venerdì 18 settembre 2020

Timothy Leary... 2 di 7


TERRA DUE


3 - La fioritura dell' Albero Della Vita

L'armonia storica della visione di Starseed conferma le antiche profezie & aspirazioni spirituali. Le scienze fisiche & l'astronomia dei nostri giorni danno una prova inevitabile di una grave mancanza di concetti poetici (la morte & la rinascita delle stelle, l'anti materia - i buchi neri -, i cicli shivani di creazione & distruzione). I nostri scienziati cominciano a delineare & a sottolineare le questioni d'infinito & d'eternità come hanno fatto i poeti sanscriti o le teste acide universitarie. Tutto questo conferma la dottrina ermetica che le stessi leggi che governano il movimento galattico & il movimento dei particolari operano allo stesso livello delle azioni umane.  Ciò che è in alto è come ciò che è in basso. Il grande è uguale al piccolo. La flora è come la fauna. Uno dei più interessanti giochi metaforici persistenti nell'evoluzione umana è il venerabile albero della vita gnostico-cabalistico: gli insegnamenti delle religioni terrestri più tolleranti trovano in Starseed un rinnovamento & una riaffermazione. Il nostro pianeta fu seminato dalle cellule della vita che producono manifestazioni varie dell'unità originale & dell'intelligenza superiore. Tutta la vita su questo pianeta può essere vista come una parte funzionale dell'organismo generale, una pianta mondiale: tronchi rami foglie radici corteccia & fiori portatori di semi così procede l'albero della vita estendendosi attorno al globo simile a una rete bioelettrica unificata. Terra Due il vascello sperma la prima semenza prodotta dall'organismo terrestre maturo. Terra Due non rappresenta la gloria dell'umanità ma piuttosto il prodotto rivoluzionario inevitabile del processo vitale. Il fiore non ha scelta: fu conquistato creato & fabbricato per portare il pistillo. Noi non abbiamo scelta: abbiamo programmato & segnato la coda genetica di Terra Due per riempire questa funzione di organo sessuale portatore di polline per l'albero della vita. Noi portiamo il segnale della vita dalla terra alle stelle. Le leggi della natura sono uniformi: le stelle si muovono allo stesso ritmo elettromagnetico che causa l'attrazione dell'uomo verso la donna. Dalla botanica noi apprendiamo la lezione cosmologica di base: la fertilizzazione intergalattica è necessaria alla rinascita & alla nuova crescita. L'eterosessualità interstellare è necessaria ed è la gloria dell'evoluzione. L'amore cosmico è il nome del gioco. Starseed invia attraverso gli anni luce la sua dimensione spermatica fertile, replica miniaturizzata della Terra caricata dai tesori del nostro pianeta. E' evidente a questo punto il significato profetico dei figli dei fiori degli anni sessanta: il tenero innocente fiore della prima generazione post Hiroshima.


4 - La politica fisica di Terra Due

Il progetto Starseed avrà un'incidenza sulla formazione di una nuova società la quale dovrà mettere a punto dei nuovi metodi & modi di 1) sopravvivenza fisica 2) organizzazione politica 3) comunicazioni & manipolazioni tecniche 4) interazioni famigliari & sessuali 5) espressioni psicosomatiche 6) coscienza & comunicazioni neuro-elettrica & cibernetica 7) evoluzione genetica & immortalità. Le decisioni sulla dinamica politica di Terra Due dovranno tenere conto delle deliberazioni dei comitati di pianificazione così anche delle esperienze del primo gruppo di coloni che prepareranno il volo: noi non potremo che presentare varie aspirazioni su questa dimensione politica del viaggio suggerendo certe direzioni per creare una comunità armoniosa. La sopravvivenza & la salute psichica dovranno essere assicurate & costituiranno la prima situazione da risolvere per la gente di Terra Due (equipaggio umano & no). La completa libertà individuale costituirà la seconda priorità: la terza sarà la comunicazione aperta & assoluta. Ciascuno avrà in ogni momento accesso completo a tutte le informazioni personali & collettive: non ci saranno segreti. Noi qui stiamo parlando di problemi di natura esplosiva che non hanno nessun riferimento nella società attuale. Sarà necessario sviluppare una politica psichica  situata ben al di là di quello che l'umanità ha conosciuto sino ad adesso. La trasmissione Starseed suggerisce che la struttura politica di Terra Due sia modellata intorno alla situazione simbolo del corpo umano & del suo sistema nervoso. Ogni individuo -nucleo- che si trova in comunicazione elettronica con un cervello collettivo sarà capace di stabilire un contatto istantaneo con altri nuclei. Lo scopo del sistema politico non sarà né la potenza né l'esercizio dell'autorità & del potere ma una coordinazione & una comunicazione efficace.



Timothy Leary - TERRA DUE                                                                
Tampax Edizioni - 1975 -

                         


lunedì 14 settembre 2020

Timothy Leary... 1 di 7


Timothy Leary


TERRA DUE

Tampax Edizioni
 Torino 1975 

Traduzione di Carla Tedeschi 



1 - Lasciare definitivamente il pianeta Terra

Starseed: un piano pratico per inviare una città stellare (Terra Due) verso il centro della galassia sino ai limiti estremi dell'Universo visibile & qui venire in contatto con le intelligenze superiori.
Terra Due conterrà una replica in miniatura della Terra all'interno di una sfera con un diametro di 2 km. Il viaggio di Terra Due durerà 100 anni in termini di tempo effettivo di volo, ma 100 anni corrisponderanno a un miliardo di anni terrestri. Un tale viaggio necessiterà la messa in piedi & la creazione di sistemi complessi di sussistenza di strutture sociali completamente rifatte & l'arresto biochimico del processo d'invecchiamento (bio-immortalità). Il progetto Starseed comporterà tre fasi. 1) all'inizio si terrà una convenzione internazionale dove saranno elaborati i piani economici tecnici sociali 6 strutturali del volo 2) dopo l'organizzazione dell'equipaggio prevolo si inizierà la costruzione di una replica funzionante della città stellare nell'artico. questo periodo prevolo durerà 24 anni 3) entro l'anno 2000 Terra Due sarà mandata in orbita intorno alla Luna & di là sara lanciata verso le stelle. Niente della navicella spaziale (causa la dilatazione del tempo & la relatività) ritornerà sulla Terra durante la vita di un uomo contemporaneo alla sua partenza. Dei messaggi regolari informeranno l'umanità di tutti i contatti interstellari di Terra Due.  


2 - Lo scopo del viaggio

La vita del pianeta Terra è d'origine extraterrestre introdotta per mezzo di sagome di acido nucleico circa tre-quattro miliardi di anni fa. Ciascun essere vivente dall'unicellulare all'umano  è un unità il cui ruolo nel pieno dell'evoluzione totale è concepito nell'eternità. Ciascuna unità vivente riproduce & perpetua la catena elettrica della vita ultimando il mosaico galattico. Il pianeta Terra è una delle milioni di strutture uovo sparse nell'Universo, una matrice di vita: il momento della nascita sopravviene quando la vita lascia questa matrice & la membrana protettrice della cintura VanAllen. La nascita ha luogo quando la vita ha prodotto dei sistemi nervosi capaci di decifrare la coda genetica giungendo così all'immortalità biochimica capace di liberare l'energia necessaria & un seguito di stadi larvali necessari alla sicurezza del processo & alla maturazione richiesta per la partenza dal pianeta madre. Noi non siamo stati concepiti per risiedere in permanenza su questo pianeta: è tempo per l'umanità  di accettare la sua missione genetica. A partire da oggi il nostro solo scopo dovrà essere quello di attendere l'immortalità biochimica & lasciare il sistema solare. La matrice madre & adesso divenuta troppo piccola per noi. Se non continueremo a batterci come stiamo facendo ora contro la dominazione intrauterina del pianeta, noi non potremo che finire strangolati: dei NATI MORTI.


