 


Sulla 90 i continenti
 
                          (scritta sulla 90, una sera verso le nove, tutte le teste
                           intorno a me ciondolavano dal sonno)

Sulla 90 ci derubano, dicono, infatti è vero,
anche a me è capitato, ma anche sull'1, sul 14,
sul 19, dappertutto. E dicono che ci salgono
persone brutte, non fiorellini profumati.

Ma la 90, la 90 è un continente un viaggio
ci sono fiumi e pianure e catene montuose
e gli Incas i favolosi Incas e profili aztechi
e ieri mi ha ceduto il posto un signore
che pareva Obama, uguale. Sulla 90
la sera, indiane vesti come affreschi
e sete annodate con dentro bambini
addormentati con ciglia fitte a tener lontano
i lupi e ora, che sono le 21, ciondolano
dal sonno sui bambini anche le teste delle madri
mentre in piedi vegliano sentinelle i padri.

Hanno attraversato mille e uno mari
e uomini-squali per approdare infine
su questa casa mobile che apre le porte
che le chiude, fiumi che salgono,
che scendono, che da generazioni, anche per noi visi pallidi,
al mille per mille d'interesse pagarono
in anticipo il biglietto.

Vivian Lamarque  

mercoledì 21 ottobre 2026

DAVID MARIA TUROLDO... MILANO INVISIBILE

 

Povera che dorme entro i giornali


C'è una povera in via Ciovasso
che non può più camminare,
e dorme entro giornali
nessuno di quelli che stanno 
di sopra
ha tempo di scendere a salutare.

Per lei è di troppo
un pò di scatole per guanciale
e stare
nel cuore di Milano


David Maria Turoldo  da "Io non ho mani" 1948

domenica 18 ottobre 2026

MARIO RAPISARDI...

 

Gaetano Bresci  10 novembre 1869 - 22 maggio 1901


Stavo per dimandar: ma chi l'ha fatto,
povero Umberto, questo tuo ritratto?
quando il mio curioso occhio distinse
questa scritta dappiè: Bresci dipinse:

di Mario Rapisardi da "Frecciate"

giovedì 15 ottobre 2026

LA VERTIGINE DELLA LISTA... 4 di 4 - WISLAWA SZYMBORSKA...

 


COMPLEANNO (1972)


Tanto mondo d'un tratto da tutto il mondo:
morene, murene e marosi e mimose,
e il fuoco e il fuco e il falco e il frutto -
come e dove potrò mettere il tutto?
Queste foglie e scaglie, questi merli e tarli,
lamponi e scorpioni - dove sistemarli?
Lapilli, mirtilli, berilli e zampilli -
grazie, ma ce n'è fin sopra i capelli.
Dove andranno questo tripudio e trifoglio,
tremore e cespuglio e turgore e scompiglio?
Dove porti un ghiro e nascondi l'oro,
che fare sul serio dell'uro e el toro?
Già il biossido è cosa ben preziosa e cara,
aggiungi la piovra, e in più la zanzara!
Immagino il prezzo, benché esagerato,
grazie, io davvero non l'ho meritato.
Non è troppo per me il sole, l'aurora?
Che cosa può farne l'umana creatura?
Sono qui un istante, un solo minuto:
del dopo non saprò, non l'avrò vissuto.
Come distinguere il tutto dal vuoto?
Dirò addio alle viole nel viaggio affrettato.
Pur la più piccola - è una spesa folle.
lo scialo di stelo, petali e pistillo
una volta, a caso, in questa vastità,
con sprezzo è precisa, di altera lievità.  


LA VERTIGINE DELLA LISTA
Umberto Eco
- Bompiani ed. - 2009

domenica 11 ottobre 2026

LA VERTIGINE DELLA LISTA... 3 di 4 - DIAVOLI

 


Amon, Astaroth, Cimeries, Balam, Furfur, Moloch, Ose, Paimon,
Bitru. Nibba, Vapula, Sitri, Naberius, Zagam, Zepar, Glasya 


LA VERTIGINE DELLA LISTA
Umberto Eco 
 - Bompiani ed. - 2009

giovedì 8 ottobre 2026

LA VERTIGINE DELLA LISTA... 2 di 4 - ANGELI

 


Batraal, Burisiel, Clyssan, Culmar, Drubiel, Gamsiel, Lamas, Medar,
Amezarak, Parius, Turel, Zaqebe, Orym, Adan, Uriel, Burfa, Dubilon,
Baoxas, Semeyaza,

LA VERTIGINE DELLA LISTA
Umberto Eco 
 - Bompiani ed. - 2009

lunedì 5 ottobre 2026

LA VERTIGINE DELLA LISTA... 1 di 4 - WISLAWA SZYMBORSKA...




