Una volta una signora mi ha detto: "Ma questo Dadaismo, questo Surrealismo non avrà un cattivo effetto sui giovani?" Le ho risposto: "Signora, ho fatto molti quadri in vita mia e sto ancora cercando di fare un quadro alla cui vista certe persone cadono morte, ma non ci sono ancora riuscito." - Man Ray -
giovedì 22 ottobre 2020
EL ROTO...
domenica 18 ottobre 2020
Fabrizio De André...
La domenica delle salme
dove galleggia Milano
non fu difficile seguirlo
la sua anima accesa
mandava luce di lampadina
gli incendiarono il letto
sulla strada di Trento
un pettirosso da combattimento
e inginocchiati agli ultimi semafori
rifacevano il trucco alle troie di regime
lanciate verso il mare
mettevano pancia verso est
chi si convertiva nel novanta
ne era dispensato nel novantuno
ballava la polka sopra il muro
e mentre si arrampicava
le abbiamo visto tutto il culo
volle essere ricostruita in quel giorno di festa
masso per masso
schiavo per schiavo
comunista per comunista
non si udirono fucilate
il gas esilarante
presidiava le strade
la domenica delle salme
si portò via tutti i pensieri
e le regine del ‘'tua culpa''
affollarono i parrucchieri
il secondo secondino
disse a ‘'Baffi di Sego'' che era il primo
si può fare domani sul far del mattino
e furono inviati messi
fanti cavalli cani ed un somaro
ad annunciare l'amputazione della gamba
di Renato Curcio
il carbonaro
in un tripudio di tromboni
auspicava democrazia
con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni
voglio vivere in una città
dove all'ora dell'aperitivo
non ci siano spargimenti di sangue
o di detersivo
a tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade
eravamo gli ultimi cittadini liberi
di questa famosa città civile
perché avevamo un cannone nel cortile
nessuno si fece male
tutti a seguire il feretro
del defunto ideale
la domenica delle salme
si sentiva cantare
quant'è bella giovinezza
non vogliamo più invecchiare
si ritirarono nelle catacombe
accesero la televisione e ci guardarono cantare
per una mezz'oretta
poi ci mandarono a cagare
voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio
coi pianoforti a tracolla travestiti da Pinocchio
voi che avete cantato per i longobardi e per i centralisti
per l'Amazzonia e per la pecunia
nei palastilisti
e dai padri Maristi
voi avete voci potenti
lingue allenate a battere il tamburo
voi avevate voci potenti
adatte per il vaffanculo
gli addetti alla nostalgia
accompagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia
la domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c'erano i segni
di una pace terrificante
mentre il cuore d'Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di vibrante protesta
lunedì 12 ottobre 2020
David Quammen...
Quindi prima di reagire in modo calmo o isterico, con intelligenza o stupidamente, dovremmo conoscere almeno le basi teoriche e le dinamiche di quel che è in gioco. Dovremmo sapere che le recenti epidemie di nuove zoonosi, oltre alla riproposizione e alla diffusione di altre già viste, fanno parte di un quadro generale più vasto, creato dal genere umano. Dovremmo renderci conto che sono conseguenze di nostre azioni, non accidenti che ci capitano tra capo e collo. Dovremmo capire che alcune situazioni da noi generate sembrano praticamente inevitabili, ma altre sono ancora controllabili.
