lunedì 9 maggio 2022

PIER PAOLO PASOLINI...

                                                                                                                                                         
Pier Paolo Pasolini                               


Lo scandalo del contraddirmi, dell'essere
con te e contro te; con te nel cuore,
in luce, contro te nelle buie viscere;

del mio paterno stato traditore
- nel pensiero, in un'ombra di azione -
mi so a esso attaccato nel calore

degli istinti, dell'estetica passione;
attratto da una vita proletaria
a te anteriore, è per me religione

la sua allegria, non la millenaria
sua lotta: la sua natura, non la sua
coscienza; è la forza originaria

dell'uomo, che nell'atto s'è perduta,
a darle l'ebbrezza della nostalgia
e una luce poetica: ed altro più

io non so dirne, che non sia 
giusto ma non sincero, astratto
amore, non accorante simpatia...

Come i poveri povero, mi attacco
come loro a umilianti speranze,
come loro per vivere mi batto

ogni giorno. Ma nella desolante
mia condizione di diseredato,
io possiedo: ed è il più esaltante

dei possessi borghesi, lo stato
più assoluto. Ma come io possiedo la storia,
essa mi possiede; ne sono illuminato:

ma a che serve la luce?   


da "Le ceneri di Gramsci" - 1957


PIER PAOLO
come un gattaccio in cerca d'amore
PASOLINI
  1922 - 2022 

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giovedì 5 maggio 2022

" LA GUERRA E' UN BUON AFFARE..."





 "La guerra è un buon affare, investi tuo figlio",
poster americano, autore sconosciuto. Anni sessanta.

Almanacco della pace - Matteo Guarnaccia 
Stampa Alternativa - 2006 

lunedì 2 maggio 2022

PIER PAOLO PASOLINI...


Pier Paolo Pasolini


A un Papa


Pochi giorni prima che tu morissi, la morte
        aveva messo gli occhi su un tuo coetaneo:
a vent'anni, tu eri studente, lui manovale,
        tu nobile, ricco, lui un ragazzaccio plebeo:
ma gli stessi giorni hanno dorato su voi
        la vecchia Roma che stava tornando così nuova.
Ho veduto le sue spoglie, povero Zucchetto.
         Girava di notte ubriaco intorno ai Mercati,
e un tram che veniva da San Paolo, l'ha travolto
         e trascinato un pezzo pei binari tra i platani:
per qualche ora restò lì, sotto le ruote:
         un pò di gente si radunò intorno a guardarlo.
in silenzio: era tardi, c'erano pochi passanti.
         Uno degli uomini che esistono perché esisti tu,
un vecchio poliziotto sbracato come un guappo,
         a chi s'accostava troppo gridava: "Fuori dai coglioni!".
Poi venne l'automobile d'un ospedale a caricarlo:
         la gente se ne andò, restò qualche brandello qua e là,
e la padrona di un bar notturno, più avanti,
         che lo conosceva, disse a un nuovo venuto
che Zucchetto era andato sotto un tram, era finito.
         Pochi giorni dopo finivi tu: Zucchetto era uno
della tua grande greggia romana e umana,
         un povero ubriacone, senza famiglia e senza letto,
che girava di notte, vivendo chissà come.
         Tu non ne sapevi niente: come non sapevi niente
di altri mille e mille cristi come lui.
          Forse io sono feroce a chiedermi per che ragione
la gente come Zucchetto fosse indegna del tuo amore.
         Ci sono posti infami, dove madri e bambini
vivono in una polvere antica, in un fango d'altre epoche.
         Proprio non lontano da dove tu sei vissuto,
in vista della bella cupola di San Pietro,
         c'è uno di questi posti, il Gelsomino...
Un monte tagliato a metà da una cava, e sotto,
         tra una marana e una fila di nuovi palazzi,
un mucchio di misere costruzioni, non case ma porcili.
         bastava soltanto un tuo gesto, una tua parola,
perché quei tuoi figli avessero una casa:
         tu non hai fatto un gesto, non hai detto una parola.
Non ti si chiedeva di perdonare Marx! Un onda
         immensa che si rifrange da millenni di vita
ti separava da lui, dalla sua religione:
         ma nella tua religione non si parla di pietà?
Migliaia di uomini sotto il tuo pontificato,
         davanti ai tuoi occhi, son vissuti in stabbi e porcili.
Lo sapevi, peccare non significa fare il male:
         non fare il bene, questo significa peccare.
Quanto bene tu potevi fare! E non l'hai fatto:
         non c'è stato un peccatore più grande di te.


