Una volta una signora mi ha detto: "Ma questo Dadaismo, questo Surrealismo non avrà un cattivo effetto sui giovani?" Le ho risposto: "Signora, ho fatto molti quadri in vita mia e sto ancora cercando di fare un quadro alla cui vista certe persone cadono morte, ma non ci sono ancora riuscito." - Man Ray -
lunedì 27 luglio 2020
A. Rosselli...
da "Documento 1966-73" - 90 anni -
La passione mi divorò giustamente
la passione mi divise fortemente
la passione mi ricondusse saggiamente
io saggiamente mi ricondussi
alla passione saggistica, principiante
nell'oscuro bosco d'un noioso
dovere, e la passione che bruciava
nel sedere a tavola con i grandi
senza passione o volendola dimenticare
io che bruciavo di passione
estinta la passione nel bruciare
io che bruciavo di dolore, nel
vedere la passione così estinta.
Estinguere la passione bramosa!
Distinguere la passione dal
vero bramare la passione estinta
estinguere tutto quel che è
Amelia Rosselli 1930 - 1996
giovedì 23 luglio 2020
M. Vintchevski...
Fiera politica - SEMBRA IERI -
Che diluvio di parole, rito elettorale,
Yanke Doodle e la sua politica!
uno stomaco rude, che niente intacca
può sopportare senza far scoppiare questo ammasso
di tante ciniche menzogne!
Espresso, impresso, scelto
come grandine la menzogna piove,
Yankee infervorito, come un levriero
corre verso il suo osso e fa dimenare
strofinandosi a voi con la coda.
Il democrate la cui pancia scoppia
emette dei motti come uno che vomita,
parole per imbrogliare chi si aggrappa
ai corpi deboli che senza truffare
li ingoiano ciecamente.
Loro se ne vanno a votare, senza neanche ruttare,
senza neanche dubitare di essere dei creduloni
per il ricco di vorace appetito
calzolai, servitori, ladri e mercanti
in questa fiera del dollaro.
Perché loro credono a coloro di cui sono preda
la loro carne, la loro vita, il loro sogno senza limite
ciò che a loro ritorna mercanzia diviene
come Esaù nella Bibbia, non hanno niente
che lenticchie rosse nella loro pentola.
E gli ebrei stanchi, intessendo fruste
per l'operaio di questo paese, loro fratello,
e le figlie d'Erin, come vecchie sirene
alla loro bocca aperta prestano la mano
per una scodella di brodo diluito.
E lo Yankee regna con lo stesso vessillo
il suo motto è "dare e prendere"
bambini o genitori, tutti gli immigranti
sono ai suoi occhi bastardi piccoli e grandi
del suo benamato zio Sam
Che diluvio di parole, rito elettorale,
Yanke Doodle e la sua politica!
Democrati, acrobati
il diavolo li bracca e li batte,
operaio dai loro il randello!
Morris Vintchevski, poeta yiddish, pubblicò a Londra la prima rivista socialista in yiddish, e negli Stati Uniti fu uno dei fondatori del quotidiano socialista "Forverts" Lituania 1856 - New York 1932
venerdì 17 luglio 2020
W. H. Auden...
Funeral blues
Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforti, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano il messaggio Lui E' Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.
Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.
Non servono più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.
Wystan Hugh Auden 1907 - 1973
lunedì 13 luglio 2020
E. Fried...
Il diritto della regola
1.
Non l'eccezione
bensì
lo stato d'eccezione
conferma
la regola
Quale regola?
Per reprimere una risposta
a questa domanda
viene dichiarato
lo stato d'eccezione
2.
Il diritto dello stato d'emergenza
si trova
a distanza di tiro
della legge marziale
cioè non più lontano
della lunghezza
del corpo
di una democrazia
assassinata
Erich Fried 1921 - 1988
lunedì 6 luglio 2020
James G. Ballard...
Il mio credo
Credo nel volo, nella bellezza delle ali, e nella bellezza di tutto ciò che ha volato almeno una volta,
nella pietra lanciata da un bambinetta che porta con sè tutta la saggezza
degli statisti e delle levatrici.
Credo nella dolcezza del bisturi, nella geometria senza limiti dello schermo cinematografico,
nell'universo nascosta dei supermarket,
nella solitudine del sole, nel chiacchierìo dei pianeti,
nella nostra ripetitività, nell'inesistenza dell'universo
e nella noiosità dell'atomo.