lunedì 5 ottobre 2020
Timothy Leary... 4 di 7
TERRA DUE
Terra Due è una sfera di diametro di 2 km. La parte superiore della sfera è cielo montagna lago terra & indica la direzione della nave. La volta del cielo è alta un km. da suo zenith. La parte inferiore invece si divide in 25 piani che misurano ciascuno 40 metri d'altezza. I piani da uno a cinque saranno residenziali: mille persone per piano. Gli edifici comuni & personali occuperanno circa 100 mila metri quadrati: il sesto piano potrà essere il centro dei divertimenti urbani teatri ristoranti magazzini. Questi edifici comunque non occuperanno più del 10% del piano: il resto consisterà in prati giardini & sentieri. Il settimo piano comprenderà uffici librerie centri computer aule: il resto si comporrà di verdi. I laboratori verranno installati all'ottavo piano. Il 90% del nono piano invece sarà utilizzato & diviso in varie serre botaniche il resto del piano sarà occupato da officine meccaniche. Il decimo piano sarà adibito alle coltivazioni idroponiche: L'undicesimo & il dodicesimo piano verranno divisi in parti uguali tra istallazioni di industrie pesanti & zone verdi. I piani dal 13 al 19 conterranno merci generiche. I materiali grezzi saranno invece ospitati dal ventesimo al venticinquesimo piano. Comunque il 90% del volume di Terra Due sarà allo stato selvaggio (acqua terra cielo). La sfera sarà pressapoco 4 miliardi di metri cubi & solo una percentuale minima verrà utilizzata dall'equipaggio umano. A parte tutte le statistiche è evidente che Terra Due non sarà una città spaziale ma piuttosto una Terra in miniatura. L'atmosfera generale sarà contemporaneamente urbana rurale & selvaggia.
7 - La navicella della vita
Terra Due non è una spedizione umana, ma un concreto messaggio di vita che parte dal nostro pianeta. Nessuno sforzo sarà risparmiato per assicurare che la navicella del tempo sia una capsula ecologica contenente la più grande varietà possibile di forme animali. Circa il 95% dei 100 km. quadrati di spazio interno sarà ricoperto di una lussureggiante vegetazione: giardini foreste laghi montagne. Terra Due avrà una quantità equilibrata di specie di uccelli di animali domestici & selvaggi di rettili di anfibi d'insetti di pesci & di varie altre razze marine. Si spera di poter includere in particolare una colonia di delfini che per le loro particolare & ricettiva intelligenza potranno dar luogo ad eventuali interscambi comunicativi. Oltre tutto Terra Due potrebbe trovare un ordine superiore di esistenza che viva in una situazione marina & le facoltà del delfino ci potranno essere molto utili. La percentuale esatta di rappresentazione di ciascuna specie non umana sarà decisa per mezzo di assidui contatti con ecologisti che dovranno rispettare una approssimazione globale. La navicella del tempo dovrà essere fondamentalmente rigogliosa & brulicante di esemplari di tutte le specie di vita all'interno dei limiti imposti dal desiderio di rispettare i vari equilibri & le relazioni interne: comunque la nave spaziale vibrerà al ritmo della flora & della fauna. Noi favoriremo gli animali domestici particolarmente anche piante verdi che dovranno trovarsi nei locali di abitazione & di lavoro: Terra Due va a compiere il suo viaggio attraverso lo spazio come un entità biorganica & non sotto forma di sterile laboratorio medico.
Timothy Leary - TERRA DUE
Tampax Edizioni - 1975 -
mercoledì 30 settembre 2020
Timothy Leary... 3 di 7
5 - Rapporti famigliari
Timothy Leary -TERRA DUE
Tampax Edizioni - 1975 -
venerdì 25 settembre 2020
Italo Calvino...
L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
lunedì 21 settembre 2020
Haiku d'autunno...
- Haiku d'autunno -
Matsuo Basho 1644 - 1694
Una parola uscita di bocca
fredda le labbra,
qual vento d'autunno
Takahama Kyoshi 1874 - 1959
Tendi la mano,
ed eccola subito imprigionata:
una farfalla d'autunno
Yamaguchi Seishi 1901 - 1994
I pali della luce
illumineranno tutti?
Mi volgo alla luna
- Haiku d'autunno -
venerdì 18 settembre 2020
Timothy Leary... 2 di 7
3 - La fioritura dell' Albero Della Vita
Timothy Leary - TERRA DUE
Tampax Edizioni - 1975 -
lunedì 14 settembre 2020
Timothy Leary... 1 di 7
Traduzione di Carla Tedeschi
Timothy Leary - TERRA DUE
Tampax Edizioni - 1975 -
mercoledì 9 settembre 2020
Timothy Leary... Premessa...