da "Umiliato e offeso Epigrammi" -  1958


PIER PAOLO
come un gattaccio in cerca d'amore
PASOLINI
1922 - 2022

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martedì 26 aprile 2022

MICHAEL MANDER... 26 aprile 1986



26 aprile 1986



Lungi dal "liquidare" l'effetto letale delle radiazioni , il Sarcofago si limita a coprirlo, e in modo imperfetto. Eredita l'ossessione della concretezza dagli stessi fallimenti tecnologici che cerca di neutralizzare. Le allusioni funeree del suo nome originario devono essere sembrate sconcertanti ai funzionari sovietici che l'hanno ribattezzato Ob'yekt Ukrytiye, "Oggetto di riparo", "oggetto di copertura", una denominazione che dava l'impressione di sicurezza (riparo, rifugio) e controllo (un oggetto in relazione al quale noi siamo i soggetti alla postazione di guida).Eppure, non era l'appellativo burocratico ma il termine "Sarcofago" a essere mortalmente preciso. L'umanità si sta scavando la fossa da tempo, tempo che tuttavia è solo un secondo rispetto al terribile monumento nucleare che verrà eretto su di esso. Chernobyl ci ha dato un assaggio di queste linee concrete, cementate (distinguibili e fatte di béton), del tempo. L'incapsulamento è l'inumazione; insieme alle scorie radioattive, noi siamo gli unici all'interno del Sarcofago, anche se apparentemente siamo fuori. La Terra stessa sta diventando una fossa comune, per gli umani e per innumerevoli specie non umane. Indipendentemente da ciò che il Sarcofago copre, non può coprire questo approccio all'ambiente naturale che ha reso necessaria la sua costruzione. Il dramma, e la tragedia, dell'umanità contemporanea è che siamo, allo stesso tempo, Creonte e Antigone, il sovrano irriguardoso delle realtà ecologiche, che seppellisce vivi coloro che se ne prendono cura, e il prigioniero sofferente, privato dell'essenziale, di tutto ciò che rende possibile la vita. Il Sarcofago è l'oggetto di scena e l'epilogo di questo coup de théatre della produzione nucleare che è l'enucleazione del soggetto. Il soggetto si è consumato, autocannibalizzato. In greco, la parola composta  sarx + phagos significa mangia-carne. La radiazione e la follia tecnologica di cui è la metonimia mangiano la nostra carne, la divorano dall'interno.


Michael Mander  da "Chernobyl herbarium" 
Mimesis editore - 2021 

venerdì 22 aprile 2022

PIER PAOLO PASOLINI...

 
Pier Paolo Pasolini



Lavoro tutto il giorno come un monaco
e la notte in giro, come un gattaccio
in cerca d'amore...Farò proposta
alla Curia d'essere fatto santo.
Rispondo infatti alla mistificazione
con la mitezza. Guardo con l'occhio
d'un immagine gli addetti al linciaggio.
Osservo me stesso massacrato col sereno
coraggio d'uno scienziato. Sembro
provare odio, e invece scrivo
dei versi pieni di puntuale amore.
Studio la perfidia come un fenomeno
fatale, quasi non ne fossi oggetto.
Ho pietà per i giovani fascisti,
e ai vecchi, che considero forme
del più orribile male, oppongo
solo la violenza della ragione.
Passivo come un uccello che vede
tutto, volando, e si porta in cuore
nel volo in cielo la coscienza
che non perdona.


Pier Paolo Pasolini  21 giugno 1962


PIER PAOLO
come un gattaccio in cerca d'amore
PASOLINI
1922 - 2022

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lunedì 18 aprile 2022

DAVID HARVEY...


