domenica 2 agosto 2020

2 Agosto 1980... ITALIA


                                              
                                           - 2 Agosto 2020 -




- Andrea Pazienza -

lunedì 27 luglio 2020

A. Rosselli...



da "Documento 1966-73"                                                            - 90 anni -


La passione mi divorò giustamente
la passione mi divise fortemente
la passione mi ricondusse saggiamente
io saggiamente mi ricondussi

alla passione saggistica, principiante
nell'oscuro bosco d'un noioso
dovere, e la passione che bruciava

nel sedere a tavola con i grandi
senza passione o volendola dimenticare
io che bruciavo di passione
estinta la passione nel bruciare

io che bruciavo di dolore, nel
vedere la passione così estinta.
Estinguere la passione bramosa!
Distinguere la passione dal

vero bramare la passione estinta
estinguere tutto quel che è


Amelia Rosselli  1930 - 1996

giovedì 23 luglio 2020

M. Vintchevski...


Fiera politica                                                                        - SEMBRA IERI -


Che diluvio di parole, rito elettorale,
Yanke Doodle e la sua politica!
uno stomaco rude, che niente intacca
può sopportare senza far scoppiare questo ammasso
di tante ciniche menzogne!

Espresso, impresso, scelto
come grandine la menzogna piove,
Yankee infervorito, come un levriero
corre verso il suo osso e fa dimenare
strofinandosi a voi con la coda.

Il democrate la cui pancia scoppia
emette dei motti come uno che vomita,
parole per imbrogliare chi si aggrappa
ai corpi deboli che senza truffare
li ingoiano ciecamente.

Loro se ne vanno a votare, senza neanche ruttare,
senza neanche dubitare di essere dei creduloni
per il ricco di vorace appetito
calzolai, servitori, ladri e mercanti
in questa fiera del dollaro.

Perché loro credono a coloro di cui sono preda
la loro carne, la loro vita, il loro sogno senza limite
ciò che a loro ritorna mercanzia diviene
come Esaù nella Bibbia, non hanno niente
che lenticchie rosse nella loro pentola.

E gli ebrei stanchi, intessendo fruste
per l'operaio di questo paese, loro fratello,
e le figlie d'Erin, come vecchie sirene
alla loro bocca aperta prestano la mano
per una scodella di brodo diluito.

E lo Yankee regna con lo stesso vessillo
il suo motto è "dare e prendere"
bambini o genitori, tutti gli immigranti
sono ai suoi occhi bastardi piccoli e grandi
del suo benamato zio Sam

Che diluvio di parole, rito elettorale,
Yanke Doodle e la sua politica!
Democrati, acrobati
il diavolo li bracca e li batte,
operaio dai loro il randello!


Morris Vintchevski, poeta yiddish, pubblicò a Londra la prima rivista socialista in yiddish, e negli Stati Uniti fu uno dei fondatori del quotidiano socialista "Forverts"   Lituania 1856 - New York 1932

venerdì 17 luglio 2020

W. H. Auden...


Funeral blues


Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforti, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano il messaggio Lui E' Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.


Wystan Hugh Auden  1907 - 1973

lunedì 13 luglio 2020

E. Fried...


Il diritto della regola


1.
Non l'eccezione
bensì
lo stato d'eccezione
conferma
la regola

Quale regola?
Per reprimere una risposta
a questa domanda
viene dichiarato
lo stato d'eccezione

2.
Il diritto dello stato d'emergenza
si trova
a distanza di tiro
della legge marziale

cioè non più lontano
della lunghezza
del corpo
di una democrazia
assassinata


Erich Fried  1921 - 1988

lunedì 6 luglio 2020

James G. Ballard...


Il mio credo


Credo nel volo, nella bellezza delle ali, e nella bellezza di tutto ciò che ha volato almeno una volta,
nella pietra lanciata da un bambinetta che porta con sè tutta la saggezza
degli statisti e delle levatrici. 

Credo nella dolcezza del bisturi, nella geometria senza limiti dello schermo cinematografico,
nell'universo nascosta dei supermarket,
nella solitudine del sole, nel chiacchierìo dei pianeti, 
nella nostra ripetitività, nell'inesistenza dell'universo
e nella noiosità dell'atomo.

Credo nella luce emessa dai video-registratori nelle vetrine dei grandi magazzini,
nelle capacità d'intuizione messianica delle griglie del riscaldamento
nei saloni dei concessionari di automobili,
nell'eleganza delle macchie d'olio sulle carlinghe dei 747
parcheggiati sulle piste dell'aeroporto.

Credo nella non-esistenza del passato, nella morte del futuro,
e nelle infinite possibilità del presente.

Credo nello sregolamento dei sensi in Rimbaud, William Burroughs, Huysmans,
Genet, Celine, Swift, Defoe, Carroll, Coleridge, Kafka.

Credo nei progettisti delle piramidi, dell?Empire State Building, 
nel Fuhrerbunker di Berlino, dei sentieri di Wake Islands.

Credo negli odori del corpo di Lady Diana. 

Credo negli ultimi cinque minuti.

Credo nella storia dei miei piedi.

Credo nei mal di testa, nella noia dei pomeriggi,
nelle superstizioni del calendario, nel tradimento degli orologi.

Credo nell'angoscia, nella psicosi e nella disperazione.

Credo nelle perversioni, nelle infatuazioni per alberi,
principesse, primi ministri, stazioni deserte
 in esercizio (più belle de Taj Mahal), nuvole e uccelli.

Credo nella morte delle emozioni
 e nel trionfo dell'immaginazione.

Credo in Tokio, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island,
 Eniwetok, Dealey Plaza.

Credo nell'alcolismo, nelle malattie veneree,
nella febbre e nell'esaurimento.

Credo nel dolore.

 Credo nella disperazione.

Credo in tutte le allucinazioni.

Credo in tutte le rabbie.

Credo in tutte le le mitologie, le memorie, le bugie,
le fantasie, le evasioni.

Credo nel mistero e nella malinconia di una mano,
nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce.


Il mio credo - James G. Ballard - 1984

Traduzione di Gianni Turchetta

  

venerdì 26 giugno 2020

James G. Ballard...