Timothy Leary - TERRA DUE
Tampax Edizioni - 1975 -



                   
                                 
  


mercoledì 9 settembre 2020

Timothy Leary... Premessa...




     


MESSAGGIO DALL'ENTITA' SUPERIORE



E' tempo per la vita terrestre di lasciare il pianeta madre & incominciare a camminare verso le stelle. La vita fu seminata (1) sul vostro pianeta milioni di anni fà: le sagome d'acido nucleico che vi furono depositate contenevano il piano di un'evoluzione graduata attraverso un seguito di stadi biochimici.
Lo scopo dell'evoluzione è di produrre dei sistemi nervosi capaci di comunicare & di ritornare alle radici galattiche: i vostri genitori extraterrestri vi ATTENDONO: La vita sulla terre ha raggiunto il punto centrale della sua traiettoria dopo essersi evoluta attraverso mutazioni larvali & metamorfosi sino allo stadio delle 7 consapevolezze: è possibile ora intraprendere il viaggio di ritorno; radunate le persone più intelligenti più avanzate & più coraggiose della vostra razza c'è bisogno sia di uomini che di donne in rappresentanza di ogni nazionalità religione & razza. Voi siete sul punto di scoprire la chiave dell'immortalità nella struttura chimica del vostro codice genetico: all'interno di questo voi troverete la scrittura della vita. Il tempo è venuto di accettare la responsabilità dell'immortalità: non è necessario morire voi scoprirete la chiave del vostro sistema nervoso. Certi prodotti chimici utilizzati con saggezza permetteranno al vostro sistema nervoso di decifrare il codice genetico. Tutta la vita sul vostro pianeta è una unità indivisibile. " LA VITA DEVE RITORNARE AL SUO PUNTO DI PARTENZA & RIPARTIRE DA QUELLO";  la libertà totale la responsabilità & l'armonia dello spazio rendono possibile un tale viaggio. Voi dovete elevarvi al di sopra delle identità larvali di razza cultura & nazionalità: il vostro unico sollievo è la vita il solo modo per voi di sopravvivere è di ritornare alla vostra origine. Noi inviamo la cometa (2) per annunciarvi che il tempo è venuto di tornare verso le stelle: quando sarete arrivati al termine del vostro viaggio riceverete nuove istruzioni & nuovi poteri. Il vostro vascello sperma è il FIORE della vita terrestre: quando la compagnia (3) sarà tornata la guerra la miseria l'odio la paura scompariranno & immediatamente si realizzeranno le più antiche profezie & le visioni celesti.

C A M B I A T  E

RITORNATE           A   N O I
       

(1) La vita è una rete di comunicazioni interstellari. La vita è disseminata nelle galassie sotto forma di agglomerati di nucleo-maree. questi semi atterrano su pianeti, sono attivati da radiazioni solari & evolvono sistemi nervosi. I corpi che ospitano & trasportano sistemi nervosi & i semi riproduttivi sono costruiti in base alle caratteristiche atmosferiche & di gravità del pianeta che lo ospita, la roccia che si sbriciola su cui noi esistiamo momentaneamente  ( da: STARSSED, di Timothy Leary)

(2) Kohoutek, la cometa entrata nel sistema solare nell'inverno '73- '74

(3) Per compagnia si intende l'equipaggio della nave spaziale "TERRA DUE"


Timothy Leary - TERRA DUE                                                                
Tampax Edizioni - 1975 -


venerdì 4 settembre 2020

Fernanda Pivano...




Sull'isola di Etai, un atollo
di fronte a Suwa, nelle isole
Fiji, ho imparato che se la
rena è abbastanza bianca si
legge meglio alla luce della luna
che a quella del sole;
ho imparato che un ibisco rosso
va messo sull'orecchio destro
o su quello sinistro a seconda
se si vuole o non si vuole
fare l'amore;
ho imparato l'angoscia della barca
che al tramonto ritorna a terra
e si resta soli - ma proprio soli -
in mezzo all'oceano.
Ho imparato come doveva essere magico
il Pianeta prima che le guerre lo
distruggessero.


Fernanda Pivano

lunedì 31 agosto 2020

W. Majakovskij...


                                            -  90 anni -
Intronando l'universo con la mia voce possente
avanzo - bello,
ventiduenne.

Vladimir Majakovskij  1893 - 1930




Borìs Pasternàk

Morte d'un poeta

Non ci credevano, pensavano: fandonie,
ma lo apprendevano da due, da tre, da tutti.
Si mettevano a fianco nella riga
del suo tempo fermatosi di botto
case di mogli di impiegati e di mercanti,
cortili ed alberi sui quali
i corvi, nel fumo d'un sole rovente,
urlavano eccitati contro le cornacchie,
perché le stolte d'ora innanzi non ficcassero
il naso nel peccato, alla malora.
Ma c'era sui volti un umido spostamento
come fra le pieghe d'una strappata vangaiuola.

Era un giorno, un innocuo giorno, più innocuo
d'una decina di precedenti giorni tuoi.
Si affollavano, allineandosi nell'anticamera,
come se lo sparo li avesse allineati.
Come se avesse, schiacciandoli,schizzati da una chiavica
lucci e scardove una deflagrazione
di petardi riposti fra i biodi.
Come un sospiro di strati micidiali.

Tu dormivi, spianato il letto sulla maldicenza,
dormivi e, cessato ogni palpito, eri placido, -
bello, ventiduenne,
come aveva predetto il tuo tetrattico.

Tu dormivi, stringendo al cuscino la guancia,
dormivi a piene gambe, a pieni malleoli,
inserendoti ancora una volta di colpo
nella schiera delle leggende giovani.

Tu ti inseristi in esse più sensibilmente,
perché le avevi raggiunte d'un balzo.
Il tuo sparo fu simile a un Etna
in un pianoro di codardi e di codarde.




martedì 25 agosto 2020

B. Pasternàk...


Le onde


Qui sarà tutto: ciò che ho vissuto
e ciò di cui ancora vivo,
le mie aspirazioni e i principi,
e quello che ho visto in realtà.

Dinanzi a me le onde del mare.
Sono molte.Se ne perde il conto.
Sono un nugolo. Mugghiano in minore.
La risacca le cuoce come cialde.

Tutta la riva sembra calpestata dal bestiame.
Sono un nugolo, le ha fatte uscire il firmamento.
Come una mandria le ha mandate al pascolo
e s'è disteso dietro il poggio sul ventre.

Come una mandria, arrotolandosi in cartocci,
con tutto lo slancio della mia malinconia
corrono verso di me le mie azioni,
le creste di ciò che ho provato.

Sono un nugolo, senza numero né calcolo,
il loro senso non è ancora pieno,
ma tutto è coperto dal loro succedersi,
come il canto del mare dalla spuma delle onde.

Qui sarà una contesa di vivi valori,
e la loro lotta ed il loro tramonto,
e ciò che dona la zona torrida
e ciò di cui la temperata è ricca.

E nel litigio delle qualità che lottano
col suo primato occuperà una strofa
per la propria veggenza straordinaria
l'immensa riva di Kobuléti.

La quale abbraccia come un poeta nel lavoro
ciò che in vita è visibile a due isolatamente:
ad uno estremo la notturna Poti,
all'altro Batùmi che albeggia.

L'immensa spiaggia di otto verste
che può placare, tanto è onniveggente,
come una stravaganza passeggiera
qualunque cosa con cui tu vi scenda.

L'immensa spiaggia di nude cornacchie
che rimira tutto senza veli
e l'orizzonte non chiuso da lastre di vetro,
acuto come il cristallino dell'occhio.

Ho voglia di andarmene a casa, nell'immensità
dell'appartamento che infonde mestizia.
Entrerò, mi toglierò il pastrano, tornando in me stesso,
sarò illuminato dai fuochi delle vie.