         

Circola un mito, molto comodo, secondo il quale le malattie infettive non conoscono differenze di classe né altre altre barriere o confini sociali. Nel mito c'è un certo grado di verità. Nelle epidemie di colera del Diciannovesimo secolo, l'irrilevanza delle barriere di classe è stata abbastanza drammatica da portare alla nascita di un movimento per la sanità pubblica (che poi si è professionalizzato), arrivato fino ai giorni nostri. Se questo movimento sia stato pensato per proteggere tutti o solo le classi superiori non è mai stato chiaro, ma oggi gli effetti sociali e gli impatti differenziali a seconda della classe raccontano una storia diversa. Le conseguenze economiche e sociali sono filtrate attraverso le "usuali" discriminazioni, che sono evidenti ovunque. Tanto per cominciare, la forza lavoro che deve prendersi cura del numero crescente di malati è normalmente sbilanciata in termini di genere e di etnia, in quasi tutte le parti del mondo. Rispecchia le forze lavoro basate sull'appartenenza di classe che si trovano, per esempio, negli aeroporti e in altri settori logistici. Questa "nuova classe operaia" è in prima linea e deve sostenere l'urto più forte, perché o è la forza lavoro più a rischio di contrarre il virus per le mansioni che svolge, o rischia di rimanere senza lavoro e senza risorse, a causa dei tagli economici causati dal virus.Per esempio, c'è la questione di chi può lavorare a casa e chi no. Questo rafforza la divisione sociale, come il fatto che qualcuno possa permettersi o meno di isolarsi o di rimanere in quarantena (con o senza stipendio) in caso di contatto o infezione...l'avanzata del Covid-19 mostra tutte le caratteristiche di una pandemia di classe, genderizzata ed etnicizzata. I tentativi di attenuazione sono comodamente rivestiti con la retorica del "siamo tutti nella stessa barca". Le forze lavoro nella maggior parte del mondo da tempo sono state educate a comportarsi come buoni soggetti neoliberisti (il che significa dare la colpa a se stessi o a Dio se qualcosa va storto, ma mai osare suggerire che il problema possa essere il capitalismo). Ma anche i buoni soggetti neoliberisti possono vedere che qualcosa non va nel modo in cui si risponde a questa pandemia.


 David Harvey  -
 "Cronache anticapitalistiche.
Guida alla lotta di classe per il XXI secolo"
FELTRINELLI ED. - 2021

martedì 12 aprile 2022

GOLAN HAJI...

 

da " Un soldato in casa di cura "  2012


Gli ho chiesto tregua mentre mi invadevano
per tapparmi la bocca con le cinture di cuoio.
sicché l'urlo m'è tornato in gola
distruggendo quel che mi restava da dire.
Mi svegliano le braccia anchilosate,
per quanto ci avevo dormito sopra,
e vedo tutti quelli che mi fissavano, poc'anzi.
L'aria viene lacerata,
come la mia bocca, ma non sento niente.
Fisso un punto nel bianco sporco,
che poi si trasforma in un occhio che mi fissa,
e ovunque guardi mi vedo moltiplicare.
Gli sguardi mi divorano,
mentre di me non rimane
che una pelle così sottile che,
se solo la sfiorassi, sparirei.
Io sono il pane degli invisibili.
Quanto mi terrorizzano gli occhi degli atterriti!
Ogni spaventato ne spaventa un altro.


Golan Haji - 1977 - Amouda - Siria 

giovedì 7 aprile 2022

PIER PAOLO PASOLINI...


Pier Paolo Pasolini


Versi buttati giù in fretta


Non sanno vedere
la trasformazione
degli operai, perché
non hanno alcun interesse per gli operai.

Non si accorgono
delle facce dei ragazzi
perché non hanno alcun interesse
per i ragazzi (non hanno neanche

occasione di vederli).
Spesso mi sento stringere
il cuore di fronte alla santità
della gente: in fondo

accontentarsi di mille lire di più
in saccoccia, è una forma 
di santità. Ma mi sento
anche stringere il cuore

di fronte alla paura
degli intellettuali comunisti
a essere un poco, 
o solo idealmente, disubbidienti.

Guardano con uno spavento
misto di ammirazione o odio
chi osi dire qualcosa di opposto
all'opposizione istituita.