Il mio credo


  Credo nel potere che ha l'immaginazione di rifare il mondo,
di liberare la verità che è in noi, di trattenere la notte, di oltrepassare la morte, 
di rendere magiche le autostrade, di ingraziar-
ci gli uccelli, di assicurare le confidenze dei matti.

  Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli incidenti strada-
li, nella pace delle foreste sommerse, nell'esaltazione delle spiag-
ge di vacanza deserte, nell'eleganza dei cimiteri di automobili,
nel mistero degli autosilos, nella poesia degli alberghi abbandonati.

  Credo nei sentieri dimenticati di Wake Island, che indicano gli 
Oceani Pacifici della nostra immaginazione. 

Credo nella misteriosa bellezza di Margaret Thatcher, nell'arco delle nostre sopracciglia
e nello splendore del nostro labbro inferiore; nella malinconia dei coscritti argentini feriti;
nei sorrisi da perseguitati del personale di stazione in attesa di servizio,
nel mio sogno di Margaret Thatcher accarezzata da quel giovane soldato argentino
in un motel dimenticato sotto lo sguardo di un dipendente
di stazione tubercoloso in servizio attivo.

Credo nella bellezza di tutte le donne, nei loro tradimenti immaginari,
così vicini al mio cuore; nell'unione dei loro corpi disincantati con l'incanto
degli scivoli cromati delle casse del supermarket; nella loro calda tolleranza
delle mie perversioni.

Credo nella morte di domani, nella fine del tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo
nei sorrisi delle cameriere degli auto-grill e negli occhi stanchi dei controllori
di volo di aeroporti fuori stagione.

Credo negli organi genitali dei grandi uomini e delle grandi donne,
nelle posizioni del corpo do Ronald Reagan, Margaret Thatcher, e Lady Diana,
nei dolci odori emanati dalle loro labbra quando guardano
 le macchine fotografiche del mondo intero.

Credo nella follia, nella verità dell'inesplicabile, nel senso comune delle pietre,
nella demenza dei fiori, nella malattie che gli astronauti dell'Apollo
 hanno messo da parte per la razza umana. 

Non credo in niente.

Credo in Max Ernst, Delaux, Dalì, Tiziano, Goya, Vermeer, De Chirico, Magritte,
Redon, Durer, Tanguy, nel Facteur Cheval, nelle Watts Towers, in Bocklin, 
Francis Bacon e in tutti gli artisti che non possiamo vedere perché 
sono chiusi negli istituti psichiatrici di tutto il pianeta.

Credo nell'impossibilità dell'esistenza, nell'umore delle montagne,
nell'assurdità dell'elettromagnetismo, nella farsa della geometria, 
nella crudeltà dell'aritmetica, nelle intenzioni assassine della logica.

Credo nelle adolescenti, nella corruzione che dimostrano quando si mettono
in posizione per giocare, nella purezza dei loro corpi
in disordine, nei segni della loro pudenda lasciati
nei bagni dei motel d'infima categoria.


Il mio credo - James G. Ballard - 1984
 1 di 2 - continua   

domenica 21 giugno 2020

Haiku d'estate...







Ogiwara Seisensui  1656-1739

Lucciole,
dalla gabbia
una ad una
trasmutano
in stelle


Iida Dakotsu   1885-1962

Mezzodì di piena estate;
la morte ci spia,
gli occhi socchiusi


Ishida Hakio   1913-1969

Frinir di cicale stamani -
tornano a me
tutti gli amori
e odi

giovedì 18 giugno 2020

F. Kafka...






Bisognerebbe leggere, credo, soltanto i libri che mordono e pungono. Se un libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo? Affinché ci renda felici, come scrivi tu? Dio mio, felici saremmo anche se non avessimo libri, e i libri che ci rendono felici potremmo eventualmente scriverli noi. Ma noi abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che ci era più caro di noi stessi, come se fossimo respinti nei boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio, un libro dev'essere la scure per il mare gelato dentro di noi. Questo credo.


Franz Kafka  lettera a Oskar Pollak del 27 gennaio 1904

lunedì 15 giugno 2020

W. Benjamin...



"Le citazioni, nel mio lavoro, sono come briganti ai bordi della strada, che balzano fuori armati e strappano l'assenso all'ozioso viandante"



Walter Benjamin  da "Strada a senso unico. Scritti 1926-1927"

martedì 9 giugno 2020

ALTAN... SEMBRA IERI





1982 - SEMBRA IERI                                  
              


giovedì 4 giugno 2020

Hugo Ball...



Non credo più alla carriera, al denaro, al potere, per chiamare le cose in questo modo. Giacché basta prendere il giornale per vedere dove ci abbia condotti il potere. Il potere, la potenza - ovunque ha portato questo terribile spargimento di sangue. Ora credo ardentemente solo all'im-potenza, a ciò che è piccolo, oppresso.

da una lettera alla sorella nel 1916


Hugo Ball  1886-1927

giovedì 28 maggio 2020

G. Snyder...




" Come poeta coltivo i valori più arcaici che ci siano.
Risalgono al tardo Paleolitico:
la fertilità della terra, la magia degli animali,
la visone di potere nella solitudine,
l'iniziazione terrificante e la rinascita,
l'amore e l'estasi della danza,
il lavoro comune della tribù."


Gary Snyder


venerdì 22 maggio 2020

Mau Mau...


Ellis Island


A 'lè parej, i lo savia ch'a l'è propi parej
noi i soma 'n pòpol 'na rassa ch'a l'ha sempre viagià
deserti, acquasse e ostacoj impossibil superà
e varie strasordinarie ingiustisse consumà
A l'è parej, pija l'esempi dij primi ani del secol
quand ij nòstri viagiator a s'as ciamavo pionieri
famije ed mil pais despaisà
a fasio tapa forsà a Ellis Island
Chicanos, macarones, cinesi a Little Italy!
Ellis Island cit isolòt e cancher 'd Nueva Yòrk
limbo disperà dla nueva America
tanti milion, tante speranse
speranse d'ambrochè
l'intrada per la piramida malefica
Chicanos, macarones, cinesi a Little Italy
What's your name, what's your name?
welcome to America, do you understand me
where do you come from, where do you wanna go?
Andoma bin, che le strà a son bin longhe
e che 'l travaj a nobilita l'argheui
s'as ciama boom boom boom boom economico
ch'a saria l'invension la pì perfida
A l'è parej, a son passà pi che otant'ani
e le aventure 'd cola gent
a son profonde eredità
a son deli deli deli delicatesse
mes-cià a la naftalin-a dij nostri armari
Chicanos, macarones, cinesi a Little Italy
What's your name, what's your name?
welcome to America, do you understand me
where do you come from, where do you wanna go?
Welcome....