(2) Kohoutek, la cometa entrata nel sistema solare nell'inverno '73- '74
(3) Per compagnia si intende l'equipaggio della nave spaziale "TERRA DUE"
Timothy Leary - TERRA DUE
Tampax Edizioni - 1975 -
venerdì 4 settembre 2020
Fernanda Pivano...
Fernanda Pivano
lunedì 31 agosto 2020
W. Majakovskij...
avanzo - bello,
ventiduenne.
Vladimir Majakovskij 1893 - 1930
Borìs Pasternàk
Morte d'un poeta
Non ci credevano, pensavano: fandonie,
ma lo apprendevano da due, da tre, da tutti.
Si mettevano a fianco nella riga
del suo tempo fermatosi di botto
case di mogli di impiegati e di mercanti,
cortili ed alberi sui quali
i corvi, nel fumo d'un sole rovente,
urlavano eccitati contro le cornacchie,
perché le stolte d'ora innanzi non ficcassero
il naso nel peccato, alla malora.
Ma c'era sui volti un umido spostamento
come fra le pieghe d'una strappata vangaiuola.
Era un giorno, un innocuo giorno, più innocuo
d'una decina di precedenti giorni tuoi.
Si affollavano, allineandosi nell'anticamera,
come se lo sparo li avesse allineati.
Come se avesse, schiacciandoli,schizzati da una chiavica
lucci e scardove una deflagrazione
di petardi riposti fra i biodi.
Come un sospiro di strati micidiali.
Tu dormivi, spianato il letto sulla maldicenza,
dormivi e, cessato ogni palpito, eri placido, -
bello, ventiduenne,
come aveva predetto il tuo tetrattico.
Tu dormivi, stringendo al cuscino la guancia,
dormivi a piene gambe, a pieni malleoli,
inserendoti ancora una volta di colpo
nella schiera delle leggende giovani.
Tu ti inseristi in esse più sensibilmente,
perché le avevi raggiunte d'un balzo.
Il tuo sparo fu simile a un Etna
in un pianoro di codardi e di codarde.
martedì 25 agosto 2020
B. Pasternàk...
Le onde
Qui sarà tutto: ciò che ho vissuto
e ciò di cui ancora vivo,
le mie aspirazioni e i principi,
e quello che ho visto in realtà.
Dinanzi a me le onde del mare.
Sono molte.Se ne perde il conto.
Sono un nugolo. Mugghiano in minore.
La risacca le cuoce come cialde.
Tutta la riva sembra calpestata dal bestiame.
Sono un nugolo, le ha fatte uscire il firmamento.
Come una mandria le ha mandate al pascolo
e s'è disteso dietro il poggio sul ventre.
Come una mandria, arrotolandosi in cartocci,
con tutto lo slancio della mia malinconia
corrono verso di me le mie azioni,
le creste di ciò che ho provato.
Sono un nugolo, senza numero né calcolo,
il loro senso non è ancora pieno,
ma tutto è coperto dal loro succedersi,
come il canto del mare dalla spuma delle onde.
Qui sarà una contesa di vivi valori,
e la loro lotta ed il loro tramonto,
e ciò che dona la zona torrida
e ciò di cui la temperata è ricca.
E nel litigio delle qualità che lottano
col suo primato occuperà una strofa
per la propria veggenza straordinaria
l'immensa riva di Kobuléti.
La quale abbraccia come un poeta nel lavoro
ciò che in vita è visibile a due isolatamente:
ad uno estremo la notturna Poti,
all'altro Batùmi che albeggia.
L'immensa spiaggia di otto verste
che può placare, tanto è onniveggente,
come una stravaganza passeggiera
qualunque cosa con cui tu vi scenda.
L'immensa spiaggia di nude cornacchie
che rimira tutto senza veli
e l'orizzonte non chiuso da lastre di vetro,
acuto come il cristallino dell'occhio.
Ho voglia di andarmene a casa, nell'immensità
dell'appartamento che infonde mestizia.
Entrerò, mi toglierò il pastrano, tornando in me stesso,
sarò illuminato dai fuochi delle vie.