POSSIBILITA'  (1985)


 Preferisco il cinema.
Preferisco i gatti.
Preferisco le querce sul fiume Warta.
Preferisco Dickens a Dostoevskij.
Preferisco me che vuol bene alla gente a me 
che ama l'umanità.
Preferisco avere sottomano ago e filo.
Preferisco il colore verde.
Preferisco non affermare
che l'intelletto ha la colpa di tutto.
Preferisco le eccezioni.
Preferisco uscire prima.
Preferisco parlare con i medici d'altro.
Preferisco le vecchie illustrazioni a tratteggio.
Preferisco il ridicolo di scrivere poesie al
ridicolo di non scriverne.
Preferisco in amore gli anniversari non tondi,
da festeggiare ogni giorno.
Preferisco i moralisti
che non mi promettono nulla.
Preferisco una bontà avveduta
    a una credulona.
Preferisco la terra in borghese.
Preferisco i paesi conquistati
    a quelli conquistatori.
Preferisco avere delle riserve.
Preferisco l'inferno del caos all'inferno
    dell'ordine.
Preferisco le favole del Grimm alle prime
    pagine.
Preferisco foglie senza fiori a fiori
    senza foglie.
Preferisco i cani con la coda non tagliata.
Preferisco gli occhi chiari,
    perché li ho scuri.
Preferisco i cassetti.
Preferisco molte cose che qui non ho 
    menzionato
a molte pure qui non menzionate.
Preferisco gl zeri alla rinfusa
che non allineati in una cifra.
Preferisco il tempo degli insetti a quello
    siderale.
Preferisco toccare ferro.
Preferisco non chiedere per quanto ancora
    e quando.
Preferisco prendere in considerazione
    perfino la possibilità
che l'essere abbia una sua ragione.


LA VERTIGINE DELLA LISTA
Umberto Eco 
- Bompiani ed. - 2009
 

sabato 3 ottobre 2026

ALESSANDRA CARNAROLI... 50 oggetti contundenti...

 


21

pistola
(col calcio della)
ne avevo una
regolarmente detenuta
ma scarica ( non si sa mai
chi ti può entrare in casa)


Alessandra Carnaroli
50 tentati suicidi più 50
oggetti contundenti
Einaudi edit. - 2021

mercoledì 30 settembre 2026

ALESSANDRA CARNAROLI... 50 tentati suicidi...



10 

rileggere più volte nel foglietto
la posologia corretta che far
in caso
di eccessiva assunzione
al cielo
visione di angeli
paradisi artificiali
isole
di rockers scomparsi in circostanze misteriose
elvis mi passa il sale
per rinvenire

14

una cravatta di mio marito meglio
una cinta di accappatoio più lunga
che assorbe saliva se sbavo

15

bisogna pensare
ad un'auto nel canale
una sera di maggio
quando ancora fa fresco
la gente non va  a passeggio
si trova l'auto solo l'indomani
e un corpo che galleggia
nella felpa

41

di morte apparente
mi risvaglio
al canto
delle vecchie
nel primo banco


Alessandra Carnaroli
50 tentati suicidi più 50
oggetti contundenti
Einaudi edit. - 2021

mercoledì 23 settembre 2026

ALESSANDRA CARNAROLI... 50 oggetti...