Credo nella luce emessa dai video-registratori nelle vetrine dei grandi magazzini,
nelle capacità d'intuizione messianica delle griglie del riscaldamento
nei saloni dei concessionari di automobili,
nell'eleganza delle macchie d'olio sulle carlinghe dei 747
parcheggiati sulle piste dell'aeroporto.
Credo nella non-esistenza del passato, nella morte del futuro,
e nelle infinite possibilità del presente.
Credo nello sregolamento dei sensi in Rimbaud, William Burroughs, Huysmans,
Genet, Celine, Swift, Defoe, Carroll, Coleridge, Kafka.
Credo nei progettisti delle piramidi, dell?Empire State Building,
nel Fuhrerbunker di Berlino, dei sentieri di Wake Islands.
Credo negli odori del corpo di Lady Diana.
Credo negli ultimi cinque minuti.
Credo nella storia dei miei piedi.
Credo nei mal di testa, nella noia dei pomeriggi,
nelle superstizioni del calendario, nel tradimento degli orologi.
Credo nell'angoscia, nella psicosi e nella disperazione.
Credo nelle perversioni, nelle infatuazioni per alberi,
principesse, primi ministri, stazioni deserte
in esercizio (più belle de Taj Mahal), nuvole e uccelli.
Credo nella morte delle emozioni
e nel trionfo dell'immaginazione.
Credo in Tokio, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island,
Eniwetok, Dealey Plaza.
Credo nell'alcolismo, nelle malattie veneree,
nella febbre e nell'esaurimento.
Credo nel dolore.
Credo nella disperazione.
Credo in tutte le allucinazioni.
Credo in tutte le rabbie.
Credo in tutte le le mitologie, le memorie, le bugie,
le fantasie, le evasioni.
Credo nel mistero e nella malinconia di una mano,
nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce.
Il mio credo - James G. Ballard - 1984
Traduzione di Gianni Turchetta
Credo nella morte delle emozioni
e nel trionfo dell'immaginazione.
Credo in Tokio, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island,
Eniwetok, Dealey Plaza.
Credo nell'alcolismo, nelle malattie veneree,
nella febbre e nell'esaurimento.
Credo nel dolore.
Credo nella disperazione.
Credo in tutte le allucinazioni.
Credo in tutte le rabbie.
Credo in tutte le le mitologie, le memorie, le bugie,
le fantasie, le evasioni.
Credo nel mistero e nella malinconia di una mano,
nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce.
Il mio credo - James G. Ballard - 1984
Traduzione di Gianni Turchetta
venerdì 26 giugno 2020
James G. Ballard...
Il mio credo
Credo nel potere che ha l'immaginazione di rifare il mondo,
di liberare la verità che è in noi, di trattenere la notte, di oltrepassare la morte,
di rendere magiche le autostrade, di ingraziar-
ci gli uccelli, di assicurare le confidenze dei matti.
Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli incidenti strada-
li, nella pace delle foreste sommerse, nell'esaltazione delle spiag-
ge di vacanza deserte, nell'eleganza dei cimiteri di automobili,
nel mistero degli autosilos, nella poesia degli alberghi abbandonati.
Credo nei sentieri dimenticati di Wake Island, che indicano gli
Oceani Pacifici della nostra immaginazione.
Credo nella misteriosa bellezza di Margaret Thatcher, nell'arco delle nostre sopracciglia
e nello splendore del nostro labbro inferiore; nella malinconia dei coscritti argentini feriti;
nei sorrisi da perseguitati del personale di stazione in attesa di servizio,
nel mio sogno di Margaret Thatcher accarezzata da quel giovane soldato argentino
in un motel dimenticato sotto lo sguardo di un dipendente
di stazione tubercoloso in servizio attivo.
Credo nella bellezza di tutte le donne, nei loro tradimenti immaginari,
così vicini al mio cuore; nell'unione dei loro corpi disincantati con l'incanto
degli scivoli cromati delle casse del supermarket; nella loro calda tolleranza
delle mie perversioni.
Credo nella morte di domani, nella fine del tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo
nei sorrisi delle cameriere degli auto-grill e negli occhi stanchi dei controllori
di volo di aeroporti fuori stagione.