E' così, lo sapevo che era proprio così - noi siamo un popolo, una razza che ha sempre viaggiato - deserti, acquacce e ostacoli impossibili superati - e innumerevoli straordinarie ingiustizie consumate- E' così, prendi l'esempio dai primi anni del secolo - quando i nostri viaggiatori si chiamavano pionieri- famiglie di mille paesi, spaesate - facevano tappa forzata a Ellis Island - Chicanos, maccheroni, cinesi a Little Italy - Ellis Island, piccolo isolotto e cancro di Nuova York - limbo disperato della nuova America - tanti milioni, tante speranze - speranze di azzeccare - l'entrata per la piramide malefica - Chicanos, maccheroni, cinesi a Little Italy - Come ti chiami, come ti chiami - benvenuto in America - da dove vieni, dove vuoi andare? - Andiamo bene - che le strade sono molto lunghe - e che il lavoro nobilita l'orgoglio - si chiama boom boom boom economico - che sarebbe l'invenzione - l'invenzione più perfida - E' così - sono passati più di ottant'anni - e le avventure di quella gente - sono profonde eredità - sono deli deli deli delicatezze - mescolate alla naftalina dei nostri armadi - Chicanos, maccheroni, cinesi a Little Italy - Come ti chiami, come ti chiami - benvenuto in America - da dove vieni, dove vuoi andare? - Benvenuto....


Mau Mau  "Ellis Island"  dal cd "Viva Mamanera" 1996

lunedì 18 maggio 2020

Armi... Made in Italy


- Made in Italy -                    



Dal rapporto di Rete Disarmo, che anticipa la Relazione governativa annuale sull'export di armamenti. 5,174 miliardi di euro in autorizzazioni all'export per le aziende italiane nel 2019. Di questi cinque miliardi, il 62% è destinato a paesi extraeuropei ed extra Patto atlantico. In testa c'è l'Egitto con 871 milioni, seguito dal Turkmenistan con 446. In quattro anni il valore dell'export militare italiano verso l'Egitto si è centuplicato.


Gli striscioni che chiedevano "Verità per Regeni" ringraziano.

venerdì 15 maggio 2020

N. Balestrini...


La classe dirigente


La mer daltonici li affascina, della nazione
la più grande la più nobile parte la più infelice
non pagano l'angoscia le tasse dell'orgasmo
per consentire alle ditte specializzate di fabbricare per

la metà giugno la quantità di imbarcazioni richieste
e l'idea del padre onnipossente e minaccioso
la libera e pacifica e onesta concorrenza e
una successione di situazioni ambientali torbide

e amare e gli interessi sessuali della collettività
asserviti agli interessi economici di una minoranza e
gli animali cattivi che uccidono il bestiame? il leone
è buono e bello - e le vostre orrende

malattie? tu stai al sole e questo è bello
e invano cercano di riscattarsi da una macchia antica
modificando il male delle intenzioni con la purezza delle
azioni un rumore improvviso li fa sussultare e

lamentano se l'America trema sui confini
disciolto il cavo di nailon rosso sangue non occorrono
prove più manifeste la putrefazione risulta
piuttosto disgustosa e il seguito vi è noto.

da "Come si agisce"  1963

Nanni Balestrini  1935-2019

domenica 10 maggio 2020

Agnese Codignola...




Da tempo i neuroscienziati concordano sul fatto che nel cervello esiste un'organizzazione gerarchica e che non tutte le aree sono uguali: alcune svolgono una funzione di coordinamento, di supervisione, di centro di comando, con  lo scopo di integrare e ordinare il grande traffico di informazioni sempre presente... Tali aree, guarda caso, sono costituite in misura significativa da neuroni serotoninergici, che mostrano un attivazione di tipo oscillatorio e sincronizzato che ha sempre, come esito finale, un effetto inibitorio.Il sistema principale è stato chiamato default mode network o DMN, proprio per sottolineare la sua funzione di hardware, e il fatto che la sua attività normale sia prevalentemente inibitoria ha molto senso, se si considera che il cervello deve compiere ogni secondo migliaia di scelte, e non può tenere conto contemporaneamente di tutti gli stimoli che lo bombardano, perché l'esito sarebbe disastroso e pericolosamente caotico. Quello che fanno Lsd e psilobicina, legandosi con grande affinità ai recettori della serotonina situati proprio nelle aree del DMN e impedendo così alla serotonina di legarsi, è abolire temporaneamente il controllo, l'inibizione generalizzata...Ma il risultato della dissoluzione dell'ordine costituito non è un caos dannoso, anzi: è ciò che la psicanalisi e la psicologia cercano di ottenere con altri sistemi, e la meditazione con altri ancora, ovvero l'interruzione di quei circoli viziosi che sono alla base di molte patologie mentali...Una spirale che l'Ego normale non riesce a spezzare, anche perché il suo cervello resiste, non ama mettere in discussione la struttura del sé realizzata in anni e anni di duro lavoro. Ma un farmaco che faccia saltare le gerarchie neuronali in pochi secondi è un altra storia.



LSD. Da Albert Hofmann a Steve Jobs, da Timothy Leary a Robin Carhart-Harris: storia
di una sostanza stupefacente. - Agnese Codignola -  UTET editore - 2018 



giovedì 7 maggio 2020

O. Mandel'stam...


da "Il francobollo egiziano"


In via Pod'jaceskaja si trovava la simpatica biblioteca, da cui si prendevano a pacchi per la villeggiatura volumetti bruni di autori stranieri e russi, con le pagine infette, che per le infinite letture avevano un luccichio come seta. Ragazze bruttine prendevano i libri dagli scaffali. A uno Bourget, a un altro George Ohnet, a un altro ancora qualcos'altro di quel vecchiume di biblioteca. Di fronte c'era la caserma dei pompieri con i portoni ermeticamente chiusi e la campana sotto la cappella di un fungo Alcune pagine erano trasparenti come il velo di una cipolla. Vi abitavano il morbillo, la scarlattina e la varicella. Nelle rilegature di quei libri da villeggiatura, spesso dimenticati sulla sabbia, rimaneva annidata la forfora dorata della sabbia marina, e per quanto si scuotessero, veniva fuori di nuovo. Talvolta ne usciva una felce - piccolo abete gotico appiattito e compresso - tal altra la mummia di un fiore nordico senza nome. Incendi e libri: ben trovato. Vedremo ancora, leggeremo.