14
 
la padella grande
si alluminio dove ci cuoci il sugo
che stai sempre a mescolare
se no si attacca l'hai vista su masterchef
ti sei innamorata subito compriamola
ci mettevi un litro d'olio ora il fondo alto
del tuo sterno crea la base giusta per la cottura
una specie di piastra

ma non hai mai comprato il coperchio
se no adesso coprivamo tutto
per ultimare


39

la busta frigo
dell'ikea
per essere sicuro
che ti conservi
fresca
la testa come
polpettina di renna
o trancio
di salmone
ti dicevo che saresti morta
di intossicazione da mercurio
i pesci grossi ne sono ricchi
oltre agli antibiotici

ma tu niente
non mi davi ascolto
preferivi anche i muschi e licheni
radioattivi 
ad una bistecchina
dal mio macellaio
di fiducia


Alessandra Carnaroli
50 tentati suicidi più 50
oggetti contundenti
Einaudi edit. -2021

domenica 20 settembre 2026

HAIKU D'AUTUNNO...

 


Haiku d'autunno


Sogno,
foglie d'autunno
mi seppelliscono
e il mio corpo germoglia.


Insieme al vento
una foglia d'autunno
da occidente
a oriente.


La foglia racconta il vento
il vento racconta la foglia.


Abbas Kiarostami

mercoledì 16 settembre 2026

BRIAN ENO - BETTE ADRIAANSE...




 Un desiderio per questo libro è che ci aiuti
a riconsiderare il valore di due cose:

gioco ed emozioni.

E a capire che ciò di cui abbiamo bisogno
è già dentro di noi, e che l'arte - attraverso il gioco
e le emozioni - è un modo per scoprirlo.

C'è una meravigliosa scultura di Giuseppe Penone.
Un tronco di cui l'artista ha tagliato via la maggior
parte, lasciando l'albero com'era quando aveva
dieci anni.

Dentro l'albero grande c'è l'albero piccolo
Dentro di te c'è il te piccolo.
E sempre ci sarà. 



Giuseppe Penone, Albero porta, 1993
Legno di sequoia
Fotografia di Luigi Gariglio


Cosa fa l'arte - una teoria incompiuta
Brian Eno - Bette Adriaanse
Mondadori editore - 2026

domenica 13 settembre 2026

ALESSANDRA CARNAROLI... 50 tentati...

 

50

contro il palo della luce
senza casco
dove hanno già attaccato
una sciarpa fano calcio
madonnina fiore finto
per un altro morto


29

per salvare una vita umana
la madre disperata che chiama
il figlio al largo col mare mosso
signora stia tranquilla
ho il patentino per guidare
una vespa piaggio

i polmoni riempiti di acqua
con la testa rivolta al fondo
resto in continua esplorazione dell'abisso
mentre scorrono davanti agli occhi
flip flop accendini cotton fioc
dal sud del  mondo

caricano il bambino gonfio
sul pattino a me va peggio


Alessandra Carnaroli
50 tentati suicidi più 50
oggetti contundenti
Einaudi edit. - 2021

lunedì 7 settembre 2026

ENZO JANNACCI... Muoiono i poeti

                                                              

       

                                                                                         - Muoiono i poeti - 


Il bonzo  (Ora importa anche a me la mia libertà)

