giovedì 28 maggio 2020

G. Snyder...




" Come poeta coltivo i valori più arcaici che ci siano.
Risalgono al tardo Paleolitico:
la fertilità della terra, la magia degli animali,
la visone di potere nella solitudine,
l'iniziazione terrificante e la rinascita,
l'amore e l'estasi della danza,
il lavoro comune della tribù."


Gary Snyder


venerdì 22 maggio 2020

Mau Mau...


Ellis Island


A 'lè parej, i lo savia ch'a l'è propi parej
noi i soma 'n pòpol 'na rassa ch'a l'ha sempre viagià
deserti, acquasse e ostacoj impossibil superà
e varie strasordinarie ingiustisse consumà
A l'è parej, pija l'esempi dij primi ani del secol
quand ij nòstri viagiator a s'as ciamavo pionieri
famije ed mil pais despaisà
a fasio tapa forsà a Ellis Island
Chicanos, macarones, cinesi a Little Italy!
Ellis Island cit isolòt e cancher 'd Nueva Yòrk
limbo disperà dla nueva America
tanti milion, tante speranse
speranse d'ambrochè
l'intrada per la piramida malefica
Chicanos, macarones, cinesi a Little Italy
What's your name, what's your name?
welcome to America, do you understand me
where do you come from, where do you wanna go?
Andoma bin, che le strà a son bin longhe
e che 'l travaj a nobilita l'argheui
s'as ciama boom boom boom boom economico
ch'a saria l'invension la pì perfida
A l'è parej, a son passà pi che otant'ani
e le aventure 'd cola gent
a son profonde eredità
a son deli deli deli delicatesse
mes-cià a la naftalin-a dij nostri armari
Chicanos, macarones, cinesi a Little Italy
What's your name, what's your name?
welcome to America, do you understand me
where do you come from, where do you wanna go?
Welcome....

E' così, lo sapevo che era proprio così - noi siamo un popolo, una razza che ha sempre viaggiato - deserti, acquacce e ostacoli impossibili superati - e innumerevoli straordinarie ingiustizie consumate- E' così, prendi l'esempio dai primi anni del secolo - quando i nostri viaggiatori si chiamavano pionieri- famiglie di mille paesi, spaesate - facevano tappa forzata a Ellis Island - Chicanos, maccheroni, cinesi a Little Italy - Ellis Island, piccolo isolotto e cancro di Nuova York - limbo disperato della nuova America - tanti milioni, tante speranze - speranze di azzeccare - l'entrata per la piramide malefica - Chicanos, maccheroni, cinesi a Little Italy - Come ti chiami, come ti chiami - benvenuto in America - da dove vieni, dove vuoi andare? - Andiamo bene - che le strade sono molto lunghe - e che il lavoro nobilita l'orgoglio - si chiama boom boom boom economico - che sarebbe l'invenzione - l'invenzione più perfida - E' così - sono passati più di ottant'anni - e le avventure di quella gente - sono profonde eredità - sono deli deli deli delicatezze - mescolate alla naftalina dei nostri armadi - Chicanos, maccheroni, cinesi a Little Italy - Come ti chiami, come ti chiami - benvenuto in America - da dove vieni, dove vuoi andare? - Benvenuto....


Mau Mau  "Ellis Island"  dal cd "Viva Mamanera" 1996

lunedì 18 maggio 2020

Armi... Made in Italy


- Made in Italy -                    



Dal rapporto di Rete Disarmo, che anticipa la Relazione governativa annuale sull'export di armamenti. 5,174 miliardi di euro in autorizzazioni all'export per le aziende italiane nel 2019. Di questi cinque miliardi, il 62% è destinato a paesi extraeuropei ed extra Patto atlantico. In testa c'è l'Egitto con 871 milioni, seguito dal Turkmenistan con 446. In quattro anni il valore dell'export militare italiano verso l'Egitto si è centuplicato.


Gli striscioni che chiedevano "Verità per Regeni" ringraziano.

venerdì 15 maggio 2020

N. Balestrini...


La classe dirigente


La mer daltonici li affascina, della nazione
la più grande la più nobile parte la più infelice
non pagano l'angoscia le tasse dell'orgasmo
per consentire alle ditte specializzate di fabbricare per

la metà giugno la quantità di imbarcazioni richieste
e l'idea del padre onnipossente e minaccioso
la libera e pacifica e onesta concorrenza e
una successione di situazioni ambientali torbide

e amare e gli interessi sessuali della collettività
asserviti agli interessi economici di una minoranza e
gli animali cattivi che uccidono il bestiame? il leone
è buono e bello - e le vostre orrende

malattie? tu stai al sole e questo è bello
e invano cercano di riscattarsi da una macchia antica
modificando il male delle intenzioni con la purezza delle
azioni un rumore improvviso li fa sussultare e

lamentano se l'America trema sui confini
disciolto il cavo di nailon rosso sangue non occorrono
prove più manifeste la putrefazione risulta
piuttosto disgustosa e il seguito vi è noto.

da "Come si agisce"  1963

Nanni Balestrini  1935-2019

domenica 10 maggio 2020

Agnese Codignola...