Osip Mandel'stam  1891-1938

lunedì 4 maggio 2020

D. Tessa...


Finester     (versi finali


                           Al sò
i finester adess
fiaden!

                      ...Avert
fann una roba sola
i finester coi nivol,
coll'aria
libera...

                    ...ciel...
...ciel...per la prima volta! !


Al sole / le finestre ora / respirano / aperte / fanno una cosa sola / finestre e nuvole / nell'aria / libera / cielo / cielo la prima volta  


Delio Tessa 1886 - 1939

sabato 2 maggio 2020

La Crepa... pagina 170/171


pagina 170/171




Una famiglia afgana e due camerunensi. Sono arrivati insieme,
stivati dentro una Lada. Insoliti compagni di viaggio. 
Non possiamo parlare con loro. Sono le leggi europee.
Posano sulla linea di frontiera per una foto. I loro volti,
i vestiti pesanti, le valigie, la neve tutto intorno dicono più di
mille parole. E' come guardarsi allo specchio. Quando li guardiamo
vediamo il nostro mondo.

Vediamo l'Oriente e le sue guerre. La miseria in Africa.
La Russia sullo sfondo. E anche l'Europa, da questo lato, questa isola scura.
L'Unione, il sogno di pace, la sua ricchezza. E tutte le sue crepe. 
Vediamo il Regno Unito che ha già un piede fuori e gli
Stati Uniti e la loro presidenza in piena involuzione.
I muri che si stanno alzando tra i vari Paesi. Il ritorno del nazionalismo.
E un linguaggio militarizzato. Aggressivo. Esasperato. Voci che annunciano
una Terza guerra mondiale. Altre che assicurano che sia già cominciata.


Abbiamo iniziato il viaggio senza sapere esattamente
cosa avremmo trovato. Torniamo a casa con la
 sensazione di doverlo raccontare.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017



giovedì 30 aprile 2020

La Crepa... pagina 169


pagina 169




In tutto questo tempo l'Europa è cambiata.
A Salla, fino a poco tempo fa placida e 
isolata cittadina il cui slogan turistico
recita "In the middle of nowhere", ha iniziato
a verificarsi uno strano fenomeno.

Prima una, poi due, poi tre e poi quattro auto al giorno.
Vecchi catorci sovietici, ammaccati e tenuti insieme con lo
scotch. Con cinque o sei passeggeri a bordo. Che appena ar-
rivano alla frontiera scendono dall'auto e dicono "Refugees".


Ci mostrano il cimitero delle auto. Decine di Lada e Volga
che sono spirate a pochi passi dall'Europa. Ci vengono subito
in mente le barche di Lampedusa ammassate una sull'altra. 
Dal Mediterraneo all'Artico, questi oggetti ci parlano 
dei confini di un continente.


Soffia un vento freddo e devastante quando 
ci dicono: "E' appena arrivata un'auto".



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017
                                                                    
                                                                                                                               

mercoledì 29 aprile 2020

La Crepa... pagina 168


pagina 168



Il punto più vicino ad Alakurtti, restando in UE, è il
valico di Salla. La base è da qualche parte là fuori.


Ha fatto parte di una gigantesca esercitazione bellica.
Nel 2015 i russi mobilitarono 80.000 uomini su tutta la
frontiera ovest, dal Mar Nero fino al Polo Nord. 


La recinzione però serve per non far sconfinare le renne.
"Perché sono tutte finlandesi, dall'altra parte non ce ne sono",
ci dice un ufficiale.  Stentiamo a credergli.



All'improvviso eccoci qui, a calpestare neve fresca su un'altra frontiera.
Al Polo Nord. A migliaia di chilometri da Melilla, dove due anni fa
tutto è iniziato con una recinzione molto diversa.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

lunedì 27 aprile 2020

La Crepa... pagina 167


pagina 167




Sono arrivati persino i marines statunitensi per un addestramento
di condizioni estreme. La Finlandia non fa parte della Nato, ma 
ultimamente ha iniziato a ripensarci.


Dopo gli eventi in Ucraina il budget per le spese militari è stato
aumentato e si è intensificata la collaborazione con i Paesi del Patto
Atlantico. Il governo ha da poco inviato una lettera a un milione di
riservisti per spiegare dove recarsi in caso di chiamata. Inoltre ci
sono stati rilevamenti di sottomarini sospetti nel Baltico.



E poi, certo, c'è la base di Alakurtti, che i russi hanno da poco
riattivato, qua vicino, dall'altra parte della frontiera.

La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

venerdì 24 aprile 2020

La crepa... pagina 166


pagina 166




In questi boschi si formano i futuri agenti della Polizia di frontiera.
Le reclute hanno scelto volontariamente questa destinazione
per il servizio militare.



La maggior parte sono lapponi. Alcuni di loro
si sentono più scandinavi che europei. Questa
sarà la prima notte che passano all'addiaccio.
A -30 gradi avanzano ansimando e il coman-
dante ci racconta che a uno di loro e già succes-
so che si congelassero i piedi. "Sono qui per 
cercare i propri limiti", aggiunge. 


"E molti di loro li trovano".


Iniziamo ad avvertire un freddo spaventoso. Non sentiamo più le
dita. I cellulari si spengono. Gli occhiali di Carlos si spezzano in due
e deve aggiustarli con il nastro. La penna smette di funzionare.


Mikko mi passa una matita cui fa la punta con un
machete. "Questa non ti abbandona mai", sorride.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

mercoledì 22 aprile 2020

La Crepa... pagina 165


pagina 165




Proseguiamo ancora più a nord, passiamo il Circolo polare
e arriviamo a Ivalo. Situato sul 68° parallelo e distante 40
chilometri dalla Russia, questa è la base militare più a nord
di tutta la UE.