A un, a du, a un du tri quatr
M'han detto che un bonzo(Un bonzo, chi è?)Un prete buddista(Ah)Si è bruciato('Sto bonzo)Si è cosparso di benzinaNella piazza principale e poi eh,(Che cosa è successo?)NienteS'è dato fuoco da séPerché vuole la libertà
La libertà de brusàDe brusà per pudè campàPer campà per lavuràLavurà per pudè brusà(Ah, ah, ah)
M'han detto che in Fiandra(In Fiandra, dov'è?)Nel Belgio(Ah)È saltata per aria'Na miniera(De carbun)Son finiti bruciacchiatiAsfissiati, anneriti dal grisù, uh(Che cos'è successo?)NientePiù di sessanta terùnSon finiti all'aldilàHan finì de tribulàDe tribulà per pudè campàDe campà per lavuràLavurà pe pudè 'sfissià
Io c'ho la macchinaC'ho un bel mestiereE non faccio il minatoreC'ho la mutuaC'ho la casa al terso piano eC'ho i servizi col bidetCosa interessa a meDella mia libertàLa libertà de brusàDe brusà per pudè campàE campà per tribulàE tribolare per campareE tribulà per pudè campàE de campà per pudè 'sfissiàE de sfissià per pudè campàE libertà per pudè brusà
M'han detto ier sera(Ier sera? Cus'è?)Il dottor Biraghi(Chi è?)Il caporeparto(Ah)Che son licenziatoIn tronco
È per via della flessioneSul mercato principale e poi eh, uh-uh(Che cosa è successo?)PiangoDes' m'interessa anche a meDella mia libertàLa libertà de brusàDe brusà per pudè campàLibertà de lavuràDe lavurà e dopo asfissiàLavurà per pudè campàE tribulà per pudè murì(Ah, ah, ah)
Non c'ho più la macchinaSon disoccupatoLa mia donna mi ha lasciatoSensa mutuaSensa casaNon c'ho più neanche il bidet
Sono qui peggio di un bonzoNon c'ho neanche la benzina per bruciar, uhDes' m'interessa anche a meDella mia libertàLibertà de lavuràDe lavurà per pudè campàE campà per poi tribulàE tribolare per campareE campà per pudè brusàE libertà e libertàAllora libertà, confessioneNo, confessione e libertàNo, libertà e rivoluzioneNo, sì, rivoluzioneNo, rivoluzioneSì, sì sì, rivoluzioneLibertà di rivoluzioneÈ libertà la rivoluzioneLibertà per tribulàE libertà per la rivoluzioneLibertà, rivoluzioneLiber, rivo,RivoluRivoRivoRivoluRivoluRivoluRivoluzioneRivoluzioneRivoluzioneRivoluzioneRivoluzione
Un DueUn DueRivoluzioneUn DueUn DueRivoluzioneUn DueUn DueRivoluzioneUn DueUn DueRivoluzioneUn DueUn DueUn DueUn Due
Piango 

Enzo Jannacci  1975

giovedì 3 settembre 2026

ABBAS KIAROSTAMI...




Per quanto ci pensi 
non capisco
il perché di un tale biancore nella neve.

-

In pieno giorno
nessuno si accorge
della lucciola.

-

Mi disseto
a un miraggio 
vogliate crederci o no.


Abbas Kiarostami   Iran 1940-2016
 

lunedì 31 agosto 2026

OSCAR WILDE... Muoiono i poeti


                                                          
                                                            - Muoiono i poeti -


 Finché la guerra sarà considerata una cosa malvagia     
conserverà il suo fascino. 
Quando sarà considerata volgare,
cesserà di essere popolare.

OSCAR WILDE

venerdì 28 agosto 2026

GIANCARLO CONSONNI...

 


Lussi


Lussi?
Prendo fuori orario il 23
Arriva dondolando
la gondola di Milano

MILANO PORTO DI MARE
La poesia e la città
- Mondadori edit. - 2026

martedì 25 agosto 2026

AHMAD SHAMLU...

 


In piazza    1973

Quel che si vede
e quel che scorre davanti agli occhi.

Dove militari si allenano
                                      al massacro
potrebbero stendersi verdi prati
e ragazzini
                  essere un arcobaleno
danzante e
                 fragoroso.

Ma chi 
ancora sorride di fronte
                                     all'ultimo ordine,

soltanto
sorride
           di fronte
al "Fuoco!"



La resurrezione   1980

In me c'erano tutti i morti:
la salma degli uccelli che cantano
e ora son quieti
la salma degli animali più belli
della terra e dell'acqua 
la salma degli uomini
buoni e cattivi.

Io ero lì
estinto
senza alcun canto. -
In me né mistero
né sorriso
né rimpianto.

Teneramente
                    d'improvviso
                                        mi hai
                                                 sognato
e mi son svegliato
con te.

Ahmad Shamlu   Iran  1925-2000
- Poeti iraniani dal 1921 a oggi -
Mondadori ed.  - 2024

sabato 22 agosto 2026

MANIFESTO DELLA CURA...

 

Il settantasette per cento delle persone che lavorano nel settore della cura alla persona in Italia - incluse lavoratrici domestiche, addette alla pulizia, badanti, baby sitter - sono donne straniere.

da  "Manifesto della cura"  The Care Collective
Edizioni Alegre  - 2021

mercoledì 19 agosto 2026

NIMA YUSHIJ...




