martedì 27 febbraio 2018

Attilio Lolini........martedì


Yogurt

Dicono che sono depresso
mi metto sotto un cipresso
poi faccio colazione
con uno yogurt
alla depressione
alla radio parlano
di guerra in Palestina
succhio una gelatina
poi un sorbetto
incerto se stare in piedi
o rimettermi a letto.

domenica 25 febbraio 2018

25 Febbraio 1918...Oggi...Cento anni fa



25 febbraio 1918
25 febbraio 2018

A pensarci divento pazzo, un qualche giorno mi manderanno quando ci pare e piacciono a loro, questi comandanti di merda. Ora mi auguro di essere morto, piuttosto che far questa vitaccia, sono stanco, passano i mesi e anni e questa vita non ha più fine,mi tocca passar la mia gioventù in mezzo alle rocce,come i orsi…beato lui che si trova prigioniero, meglio così che essere in questo punto come mi trovo io.

lettera di C.F. soldato del 50° Alpini, in cui si lagna di non aver ottenuto la licenza


Questa lettera verrà intercettata dalla censura, e il Tribunale Militare di Guerra condannerà lo scrivente a 1 anno e 6 mesi di reclusione. 





Bill Sanderson

giovedì 22 febbraio 2018

Enzo Jannacci...






La televisiun la g'ha una forsa de leon
La televisiun la g'ha paura de nisun
La televisiun la t'endormenta cume un cuiun




Enzo Jannacci  1935 - 2013

lunedì 19 febbraio 2018

giovedì 8 febbraio 2018

La storia intorno alle foibe...



                                                   La storia intorno alle foibe

Giorno del ricordo...

Nicoletta Bourbaki, gruppo di lavoro sul revisionismo fotografico
10 febbraio 2017



lunedì 5 febbraio 2018

Nicanor Parra...




Solo della bellezza mi accontento
La bruttezza mi produce dolore.



Nicanor Parra  5 settembre 1914 - 23 gennaio 2018

mercoledì 31 gennaio 2018

David Bidussa... dopo il 27 gennaio...


                                                                                             Qualche giorno dopo il 27 gennaio




...non è del tutto improbabile che, nel tempo, la manovra di rimozione collettiva del fascismo nei suoi crinali più problematici (e le leggi razziali ne rappresentano uno, non certamente l'unico), produca oblio e, al tempo stesso, ritorno in campo di un linguaggio, di un immaginario collettivo, di una politica, anche se non ancora in forme dispiegate e di massa, di tipo razzista. Una politica, tuttavia, che a quel tipo allude e che rimette in circuito simboli, parole, immagini. Ancora una volta, almeno per ora, non fondati su un paradigma biologico, ma su uno antropologico in cui ritorna l'intreccio antico/moderno.


David Bidussa da " Il mito del bravo italiano "  1994

lunedì 29 gennaio 2018

29 gennaio 1918...Oggi...Cento anni fa...



29 gennaio 1918
29 gennaio 2018

Eccellenza, sono due mesi, dacché il mio consorte U. C., soldato del 39° Reggimento Fanteria, è stato fucilato, ed io fino a oggi ero ignara di tutto; però se egli ha meritata tale pena, perché ha tradito la Patria, allora io mi rassegno a tutto ciò che hanno fatto i suoi superiori, i quali non agiscono né sbadatamente e né per vendetta; ma se poi è stato per mero errore o per false denunzie, allora mi permetto di pregare la S. V. perché assuma tutte le informazioni possibili e si ricordi che sono vedova con un figlio e sono digiuna nel vero senso della parola. Attendo riscontro e La saluto Dev.ssima Serva A. C.


Degli oltre 5 milioni di soldati italiani coinvolti nel conflitto, il 6% sarà oggetto di denuncia ai Tribunali Militari. 210.000 le condanne, delle quali 15.000 all’ergastolo,4.000 le sentenze di morte, di cui mille eseguite. 