Alle pareti sono appese foto del maresciallo Mannerheim
che guidò il Paese appoggiato dai nazisti, contro l'Armata
Rossa. E mappe antecedenti al 1945, prima che la Russia si
accaparrasse un bel pezzo del loro territorio. Fare domande
sul paese vicino mette a disagio anche i soldati più rozzi.


" Il problema della Russia è che pretende di diventare
un eroe globale", ci dice Mikko Heikkila, comandante
della squadra dei Border Jager, mentre ci accompagna
nel loro rifugio segreto.


La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

lunedì 20 aprile 2020

La crepa... pagina 164


pagina 164




Iniziamo ad affrontare le prime tensioni. In questi
giorni la Ong che gestisce il centro discute le
lamentele degli occupanti riguardo al cibo e a come 
impegnare le loro troppe ore libere.


Aleggia il fantasma della notte di capodanno a Colonia
quando un migliaio di donne ha denunciato
aggressioni sessuali da parte di stranieri. Qui hanno
deciso di tenere corsi di educazione alla parità di 
genere in cui si spiega che "No è no". 

Ci sono però anche gruppi di estrema destra
che fanno ronde nelle strade e ci sono stati
attacchi contro alcuni centri di accoglienza.
"E' la più grande sfida dalla Seconda guerra
mondiale", ci dicono alla Ong.

Ce ne andiamo con la sensazione che questo 
 paragone è ormai talmente diffusoin tutta Europa 
che non lasciapresagire nulla di buono.


La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017




sabato 18 aprile 2020

La Crepa... pagina 163


pagina 163




Visitiamo i centri d'accoglienza di Kuopio e di Siilinjarvi, 
dove i volontari fanno lezione di finlandese per velocizzare
l'integrazione: "Mina tanssin [mi piace ballare]", dice
l'insegnante muovendo le spalle. 



I bambini frequentano le scuole di uno dei
migliori sistemi educativi al mondo. Oggi hanno
imparato a metterci i pattini da ghiaccio.


Poi tornano al centro d'accoglienza camminando
in fila. Giocano e si tirano le palle di neve avvolti
da una luce crepuscolare.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

venerdì 17 aprile 2020

La Crepa... pagina 162


pagina 162




Mentre i Paesi dell'Europa lottano
tra loro, incapaci di accordarsi
per un' equa distribuzione dei 
profughi, questi ultimi, seguendo
una dinamica primordiale, sono
arrivati fino a queste terre innevate
con temperature sotto lo zero.


Il Pil del Paese è quasi il doppio
di quello greco e tiene il passo di
quello tedesco. Il potente stato
sociale finlandese accoglie tutti
 a braccia aperte.

"Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia, Ungheria,
Austria, Germania, Svezia..." Fa impressione
sentire il riassunto della loro odissea attraverso
l'elenco delle frontiere attraversate. Qualcuno
ricorda di essere passato da una piccola stazione
in Croazia. 

Potrebbe essere Tovarnik? Non ricordano
il nome. Solo il caos. Il freddo. La pioggia.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

giovedì 16 aprile 2020

La Crepa... pagina 161


pagina 161




A un certo punto Carlos mi dice "Guarda il ghiaccio". Dal finestrino, in mezzo alle nuvole,
vengo colpito in pieno da quella metafora.  Scrivo "Carlos fotografa febbrilmente le crepe
del Baltico cercando in esse le crepe dell'Europa. Ghiaccio spezzato secondo i capricci del 
caso, frammenti bianchi alla deriva".



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

lunedì 13 aprile 2020

Luigi di Ruscio...






manovre amorose lunghissime e poi il velocissimo
                                                                            orgasmo
proprio come le poesie con le manovre di tutti i generi
ed improvvisamente quando meno te lo aspetti
ecco la poesia nostra


Luigi di Ruscio  1930- 2011
305 dalla raccolta "L'iddio ridente" 2008

mercoledì 8 aprile 2020

T. Tzara...


Per fare una poesia dadaista



Prendete un giornale.
Prendete le forbici.
Scegliete nel giornale un articolo della lunghezza
che desiderate per la vostra poesia.
Ritagliate l'articolo.
Ritagliate poi accuratamente ognuna delle parole
che compongono l'articolo e mettetele in un sacco.
Agitate delicatamente.
Tirate poi fuori un ritaglio dopo l'altro disponendoli
nell'ordine in cui sono usciti dal sacco.
Copiate scrupolosamente.
La poesia vi somiglierà.
Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente originale
e di squisita sensibilità, benché incompresa dal volgo.


Tristan Tzara   1896 -1963

sabato 4 aprile 2020

E. Jabes...



Canzone dei giorni di pace   (da "Canzoni per il pasto dell'orco" 1947)



Lunedì, un ago
aspetta il filo.

Martedì, una bocca
ride alla rugiada.

Mercoledì, è la tua mano
volta al chiarore.

Ma i tuoi seni, giovedì
hanno un solo giorno di vita.

Venerdì, nessuna parola
s'aspetta l'avvenire.

Sabato è un miracolo
vestito di pigrizia.

Domenica, le tue carezze
dimenticano d'invecchiare.


Edmond Jabès  1912 - 1991

martedì 31 marzo 2020

A. Frenaud...



Chi possiede, e che?


Chi possiede, e che, in tutti questi recinti?
Di chi la montagna investita fino alla vetta,
i muri pazienti, le bionde biade, i mandorli?
E' forse tuo, proprio tuo, questo bel podere,
la casa, il bacino d'acqua preziosa,
il bimbo che alza un grido sul prato d'erba?
Ahi, chi potrà trattener fra le mani
i muri che cadono, il fiore immutabile,
le eredità smembrate, i pozzi prosciugati?
Delle casate spente chi leggerà più i nomi
sul muschio delle tombe dimenticate?
E il vento, le rupi, e la morte, di chi sono?


"Qui possède quoi?, nel senso - spiega l'autore - di Quelle personne possède quel bien?" 


André Frenaud   1907 - 1993

venerdì 27 marzo 2020

F. Dostoevskij...




" Lo capite, lo capite, egregio signore, che cosa vuol dire non sapere più dove andare? - gli venne a un tratto in mente la domanda fattagli il giorno prima da Marmeladov; - bisogna pure che ogni uomo possa andare da qualcuno..."