Credo negli organi genitali dei grandi uomini e delle grandi donne,
nelle posizioni del corpo do Ronald Reagan, Margaret Thatcher, e Lady Diana,
nei dolci odori emanati dalle loro labbra quando guardano
le macchine fotografiche del mondo intero.
Credo nella follia, nella verità dell'inesplicabile, nel senso comune delle pietre,
nella demenza dei fiori, nella malattie che gli astronauti dell'Apollo
hanno messo da parte per la razza umana.
Non credo in niente.
Credo in Max Ernst, Delaux, Dalì, Tiziano, Goya, Vermeer, De Chirico, Magritte,
Redon, Durer, Tanguy, nel Facteur Cheval, nelle Watts Towers, in Bocklin,
Francis Bacon e in tutti gli artisti che non possiamo vedere perché
sono chiusi negli istituti psichiatrici di tutto il pianeta.
Credo nell'impossibilità dell'esistenza, nell'umore delle montagne,
nell'assurdità dell'elettromagnetismo, nella farsa della geometria,
nella crudeltà dell'aritmetica, nelle intenzioni assassine della logica.
Credo nelle adolescenti, nella corruzione che dimostrano quando si mettono
in posizione per giocare, nella purezza dei loro corpi
in disordine, nei segni della loro pudenda lasciati
nei bagni dei motel d'infima categoria.
Il mio credo - James G. Ballard - 1984
1 di 2 - continua
1 di 2 - continua
domenica 21 giugno 2020
Haiku d'estate...
Ogiwara Seisensui 1656-1739
Lucciole,
dalla gabbia
una ad una
trasmutano
in stelle
Iida Dakotsu 1885-1962
Mezzodì di piena estate;
la morte ci spia,
gli occhi socchiusi
Ishida Hakio 1913-1969
Frinir di cicale stamani -
tornano a me
tutti gli amori
e odi
giovedì 18 giugno 2020
F. Kafka...
Bisognerebbe leggere, credo, soltanto i libri che mordono e pungono. Se un libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo? Affinché ci renda felici, come scrivi tu? Dio mio, felici saremmo anche se non avessimo libri, e i libri che ci rendono felici potremmo eventualmente scriverli noi. Ma noi abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che ci era più caro di noi stessi, come se fossimo respinti nei boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio, un libro dev'essere la scure per il mare gelato dentro di noi. Questo credo.
Franz Kafka lettera a Oskar Pollak del 27 gennaio 1904
lunedì 15 giugno 2020
W. Benjamin...
"Le citazioni, nel mio lavoro, sono come briganti ai bordi della strada, che balzano fuori armati e strappano l'assenso all'ozioso viandante"
Walter Benjamin da "Strada a senso unico. Scritti 1926-1927"
martedì 9 giugno 2020
giovedì 4 giugno 2020
Hugo Ball...
Non credo più alla carriera, al denaro, al potere, per chiamare le cose in questo modo. Giacché basta prendere il giornale per vedere dove ci abbia condotti il potere. Il potere, la potenza - ovunque ha portato questo terribile spargimento di sangue. Ora credo ardentemente solo all'im-potenza, a ciò che è piccolo, oppresso.
da una lettera alla sorella nel 1916
Hugo Ball 1886-1927
giovedì 28 maggio 2020
G. Snyder...
" Come poeta coltivo i valori più arcaici che ci siano.
Risalgono al tardo Paleolitico:
la fertilità della terra, la magia degli animali,
la visone di potere nella solitudine,
l'iniziazione terrificante e la rinascita,
l'amore e l'estasi della danza,
il lavoro comune della tribù."
Gary Snyder
venerdì 22 maggio 2020
Mau Mau...
Ellis Island
A 'lè parej, i lo savia ch'a l'è propi parej
noi i soma 'n pòpol 'na rassa ch'a l'ha sempre viagià
deserti, acquasse e ostacoj impossibil superà
e varie strasordinarie ingiustisse consumà
A l'è parej, pija l'esempi dij primi ani del secol
quand ij nòstri viagiator a s'as ciamavo pionieri
famije ed mil pais despaisà
a fasio tapa forsà a Ellis Island
Chicanos, macarones, cinesi a Little Italy!