O uomini!    1941


O uomini! Allegri e spensierati sulla riva!
Qualcuno in acqua sta annegando.
Qualcuno senza sosta agita mani, piedi
in questo violento e oscuro mare che sapete.
Quando l'impeto della sopraffazione vi ubriaca,
quando invano credete
che a un bisognoso la mano
solo per mostrarsi più forte si tenda,
quando stretta la cinghia alla vita
andate incontro alla battaglia.
In quale momento ve lo devo dire?
Qualcuno invano sta morendo in mare!

O uomini! Che bei banchetti stendete sulla spiaggia!
Pane in abbondanza, vesti sicure;
qualcuno dal mare vi chiama
le alte onde sfidando con braccia sfinite,
bocca spalancata e occhi squarciati dal terrore.
Le vostre ombre scorge da lontano
sempre più inquieto ingoiando acqua nel livido vortice.
A volte dimena le mani,
a volte i piedi.
O uomini!
Egli scruta questo vecchio mondo
continuando a sperare nel vostro aiuto.
Voi che sulla quieta spiaggia state a guardare!
L'onda si abbatte sull'attonita riva,
si stende come un malfermo ubriaco.
Va strillando. E questo grido s'ode ancora da lontano:
- "O uomini!..."
Ogni attimo il sibilo del vento si fa più dolente,
tra le acque prossime e remote
quel grido si espande
e ancora s'ode:
- "O uomini!..."

Nima Yushij   IRAN 1895-1960
- Poeti iraniani dal 1921 a oggi -
Mondadori ed. - 2024

domenica 16 agosto 2026

FRANCO LOI... Muoiono i poeti

 


                                                              - Muoiono i poeti -

Su 'n tram u 'ist in faccia la belessa,
un tram sudà, de cappell e giacch,
de impiagà cuj facc de la tristessa,
e de dònn grass, de bamburìn cuj tacch;
u 'ist la faccia che ghe brusava el cor
in 'na Milan che la slisava aj fracch
de cà indurment, de òmm che par che mor, 
de auto, buss,sirènn e gas ne l'aria,
e 'stu scappà del temp fora del vor...
L'era 'na faccia franca, lus ne l'aria,
nel rìdd al blo di occ culur del vent,
un vestì flosc d'un rosa che par svaria
al trem del corp al tucch del sentiment...
Mì l'u beuda nel bèll del sò vardà
e l'é s'è fada festa tra la gent.

Franco Loi

Su un tram ho visto in faccia la bellezza, / un tram sudato, di cappelli e giacche, / di impiegati con le facce della tristezza, / e donne grasse, e ombelichi sui tacchi; / ho visto la faccia che le bruciava il cuore / in una Milano che scivolava tra mucchi / di case addormentate, di uomini che sembrano morire, / di auto, bus, sirene e gas nell'aria, / nel ridere blu di occhi color del vento, / un vestito floscio d'un rosa che pare cangiante / al tremare del corpo al tocco del sentimento... / Io l'ho bevuta nel bello del suo guardare / e lei si è fatta festa tra la gente.

mercoledì 12 agosto 2026

FRANCO BELTRAMETTI... Muoiono i poeti




                                                                      - Muoiono i poeti -



 



 

domenica 9 agosto 2026

GARY SNYDER... ALBA ATOMICA

 


Alba Atomica


Il giorno in cui ho scalato per la prima volta il St. Helens era il 13 agosto 1945
Spirit Lake era lontano dalle città della valle e le notizie arrivavano lentamente
Sebbene la prima bomba atomica sia stata sganciata su Hiroshima il 6 agosto
e la seconda su Nagasaki il 9 agosto, le foto non apparvero
sul Portland Oregonian che il 12 agosto. Questi giornali devono essere
stati portati a Spirit Lake il 13. La mattina presto del
14 mi incamminai verso la chalet per controllare la bacheca. Vi erano
esposte intere pagine del giornale: foto di una città devastata
dall'alto, la stima di 150.000 morti nella sola Hiroshima, autorevoli scienziati americani
che dichiaravano "niente vi crescerà più per
settanta anni". Il sole mattutino sulle mie spalle, l'odore delle conifere
e le grandi ombre degli alberi, mocassini leggeri ai piedi, sentivo il terreno,
il  mio cuore era ancora alle cime innevate alle mie spalle.
Inorridito, davo la colpa a governi, politici, scienziati di tutto il mondo,
feci un giuramento a me stesso, qualcosa come, "In nome
della bellezza, purezza e durata di St. Helens, io combatterò contro
questo crudele e devastante potere e contro tutti coloro che cercheranno
di farne uso, per il resto della mia vita.

pericolo sulle cime - poesie - Gary Snyder
elemento15  - 2022 

giovedì 6 agosto 2026

HIROSHIMA... 6 Agosto 1945...