Fedor Dostoevskij  da "Delitto e castigo"

martedì 24 marzo 2020

L. Ferlinghetti...



Democrazia totalitaria                                                                      SEMBRA IERI 


I primi albori di vita sulla terra
La prima luce del primo mattino
La prima stella della sera
Il primo uomo sulla luna visto da lontano
Il primo viaggio di Ulisse a occidente
La prima barriera dell'ultima frontiera
Il primo tic dell'orologio atomico della paura
Il primo tanto caro Casa-Dolce-Casa
Il dolce profumo di caprifoglio a mezzanotte
Il primo nero libero, libero dalla paura
Il sapore dolce della libertà
Il primo sublime orgasmo
Il primo Buon Selvaggio
Il primo invasore bianco
Il soave odore del successo
Il primo hotdog con senape su un campo di baseball
Il primo home run allo Yankee Stadium
L'unico gioco in città, di cui fidarsi
Il primo canto d'amore e quaranta urla di disperazione
La prima donna bella e pura
La prima erezione e la prima Resurrezione
Il primo viaggio all'estero del poeta esordiente
I primi teneri germogli di maggio
Il lieto fine dell'ipocrisia
Il primo convoglio al Donner Pass
L'ultimo grido di Mark Twain! sul Mississippi
I primi germogli verdi dell'erba nuova
Il Primo e Ultimo Chance Saloon
Il primo grido di gioia nella luce del mattino
L'urlo lontano dei treni perduti nel libro della notte
Il primo pensiero del mattino dopo la notte brava
L'ultima luna che affonda
L'ultimo dei Moicani e l'ultimo bufalo
L'ultimo "scendi giù dolce carro"
Il primo hippy diretto alle colline
l'ultimo bohémien col basco
L'ultimo capellone di North Beach che ha qualcosa da dire
Il primo vero amore sul tuo cammino
l'ultimo Wobbly e l'ultimo Anarchico Cattolico
L'ultimo Sinistroide paranoico
L'ultimo voto nelle ultime elezioni
L'ultima mano beccata nell'ultimo barattolo dei biscotti
L'ultimo cowboy dell'ultima frontiera
Gli ultimi cinque centesimi con la testa di bufalo
L'ultimo reduce della Abraham Lincoln Brigade
L'ultima drogheria di quartiere
L'ultima lucciola che brilla nella notte
Il primo aereo a colpire il World Trade Center
L'ultimo aereo a colpire il World Trade Center
La nascita della grande paranoia nazionale
Lo scoppio della Terza Guerra Mondiale
(la Guerra contro il Terzo Mondo)
Il primo viaggio all'estero di un presidente ignorante
L'ultimo fiume che scorre libero
L'ultima benzina e l'ultimo petrolio sulla terra
L'ultimo sciopero generale
L'ultimo nazista
L'ultimo arabo
L'ultima vergine
L'ultimo fidelista
L'ultimo sandinista
l'ultimo zapatista
L'ultimo prigioniero politico
L'ultima aquila di mare
L'ultima scolatura di champagne
l'ultimo treno della stazione
L'ultima e unica grande nazione
L'ultima Grande Depressione
Le ultime volontà & testamento
L'ultimo assegno di disoccupazione
La fine del vecchio New Deal
Il nuovo Comitato per le attività non americane
L'ultimo politico incline all'onestà
L'ultimo giornale indipendente che pubblica notizie e scatena un putiferio
L'ultima parola e l'ultima risata e l'ultimo Urrà
L'ultimo spettacolo e l'ultimo valzer
L'ultimo biscazziere di un casinò fluviale
L'ultimo Milite Ignoto
L'ultimo americano innocente
L'ultimo americano ignorante
L'ultimo Grande Amante
Le ultime patatine col ketchup a portar via
L'ultimo New Yorker
L'ultimo treno di mezzanotte a tornare a casa
L'ultima sillaba del tempo registrato
L'ultima estasi lunga e spensierata
L'ultima libreria indi pendente autonoma nel giudizio
l'ultima speranza migliore per l'umanità
L'ultima corda e l'ultimo violino
L'ultima goccia d'alcol
La coppa che tracima per prima
L'ultima volta che ho visto Parigi
L'ultimo trattato di pace e l'Ultima Cena
I primi dolci segnali di primavera
Il primo dolce uccello della gioventù
Il primo dente da latte e l'ultimo dente del giudizio
Le ultime elezioni non comprate
L'ultima libertà d'informazione
L'ultimo Internet gratis
L'ultima radio con libertà di parola
L'ultima rete televisiva non venduta
L'ultimo politico genuino
L'ultimo jeffersoniano
L'ultimo luddista di Berkeley
L'ultimo succo della questione
La fine della Previdenza Sociale
L'ultima auto a benzina
La prima bella serata quieta e libera
La spiaggia al tramonto con nudi adagiati gli amanti avvinghiati
L'ultima riunione del Consiglio
L'ultimo Libro Bianco
L'ultimo terrorista nato dall'odio e della povertà
Il principio del Tempo dell'Utile Consapevolezza
La bandiera incompiuta degli Stati Uniti
Il prolungato ruggito dell'oceano che decresce
La nascita di una nazione di pecore
Il sonno profondo del booboisi
L'ultimo elettore che si è preso la briga di votare
Il primo Presidente scelto da una Corte Suprema
L'inizio del dominio dei super-ricchi
L'onda sommersa del fascismo positivo
L'inizio di guerra e cupidigia senza fine
L'inizio dell'America imperiale
Il primo forte grido di America uber alles che riecheggia nei vicoli della libertà
L'ultimo lamento per la democrazia perduta
Il trionfo della Plutocrazia totalitaria
CODA
Falcia falcia falcia
Falcia il popolo
E quelle erbacce troppo selvatiche
Nei nostri campi verdi
Falcia falcia quei germogli selvatici
Se vuoi una bella festa in giardino con bella gente
Falcia falcia quelle erbacce rigogliose
Annienta la tua vanità, uomo, annienta
i germogli troppo selvatici e i troppo selvatici virgulti
Falcia rampicanti e voci selvatiche e  ribelli
gli arditi volontari
Falcia il grano alieno
Falcia i folli introversi
Gli ammutoliti amanti della soggettività
Falcia falcia i selvaggi gli spiriti selvaggi
i topi del deserto e i sabotatori
i solitari e alienati
che giocherellano con i loro baffi
e tramano rivoluzioni in miseri scantinati
Falcia falcia tutti gli strambi e i liberi
pensatori
I poeti dallo sguardo esaltato
Agitatori improvvisati e filosofi da strapazzo
agli angoli delle strade
Eccentrici smisurati
Visionari strafatti
Esuli in patria
America del melting pot!


il manifesto - 22 aprile 2004

  

venerdì 20 marzo 2020

Haiku di primavera...