Le costole sottili dei tramezzi
attraverserò da parte a parte, attraverserò come la luce.
Come una forma penetra nell'altra,
come un oggetto taglia un'altro oggetto.

L'assiduità perpetua del mio compito,
che preme dalla prigionia dei giorni,
si chiami pure vita sedentaria:
anche se è tale, per essa io sospiro.

Di nuovo d'un motivo  conosciuto
avranno odore le casa.
A destra e a sinistra di nuovo
verrà a far da padrone l'inverno.

Di nuovo nel passeggio verso il pranzo
scenderà un buio da incutere sgomento.
Di nuovo insegnerà alle stradicciuole
a tenere gli occhi bene aperti.

Di nuovo fioccheranno offe dal cielo,
di nuovo coprirà al mattino il turbine
decine di tremule in fila
col panno di mucchi di neve.

Di nuovo col muscolo esausto del cuore
sentirò, aggiungendo le parole,
come tu strisci e come esali fumo,
come ti innalzi e ti edifichi, Mosca.

Ed io ti prenderò come un finimento
in nome delle future pazzie,
perchè tu come un verso mi imparerai,
come un fatto vissuto mi terrai nella mente.

Qui sarà la tranquilla apparenza dei monti;
l'inganno del silenzio: un rimbombo nel fosso;
la loro quiete: l'impacciata, brusca
agitazione dei primi convegni.

Albeggiava. Dietro Vladikavkàz
nereggiava qualcosa. Pesanti
passavano le nubi. Non fu giorno d'un tratto.
Albeggiava, ma non si fece giorno.

Per un sei verste si sentiva il peso
dell'avvolgente altezza delle tenebre,
sebbene taluni, prendendo baldanza,
cercassero di rovesciare il giogo.

Di là giungeva come il soffio di un sogno.
Quasi caldaia cementata in un forno,
pentola d'un piatto avvelenato,
nell'interno fumava il Dagestàn.

Verso di noi rotolava le cime
e, tutto nero dalla testa ai piedi,
era impaziente di accoglier la macchina
non coi pugnali, ma sotto la pioggia.

Nelle montagne la faccenda si imbrogliava.
E lunghissime schiere di giganti,
feroci e belli l'uno più dell'altro,
serravano l'uscita dalle valli.

Chiamate ciò come vi pare, ma il bosco,
che aveva all'intorno coperto ogni cosa
scorreva come lo sviluppo di un racconto
ed era conscio del proprio interesse.

Non avvinceva con la fauna dei fagiani,
col contegno fiabesco delle rocce:
esso stesso incantava come una descrizione,
conosceva qualcosa e la riferiva.

Esso stesso narrava della prigionia
delle cose introdotte non per un'ora.
Spaziava come un rapporto delle generazioni
che avevano servito cent'anni prima di noi.

Passavano i giorni, passavano le nubi, sonavano la diana,
sellavano i cavalli, balzando dai canapè,
e via sui monti per i boschetti dei contrafforti,
e fuori dai boschetti, come questa strada.

E centinaia di nuovi dietro a quelli,
nugoli di servi e impiegati zelanti.
Nugoli di esiliati: nomi e famiglie,
stirpe dopo stirpe, a passo a passo.

Un anno dietro l'altro, una tribù dietro la stirpe,
verso i monti nebbiosi, verso i monti adeguati
alle donne velate dell'hàrem,
stirpe dietro stirpe, a palmo a palmo.

La guerra non è una fiaba su Ivàn
e noi non vogliamo indorarla.
L'aspetto bestiale della conquista
fu reso da Lèrmontov e da Tolstòj.


Boris Pasternàk      1890 - 1960


venerdì 21 agosto 2020

Numeri...


- Numeri ricchi -                    


Secondo il rapporto Oxfam in Italia nel secondo quadrimestre del 2019 il 20% più ricco possiede il 69,8% della ricchezza nazionale, il 20% successivo il 16,9%, il 40% successivo il 12%. Il 20% più povero l'1,3%.

lunedì 17 agosto 2020

J. Rodolfo Wilcock...



Fatti vedere nella tua nudità



Fatti vedere nella tua nudità,
il mondo ha questo bisogno di bellezza
per diradare i pensieri cattivi
che sono sempre dei pensieri vestiti,
rendi visibile la sublimità
senza badare se desta scalpore:
non cadrà il firmamento quando cadranno
le tue mutande e la tua camicetta,
soltanto nei paesi freddi gli dei
portavano questi indumenti. Poi,
in questo Olimpo da te scelto a dimora
con tutt'e e nove i colli dell'Urbe ai piedi
verrà eretto un palazzo pieno di specchi
e in ogni specchio una tua immagine riflessa,
e lì terranno le cerimonie di Stato,
i congressi, gli esami di maturità,
alla presenza della verità nuda.


J. Rodolfo Wilcock    1919 - 1978

lunedì 10 agosto 2020

E. Fried...



Leggere poesie

Chi
da una poesia
si aspetta la salvezza
dovrebbe piuttosto
imparare
a leggere poesie

Chi
da una poesia
non aspetta alcuna salvezza
dovrebbe piuttosto
imparare
a leggere poesie


Erich Fried  1921 - 1988

domenica 2 agosto 2020

2 Agosto 1980... ITALIA


                                              
                                           - 2 Agosto 2020 -




- Andrea Pazienza -

lunedì 27 luglio 2020

A. Rosselli...



da "Documento 1966-73"                                                            - 90 anni -


La passione mi divorò giustamente
la passione mi divise fortemente
la passione mi ricondusse saggiamente
io saggiamente mi ricondussi

alla passione saggistica, principiante
nell'oscuro bosco d'un noioso
dovere, e la passione che bruciava

nel sedere a tavola con i grandi
senza passione o volendola dimenticare
io che bruciavo di passione
estinta la passione nel bruciare

io che bruciavo di dolore, nel
vedere la passione così estinta.
Estinguere la passione bramosa!
Distinguere la passione dal

vero bramare la passione estinta
estinguere tutto quel che è


Amelia Rosselli  1930 - 1996

giovedì 23 luglio 2020

M. Vintchevski...


Fiera politica                                                                        - SEMBRA IERI -


Che diluvio di parole, rito elettorale,
Yanke Doodle e la sua politica!
uno stomaco rude, che niente intacca
può sopportare senza far scoppiare questo ammasso
di tante ciniche menzogne!

Espresso, impresso, scelto
come grandine la menzogna piove,
Yankee infervorito, come un levriero
corre verso il suo osso e fa dimenare
strofinandosi a voi con la coda.

Il democrate la cui pancia scoppia
emette dei motti come uno che vomita,
parole per imbrogliare chi si aggrappa
ai corpi deboli che senza truffare
li ingoiano ciecamente.

Loro se ne vanno a votare, senza neanche ruttare,
senza neanche dubitare di essere dei creduloni
per il ricco di vorace appetito
calzolai, servitori, ladri e mercanti
in questa fiera del dollaro.

Perché loro credono a coloro di cui sono preda
la loro carne, la loro vita, il loro sogno senza limite
ciò che a loro ritorna mercanzia diviene
come Esaù nella Bibbia, non hanno niente
che lenticchie rosse nella loro pentola.

E gli ebrei stanchi, intessendo fruste
per l'operaio di questo paese, loro fratello,
e le figlie d'Erin, come vecchie sirene
alla loro bocca aperta prestano la mano
per una scodella di brodo diluito.

E lo Yankee regna con lo stesso vessillo
il suo motto è "dare e prendere"
bambini o genitori, tutti gli immigranti
sono ai suoi occhi bastardi piccoli e grandi
del suo benamato zio Sam

Che diluvio di parole, rito elettorale,
Yanke Doodle e la sua politica!
Democrati, acrobati
il diavolo li bracca e li batte,
operaio dai loro il randello!