Da tempo i neuroscienziati concordano sul fatto che nel cervello esiste un'organizzazione gerarchica e che non tutte le aree sono uguali: alcune svolgono una funzione di coordinamento, di supervisione, di centro di comando, con  lo scopo di integrare e ordinare il grande traffico di informazioni sempre presente... Tali aree, guarda caso, sono costituite in misura significativa da neuroni serotoninergici, che mostrano un attivazione di tipo oscillatorio e sincronizzato che ha sempre, come esito finale, un effetto inibitorio.Il sistema principale è stato chiamato default mode network o DMN, proprio per sottolineare la sua funzione di hardware, e il fatto che la sua attività normale sia prevalentemente inibitoria ha molto senso, se si considera che il cervello deve compiere ogni secondo migliaia di scelte, e non può tenere conto contemporaneamente di tutti gli stimoli che lo bombardano, perché l'esito sarebbe disastroso e pericolosamente caotico. Quello che fanno Lsd e psilobicina, legandosi con grande affinità ai recettori della serotonina situati proprio nelle aree del DMN e impedendo così alla serotonina di legarsi, è abolire temporaneamente il controllo, l'inibizione generalizzata...Ma il risultato della dissoluzione dell'ordine costituito non è un caos dannoso, anzi: è ciò che la psicanalisi e la psicologia cercano di ottenere con altri sistemi, e la meditazione con altri ancora, ovvero l'interruzione di quei circoli viziosi che sono alla base di molte patologie mentali...Una spirale che l'Ego normale non riesce a spezzare, anche perché il suo cervello resiste, non ama mettere in discussione la struttura del sé realizzata in anni e anni di duro lavoro. Ma un farmaco che faccia saltare le gerarchie neuronali in pochi secondi è un altra storia.



LSD. Da Albert Hofmann a Steve Jobs, da Timothy Leary a Robin Carhart-Harris: storia
di una sostanza stupefacente. - Agnese Codignola -  UTET editore - 2018 



giovedì 7 maggio 2020

O. Mandel'stam...


da "Il francobollo egiziano"


In via Pod'jaceskaja si trovava la simpatica biblioteca, da cui si prendevano a pacchi per la villeggiatura volumetti bruni di autori stranieri e russi, con le pagine infette, che per le infinite letture avevano un luccichio come seta. Ragazze bruttine prendevano i libri dagli scaffali. A uno Bourget, a un altro George Ohnet, a un altro ancora qualcos'altro di quel vecchiume di biblioteca. Di fronte c'era la caserma dei pompieri con i portoni ermeticamente chiusi e la campana sotto la cappella di un fungo Alcune pagine erano trasparenti come il velo di una cipolla. Vi abitavano il morbillo, la scarlattina e la varicella. Nelle rilegature di quei libri da villeggiatura, spesso dimenticati sulla sabbia, rimaneva annidata la forfora dorata della sabbia marina, e per quanto si scuotessero, veniva fuori di nuovo. Talvolta ne usciva una felce - piccolo abete gotico appiattito e compresso - tal altra la mummia di un fiore nordico senza nome. Incendi e libri: ben trovato. Vedremo ancora, leggeremo.


Osip Mandel'stam  1891-1938

lunedì 4 maggio 2020

D. Tessa...


Finester     (versi finali


                           Al sò
i finester adess
fiaden!

                      ...Avert
fann una roba sola
i finester coi nivol,
coll'aria
libera...

                    ...ciel...
...ciel...per la prima volta! !


Al sole / le finestre ora / respirano / aperte / fanno una cosa sola / finestre e nuvole / nell'aria / libera / cielo / cielo la prima volta  


Delio Tessa 1886 - 1939

sabato 2 maggio 2020

La Crepa... pagina 170/171


pagina 170/171




Una famiglia afgana e due camerunensi. Sono arrivati insieme,
stivati dentro una Lada. Insoliti compagni di viaggio. 
Non possiamo parlare con loro. Sono le leggi europee.
Posano sulla linea di frontiera per una foto. I loro volti,
i vestiti pesanti, le valigie, la neve tutto intorno dicono più di
mille parole. E' come guardarsi allo specchio. Quando li guardiamo
vediamo il nostro mondo.