                                                                          - OGGI -


 

domenica 2 agosto 2026

2 Agosto 1980... ITALIA



 
                                                         - 2 Agosto 2026 -



                        Andrea Pazienza

giovedì 30 luglio 2026

ALLEN GINSBERG... Muoiono i poeti

                   

                                                                                                          

                                                                                                            - Muoiono i poeti - 



domenica 26 luglio 2026

JULIO CORTAZAR... OCTAVIO PAZ... Muoiono i poeti



                            
                                                                         - Muoiono i poeti -


 

martedì 21 luglio 2026

MARGHERITA IANELLI... Archivio diaristico nazionale...



Margherita Ianelli  "Ricordi di altri tempi"

"C'era silenzio, non si vedeva anima viva. Dopo un pò di tempo passo un uomo sui quarant'anni, si fermò e disse: "Sono tutti là in quella piazza, ad applaudire il Duce e tu comè che sei qui". Risposi: "Ma veramente, io non ci capisco niente di quelle parole, in più con un caldo opprimente, preferisco il silenzio e tanta ombra attorno a me". Lui disse: "Ragazzina mia, capisci di più tu che dici di non capire, che quelli là, che applaudono credendo di capire". 

estate 1937, paese dell'Appennino audizione in piazza di un discorso radiofonico di Mussolini
Archivio diaristico nazionale 

mercoledì 15 luglio 2026

BORIS PASTERNAK... Muoiono i poeti

 


                                                                                                   - Muoiono i poeti -                                           

Boris Pasternak 

Morte di un poeta    1930


Non ci credevano, pensavano: fandonie,
ma lo apprendevano da due, da tre, da tutti.
Si mettevano a fianco nella riga
del tuo tempo fermatosi di botto
case di mogli di impiegati e di mercanti,
cortili ed alberi sui quali
i corvi, nel fumo d'un sole rovente,
urlavano eccitati contro le cornacchie,
perché le stolte d'ora innanzi non ficcassero
il naso nel peccato, alla malora.
Ma c'era sui volti un umido spostamento
come fra le pieghe d'una strappata vangaiola.

Era un giorno, un innocuo giorno, più innocuo
d'una decina di precedenti giorni tuoi.
Si affollavano, allineandosi nell'anticamera,
come se lo sparo li avesse allineati.
Come se avesse, schiacciandoli, schizzati da una chiavica
lucci e scardove una deflagrazione
di petardi riposti fra i biodi.
Come un sospiro di strati micidiali.

Tu dormivi, spianato il letto sulla maldicenza,
dormivi e, cessato ogni palpito, eri placido,-
bello, ventiduenne,
come aveva predetto il tuo tetrattico.

Tu dormivi, stringendo al cuscino la guancia,
dormivi a piene gambe, a pieni malleoli,
inserendoti ancora una volta di colpo
nella schiera delle leggende giovani.

Tu ti inseristi in esse più sensibilmente,
perché le avevi raggiunte d'un balzo.
Il tuo sparo fu simile a un Etna
in un pianoro di codardi e di codarde.

sabato 11 luglio 2026

DOLORES PRATO...

 

Qualche volta però arrivava una povera donna supplichevole: "Don Domé, me la incatenate?", e gli mostrava una pignatta come si mostra un bimbo malato a un medico. Lui non diceva mai di no. Anche le pignatte rotte diventavano una meraviglia in quella grande cucina luminosa; perché, lì, appena aveva un pò di tempo, l'incatenava. Incatenava la miseria. Una pignatta è poca cosa, ma per i poveri di allora era un capitale. Adoperarla incrinata significava poterla spezzare al più piccolo urto, una volta spezzata bisognava ricomprarla e con che se non c'era neppure l'olio per condire la polenta? Ma c'era Don Domé che stringeva un fil di ferro sotto l'orlo della pignatta, ne tagliava tanti pezzi uguali, li agganciava a quel cerchio e, mani, pinze, tenaglie, li tirava, li torceva, li annodava, stringendo una rete di elegante maglia di ferro intorno alla pignatta incrinata, assicurata oramai per l'eternità. Ammazzando la miseria sorrideva, scherzava, cantava.


pag.78 da  "Giù la piazza non c'è nessuno" di Dolores Prato  1892-1983
Ed. Quodlibet - 2016 -

martedì 7 luglio 2026

ABU'L-'ALA al MA'ARRi...