Morris Vintchevski, poeta yiddish, pubblicò a Londra la prima rivista socialista in yiddish, e negli Stati Uniti fu uno dei fondatori del quotidiano socialista "Forverts"   Lituania 1856 - New York 1932

venerdì 17 luglio 2020

W. H. Auden...


Funeral blues


Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforti, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.

Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano il messaggio Lui E' Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.

Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.

Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.


Wystan Hugh Auden  1907 - 1973

lunedì 13 luglio 2020

E. Fried...


Il diritto della regola


1.
Non l'eccezione
bensì
lo stato d'eccezione
conferma
la regola

Quale regola?
Per reprimere una risposta
a questa domanda
viene dichiarato
lo stato d'eccezione

2.
Il diritto dello stato d'emergenza
si trova
a distanza di tiro
della legge marziale

cioè non più lontano
della lunghezza
del corpo
di una democrazia
assassinata


Erich Fried  1921 - 1988

lunedì 6 luglio 2020

James G. Ballard...


Il mio credo


Credo nel volo, nella bellezza delle ali, e nella bellezza di tutto ciò che ha volato almeno una volta,
nella pietra lanciata da un bambinetta che porta con sè tutta la saggezza
degli statisti e delle levatrici. 

Credo nella dolcezza del bisturi, nella geometria senza limiti dello schermo cinematografico,
nell'universo nascosta dei supermarket,
nella solitudine del sole, nel chiacchierìo dei pianeti, 
nella nostra ripetitività, nell'inesistenza dell'universo
e nella noiosità dell'atomo.

Credo nella luce emessa dai video-registratori nelle vetrine dei grandi magazzini,
nelle capacità d'intuizione messianica delle griglie del riscaldamento
nei saloni dei concessionari di automobili,
nell'eleganza delle macchie d'olio sulle carlinghe dei 747
parcheggiati sulle piste dell'aeroporto.

Credo nella non-esistenza del passato, nella morte del futuro,
e nelle infinite possibilità del presente.

Credo nello sregolamento dei sensi in Rimbaud, William Burroughs, Huysmans,
Genet, Celine, Swift, Defoe, Carroll, Coleridge, Kafka.

Credo nei progettisti delle piramidi, dell?Empire State Building, 
nel Fuhrerbunker di Berlino, dei sentieri di Wake Islands.

Credo negli odori del corpo di Lady Diana. 

Credo negli ultimi cinque minuti.

Credo nella storia dei miei piedi.

Credo nei mal di testa, nella noia dei pomeriggi,
nelle superstizioni del calendario, nel tradimento degli orologi.

Credo nell'angoscia, nella psicosi e nella disperazione.

Credo nelle perversioni, nelle infatuazioni per alberi,
principesse, primi ministri, stazioni deserte
 in esercizio (più belle de Taj Mahal), nuvole e uccelli.

Credo nella morte delle emozioni
 e nel trionfo dell'immaginazione.

Credo in Tokio, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island,
 Eniwetok, Dealey Plaza.

Credo nell'alcolismo, nelle malattie veneree,
nella febbre e nell'esaurimento.

Credo nel dolore.

 Credo nella disperazione.

Credo in tutte le allucinazioni.

Credo in tutte le rabbie.

Credo in tutte le le mitologie, le memorie, le bugie,
le fantasie, le evasioni.

Credo nel mistero e nella malinconia di una mano,
nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce.


Il mio credo - James G. Ballard - 1984

Traduzione di Gianni Turchetta

  

venerdì 26 giugno 2020

James G. Ballard...



Il mio credo


  Credo nel potere che ha l'immaginazione di rifare il mondo,
di liberare la verità che è in noi, di trattenere la notte, di oltrepassare la morte, 
di rendere magiche le autostrade, di ingraziar-
ci gli uccelli, di assicurare le confidenze dei matti.

  Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli incidenti strada-
li, nella pace delle foreste sommerse, nell'esaltazione delle spiag-
ge di vacanza deserte, nell'eleganza dei cimiteri di automobili,
nel mistero degli autosilos, nella poesia degli alberghi abbandonati.

  Credo nei sentieri dimenticati di Wake Island, che indicano gli 
Oceani Pacifici della nostra immaginazione. 

Credo nella misteriosa bellezza di Margaret Thatcher, nell'arco delle nostre sopracciglia
e nello splendore del nostro labbro inferiore; nella malinconia dei coscritti argentini feriti;
nei sorrisi da perseguitati del personale di stazione in attesa di servizio,
nel mio sogno di Margaret Thatcher accarezzata da quel giovane soldato argentino
in un motel dimenticato sotto lo sguardo di un dipendente
di stazione tubercoloso in servizio attivo.

Credo nella bellezza di tutte le donne, nei loro tradimenti immaginari,
così vicini al mio cuore; nell'unione dei loro corpi disincantati con l'incanto
degli scivoli cromati delle casse del supermarket; nella loro calda tolleranza
delle mie perversioni.

Credo nella morte di domani, nella fine del tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo
nei sorrisi delle cameriere degli auto-grill e negli occhi stanchi dei controllori
di volo di aeroporti fuori stagione.

Credo negli organi genitali dei grandi uomini e delle grandi donne,
nelle posizioni del corpo do Ronald Reagan, Margaret Thatcher, e Lady Diana,
nei dolci odori emanati dalle loro labbra quando guardano
 le macchine fotografiche del mondo intero.

Credo nella follia, nella verità dell'inesplicabile, nel senso comune delle pietre,
nella demenza dei fiori, nella malattie che gli astronauti dell'Apollo
 hanno messo da parte per la razza umana. 

Non credo in niente.

Credo in Max Ernst, Delaux, Dalì, Tiziano, Goya, Vermeer, De Chirico, Magritte,
Redon, Durer, Tanguy, nel Facteur Cheval, nelle Watts Towers, in Bocklin, 
Francis Bacon e in tutti gli artisti che non possiamo vedere perché 
sono chiusi negli istituti psichiatrici di tutto il pianeta.

Credo nell'impossibilità dell'esistenza, nell'umore delle montagne,
nell'assurdità dell'elettromagnetismo, nella farsa della geometria, 
nella crudeltà dell'aritmetica, nelle intenzioni assassine della logica.

Credo nelle adolescenti, nella corruzione che dimostrano quando si mettono
in posizione per giocare, nella purezza dei loro corpi
in disordine, nei segni della loro pudenda lasciati
nei bagni dei motel d'infima categoria.


Il mio credo - James G. Ballard - 1984
 1 di 2 - continua   

domenica 21 giugno 2020

Haiku d'estate...







Ogiwara Seisensui  1656-1739

Lucciole,
dalla gabbia
una ad una
trasmutano
in stelle


Iida Dakotsu   1885-1962

Mezzodì di piena estate;
la morte ci spia,
gli occhi socchiusi


Ishida Hakio   1913-1969

Frinir di cicale stamani -
tornano a me
tutti gli amori
e odi

giovedì 18 giugno 2020

F. Kafka...






Bisognerebbe leggere, credo, soltanto i libri che mordono e pungono. Se un libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo? Affinché ci renda felici, come scrivi tu? Dio mio, felici saremmo anche se non avessimo libri, e i libri che ci rendono felici potremmo eventualmente scriverli noi. Ma noi abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che ci era più caro di noi stessi, come se fossimo respinti nei boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio, un libro dev'essere la scure per il mare gelato dentro di noi. Questo credo.


Franz Kafka  lettera a Oskar Pollak del 27 gennaio 1904

lunedì 15 giugno 2020

W. Benjamin...



"Le citazioni, nel mio lavoro, sono come briganti ai bordi della strada, che balzano fuori armati e strappano l'assenso all'ozioso viandante"



Walter Benjamin  da "Strada a senso unico. Scritti 1926-1927"

martedì 9 giugno 2020

ALTAN... SEMBRA IERI





1982 - SEMBRA IERI                                  
              


giovedì 4 giugno 2020

Hugo Ball...