Miura Chora  1729 - 1780

con le ali degli uccelli
lucenti di primavera
amore a prima vista


Masaoka Shiki   1867 - 1902

Hanno acceso le lanterne
sulle isole.
Mare di primavera.


Murakami Kijo   1865 - 1938

In fondo all'acqua
i girini si muovono confusi
senza fermarsi.



lunedì 16 marzo 2020

S. Notarnicola...



Una vecchia lettera da Badu e Carros


"Poi, caro compagno, nei cortili,
dopo gli idranti,
sono entrati i guardiani.
Avevano caschi, scudi,
mazze e manganelli.

Ci siamo battuti,
a mani nude, noi.

E' stata lunga la strada
dai cortili alle celle.

Qua e là: chiazze di sangue.

Nell'atrio
per le scale
e nelle celle: sangue.

La primavera è stupenda
da queste parti, lo sai.

E sai che a volte
i passeri più piccoli
cadono dal tetto
della prigione.

Uno era finito
nel nostro cortile.
Volava in modo
incerto, era buffo.

Io l'ho visto quando,
l'agente più giovane
del gruppo, lo colpì...
come fosse
una palla da base-ball.

Finì appiccicato al muro.
Restò un attimo sospeso.
Poi cadde...

Ridevano tra loro
i guardiani: "non
voleva rientrare..."

Compagno, la primavera
è stupenda da queste parti...".


Palmi 16 dicembre 1984 

martedì 10 marzo 2020

W. Benjamin...




La tradizione degli oppressi ci insegna che lo "stato di emergenza" in cui viviamo è la regola. Dobbiamo giungere a un concetto di storia che corrisponda a questo fatto. Avremo allora di fronte, come nostro compito, la creazione del vero stato di emergenza; e ciò migliorerà la nostra posizione nella lotta contro il fascismo. La sua fortuna consiste, non da ultimo, in ciò che i suoi avversari lo combattono in nome del progresso come di una legge storica. Lo stupore perché le cose che viviamo sono "ancora" possibili nel ventesimo secolo e tutt'altro che filosofico. Non è all'inizio di nessuna conoscenza, se non di quella che l'idea di storia da cui proviene non sta più in piedi.


Da  " Tesi di filosofia della storia "
Ed. Mimesis - 2012

venerdì 6 marzo 2020

E. Cardenal...



Beato l'uomo


Salmo 1 


Beato l'uomo
che non segue le parole d'ordine del partito
non assiste ai suoi comizi
non siede a mensa coi gangster
o con i generali nel Consiglio di guerra
Beato l'uomo che non spia suo fratello
non denuncia il compagno di collegio
Beato l'uomo
che non legge gli annunci commerciali
non ascolta le loro radio
non crede ai loro slogan

Sarà come un albero piantato presso una sorgente


Ernesto Cardenal  1925 - 2020




lunedì 2 marzo 2020

Oggi, sul Pianeta Terra...



Oggi, sul Pianeta Terra                

Malaria

Nel 2018 228 milioni di casi. 19 paesi dell'Africa sub-sahariana e dell'India hanno sopportato l'85% dei casi. I decessi sono stati circa 405.000, il 67% dei quali erano bambini di età inferiore ai 5 anni.

Ebola

Il focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha prodotto, dall'agosto 2018 al dicembre 2019, 3.348 contagiati, con 2.210 decessi.

Dengue

L'infezione di Dengue tocca ogni anno 390 milioni di persone, soprattutto in Asia e in America Latina. Di questi circa 500.000 casi evolvono nelle più grave febbre emorragica dengue, che provoca circa 25.000 decessi l'anno.


giovedì 27 febbraio 2020

Stop! Stop! Stop! Stop al panico...



Stop! Stop! Stop! Stop al panico
Stop! Stop! Stop! Stop al panico
Stop! Stop! Stop! Stop al panico
Stop! Stop! Stop! Stop al panico

Apri la mente, scuotila per capire
non c'è ragione, non aspettare di morire,
scopri l'inganno, il piano per impaurire,
una città segnata dal dolore...Scegli!
Il modo giusto per cancellare
questo panico che vogliono far crescere
cerca di capire bene cosa voglio dire!
C'è qualcuno che ci vuol far morire
prima che nel corpo, nell'anima, nel cuore
e qualcun'altro che sa cosa fare
perché è il momento buono per approfittare
della paura costruita col fucile
pronti come avvoltoi per colpire
radere al suolo, chiudere sgomberare
centri sociali e case occupate...


Isola Posse All Stars 1991

lunedì 24 febbraio 2020

M. Pearl...


 

Per quanto possa sembrare comico, il contatto con una forma di vita extraterrestre intelligente
è uno degli scenari più plausibili di questo libro. Una volta, se dicevi di credere nell'esistenza
degli alieni, la gente si sganasciava dalle risate, ma oggigiorno nessuno direbbe più che è
un'ipotesi avventata. In termini probabilistici, anzi, è una follia credere che gli alieni non esistano.
Un pianeta delle stesse dimensioni della Terra, secondo la Nasa, orbita intorno a una stella su sei.
Certo, non tutti i pianeti hanno acqua, un campo magnetico, un'atmosfera o un temperatura
piacevole - men che meno tutte queste cose insieme - ma analizzando i dati raccolti da uno studio
realizzato a Princeton nel 2016 sull'abitabilità dei pianeti noti al di fuori del nostro sistema solare,
Eric Berger, giornalista spaziale di Ars Technica, ha scoperto che probabilmente i pianeti abitabili
sono decine di miliardi.
Più cose impariamo sull'universo, più questo numero continua a crescere. Per esempio, nei mesi 
successivi alla pubblicazione dello studio di Princeton, un altro articolo del 2016, pubblicato stavolta
da un gruppo di fisici della University of Nottingham,  nel Regno Unito, ha utilizzato alcuni dati
già noti, come il numero di galassie conosciute e l'età dell'universo, per stimare il numero totale di
galassie esistenti, " in funzione del tempo e del limite di massa", concludendo che ce ne sono circa
due bilioni, un numero dieci volte maggiore rispetto a quello calcolato in precedenza.
Se aggiorniamo di conseguenza la stima dei pianeti abitabili, possiamo dire quindi ragionevolmente
che in realtà sono centinaia di miliardi. Ma restiamo un po' più conservatori e diciamo che i pianeti
abitabili sono cento miliardi. Per avere un riferimento, se ipotizziamo che 120 chicchi di riso hanno
una massa di dieci grammi, in un sacco da dieci chili ce ne sono 120 000. Se ogni chicco di riso fosse
un pianeta abitabile, per poter concludere definitivamente che siamo soli nell'universo bisognerebbe
ispezionare ogni singolo chicco di riso in 833 333 333 sacchi. Il punto è: che gli alieni probabilmente esistono.