Mi chiedo che cosa temono.
Si tratta dell'antica paura
di essere lasciati indietro dal branco?
Si tratta di umiltà?


da  "Tetro entusiasmo" -  1975


PIER PAOLO
come un gattaccio in cerca d'amore
PASOLINI
1922 - 2022

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lunedì 4 aprile 2022

PIER PAOLO PASOLINI...

 
Pier Paolo Pasolini


L'illecito


Ormai tu mi hai capito,
e, non incoerente,
mio cinico innocente,
gusti il frutto proibito.

Sei un crudo fanciullo
che, ancora, ha meraviglia
tradendo la famiglia
nei suoi ingenui fanciulli!

No, non ti rassegni
a saperti per sempre
nelle appartate tenebre
dove non hai ritegni.

(A uno dei suoi sogni
pensa... a Bologna, a Idria...
il sogno in cui tua madre
infila i tuoi calzoni...

Pensa alla precoce 
pena di te fanciullo
fisso nel folle azzurro
d'asiatici oceani.

Ma oggi stesso, o m'inganno?
vedendo d'improvviso
un corpo, un caldo viso
morivi al cieco affanno.)

E' inutile: non vedi
lo smorto compromesso?
Sii dunque l'ossesso
che non cerca rimedi.

L'illecito t'è in cuore
e solo esso vale,
ridi del naturale
millenario pudore.


da "Il pianto della rosa" -  1946


PIER PAOLO
come un gattaccio in cerca d'amore
PASOLINI
1922- 2022

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giovedì 24 marzo 2022

PIER PAOLO PASOLINI...

 
Pier Paolo Pasolini


Per esempio: l'emigrazione. Le sembra forse giusto dover essere emigrata dal suo bel paese friulano in una terra dove la sua vita è oggi quella che lei così disperatamente mi descrive? No, ciò non può sembrarle giusto. Dalla fine dell'Ottocento a oggi, centinaia di migliaia, milioni di italiani poveri, sono stati costretti a percorrere la via crucis di una emigrazione sottoproletaria (in tutto simile a quella poco precedente degli schiavi): lei si è trovata coinvolta in quest'avventura che le intristisce la vita. Come mai non comprende, allora, che le lotte operaie in Italia, trasformando la vita politica ed economica, contribuiscono a far cessare questo stato di cose che hanno portato lei a soffrire in un Paese lontano, per il puro e semplice scopo di guadagnarsi da vivere?


Pier Paolo Pasolini tenne una rubrica sul settimanale Tempo dal 1968 al 1970. Qui, nel gennaio del 1970 risponde alla lettera di un emigrata che dichiara la sua incomprensione per "gli scioperi e i disordini" in Italia.


PIER PAOLO
come un gattaccio in cerca d'amore
PASOLINI
1922 - 2022

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lunedì 21 marzo 2022

Haiku di primavera...


 Haiku di primavera


Kobayashi Issa  1763 - 1828

vapori:
nella luce della luna
un inizio di primavera


Takahama Kyoshi  1874 - 1959

      Arrivano le prime farfalle.
     "Di che colore sono?" chiedi.
           "Gialle" rispondo.       

Sugita Hisajo  1890 - 1946

      Mi sento sola
     nella confusione
     della notte primaverile.


Haiku di primavera

giovedì 17 marzo 2022

PIER PAOLO PASOLINI...

 

Pier Paolo Pasolini


Appello di Pier Paolo Pasolini all'Unesco

Ci rivolgiamo all'Unesco perché aiuti lo Yemen a salvarsi dalla sua distruzione, cominciata con la distruzione delle mura di Sana'a.
Ci rivolgiamo all'Unesco perché aiuti lo Yemen ad avere coscienza della sua identità e del paese prezioso che esso è.
Ci rivolgiamo all'Unesco perché contribuisca a fermare una miseranda speculazione in un paese dove nessuno lo denuncia.
Ci rivolgiamo all'Unesco perché trovi la possibilità di dare a questa nuova nazione la coscienza di essere un bene comune dell'umanità, e di dover proteggersi per restarlo.
Ci rivolgiamo all'Unesco perché intervenga finché è in tempo a convincere una ancora ingenua classe dirigente che la sola ricchezza dello Yemen è la sua bellezza; che conservare tale bellezza significa oltretutto possedere una risorsa economica che non costa nulla, e che lo Yemen è in tempo a non commettere gli errori commessi dagli altri paesi.
Ci rivolgiamo all'Unesco in nome della vera se pur ancora inespressa volontà del popolo yemenita, in nome degli uomini semplici che la povertà ha mantenuto puri, in nome della grazia dei secoli oscuri, in nome della scandalosa forza rivoluzionaria del passato.