Vediamo l'Oriente e le sue guerre. La miseria in Africa.
La Russia sullo sfondo. E anche l'Europa, da questo lato, questa isola scura.
L'Unione, il sogno di pace, la sua ricchezza. E tutte le sue crepe. 
Vediamo il Regno Unito che ha già un piede fuori e gli
Stati Uniti e la loro presidenza in piena involuzione.
I muri che si stanno alzando tra i vari Paesi. Il ritorno del nazionalismo.
E un linguaggio militarizzato. Aggressivo. Esasperato. Voci che annunciano
una Terza guerra mondiale. Altre che assicurano che sia già cominciata.


Abbiamo iniziato il viaggio senza sapere esattamente
cosa avremmo trovato. Torniamo a casa con la
 sensazione di doverlo raccontare.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017



giovedì 30 aprile 2020

La Crepa... pagina 169


pagina 169




In tutto questo tempo l'Europa è cambiata.
A Salla, fino a poco tempo fa placida e 
isolata cittadina il cui slogan turistico
recita "In the middle of nowhere", ha iniziato
a verificarsi uno strano fenomeno.

Prima una, poi due, poi tre e poi quattro auto al giorno.
Vecchi catorci sovietici, ammaccati e tenuti insieme con lo
scotch. Con cinque o sei passeggeri a bordo. Che appena ar-
rivano alla frontiera scendono dall'auto e dicono "Refugees".


Ci mostrano il cimitero delle auto. Decine di Lada e Volga
che sono spirate a pochi passi dall'Europa. Ci vengono subito
in mente le barche di Lampedusa ammassate una sull'altra. 
Dal Mediterraneo all'Artico, questi oggetti ci parlano 
dei confini di un continente.


Soffia un vento freddo e devastante quando 
ci dicono: "E' appena arrivata un'auto".



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017
                                                                    
                                                                                                                               

mercoledì 29 aprile 2020

La Crepa... pagina 168


pagina 168



Il punto più vicino ad Alakurtti, restando in UE, è il
valico di Salla. La base è da qualche parte là fuori.


Ha fatto parte di una gigantesca esercitazione bellica.
Nel 2015 i russi mobilitarono 80.000 uomini su tutta la
frontiera ovest, dal Mar Nero fino al Polo Nord. 


La recinzione però serve per non far sconfinare le renne.
"Perché sono tutte finlandesi, dall'altra parte non ce ne sono",
ci dice un ufficiale.  Stentiamo a credergli.



All'improvviso eccoci qui, a calpestare neve fresca su un'altra frontiera.
Al Polo Nord. A migliaia di chilometri da Melilla, dove due anni fa
tutto è iniziato con una recinzione molto diversa.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

lunedì 27 aprile 2020

La Crepa... pagina 167


pagina 167




Sono arrivati persino i marines statunitensi per un addestramento
di condizioni estreme. La Finlandia non fa parte della Nato, ma 
ultimamente ha iniziato a ripensarci.


Dopo gli eventi in Ucraina il budget per le spese militari è stato
aumentato e si è intensificata la collaborazione con i Paesi del Patto
Atlantico. Il governo ha da poco inviato una lettera a un milione di
riservisti per spiegare dove recarsi in caso di chiamata. Inoltre ci
sono stati rilevamenti di sottomarini sospetti nel Baltico.



E poi, certo, c'è la base di Alakurtti, che i russi hanno da poco
riattivato, qua vicino, dall'altra parte della frontiera.

La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

venerdì 24 aprile 2020

La crepa... pagina 166


pagina 166




In questi boschi si formano i futuri agenti della Polizia di frontiera.
Le reclute hanno scelto volontariamente questa destinazione
per il servizio militare.



La maggior parte sono lapponi. Alcuni di loro
si sentono più scandinavi che europei. Questa
sarà la prima notte che passano all'addiaccio.
A -30 gradi avanzano ansimando e il coman-
dante ci racconta che a uno di loro e già succes-
so che si congelassero i piedi. "Sono qui per 
cercare i propri limiti", aggiunge. 


"E molti di loro li trovano".


Iniziamo ad avvertire un freddo spaventoso. Non sentiamo più le
dita. I cellulari si spengono. Gli occhiali di Carlos si spezzano in due
e deve aggiustarli con il nastro. La penna smette di funzionare.


Mikko mi passa una matita cui fa la punta con un
machete. "Questa non ti abbandona mai", sorride.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

mercoledì 22 aprile 2020

La Crepa... pagina 165


pagina 165




Proseguiamo ancora più a nord, passiamo il Circolo polare
e arriviamo a Ivalo. Situato sul 68° parallelo e distante 40
chilometri dalla Russia, questa è la base militare più a nord
di tutta la UE.



Alle pareti sono appese foto del maresciallo Mannerheim
che guidò il Paese appoggiato dai nazisti, contro l'Armata
Rossa. E mappe antecedenti al 1945, prima che la Russia si
accaparrasse un bel pezzo del loro territorio. Fare domande
sul paese vicino mette a disagio anche i soldati più rozzi.