Bill Sanderson

sabato 27 gennaio 2018

27 Gennaio 2018... GIORNATA DELLA MEMORIA

                                                                               
                                                                                                    GIORNATA DELLA MEMORIA


"Il razzismo altera e sfigura il volto della cultura che lo pratica"

F.Fanon



"Cosa!? Avi,riprenditi! In giro per mondo non si fa altro che commemorare l'Olocausto." "Commemorare l'Olocausto e combattere per prevenire futuri olocausti sono cose diverse, diversissime, inconciliabili. I commemoratori sono in gran parte dei piagnoni. Credono che se tutti portano vergogna per il passato, la natura umana si trasformerà come per magia e nessuno oserà più commettere genocidi in futuro." " Devo dedurre che tu la pensi altrimenti?" " Guarda la Bosnia!" sbotta Avi. " La natura umana non cambia, Randy. L'educazione non ha speranze. Le persone meglio educate del mondo possono trasformarsi in atzechi o nazisti così!" Schiocca le dita. "In che cosa allora possiamo sperare?"  "Invece di educare i potenziali autori di olocausti, possiamo provare a istruire le potenziali vittime. Queste se non altro presteranno un pò di attenzione!"

 da " Cryptonomicon" (1999)
Neal Stephenson




Il 5 settembre 1938 Vittorio Emanuele III, raggiunto a S.Rossore, la tenuta reale immersa nel parco di Migliarino, da Benito Mussolini e dai ministri Giuseppe Bottai e Paolo Thaon di Revel, mise la sua firma sul Regio Decreto n. 1390, intitolato Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista.



" in fatto di razzismo e di antigiudaismo gli italiani
 non hanno avuto né avranno bisogno di andare a scuola da chicchessia "

Giorgio Almirante, segretario di redazione della rivista
"La difesa della razza" n.3 - 5 settembre 1938





giovedì 25 gennaio 2018

Ursula K. Le Guin...




" I cani non sanno dove cominciano e dove finiscono"
I gatti sono diversi:
"sanno esattamente dove cominciano e dove finiscono.
Quando escono dalla porta che gli state tenendo aperta,
si fermano lasciando dentro qualche centimetro di coda,
perché sanno che così dovrete continuare a tenerla aperta.
E' il loro modo di mantenere i rapporti". 

lunedì 22 gennaio 2018

Anche gli alberi dormono?..............CONTENITORE CAPODANNO


EXTRA MONDO    


E' difficile stabilirlo, ma per la prima volta un gruppo di ricercatori ha osservato che di notte flettono rami e foglie.


Un gruppo di ricercatori ha notato cambiamenti fisici negli alberi durante la notte che, seppure lontanamente, hanno qualcosa in comune con i cicli di sonno e veglia degli esseri umani e di molti altri animali. Anche se non si può dire con certezza che gli alberi “dormono”, il gruppo di ricerca dell’istituto di ricerca geospaziale della Finlandia spiega in uno studio che di notte è rilevabile una sorta di rilassamento della chioma e dei rami degli alberi, paragonabile a quella già osservata sperimentalmente nelle piante più piccole. Tra il giorno e la notte è stata osservata una flessione delle fronde che in alcuni casi ha superato i 10 centimetri.

La ricerca è stata condotta su due betulle, una in Finlandia e l’altra in Austria, utilizzando sistemi di rilevazione laser per misurare la flessione degli alberi: semplificando, misurando il tempo che il raggio impiega per raggiungere i rami e le foglie e tornare indietro si può tenere traccia del movimento dell’albero con margini di errore accettabili. Le misurazioni sono state effettuate in entrambi i casi in una sola notte, in assenza di vento e in prossimità dell’equinozio, in modo da avere una durata del giorno e della notte praticamente uguale. Le rilevazioni sulla betulla finlandese sono state eseguite 11 volte, mentre per quella austriaca è stato usato un metodo per effettuare misurazioni più frequenti, per un totale di 77 (circa una ogni 10 minuti). I ricercatori hanno utilizzato il laser perché permette di effettuare ottenere dati più accurati e, al tempo stesso, di farle al buio senza la necessità di illuminare le betulle; usando riflettori si sarebbe corso il rischio di condizionare l’attività notturna degli alberi.