 


La menzogna ha corrotto fino all'osso
gli abitanti della terra.
Fraternità è parola vuota,
in un umanità divisa in sette.
Il segno dell'origine comune
è l'odio impresso a fuoco nella natura umana.
Così non fosse, un solo tempio avremmo,
e non moschee, né sinagoghe o chiese.

Abu'l -'Ala al Ma'arri    Siria  973-1058

venerdì 3 luglio 2026

BORIS PASTERNAK... Muoiono i poeti


                                                                                                     - Muoiono i poeti - 


Boris Pasternak  2 giugno 1960

Sopra il villaggio di dacie degli scrittori, il cielo era di un azzurro abbagliante. Apparvero le prime dacie. Camminavano, camminavano. E non erano più una catena di persone, ma un intera colonna, un enorme folla in fermento. Cominciavo a capire che stavo partecipando non a un evento letterario, ma politico. Non era un addio a un poeta morto, ma una dimostrazione funebre. La figlia di Olga Ivinskaja scrisse che "è stata una festa funebre".

dal racconto di una testimone oculare


lunedì 29 giugno 2026

LAWRENCE FERLINGHETTI...


                                                                                               - Muoiono i poeti -


"L'agonia di Allen Ginsberg"
E' su tutti i giornali
tutti i telegiornali
Muore un grande poeta
Ma la sua voce non muore
Voce presente sulla terra
a Lower Manhattan
Nel suo letto
Allen muore
Non c'è niente
da fare
Muore la morte che ognuno muore
Muore la morte del poeta
Alza il telefono
e chiama tutti
dal letto del Lower Manhatta
In tutto il monda
a notte fonda
il telefono trilla
'Sono Allen' dice la voce
'Sono Allen Ginsberg'
Quante volte l'hanno sentita
nei lunghi grandi anni
E' superfluo che dica Ginsberg
In tutto il mondo
nel mondo dei poeti
c'è un solo Allen
'Volevo dirvi' dice
Dice loro cosa sta succedendo
Cosa sta per scendere
su di lui
Che l'oscura amante
scende su di lui
Via satellite la voce va
sulla terra
sul mare del Giappone
dove una volta fu
tridente in pugno
giovani Nettuno
giovane barbanera
ritto su una spiaggia di pietra
Alta marea e gli uccelli stridono
Le onde si rompono du di lui adesso
e gli uccelli stridono dolenti
Sul lungomare a San Francisco
c'è un vento forte
Marosi spumosi
fustigano l'Embarcadero
Allen è al telefono
voce sulle onde
Leggo poesia greca
Ha dentro il mare
E cavalli di Achille
I cavalli di Achille

che piangono
qui lungo il mare
a San Francisco
dove le onde piangono
Emettono un suono sibilante
un suono sibillino
Allen
sussurrano Allen


( trad. Damiano Abeni)


LAWRENCE FERLINGHETTI
1919 - 2021
 

venerdì 26 giugno 2026

LUIGI DI RUSCIO... CIBO 19 di 20...



Luigi Di Ruscio  1930-2011                            

da  “Epigrammi”

 

ingoia tutto e vomita il più lontano possibile

con il nostro vomito spruzziamoli, allaghiamoli

accogli tutto con il nostro sinistro silenzio


domenica 21 giugno 2026

HAIKU ESTATE 2026...


haiku estate   2026


"Qui, venite qui";
ma si allontanano a volo
dal mio grido
le lucciole

Uejima Onitsura  1661-1738

Allo spegnersi delle lucciole
                 oscurità
nella                     gabbietta

Yamaguchi Seishi 1901-1994

La veste sciolta,
con lui mi incontrerò.
Notte di lucciole

Katsura Nobuko  1914-2004

sabato 13 giugno 2026

Z. BAUMAN - R. RAUD...

 