" Il problema della Russia è che pretende di diventare
un eroe globale", ci dice Mikko Heikkila, comandante
della squadra dei Border Jager, mentre ci accompagna
nel loro rifugio segreto.


La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

lunedì 20 aprile 2020

La crepa... pagina 164


pagina 164




Iniziamo ad affrontare le prime tensioni. In questi
giorni la Ong che gestisce il centro discute le
lamentele degli occupanti riguardo al cibo e a come 
impegnare le loro troppe ore libere.


Aleggia il fantasma della notte di capodanno a Colonia
quando un migliaio di donne ha denunciato
aggressioni sessuali da parte di stranieri. Qui hanno
deciso di tenere corsi di educazione alla parità di 
genere in cui si spiega che "No è no". 

Ci sono però anche gruppi di estrema destra
che fanno ronde nelle strade e ci sono stati
attacchi contro alcuni centri di accoglienza.
"E' la più grande sfida dalla Seconda guerra
mondiale", ci dicono alla Ong.

Ce ne andiamo con la sensazione che questo 
 paragone è ormai talmente diffusoin tutta Europa 
che non lasciapresagire nulla di buono.


La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017




sabato 18 aprile 2020

La Crepa... pagina 163


pagina 163




Visitiamo i centri d'accoglienza di Kuopio e di Siilinjarvi, 
dove i volontari fanno lezione di finlandese per velocizzare
l'integrazione: "Mina tanssin [mi piace ballare]", dice
l'insegnante muovendo le spalle. 



I bambini frequentano le scuole di uno dei
migliori sistemi educativi al mondo. Oggi hanno
imparato a metterci i pattini da ghiaccio.


Poi tornano al centro d'accoglienza camminando
in fila. Giocano e si tirano le palle di neve avvolti
da una luce crepuscolare.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

venerdì 17 aprile 2020

La Crepa... pagina 162


pagina 162




Mentre i Paesi dell'Europa lottano
tra loro, incapaci di accordarsi
per un' equa distribuzione dei 
profughi, questi ultimi, seguendo
una dinamica primordiale, sono
arrivati fino a queste terre innevate
con temperature sotto lo zero.


Il Pil del Paese è quasi il doppio
di quello greco e tiene il passo di
quello tedesco. Il potente stato
sociale finlandese accoglie tutti
 a braccia aperte.

"Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia, Ungheria,
Austria, Germania, Svezia..." Fa impressione
sentire il riassunto della loro odissea attraverso
l'elenco delle frontiere attraversate. Qualcuno
ricorda di essere passato da una piccola stazione
in Croazia. 

Potrebbe essere Tovarnik? Non ricordano
il nome. Solo il caos. Il freddo. La pioggia.



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

giovedì 16 aprile 2020

La Crepa... pagina 161


pagina 161




A un certo punto Carlos mi dice "Guarda il ghiaccio". Dal finestrino, in mezzo alle nuvole,
vengo colpito in pieno da quella metafora.  Scrivo "Carlos fotografa febbrilmente le crepe
del Baltico cercando in esse le crepe dell'Europa. Ghiaccio spezzato secondo i capricci del 
caso, frammenti bianchi alla deriva".



La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril 
add Editore - 2017

lunedì 13 aprile 2020

Luigi di Ruscio...






manovre amorose lunghissime e poi il velocissimo
                                                                            orgasmo
proprio come le poesie con le manovre di tutti i generi
ed improvvisamente quando meno te lo aspetti
ecco la poesia nostra


Luigi di Ruscio  1930- 2011
305 dalla raccolta "L'iddio ridente" 2008

mercoledì 8 aprile 2020

T. Tzara...


Per fare una poesia dadaista



Prendete un giornale.
Prendete le forbici.
Scegliete nel giornale un articolo della lunghezza
che desiderate per la vostra poesia.
Ritagliate l'articolo.
Ritagliate poi accuratamente ognuna delle parole
che compongono l'articolo e mettetele in un sacco.
Agitate delicatamente.
Tirate poi fuori un ritaglio dopo l'altro disponendoli
nell'ordine in cui sono usciti dal sacco.
Copiate scrupolosamente.
La poesia vi somiglierà.
Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente originale
e di squisita sensibilità, benché incompresa dal volgo.


Tristan Tzara   1896 -1963

sabato 4 aprile 2020

E. Jabes...



Canzone dei giorni di pace   (da "Canzoni per il pasto dell'orco" 1947)



Lunedì, un ago
aspetta il filo.

Martedì, una bocca
ride alla rugiada.

Mercoledì, è la tua mano
volta al chiarore.

Ma i tuoi seni, giovedì
hanno un solo giorno di vita.

Venerdì, nessuna parola
s'aspetta l'avvenire.

Sabato è un miracolo
vestito di pigrizia.

Domenica, le tue carezze
dimenticano d'invecchiare.


Edmond Jabès  1912 - 1991