Analizzando i dati raccolti nottetempo, è stato osservato un rilassamento delle principali strutture delle betulle: la chioma si è abbassata nel complesso di una decina di centimetri e il fenomeno ha interessato tutto l’albero. I ricercatori ipotizzano che il cambiamento notturno sia dovuto a una riduzione del turgore cellulare, la pressione dei fluidi all’interno delle cellule nei confronti della parete della cellula. I rami e le foglie sono soggetti temporaneamente a una pressione inferiore, quindi sono meno rigidi e si afflosciano un poco perché reggono meno il loro stesso peso.

Il turgore è condizionato dai processi di fotosintesi, che rallentano nelle ore notturne, e questo probabilmente spiega la minore rigidità dell’albero. Non si può escludere però che le piante si “riposino” dopo una giornata trascorsa faticosamente a mantenere foglie e rami il più inclinati possibile per ricevere più raggi solari, evitando che si facciano ombra a vicenda. Questo fenomeno, già osservato da tempo, richiede un notevole dispendio di energie, ma non ha senso che sia attuato anche di notte quando non c’è luce utile per proseguire la fotosintesi.

È difficile stabilire se il fenomeno sia dovuto semplicemente alla mancanza di fotosintesi di notte, quindi a un minore turgore cellulare, o all’effettiva esistenza di un ciclo giorno-notte per risparmiare energie. Non è comunque escluso che i due fenomeni siano legati e tesi a ottimizzare il consumo di risorse. I ricercatori analizzeranno altri alberi, di altre specie, per capirci qualcosa di più. Pioppi e castagni sono i candidati ideali perché sono già note le loro caratteristiche genetiche, compresa l’esistenza di geni che si pensa siano legati ai cicli circadiani, che negli animali regolano i cicli di veglia e sonno.

Da studi come questi si possono ottenere informazioni importanti sul funzionamento delle piante e sul modo in cui gestiscono l’acqua che hanno a disposizione. I climatologi potrebbero, per esempio, tracciare nuovi andamenti per valutare gli effetti del riscaldamento globale e del cambiamento climatico. Si stima che su tutto il pianeta ci siano circa 3mila miliardi di alberi in età matura. L’esistenza degli alberi per come li conosciamo adesso risale a circa 370 milioni di anni fa.







   Nell’immagine a sinistra è visibile la flessione di rami e foglie che si verifica di notte,
                                    rispetto allo stesso albero a destra di giorno


venerdì 19 gennaio 2018

Un utero per grandi immaturi..............CONTENITORE CAPODANNO


EXTRA MONDO                                     


Un utero per grandi immaturi





E' stato creato un utero artificiale che  permette lo sviluppo dei feti immaturi, scrive 
Nature Communications. Il sistema, sperimentato sulle pecore, è costituito  da un sacco
riempito di una soluzione simile al liquido amniotico. Inoltre, include un sistema di
ossigenazione tramite il cordone ombelicale. Il test  è durato quattro settimane, durante
le quali  i feti sono cresciuti in modo normale.

mercoledì 17 gennaio 2018

L'incubatrice gonfiabile............CONTENITORE CAPODANNO

      EXTRA MONDO                                         



Mom, il prototipo di un'incubatrice gonfiabile, ha vinto il primo premio del concorso di design
James Dyson award. Progettata da James Roberts, 23 anni, della università di Loughborough,
è formata da pannelli gonfiabili manualmente e riscaldabili. Temperatura, umidità e luce della
culla termica sono regolati da una serie di sensori comandati da una scheda Arduino. Oltre a
essere portatile, Mom costa solo 250 sterline (320 euro) a fronte delle 30mila (38mila euro) di
un'incubatrice tradizionale. Secondo l'OMS, tre neonati prematuri su quattro che muoiono nel
mondo potrebbero essere salvati da un'incubatrice. 