Ellis Island cit isolòt e cancher 'd Nueva Yòrk
limbo disperà dla nueva America
tanti milion, tante speranse
speranse d'ambrochè
l'intrada per la piramida malefica
Chicanos, macarones, cinesi a Little Italy
What's your name, what's your name?
welcome to America, do you understand me
where do you come from, where do you wanna go?
Andoma bin, che le strà a son bin longhe
e che 'l travaj a nobilita l'argheui
s'as ciama boom boom boom boom economico
ch'a saria l'invension la pì perfida
A l'è parej, a son passà pi che otant'ani
e le aventure 'd cola gent
a son profonde eredità
a son deli deli deli delicatesse
mes-cià a la naftalin-a dij nostri armari
Chicanos, macarones, cinesi a Little Italy
What's your name, what's your name?
welcome to America, do you understand me
where do you come from, where do you wanna go?
Welcome....
E' così, lo sapevo che era proprio così - noi siamo un popolo, una razza che ha sempre viaggiato - deserti, acquacce e ostacoli impossibili superati - e innumerevoli straordinarie ingiustizie consumate- E' così, prendi l'esempio dai primi anni del secolo - quando i nostri viaggiatori si chiamavano pionieri- famiglie di mille paesi, spaesate - facevano tappa forzata a Ellis Island - Chicanos, maccheroni, cinesi a Little Italy - Ellis Island, piccolo isolotto e cancro di Nuova York - limbo disperato della nuova America - tanti milioni, tante speranze - speranze di azzeccare - l'entrata per la piramide malefica - Chicanos, maccheroni, cinesi a Little Italy - Come ti chiami, come ti chiami - benvenuto in America - da dove vieni, dove vuoi andare? - Andiamo bene - che le strade sono molto lunghe - e che il lavoro nobilita l'orgoglio - si chiama boom boom boom economico - che sarebbe l'invenzione - l'invenzione più perfida - E' così - sono passati più di ottant'anni - e le avventure di quella gente - sono profonde eredità - sono deli deli deli delicatezze - mescolate alla naftalina dei nostri armadi - Chicanos, maccheroni, cinesi a Little Italy - Come ti chiami, come ti chiami - benvenuto in America - da dove vieni, dove vuoi andare? - Benvenuto....
Mau Mau "Ellis Island" dal cd "Viva Mamanera" 1996
lunedì 18 maggio 2020
Armi... Made in Italy
- Made in Italy -
Dal rapporto di Rete Disarmo, che anticipa la Relazione governativa annuale sull'export di armamenti. 5,174 miliardi di euro in autorizzazioni all'export per le aziende italiane nel 2019. Di questi cinque miliardi, il 62% è destinato a paesi extraeuropei ed extra Patto atlantico. In testa c'è l'Egitto con 871 milioni, seguito dal Turkmenistan con 446. In quattro anni il valore dell'export militare italiano verso l'Egitto si è centuplicato.
Gli striscioni che chiedevano "Verità per Regeni" ringraziano.
venerdì 15 maggio 2020
N. Balestrini...
La classe dirigente
La mer daltonici li affascina, della nazione
la più grande la più nobile parte la più infelice
non pagano l'angoscia le tasse dell'orgasmo
per consentire alle ditte specializzate di fabbricare per
la metà giugno la quantità di imbarcazioni richieste
e l'idea del padre onnipossente e minaccioso
la libera e pacifica e onesta concorrenza e
una successione di situazioni ambientali torbide
e amare e gli interessi sessuali della collettività
asserviti agli interessi economici di una minoranza e
gli animali cattivi che uccidono il bestiame? il leone
è buono e bello - e le vostre orrende
malattie? tu stai al sole e questo è bello
e invano cercano di riscattarsi da una macchia antica
modificando il male delle intenzioni con la purezza delle
azioni un rumore improvviso li fa sussultare e
lamentano se l'America trema sui confini
disciolto il cavo di nailon rosso sangue non occorrono
prove più manifeste la putrefazione risulta
piuttosto disgustosa e il seguito vi è noto.
da "Come si agisce" 1963
Nanni Balestrini 1935-2019
domenica 10 maggio 2020
Agnese Codignola...