PIER PAOLO
come un gattaccio in cerca d'amore
PASOLINI
1922 - 2022

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venerdì 11 marzo 2022

ROBERTO ROVERSI...


 TRENTESIMA DESCRIZIONE IN ATTO

 

I.

Vista col cannocchiale la battaglia appariva

lenta e pigri i combattenti che vi partecipavano.

L’azione continuerà – dice il generale – andiamo a

colazione.

I politici non hanno interesse a cambiare il mondo

e le nuove spinte si propagano soltanto in apparenza mentre

risucchiano adagio sopra una

riva sfasciandosi.

Gli artisti, come i politici, non hanno alcun interesse di

cambiare il mondo

il mondo essendo così pertinente alle loro spalle. I miseri,

genericamente

i poveri, gli oppressi

questi hanno interesse di cambiare il mondo

non hanno nulla da rimettere se non la povertà vecchia

quando il mondo con do-

lore si cambia. Eppure una è la verità in questi anni

sessanta, ogni qualvolta

i poveri furono chiamati a scannarsi

per la guerra di lorsignori

puntuali si presentarono giovani con la rosa infilzata sul

fucile

canzoni sulla bocca e

massacrarono

da una parte all’altra

fino

alla

conclusione.

Perché non considerarlo avanti di cavare squallide illazioni?

Dieci disertarono con onore al tempo della grande mattanza,

prima della fucilazione

un soldato pisciò contro il muro per un intero mattino

morì sorridendo maledicendo questa povera Italia.

Chi dice la verità sarà impiccato

.

da  "Le descrizioni in atto" - 1965-70

Roberto Roversi 1923 - 2012

 

martedì 8 marzo 2022

PRIMO LEVI...


SEMBRA IERI                             



Mi spiegò che essere senza scarpe è una colpa molto grave. Quando c'è la guerra, a due cose bisogna pensare prima di tutto: in primo luogo alle scarpe, in secondo alla roba da mangiare; e non viceversa, come ritiene il volgo: perché chi ha le scarpe può andare in giro a trovar da mangiare, mentre non vale l'inverso. - Ma la guerra è finita, - obiettai: e la pensavo finita, come molti in quei mesi di tregua, in un senso molto più universale di quanto si osi pensare oggi. - Guerra è sempre, - rispose memorabilmente Mordo Nahum.

 Primo Levi da "La tregua"


domenica 6 marzo 2022

PIER PAOLO PASOLINI...


Pier Paolo Pasolini                                                                  
                                                                                                           
                                                                                                 
                                                                                                                                          
Ma c'è nell'esistenza
qualcos'altro che amore
per il proprio destino.                                                                 

E' un calcolo senza
miracolo che accora
o sospetto che incrina.

La nostra storia! morsa
di puro amore, forza
razionale e divina.


da "La scoperta di Marx" -  1949


 PIER PAOLO 
come un gattaccio in cerca d'amore
PASOLINI
1922 - 2022

uno - continua...

venerdì 4 marzo 2022

martedì 1 marzo 2022

Miklòs Radnòti...

 

Cartoline Postali



Rotola il tuono di grossi cannoni feroci in Bulgaria,
tonfano sulla cresta delle montagne, esitano, precipitano;
uomini e bestie, carri e pensieri si ammassano,
e la strada si impenna annitrendo e fuggono le criniere dei cieli.
E tu sei salda in me, in questa mobile confusione,
nel fondo della mia coscienza, perennemente immota
e silenziosa fai luce come un angelo che si meraviglia dei massacri
o l’insetto che si seppellisce nell’incavo di un albero tarlato.


Miklòs Radnòti 1909 – 1944
deportato per motivi politici e razziali
questa poesia ed altre furono ritrovate nel 1946