Il sé può essere modificato attraverso il consumo. In questo senso, il consumo non è più semplicemente un modo per soddisfare nostri bisogni, reali o immaginari che siano, ma una pratica religiosa nell'accezione di Baudrillard, basata sull'emulazione. Indossando un paio di boxer con il marchio Bjorn Borg, io condivido il corpo dell'asso del tennis, allo stesso modo in cui un cristiano, attraverso l'eucarestia, condivide il corpo di Dio. Anche se solo per un minuscolo e invisibile dettaglio come il mio paio di boxer, è pur sempre una rappresentazione, ma stavolta il copione non è scritto da me. Analogamente, consumando una determinata marca di cereali io costruisco un ponte che collega la mia colazione, per quanto tediosa e rumorosa, a quella spensierata e felice della famiglia mostrata nella pubblicità...


Z. Bauman - R. Raud  da "La costruzione del sé nella..."
Editore Laterza - 2025

mercoledì 10 giugno 2026

IGORT...

 


Passo passo

     Percorrere quelle strade alla velocità di una camminata
aiuta a conoscere.
     Fuori dai grandi centri abitati le cose scorrono più len-
tamente. Non c'è fretta, si può vivere senza affanno, ascol-
tando il ritmo delle stagioni. Forse per questo, penso, gli
antichi maestri volevano immergersi nella natura a passo
lento. Intraprendendo viaggi che duravano mesi.
     Dai diari di Sora si apprende che viaggiavano a una
media di quindici chilometri al giorno. Alcuni giorni,
quando Basho era provato, si fermavano. C'erano altri
giorni in cui percorrevano anche cinquanta chilometri. 
Ma era raro.

IGORT - A cavallo con i poeti
Einaudi editore - 2026
 

sabato 6 giugno 2026

DENISE LEVERTOV... CIBO 18 di 20...




Denise Levertov  1923-1997

 

La discepola

 

L’ampia cucina è quasi al buio.

Sul piano di luce diffusa, uniforme,

le padelle di rame sul muro e il geranio alla finestra

accendono altri fuochi.

Appese alle travi dondolano erbe di muschio spagnolo.

 

Al tavolo, mani infarinate

che impastano, piedi ben

piantati su lastre di pietra,

una donna riflette sul pane-che-verrà.

Lievito e farina, acqua e sale,

si mescolano nella grande ciotola.

 

Non è

Il pane cotto e raffreddato e tagliato

che ha in mente

ma  il modo in cui

l’impasto cresce e prende vita,

 

non è il forno che ha in mente

ma il modo in cui

l’odore acre diventa

fragranza.

 

Vuole mettere

Una rosa d’argento o una campanella di diamanti;

in ogni pane

vuole

infornare una maledizione in una pagnotta,

e in un'altra le parole per rompere

il malocchio e restituire

a sé stessi gli eroi trasformati;

vuole fare

un pane che è più del pane.


martedì 2 giugno 2026

DARIO FO... Muoiono i poeti

 


                                                                                  - Muoiono i poeti -

Ohé sunt chi!
Ohe sunt chi,
vegnù giò con la piena
vegnù gio chi a Milan
chi a Milan
mi g'avevi tri an
furs du an apena
ohè sunt chi
ma quand sunt arivà chi
mi el terun
tegnù su cum un fagot
dal papà
cuntrapès d'una valisa de carton
po ho vist i ca
tant ca
ses pian
i fiulit a giugà
tacà drè i tram su i respingent
dent pee dent ho volu saltà su cun lur
e dai respingent come la giostra
mi go vist vulà via la gent
l'era un grand scapar l'era un grand scapar
da ca de nivul di felicità.
Ohe sunt chi
vegnù giò con la piena
vegnù giò a Luret com un falchet
si el su l'è un rebelot la città de fa rid
l'è un casot
ma anca inscì
la me piase, anca inscì
perché la città ghe l'u denter indi occ
da quand'seri un fiulin
e lu vista dal tram
tacà su i respingent
com la giostra a vular
propr insciì ve la veli cantar
ohè sunt chi.

(Scritta per uno spettacolo di Enzo Jannacci, 1967)