Il giorno in cui tutto finisce - Mike Pearl -
Il Saggiatore - 2019

domenica 16 febbraio 2020

G. Bataille...................CONTENITORE CAPODANNO.



CONTENITORE CAPODANNO              
                         


La società dei consumi
fu inventata dagli aztechi,
consumavano cuori.




- GEORGES BATAILLE -

sabato 8 febbraio 2020

Draghi...............CONTENITORE CAPODANNO



La vera misura della grandezza d'una montagna
non è la sua altezza,
ma se è sufficientemente incantevole
da attrarre i draghi.

Poesia cinese



Alan Lee



Ma un conto è leggere di draghi,
e un altro è incontrarli.

Ursula K. Le Guin

lunedì 3 febbraio 2020

Venezia...............CONTENITORE CAPODANNO


SEMBRA IERI                     


SPUGNE D'EMERGENZA IN CASO DI ALTA MAREA
                         








Fabrizio Plessi - 1970

lunedì 27 gennaio 2020

Oggi 27 gennaio 2020...


27 gennaio 2020        
       

...Siamo abituati a piantarci su lunghe file alle sette del mattino, a mezzogiorno e alle sette di sera, con la gavetta in pugno, per un pò di acqua tiepida dal sapore di sale o di caffè o, se va bene, per qualche patata. Ci siamo abituati a dormire senza letto, a salutare ogni uniforme scendendo dal marciapiede e risalendo poi sul marciapiede. Ci siamo abituati agli schiaffi senza motivo, alle botte e alle impiccagioni. Ci siamo abituati a vedere la gente morire nei propri escrementi, a veder salire in alto la montagna delle casse da morto, a vedere i malati giacere nella loro sporcizia e i medici impotenti. Ci siamo abituati all'arrivo periodico di un migliaio di infelici e alla corrispondente partenza di un altro migliaio di esseri ancora più infelici...


estratto da un testo in prosa di un ragazzo di 15 anni, Petr Fischl, nato il 9-9-1929, internato nel campo di Terezin, morto ad Auschwitz nel 1944.


da "Poesie e disegni dei bambini di Terezin"

martedì 21 gennaio 2020

giovedì 16 gennaio 2020

lunedì 13 gennaio 2020

E. Flaiano..............CONTENITORE CAPODANNO


CONTENITORE CAPODANNO                
                 


" Vista dall'alto la battaglia sembrava una scampagnata.
Le tragedie , come i quadri vogliono la giusta distanza."

- Ennio Flaiano -

mercoledì 8 gennaio 2020

I. Calvino...............CONTENITORE CAPODANNO


CONTENITORE CAPODANNO                     
                                  
        


L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà;
se ce n'è uno, è quello che è già qui,
l'inferno che abitiamo tutti i giorni,
che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti:
accettare l'inferno e diventarne parte fino
al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione
e apprendimento continui:
cercare e saper riconoscere chi e cosa,
in mezzo all'inferno,
non è inferno,
e farlo durare, e dargli spazio.

- ITALO CALVINO -

sabato 4 gennaio 2020

M. Gualtieri...



Aidoios

                                                                              Aidoios è intraducibile. Questa parola si ricollega
                                                                              alla particolare specie di rispetto che si deve ad uno
                                                                              sventurato quando si viene supplicati da lui...
                                                                              Non è onore per noi che né in francese né, per quel
                                                                              che so io, in altre lingue moderne, esista parola per
                                                                              esprimere questa sfumatura.
                                                                                                                           SIMONE WEIL 

Inermi qui.
Chi ha disinnescato questo slancio
seccato le dita ad ogni mano che soccorre.Che cosa fa di noi
pozza in stallo
senza sua accensione prodigiosa.

Eravamo un tale strepito
di giovinezza. Lanciavamo sassi
e parole-fionde micidiali. Sapevamo
tenere in noi la fame
per la fame di un altro, provarla, come lui,
come lei, la fame stecchita
col suo sciame di mosche.

Provavamo pietà un tempo
e la pietà ci lanciava nel mondo
ci scapestrava in urti e scosse contro.
E guarda ora. Nessuna voce vera. Nessun
grido riaccende il sangue.

Ecco la gran massa d'ombra
da cui fuoriuscirono ponderose ore
e svastiche rotanti, pesanti stivali
calpestatori e botte e uscirono corpi
ridotti senza più carne per meglio combustare
o ammassati tenebrare in fosse in sepolture
respiratorie. Ecco. Uscì da quella massa nera
una durezza spacciata
per superiore forza e pulizia mondiale.

E fuoriuscirono
vagoni stipati di umana nostra carne
viva e dolente. La spietata massa
che pensavamo battuta - formicola
gonfia d'una pastura di parole mancanti
e torna massa partoriente nell'ombra
con nuove arti persecutorie.
Rapisce ancora la fanciulla amata
che tiene fra la braccia l'intera primavera
e se la porta giù nel pianerottolo tetro
degli inferi.

Un iscariota torna
a tradire tutta la specie. Fingere
una giustizia da tavolaccio
fingere che la pietà sia debolezza.

Bussano giù al porto - i supplici.
In fuga da guerra siccità
miseria spietatezza - non sanno che ora noi
ce le cresciamo dentro, queste erbacce.