Non credo più alla carriera, al denaro, al potere, per chiamare le cose in questo modo. Giacché basta prendere il giornale per vedere dove ci abbia condotti il potere. Il potere, la potenza - ovunque ha portato questo terribile spargimento di sangue. Ora credo ardentemente solo all'im-potenza, a ciò che è piccolo, oppresso.

da una lettera alla sorella nel 1916


Hugo Ball  1886-1927

giovedì 28 maggio 2020

G. Snyder...




" Come poeta coltivo i valori più arcaici che ci siano.
Risalgono al tardo Paleolitico:
la fertilità della terra, la magia degli animali,
la visone di potere nella solitudine,
l'iniziazione terrificante e la rinascita,
l'amore e l'estasi della danza,
il lavoro comune della tribù."


Gary Snyder


venerdì 22 maggio 2020

Mau Mau...


Ellis Island


A 'lè parej, i lo savia ch'a l'è propi parej
noi i soma 'n pòpol 'na rassa ch'a l'ha sempre viagià
deserti, acquasse e ostacoj impossibil superà
e varie strasordinarie ingiustisse consumà
A l'è parej, pija l'esempi dij primi ani del secol
quand ij nòstri viagiator a s'as ciamavo pionieri
famije ed mil pais despaisà
a fasio tapa forsà a Ellis Island
Chicanos, macarones, cinesi a Little Italy!
Ellis Island cit isolòt e cancher 'd Nueva Yòrk
limbo disperà dla nueva America
tanti milion, tante speranse
speranse d'ambrochè
l'intrada per la piramida malefica
Chicanos, macarones, cinesi a Little Italy
What's your name, what's your name?
welcome to America, do you understand me
where do you come from, where do you wanna go?
Andoma bin, che le strà a son bin longhe
e che 'l travaj a nobilita l'argheui
s'as ciama boom boom boom boom economico
ch'a saria l'invension la pì perfida
A l'è parej, a son passà pi che otant'ani
e le aventure 'd cola gent
a son profonde eredità
a son deli deli deli delicatesse
mes-cià a la naftalin-a dij nostri armari
Chicanos, macarones, cinesi a Little Italy
What's your name, what's your name?
welcome to America, do you understand me
where do you come from, where do you wanna go?
Welcome....

E' così, lo sapevo che era proprio così - noi siamo un popolo, una razza che ha sempre viaggiato - deserti, acquacce e ostacoli impossibili superati - e innumerevoli straordinarie ingiustizie consumate- E' così, prendi l'esempio dai primi anni del secolo - quando i nostri viaggiatori si chiamavano pionieri- famiglie di mille paesi, spaesate - facevano tappa forzata a Ellis Island - Chicanos, maccheroni, cinesi a Little Italy - Ellis Island, piccolo isolotto e cancro di Nuova York - limbo disperato della nuova America - tanti milioni, tante speranze - speranze di azzeccare - l'entrata per la piramide malefica - Chicanos, maccheroni, cinesi a Little Italy - Come ti chiami, come ti chiami - benvenuto in America - da dove vieni, dove vuoi andare? - Andiamo bene - che le strade sono molto lunghe - e che il lavoro nobilita l'orgoglio - si chiama boom boom boom economico - che sarebbe l'invenzione - l'invenzione più perfida - E' così - sono passati più di ottant'anni - e le avventure di quella gente - sono profonde eredità - sono deli deli deli delicatezze - mescolate alla naftalina dei nostri armadi - Chicanos, maccheroni, cinesi a Little Italy - Come ti chiami, come ti chiami - benvenuto in America - da dove vieni, dove vuoi andare? - Benvenuto....


Mau Mau  "Ellis Island"  dal cd "Viva Mamanera" 1996

lunedì 18 maggio 2020

Armi... Made in Italy


- Made in Italy -                    



Dal rapporto di Rete Disarmo, che anticipa la Relazione governativa annuale sull'export di armamenti. 5,174 miliardi di euro in autorizzazioni all'export per le aziende italiane nel 2019. Di questi cinque miliardi, il 62% è destinato a paesi extraeuropei ed extra Patto atlantico. In testa c'è l'Egitto con 871 milioni, seguito dal Turkmenistan con 446. In quattro anni il valore dell'export militare italiano verso l'Egitto si è centuplicato.


Gli striscioni che chiedevano "Verità per Regeni" ringraziano.

venerdì 15 maggio 2020

N. Balestrini...


La classe dirigente


La mer daltonici li affascina, della nazione
la più grande la più nobile parte la più infelice
non pagano l'angoscia le tasse dell'orgasmo
per consentire alle ditte specializzate di fabbricare per

la metà giugno la quantità di imbarcazioni richieste
e l'idea del padre onnipossente e minaccioso
la libera e pacifica e onesta concorrenza e
una successione di situazioni ambientali torbide

e amare e gli interessi sessuali della collettività
asserviti agli interessi economici di una minoranza e
gli animali cattivi che uccidono il bestiame? il leone
è buono e bello - e le vostre orrende

malattie? tu stai al sole e questo è bello
e invano cercano di riscattarsi da una macchia antica
modificando il male delle intenzioni con la purezza delle
azioni un rumore improvviso li fa sussultare e

lamentano se l'America trema sui confini
disciolto il cavo di nailon rosso sangue non occorrono
prove più manifeste la putrefazione risulta
piuttosto disgustosa e il seguito vi è noto.

da "Come si agisce"  1963

Nanni Balestrini  1935-2019

domenica 10 maggio 2020

Agnese Codignola...




Da tempo i neuroscienziati concordano sul fatto che nel cervello esiste un'organizzazione gerarchica e che non tutte le aree sono uguali: alcune svolgono una funzione di coordinamento, di supervisione, di centro di comando, con  lo scopo di integrare e ordinare il grande traffico di informazioni sempre presente... Tali aree, guarda caso, sono costituite in misura significativa da neuroni serotoninergici, che mostrano un attivazione di tipo oscillatorio e sincronizzato che ha sempre, come esito finale, un effetto inibitorio.Il sistema principale è stato chiamato default mode network o DMN, proprio per sottolineare la sua funzione di hardware, e il fatto che la sua attività normale sia prevalentemente inibitoria ha molto senso, se si considera che il cervello deve compiere ogni secondo migliaia di scelte, e non può tenere conto contemporaneamente di tutti gli stimoli che lo bombardano, perché l'esito sarebbe disastroso e pericolosamente caotico. Quello che fanno Lsd e psilobicina, legandosi con grande affinità ai recettori della serotonina situati proprio nelle aree del DMN e impedendo così alla serotonina di legarsi, è abolire temporaneamente il controllo, l'inibizione generalizzata...Ma il risultato della dissoluzione dell'ordine costituito non è un caos dannoso, anzi: è ciò che la psicanalisi e la psicologia cercano di ottenere con altri sistemi, e la meditazione con altri ancora, ovvero l'interruzione di quei circoli viziosi che sono alla base di molte patologie mentali...Una spirale che l'Ego normale non riesce a spezzare, anche perché il suo cervello resiste, non ama mettere in discussione la struttura del sé realizzata in anni e anni di duro lavoro. Ma un farmaco che faccia saltare le gerarchie neuronali in pochi secondi è un altra storia.