Le costole sottili dei tramezzi
attraverserò da parte a parte, attraverserò come la luce.
Come una forma penetra nell'altra,
come un oggetto taglia un'altro oggetto.
L'assiduità perpetua del mio compito,
che preme dalla prigionia dei giorni,
si chiami pure vita sedentaria:
anche se è tale, per essa io sospiro.
Di nuovo d'un motivo conosciuto
avranno odore le casa.
A destra e a sinistra di nuovo
verrà a far da padrone l'inverno.
Di nuovo nel passeggio verso il pranzo
scenderà un buio da incutere sgomento.
Di nuovo insegnerà alle stradicciuole
a tenere gli occhi bene aperti.
Di nuovo fioccheranno offe dal cielo,
di nuovo coprirà al mattino il turbine
decine di tremule in fila
col panno di mucchi di neve.
Di nuovo col muscolo esausto del cuore
sentirò, aggiungendo le parole,
come tu strisci e come esali fumo,
come ti innalzi e ti edifichi, Mosca.
Ed io ti prenderò come un finimento
in nome delle future pazzie,
perchè tu come un verso mi imparerai,
come un fatto vissuto mi terrai nella mente.
Qui sarà la tranquilla apparenza dei monti;
l'inganno del silenzio: un rimbombo nel fosso;
la loro quiete: l'impacciata, brusca
agitazione dei primi convegni.
Albeggiava. Dietro Vladikavkàz
nereggiava qualcosa. Pesanti
passavano le nubi. Non fu giorno d'un tratto.
Albeggiava, ma non si fece giorno.
Per un sei verste si sentiva il peso
dell'avvolgente altezza delle tenebre,
sebbene taluni, prendendo baldanza,
cercassero di rovesciare il giogo.
Di là giungeva come il soffio di un sogno.
Quasi caldaia cementata in un forno,
pentola d'un piatto avvelenato,
nell'interno fumava il Dagestàn.
Verso di noi rotolava le cime
e, tutto nero dalla testa ai piedi,
era impaziente di accoglier la macchina
non coi pugnali, ma sotto la pioggia.
Nelle montagne la faccenda si imbrogliava.
E lunghissime schiere di giganti,
feroci e belli l'uno più dell'altro,
serravano l'uscita dalle valli.
Chiamate ciò come vi pare, ma il bosco,
che aveva all'intorno coperto ogni cosa
scorreva come lo sviluppo di un racconto
ed era conscio del proprio interesse.
Non avvinceva con la fauna dei fagiani,
col contegno fiabesco delle rocce:
esso stesso incantava come una descrizione,
conosceva qualcosa e la riferiva.
Esso stesso narrava della prigionia
delle cose introdotte non per un'ora.
Spaziava come un rapporto delle generazioni
che avevano servito cent'anni prima di noi.
Passavano i giorni, passavano le nubi, sonavano la diana,
sellavano i cavalli, balzando dai canapè,
e via sui monti per i boschetti dei contrafforti,
e fuori dai boschetti, come questa strada.
E centinaia di nuovi dietro a quelli,
nugoli di servi e impiegati zelanti.
Nugoli di esiliati: nomi e famiglie,
stirpe dopo stirpe, a passo a passo.
Un anno dietro l'altro, una tribù dietro la stirpe,
verso i monti nebbiosi, verso i monti adeguati
alle donne velate dell'hàrem,
stirpe dietro stirpe, a palmo a palmo.
La guerra non è una fiaba su Ivàn
e noi non vogliamo indorarla.
L'aspetto bestiale della conquista
fu reso da Lèrmontov e da Tolstòj.
Boris Pasternàk 1890 - 1960
venerdì 21 agosto 2020
Numeri...