lunedì 15 gennaio 2018

Una vera storia d'amore..............CONTENITORE CAPODANNO


EXTRA MONDO


Al tempo in cui più aspri si scatenavano i conflitti fra Guelfi e Ghibellini, una banda di veneziani fece
una sortita nei territori dei Visconti, signori di Milano, e vi catturò il piccolo Orondate, ancora lattante. La famiglia di costui, pur fiera di discendere da Can Grande, signore di Verona, si trovava
allora sotto una cattiva stella.
I rapitori vendettero il bell'Orondate a una ricca vedova della nobile famiglia Grimaldi la quale, non
avendo figli, allevò il piccolo con un affetto pari a quello che avrebbe provato per una creatura propria. Le manifestazioni di tenerezza che ella gli dimostrava crescevano a misura che Orondate cresceva in forza e bellezza e l'atteggiamento indulgente di Madonna Grimaldi non faceva che
accentuare l'indole passionale del suo protetto. E' forse necessario dire che l'amore era il sentimento
predominante nel cuore di Orondate? Certo è che in una città come Venezia una simile disposizione
d'animo incontra assai scarse resistenze. Venere, regina di Cipro, nonostante i numerosi omaggi che
Orondate tributava ai suoi altari, non si considerò soddisfatta finché egli non si fu innamorato 
davvero.
Sull'altra riva del Canal Grande, proprio di fronte a Palazzo Grimaldi, sorgeva un convento di suore
carmelitane. La badessa aveva una giovane schiava chiamata Azora, di squisita bellezza e di un anno più giovane di Orondate. Era tale lo splendore di Azora che l'ambra nera e la lacca sarebbero apparse
opache e spente al suo confronto: l'Africa non aveva mai prodotto una creatura tanto perfetta e
l'Europa poteva vantare un Orondate soltanto. Madonna Grimaldi, pur non essendo bigotta, partecipava alle funzioni religiose con sufficiente regolarità Tuttavia, trovando il gioco del "lanzi-
chenecco" più congeniale ai suoi gusti delle pratiche di devozione, si sbrigava con le messe il più
rapidamente possibile per dedicare alle partite a carte la maggior parte del suo tempo prezioso.
Aveva scelto la chiesa delle carmelitane proprio perché era separata dal suo Palazzo solo da un
piccolo ponte, anche se la badessa apparteneva a una fazione opposta alla sua.  Tra le due dame,
che erano di pari lignaggio, non correvano comunque mai parole che passassero il segno della
buona educazione. Si scambiavano sempre reverenze e inchini molto compassati e ciascuna
mostrava di attribuire la freddezza dell'altra alla compunzione del proprio zelo religioso.
Ma va detto, a onor del vero che Madonna Grimaldi prestava assai scarsa attenzione al sacerdote
e che la badessa impiegava tutto il tempo della funzione a osservare e criticare la disattenzione
della gentildonna. Non altrettanto avveniva per Orondate e Azora. I due giovani accompagnavano
sempre le loro padrone alla  messa e la prima volta chi si incontrarono fu per i loro cuori un
momento decisivo.
In tutta Venezia non ci furono più altre beltà agli occhi di Orondate all'infuori di Azora la quale,
dal canto suo, non aveva ancora notato fino a quel momento che al mondo ci potessero essere
altre belle creature oltre quelle poche che vedeva nel convento. La clausura della badessa e
l'antipatia che c'era fra le due dame, antipatia estremamente cordiale da parte della religiosa,
soffocò tutte le speranze dei due innamorati. Azora si fece grave e malinconica; Orondate divenne
sgarbato e intrattabile, persino l'affetto che nutriva per la sua padrona parve alquanto diminuire.
La seguiva di malavoglia fuorché nelle ore destinate alle funzioni religiose . Più di una volta la
Grimaldi lo trovò ad attenderla sui gradini della chiesa prima ancora che ne aprissero i portali.
Madonna Grimaldi non era tipo da fare osservazioni e rimproveri: paga di soddisfare i propri
capricci, raramente contrastava quelli altrui. Benché assai di rado le venisse in mente qualche
buona azione, era sempre pronta a compierne una quando ne venisse richiesta. Si esprimeva,
inoltre, in termini molto generosi e comprensivi sulla sfortuna di un suo avversario a carte,