LSD. Da Albert Hofmann a Steve Jobs, da Timothy Leary a Robin Carhart-Harris: storia
di una sostanza stupefacente. - Agnese Codignola -  UTET editore - 2018 



giovedì 7 maggio 2020

O. Mandel'stam...


da "Il francobollo egiziano"


In via Pod'jaceskaja si trovava la simpatica biblioteca, da cui si prendevano a pacchi per la villeggiatura volumetti bruni di autori stranieri e russi, con le pagine infette, che per le infinite letture avevano un luccichio come seta. Ragazze bruttine prendevano i libri dagli scaffali. A uno Bourget, a un altro George Ohnet, a un altro ancora qualcos'altro di quel vecchiume di biblioteca. Di fronte c'era la caserma dei pompieri con i portoni ermeticamente chiusi e la campana sotto la cappella di un fungo Alcune pagine erano trasparenti come il velo di una cipolla. Vi abitavano il morbillo, la scarlattina e la varicella. Nelle rilegature di quei libri da villeggiatura, spesso dimenticati sulla sabbia, rimaneva annidata la forfora dorata della sabbia marina, e per quanto si scuotessero, veniva fuori di nuovo. Talvolta ne usciva una felce - piccolo abete gotico appiattito e compresso - tal altra la mummia di un fiore nordico senza nome. Incendi e libri: ben trovato. Vedremo ancora, leggeremo.


Osip Mandel'stam  1891-1938

lunedì 4 maggio 2020

D. Tessa...


Finester     (versi finali


                           Al sò
i finester adess
fiaden!

                      ...Avert
fann una roba sola
i finester coi nivol,
coll'aria
libera...

                    ...ciel...
...ciel...per la prima volta! !


Al sole / le finestre ora / respirano / aperte / fanno una cosa sola / finestre e nuvole / nell'aria / libera / cielo / cielo la prima volta  


Delio Tessa 1886 - 1939

sabato 2 maggio 2020

La Crepa... pagina 170/171


pagina 170/171




Una famiglia afgana e due camerunensi. Sono arrivati insieme,
stivati dentro una Lada. Insoliti compagni di viaggio. 
Non possiamo parlare con loro. Sono le leggi europee.
Posano sulla linea di frontiera per una foto. I loro volti,
i vestiti pesanti, le valigie, la neve tutto intorno dicono più di
mille parole. E' come guardarsi allo specchio. Quando li guardiamo
vediamo il nostro mondo.

Vediamo l'Oriente e le sue guerre. La miseria in Africa.
La Russia sullo sfondo. E anche l'Europa, da questo lato, questa isola scura.
L'Unione, il sogno di pace, la sua ricchezza. E tutte le sue crepe. 
Vediamo il Regno Unito che ha già un piede fuori e gli
Stati Uniti e la loro presidenza in piena involuzione.
I muri che si stanno alzando tra i vari Paesi. Il ritorno del nazionalismo.
E un linguaggio militarizzato. Aggressivo. Esasperato. Voci che annunciano
una Terza guerra mondiale. Altre che assicurano che sia già cominciata.


Abbiamo iniziato il viaggio senza sapere esattamente
cosa avremmo trovato. Torniamo a casa con la
 sensazione di doverlo raccontare.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017



giovedì 30 aprile 2020

La Crepa... pagina 169


pagina 169




In tutto questo tempo l'Europa è cambiata.
A Salla, fino a poco tempo fa placida e 
isolata cittadina il cui slogan turistico
recita "In the middle of nowhere", ha iniziato
a verificarsi uno strano fenomeno.

Prima una, poi due, poi tre e poi quattro auto al giorno.
Vecchi catorci sovietici, ammaccati e tenuti insieme con lo
scotch. Con cinque o sei passeggeri a bordo. Che appena ar-
rivano alla frontiera scendono dall'auto e dicono "Refugees".


Ci mostrano il cimitero delle auto. Decine di Lada e Volga
che sono spirate a pochi passi dall'Europa. Ci vengono subito
in mente le barche di Lampedusa ammassate una sull'altra. 
Dal Mediterraneo all'Artico, questi oggetti ci parlano 
dei confini di un continente.


Soffia un vento freddo e devastante quando 
ci dicono: "E' appena arrivata un'auto".



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017
                                                                    
                                                                                                                               

mercoledì 29 aprile 2020

La Crepa... pagina 168


pagina 168



Il punto più vicino ad Alakurtti, restando in UE, è il
valico di Salla. La base è da qualche parte là fuori.


Ha fatto parte di una gigantesca esercitazione bellica.
Nel 2015 i russi mobilitarono 80.000 uomini su tutta la
frontiera ovest, dal Mar Nero fino al Polo Nord. 


La recinzione però serve per non far sconfinare le renne.
"Perché sono tutte finlandesi, dall'altra parte non ce ne sono",
ci dice un ufficiale.  Stentiamo a credergli.



All'improvviso eccoci qui, a calpestare neve fresca su un'altra frontiera.
Al Polo Nord. A migliaia di chilometri da Melilla, dove due anni fa
tutto è iniziato con una recinzione molto diversa.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

lunedì 27 aprile 2020

La Crepa... pagina 167


pagina 167




Sono arrivati persino i marines statunitensi per un addestramento
di condizioni estreme. La Finlandia non fa parte della Nato, ma 
ultimamente ha iniziato a ripensarci.


Dopo gli eventi in Ucraina il budget per le spese militari è stato
aumentato e si è intensificata la collaborazione con i Paesi del Patto
Atlantico. Il governo ha da poco inviato una lettera a un milione di
riservisti per spiegare dove recarsi in caso di chiamata. Inoltre ci
sono stati rilevamenti di sottomarini sospetti nel Baltico.



E poi, certo, c'è la base di Alakurtti, che i russi hanno da poco
riattivato, qua vicino, dall'altra parte della frontiera.

La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

venerdì 24 aprile 2020

La crepa... pagina 166


pagina 166




In questi boschi si formano i futuri agenti della Polizia di frontiera.
Le reclute hanno scelto volontariamente questa destinazione
per il servizio militare.



La maggior parte sono lapponi. Alcuni di loro
si sentono più scandinavi che europei. Questa
sarà la prima notte che passano all'addiaccio.
A -30 gradi avanzano ansimando e il coman-
dante ci racconta che a uno di loro e già succes-
so che si congelassero i piedi. "Sono qui per 
cercare i propri limiti", aggiunge. 


"E molti di loro li trovano".


Iniziamo ad avvertire un freddo spaventoso. Non sentiamo più le
dita. I cellulari si spengono. Gli occhiali di Carlos si spezzano in due
e deve aggiustarli con il nastro. La penna smette di funzionare.


Mikko mi passa una matita cui fa la punta con un
machete. "Questa non ti abbandona mai", sorride.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

mercoledì 22 aprile 2020

La Crepa... pagina 165


pagina 165




Proseguiamo ancora più a nord, passiamo il Circolo polare
e arriviamo a Ivalo. Situato sul 68° parallelo e distante 40
chilometri dalla Russia, questa è la base militare più a nord
di tutta la UE.



Alle pareti sono appese foto del maresciallo Mannerheim
che guidò il Paese appoggiato dai nazisti, contro l'Armata
Rossa. E mappe antecedenti al 1945, prima che la Russia si
accaparrasse un bel pezzo del loro territorio. Fare domande
sul paese vicino mette a disagio anche i soldati più rozzi.


" Il problema della Russia è che pretende di diventare
un eroe globale", ci dice Mikko Heikkila, comandante
della squadra dei Border Jager, mentre ci accompagna
nel loro rifugio segreto.


La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

lunedì 20 aprile 2020

La crepa... pagina 164


pagina 164




Iniziamo ad affrontare le prime tensioni. In questi
giorni la Ong che gestisce il centro discute le
lamentele degli occupanti riguardo al cibo e a come 
impegnare le loro troppe ore libere.


Aleggia il fantasma della notte di capodanno a Colonia
quando un migliaio di donne ha denunciato
aggressioni sessuali da parte di stranieri. Qui hanno
deciso di tenere corsi di educazione alla parità di 
genere in cui si spiega che "No è no". 