Secondo il rapporto Oxfam in Italia nel secondo quadrimestre del 2019 il 20% più ricco possiede il 69,8% della ricchezza nazionale, il 20% successivo il 16,9%, il 40% successivo il 12%. Il 20% più povero l'1,3%.
lunedì 17 agosto 2020
J. Rodolfo Wilcock...
Fatti vedere nella tua nudità
Fatti vedere nella tua nudità,
il mondo ha questo bisogno di bellezza
per diradare i pensieri cattivi
che sono sempre dei pensieri vestiti,
rendi visibile la sublimità
senza badare se desta scalpore:
non cadrà il firmamento quando cadranno
le tue mutande e la tua camicetta,
soltanto nei paesi freddi gli dei
portavano questi indumenti. Poi,
in questo Olimpo da te scelto a dimora
con tutt'e e nove i colli dell'Urbe ai piedi
verrà eretto un palazzo pieno di specchi
e in ogni specchio una tua immagine riflessa,
e lì terranno le cerimonie di Stato,
i congressi, gli esami di maturità,
alla presenza della verità nuda.
J. Rodolfo Wilcock 1919 - 1978
lunedì 10 agosto 2020
E. Fried...
Leggere poesie
Chi
da una poesia
si aspetta la salvezza
dovrebbe piuttosto
imparare
a leggere poesie
Chi
da una poesia
non aspetta alcuna salvezza
dovrebbe piuttosto
imparare
a leggere poesie
Erich Fried 1921 - 1988
giovedì 6 agosto 2020
domenica 2 agosto 2020
lunedì 27 luglio 2020
A. Rosselli...
da "Documento 1966-73" - 90 anni -
La passione mi divorò giustamente
la passione mi divise fortemente
la passione mi ricondusse saggiamente
io saggiamente mi ricondussi
alla passione saggistica, principiante
nell'oscuro bosco d'un noioso
dovere, e la passione che bruciava
nel sedere a tavola con i grandi
senza passione o volendola dimenticare
io che bruciavo di passione
estinta la passione nel bruciare
io che bruciavo di dolore, nel
vedere la passione così estinta.
Estinguere la passione bramosa!
Distinguere la passione dal
vero bramare la passione estinta
estinguere tutto quel che è
Amelia Rosselli 1930 - 1996
giovedì 23 luglio 2020
M. Vintchevski...
Fiera politica - SEMBRA IERI -
Che diluvio di parole, rito elettorale,
Yanke Doodle e la sua politica!
uno stomaco rude, che niente intacca
può sopportare senza far scoppiare questo ammasso
di tante ciniche menzogne!
Espresso, impresso, scelto
come grandine la menzogna piove,
Yankee infervorito, come un levriero
corre verso il suo osso e fa dimenare
strofinandosi a voi con la coda.
Il democrate la cui pancia scoppia
emette dei motti come uno che vomita,
parole per imbrogliare chi si aggrappa
ai corpi deboli che senza truffare
li ingoiano ciecamente.
Loro se ne vanno a votare, senza neanche ruttare,
senza neanche dubitare di essere dei creduloni
per il ricco di vorace appetito
calzolai, servitori, ladri e mercanti
in questa fiera del dollaro.
Perché loro credono a coloro di cui sono preda
la loro carne, la loro vita, il loro sogno senza limite
ciò che a loro ritorna mercanzia diviene
come Esaù nella Bibbia, non hanno niente
che lenticchie rosse nella loro pentola.
E gli ebrei stanchi, intessendo fruste
per l'operaio di questo paese, loro fratello,
e le figlie d'Erin, come vecchie sirene
alla loro bocca aperta prestano la mano
per una scodella di brodo diluito.
E lo Yankee regna con lo stesso vessillo
il suo motto è "dare e prendere"
bambini o genitori, tutti gli immigranti
sono ai suoi occhi bastardi piccoli e grandi
del suo benamato zio Sam
Che diluvio di parole, rito elettorale,
Yanke Doodle e la sua politica!
Democrati, acrobati
il diavolo li bracca e li batte,
operaio dai loro il randello!
Morris Vintchevski, poeta yiddish, pubblicò a Londra la prima rivista socialista in yiddish, e negli Stati Uniti fu uno dei fondatori del quotidiano socialista "Forverts" Lituania 1856 - New York 1932