purché, beninteso, questa non fosse eccessiva. E' probabile che non si sarebbe addirittura accorta
della passione di Orondate se la sua dama di compagnia, gelosa dei favori di cui egli godeva,
non le avesse messo una pulce nell'orecchio. Fingendosi animata dalle migliori intenzioni, la
donna le fece altresì notare la fortuna che toccava ai due innamorati, aggiungendo che Sua
Signoria, già avanti con gli anni, non sarebbe stata certo disposta a provvedere a una creatura
comprata in un pubblico mercato. Una vera azione caritatevole, pertanto, sarebbe stata quella
di far sposare la coppia al più presto e sistemarla in villa. Madonna Grimaldi, per fortuna, era
sempre incline a credere alle buone intenzioni; bel raramente sospettava ve ne fossero di cattive.
Senza avvedersi della malizia della donna, fu favorevolmente colpita dall'idea di un matrimonio.
Le piaceva appoggiare la causa di due innamorati e li favoriva sempre se questo le era onesta-
mente possibile. Non andava in cerca di difficoltà e non era certo lei a crearne per prima.
Senza neppure interrogare Orondate sull'intensità della sua passione, senza riflettere che
Madonna Grimaldi e lei appartenevano a due diverse fazioni, senza prendere alcuna precauzione
contro un eventuale rifiuto e senza por tempo in mezzo, scrisse alla badessa per proporre le nozze
fra Orondate e Azora. Quando giunse la lettera. la giovane schiava si trovava  nella camera di
Madona  Capello. Tutta la violenza che l'autorità ama esprimere per consolarsi dei limiti in cui
essa è costretta, tutta l'acrimonia di parte, tutta la rabbia ipocrita che il pudore scatena nei confronti
dell'altrui gioia sensuale si rovesciò sulla povera Azora che non riusciva a capacitarsi cosa mai
avesse a che fare con quella lettera fatale. Era lì docile a subire la valanga di contumelie che la
badessa ben volentieri avrebbe urlato in faccia a Madonna Grimaldi, se la sua indole e il rango
della colpevole l'avessero consentito. Impotenti minacce di vendetta vennero ripetute con accenti
infuocati. e poiché  nessuno nel convento osava contraddirla, la badessa sfogava la sua collera e
appagava il suo desiderio di chiacchiere vane con interminabili tautologie.
Finì che Azora venne rigorosamente segregata a pane  e acqua: rimedio infallibile contro le
pene d'amore.
Venti risposte a Madonna Grimaldi vennero scritte e successivamente stracciate perché non
sembravano esprimere a dovere un risentimento che era più chiassoso che eloquente.
Alla fine, fu il confessore della badessa che dovette scrivere la lettera di risposta nella quale,
oltre a inserire qualche santa frottola mescolata a una buona dose d'ironia sull'antico casato
della Grimaldi, insinuava anche oscure allusioni a certe volgarità che i Ghibellini avevano
messo in giro a proposito dei Guelfi. La parte più esplicita della lettera conteneva una sentenza
di perenne castità per Azora e pesanti sarcasmi sugli amori promiscui di Orondate che, da soli,
avrebbero dovuto, in nome della pubblica decenza, farlo già da tempo bandire dalla dimora di
una gentildonna vedova.
Davanti a tutte le suore riunite a capitolo, la badessa trascrisse, firmò e consegnò al confessore,
perché la portasse alla Grimaldi, quella missiva che conteneva tutti i fulmini del castigo.
All'improvviso, la portinaia del convento irruppe ansimando nell'assemblea e annunciò a quel
venerabile consesso che Azora, spaventata dalle furibonde minacce della badessa era entrata in
travaglio e si era sgravata di quattro cuccioli nati morti. Va detto infatti a questo punto, a
beneficio della posterità, che Orondate era un levriero italiano Azora una spaniel nera.  


Horace Walpole

martedì 9 gennaio 2018

Attilio Lolini............CONTENITORE CAPODANNO



" Quando uno è defunto
   cammina meglio
   va a passo spedito
   nei pomeriggi di festa
   con un disteso sorriso
   attraversa la città
   lasciando ai vivi
   i giorni pigri " 

domenica 7 gennaio 2018

Regina Jose' Galindo........CONTENITORE CAPODANNO




"Sono viva
Inspiro
Espiro
Creo
Distruggo
Amo
Odio
Mastico
Defeco
Dormo
Sono sveglia
Alla fine di ogni oscurità
Resto sempre sveglia"