Ci sono però anche gruppi di estrema destra
che fanno ronde nelle strade e ci sono stati
attacchi contro alcuni centri di accoglienza.
"E' la più grande sfida dalla Seconda guerra
mondiale", ci dicono alla Ong.

Ce ne andiamo con la sensazione che questo 
 paragone è ormai talmente diffusoin tutta Europa 
che non lasciapresagire nulla di buono.


La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017




sabato 18 aprile 2020

La Crepa... pagina 163


pagina 163




Visitiamo i centri d'accoglienza di Kuopio e di Siilinjarvi, 
dove i volontari fanno lezione di finlandese per velocizzare
l'integrazione: "Mina tanssin [mi piace ballare]", dice
l'insegnante muovendo le spalle. 



I bambini frequentano le scuole di uno dei
migliori sistemi educativi al mondo. Oggi hanno
imparato a metterci i pattini da ghiaccio.


Poi tornano al centro d'accoglienza camminando
in fila. Giocano e si tirano le palle di neve avvolti
da una luce crepuscolare.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

venerdì 17 aprile 2020

La Crepa... pagina 162


pagina 162




Mentre i Paesi dell'Europa lottano
tra loro, incapaci di accordarsi
per un' equa distribuzione dei 
profughi, questi ultimi, seguendo
una dinamica primordiale, sono
arrivati fino a queste terre innevate
con temperature sotto lo zero.


Il Pil del Paese è quasi il doppio
di quello greco e tiene il passo di
quello tedesco. Il potente stato
sociale finlandese accoglie tutti
 a braccia aperte.

"Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia, Ungheria,
Austria, Germania, Svezia..." Fa impressione
sentire il riassunto della loro odissea attraverso
l'elenco delle frontiere attraversate. Qualcuno
ricorda di essere passato da una piccola stazione
in Croazia. 

Potrebbe essere Tovarnik? Non ricordano
il nome. Solo il caos. Il freddo. La pioggia.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

giovedì 16 aprile 2020

La Crepa... pagina 161


pagina 161




A un certo punto Carlos mi dice "Guarda il ghiaccio". Dal finestrino, in mezzo alle nuvole,
vengo colpito in pieno da quella metafora.  Scrivo "Carlos fotografa febbrilmente le crepe
del Baltico cercando in esse le crepe dell'Europa. Ghiaccio spezzato secondo i capricci del 
caso, frammenti bianchi alla deriva".



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

lunedì 13 aprile 2020

Luigi di Ruscio...






manovre amorose lunghissime e poi il velocissimo
                                                                            orgasmo
proprio come le poesie con le manovre di tutti i generi
ed improvvisamente quando meno te lo aspetti
ecco la poesia nostra


Luigi di Ruscio  1930- 2011
305 dalla raccolta "L'iddio ridente" 2008

mercoledì 8 aprile 2020

T. Tzara...


Per fare una poesia dadaista



Prendete un giornale.
Prendete le forbici.
Scegliete nel giornale un articolo della lunghezza
che desiderate per la vostra poesia.
Ritagliate l'articolo.
Ritagliate poi accuratamente ognuna delle parole
che compongono l'articolo e mettetele in un sacco.
Agitate delicatamente.
Tirate poi fuori un ritaglio dopo l'altro disponendoli
nell'ordine in cui sono usciti dal sacco.
Copiate scrupolosamente.
La poesia vi somiglierà.
Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente originale
e di squisita sensibilità, benché incompresa dal volgo.


Tristan Tzara   1896 -1963

sabato 4 aprile 2020

E. Jabes...



Canzone dei giorni di pace   (da "Canzoni per il pasto dell'orco" 1947)



Lunedì, un ago
aspetta il filo.

Martedì, una bocca
ride alla rugiada.

Mercoledì, è la tua mano
volta al chiarore.

Ma i tuoi seni, giovedì
hanno un solo giorno di vita.

Venerdì, nessuna parola
s'aspetta l'avvenire.

Sabato è un miracolo
vestito di pigrizia.

Domenica, le tue carezze
dimenticano d'invecchiare.


Edmond Jabès  1912 - 1991

martedì 31 marzo 2020

A. Frenaud...



Chi possiede, e che?


Chi possiede, e che, in tutti questi recinti?
Di chi la montagna investita fino alla vetta,
i muri pazienti, le bionde biade, i mandorli?
E' forse tuo, proprio tuo, questo bel podere,
la casa, il bacino d'acqua preziosa,
il bimbo che alza un grido sul prato d'erba?
Ahi, chi potrà trattener fra le mani
i muri che cadono, il fiore immutabile,
le eredità smembrate, i pozzi prosciugati?
Delle casate spente chi leggerà più i nomi
sul muschio delle tombe dimenticate?
E il vento, le rupi, e la morte, di chi sono?


"Qui possède quoi?, nel senso - spiega l'autore - di Quelle personne possède quel bien?" 


André Frenaud   1907 - 1993

venerdì 27 marzo 2020

F. Dostoevskij...




" Lo capite, lo capite, egregio signore, che cosa vuol dire non sapere più dove andare? - gli venne a un tratto in mente la domanda fattagli il giorno prima da Marmeladov; - bisogna pure che ogni uomo possa andare da qualcuno..."


Fedor Dostoevskij  da "Delitto e castigo"

martedì 24 marzo 2020

L. Ferlinghetti...



Democrazia totalitaria                                                                      SEMBRA IERI 


I primi albori di vita sulla terra
La prima luce del primo mattino
La prima stella della sera
Il primo uomo sulla luna visto da lontano
Il primo viaggio di Ulisse a occidente
La prima barriera dell'ultima frontiera
Il primo tic dell'orologio atomico della paura
Il primo tanto caro Casa-Dolce-Casa
Il dolce profumo di caprifoglio a mezzanotte
Il primo nero libero, libero dalla paura
Il sapore dolce della libertà
Il primo sublime orgasmo
Il primo Buon Selvaggio
Il primo invasore bianco
Il soave odore del successo
Il primo hotdog con senape su un campo di baseball
Il primo home run allo Yankee Stadium
L'unico gioco in città, di cui fidarsi
Il primo canto d'amore e quaranta urla di disperazione
La prima donna bella e pura
La prima erezione e la prima Resurrezione
Il primo viaggio all'estero del poeta esordiente
I primi teneri germogli di maggio
Il lieto fine dell'ipocrisia
Il primo convoglio al Donner Pass
L'ultimo grido di Mark Twain! sul Mississippi
I primi germogli verdi dell'erba nuova
Il Primo e Ultimo Chance Saloon
Il primo grido di gioia nella luce del mattino
L'urlo lontano dei treni perduti nel libro della notte
Il primo pensiero del mattino dopo la notte brava
L'ultima luna che affonda
L'ultimo dei Moicani e l'ultimo bufalo
L'ultimo "scendi giù dolce carro"
Il primo hippy diretto alle colline
l'ultimo bohémien col basco
L'ultimo capellone di North Beach che ha qualcosa da dire
Il primo vero amore sul tuo cammino
l'ultimo Wobbly e l'ultimo Anarchico Cattolico
L'ultimo Sinistroide paranoico
L'ultimo voto nelle ultime elezioni
L'ultima mano beccata nell'ultimo barattolo dei biscotti
L'ultimo cowboy dell'ultima frontiera
Gli ultimi cinque centesimi con la testa di bufalo
L'ultimo reduce della Abraham Lincoln Brigade
L'ultima drogheria di quartiere
L'ultima lucciola che brilla nella notte
Il primo aereo a colpire il World Trade Center
L'ultimo aereo a colpire il World Trade Center
La nascita della grande paranoia nazionale
Lo scoppio della Terza Guerra Mondiale
(la Guerra contro il Terzo Mondo)
Il primo viaggio all'estero di un presidente ignorante
L'ultimo fiume che scorre libero
L'ultima benzina e l'ultimo petrolio sulla terra
L'ultimo sciopero generale
L'ultimo nazista
L'ultimo arabo
L'ultima vergine
L'ultimo fidelista
L'ultimo sandinista
l'ultimo zapatista
L'ultimo prigioniero politico
L'ultima aquila di mare
L'ultima scolatura di champagne
l'ultimo treno della stazione
L'ultima e unica grande nazione
L'ultima Grande Depressione
Le ultime volontà & testamento
L'ultimo assegno di disoccupazione
La fine del vecchio New Deal
Il nuovo Comitato per le attività non americane
L'ultimo politico incline all'onestà
L'ultimo giornale indipendente che pubblica notizie e scatena un putiferio
L'ultima parola e l'ultima risata e l'ultimo Urrà
L'ultimo spettacolo e l'ultimo valzer
L'ultimo biscazziere di un casinò fluviale
L'ultimo Milite Ignoto
L'ultimo americano innocente
L'ultimo americano ignorante
L'ultimo Grande Amante
Le ultime patatine col ketchup a portar via
L'ultimo New Yorker
L'ultimo treno di mezzanotte a tornare a casa
L'ultima sillaba del tempo registrato
L'ultima estasi lunga e spensierata
L'ultima libreria indi pendente autonoma nel giudizio
l'ultima speranza migliore per l'umanità
L'ultima corda e l'ultimo violino
L'ultima goccia d'alcol
La coppa che tracima per prima
L'ultima volta che ho visto Parigi
L'ultimo trattato di pace e l'Ultima Cena
I primi dolci segnali di primavera
Il primo dolce uccello della gioventù
Il primo dente da latte e l'ultimo dente del giudizio
Le ultime elezioni non comprate
L'ultima libertà d'informazione
L'ultimo Internet gratis
L'ultima radio con libertà di parola
L'ultima rete televisiva non venduta
L'ultimo politico genuino
L'ultimo jeffersoniano
L'ultimo luddista di Berkeley
L'ultimo succo della questione
La fine della Previdenza Sociale
L'ultima auto a benzina
La prima bella serata quieta e libera
La spiaggia al tramonto con nudi adagiati gli amanti avvinghiati
L'ultima riunione del Consiglio
L'ultimo Libro Bianco
L'ultimo terrorista nato dall'odio e della povertà
Il principio del Tempo dell'Utile Consapevolezza
La bandiera incompiuta degli Stati Uniti
Il prolungato ruggito dell'oceano che decresce
La nascita di una nazione di pecore
Il sonno profondo del booboisi
L'ultimo elettore che si è preso la briga di votare
Il primo Presidente scelto da una Corte Suprema
L'inizio del dominio dei super-ricchi
L'onda sommersa del fascismo positivo
L'inizio di guerra e cupidigia senza fine
L'inizio dell'America imperiale
Il primo forte grido di America uber alles che riecheggia nei vicoli della libertà
L'ultimo lamento per la democrazia perduta
Il trionfo della Plutocrazia totalitaria
CODA
Falcia falcia falcia
Falcia il popolo
E quelle erbacce troppo selvatiche
Nei nostri campi verdi
Falcia falcia quei germogli selvatici
Se vuoi una bella festa in giardino con bella gente
Falcia falcia quelle erbacce rigogliose
Annienta la tua vanità, uomo, annienta
i germogli troppo selvatici e i troppo selvatici virgulti
Falcia rampicanti e voci selvatiche e  ribelli
gli arditi volontari
Falcia il grano alieno
Falcia i folli introversi
Gli ammutoliti amanti della soggettività
Falcia falcia i selvaggi gli spiriti selvaggi
i topi del deserto e i sabotatori
i solitari e alienati
che giocherellano con i loro baffi
e tramano rivoluzioni in miseri scantinati
Falcia falcia tutti gli strambi e i liberi
pensatori
I poeti dallo sguardo esaltato
Agitatori improvvisati e filosofi da strapazzo
agli angoli delle strade
Eccentrici smisurati
Visionari strafatti
Esuli in patria
America del melting pot!


il manifesto - 22 aprile 2004

  

venerdì 20 marzo 2020

Haiku di primavera...




Miura Chora  1729 - 1780

con le ali degli uccelli
lucenti di primavera
amore a prima vista


Masaoka Shiki   1867 - 1902

Hanno acceso le lanterne
sulle isole.
Mare di primavera.


Murakami Kijo   1865 - 1938

In fondo all'acqua
i girini si muovono confusi
senza fermarsi.



lunedì 16 marzo 2020

S. Notarnicola...



Una vecchia lettera da Badu e Carros


"Poi, caro compagno, nei cortili,
dopo gli idranti,
sono entrati i guardiani.
Avevano caschi, scudi,
mazze e manganelli.

Ci siamo battuti,
a mani nude, noi.

E' stata lunga la strada
dai cortili alle celle.

Qua e là: chiazze di sangue.

Nell'atrio
per le scale
e nelle celle: sangue.

La primavera è stupenda
da queste parti, lo sai.

E sai che a volte
i passeri più piccoli
cadono dal tetto
della prigione.

Uno era finito
nel nostro cortile.
Volava in modo
incerto, era buffo.

Io l'ho visto quando,
l'agente più giovane
del gruppo, lo colpì...
come fosse
una palla da base-ball.

Finì appiccicato al muro.
Restò un attimo sospeso.
Poi cadde...

Ridevano tra loro
i guardiani: "non
voleva rientrare..."

Compagno, la primavera
è stupenda da queste parti...".


Palmi 16 dicembre 1984 

martedì 10 marzo 2020

W. Benjamin...




La tradizione degli oppressi ci insegna che lo "stato di emergenza" in cui viviamo è la regola. Dobbiamo giungere a un concetto di storia che corrisponda a questo fatto. Avremo allora di fronte, come nostro compito, la creazione del vero stato di emergenza; e ciò migliorerà la nostra posizione nella lotta contro il fascismo. La sua fortuna consiste, non da ultimo, in ciò che i suoi avversari lo combattono in nome del progresso come di una legge storica. Lo stupore perché le cose che viviamo sono "ancora" possibili nel ventesimo secolo e tutt'altro che filosofico. Non è all'inizio di nessuna conoscenza, se non di quella che l'idea di storia da cui proviene non sta più in piedi.


Da  " Tesi di filosofia della storia "
Ed. Mimesis - 2012

venerdì 6 marzo 2020

E. Cardenal...



Beato l'uomo


Salmo 1 


Beato l'uomo
che non segue le parole d'ordine del partito
non assiste ai suoi comizi
non siede a mensa coi gangster
o con i generali nel Consiglio di guerra
Beato l'uomo che non spia suo fratello
non denuncia il compagno di collegio
Beato l'uomo
che non legge gli annunci commerciali
non ascolta le loro radio
non crede ai loro slogan

Sarà come un albero piantato presso una sorgente


Ernesto Cardenal  1925 - 2020




lunedì 2 marzo 2020

Oggi, sul Pianeta Terra...



Oggi, sul Pianeta Terra                

Malaria

Nel 2018 228 milioni di casi. 19 paesi dell'Africa sub-sahariana e dell'India hanno sopportato l'85% dei casi. I decessi sono stati circa 405.000, il 67% dei quali erano bambini di età inferiore ai 5 anni.

Ebola

Il focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha prodotto, dall'agosto 2018 al dicembre 2019, 3.348 contagiati, con 2.210 decessi.

Dengue

L'infezione di Dengue tocca ogni anno 390 milioni di persone, soprattutto in Asia e in America Latina. Di questi circa 500.000 casi evolvono nelle più grave febbre emorragica dengue, che provoca circa 25.000 decessi l'anno.