Da tempo i neuroscienziati concordano sul fatto che nel cervello esiste un'organizzazione gerarchica e che non tutte le aree sono uguali: alcune svolgono una funzione di coordinamento, di supervisione, di centro di comando, con lo scopo di integrare e ordinare il grande traffico di informazioni sempre presente... Tali aree, guarda caso, sono costituite in misura significativa da neuroni serotoninergici, che mostrano un attivazione di tipo oscillatorio e sincronizzato che ha sempre, come esito finale, un effetto inibitorio.Il sistema principale è stato chiamato default mode network o DMN, proprio per sottolineare la sua funzione di hardware, e il fatto che la sua attività normale sia prevalentemente inibitoria ha molto senso, se si considera che il cervello deve compiere ogni secondo migliaia di scelte, e non può tenere conto contemporaneamente di tutti gli stimoli che lo bombardano, perché l'esito sarebbe disastroso e pericolosamente caotico. Quello che fanno Lsd e psilobicina, legandosi con grande affinità ai recettori della serotonina situati proprio nelle aree del DMN e impedendo così alla serotonina di legarsi, è abolire temporaneamente il controllo, l'inibizione generalizzata...Ma il risultato della dissoluzione dell'ordine costituito non è un caos dannoso, anzi: è ciò che la psicanalisi e la psicologia cercano di ottenere con altri sistemi, e la meditazione con altri ancora, ovvero l'interruzione di quei circoli viziosi che sono alla base di molte patologie mentali...Una spirale che l'Ego normale non riesce a spezzare, anche perché il suo cervello resiste, non ama mettere in discussione la struttura del sé realizzata in anni e anni di duro lavoro. Ma un farmaco che faccia saltare le gerarchie neuronali in pochi secondi è un altra storia.
LSD. Da Albert Hofmann a Steve Jobs, da Timothy Leary a Robin Carhart-Harris: storia
di una sostanza stupefacente. - Agnese Codignola - UTET editore - 2018
giovedì 7 maggio 2020
O. Mandel'stam...
da "Il francobollo egiziano"
In via Pod'jaceskaja si trovava la simpatica biblioteca, da cui si prendevano a pacchi per la villeggiatura volumetti bruni di autori stranieri e russi, con le pagine infette, che per le infinite letture avevano un luccichio come seta. Ragazze bruttine prendevano i libri dagli scaffali. A uno Bourget, a un altro George Ohnet, a un altro ancora qualcos'altro di quel vecchiume di biblioteca. Di fronte c'era la caserma dei pompieri con i portoni ermeticamente chiusi e la campana sotto la cappella di un fungo Alcune pagine erano trasparenti come il velo di una cipolla. Vi abitavano il morbillo, la scarlattina e la varicella. Nelle rilegature di quei libri da villeggiatura, spesso dimenticati sulla sabbia, rimaneva annidata la forfora dorata della sabbia marina, e per quanto si scuotessero, veniva fuori di nuovo. Talvolta ne usciva una felce - piccolo abete gotico appiattito e compresso - tal altra la mummia di un fiore nordico senza nome. Incendi e libri: ben trovato. Vedremo ancora, leggeremo.
Osip Mandel'stam 1891-1938
lunedì 4 maggio 2020
D. Tessa...
Finester (versi finali)
Al sò
i finester adess
fiaden!
...Avert
fann una roba sola
i finester coi nivol,
coll'aria
libera...
...ciel...
...ciel...per la prima volta! !
Al sole / le finestre ora / respirano / aperte / fanno una cosa sola / finestre e nuvole / nell'aria / libera / cielo / cielo la prima volta
Delio Tessa 1886 - 1939
sabato 2 maggio 2020
La Crepa... pagina 170/171
pagina 170/171
Una famiglia afgana e due camerunensi. Sono arrivati insieme,
stivati dentro una Lada. Insoliti compagni di viaggio.
Non possiamo parlare con loro. Sono le leggi europee.
Posano sulla linea di frontiera per una foto. I loro volti,
i vestiti pesanti, le valigie, la neve tutto intorno dicono più di
mille parole. E' come guardarsi allo specchio. Quando li guardiamo
vediamo il nostro mondo.
Vediamo l'Oriente e le sue guerre. La miseria in Africa.
La Russia sullo sfondo. E anche l'Europa, da questo lato, questa isola scura.
L'Unione, il sogno di pace, la sua ricchezza. E tutte le sue crepe.
Vediamo il Regno Unito che ha già un piede fuori e gli
Stati Uniti e la loro presidenza in piena involuzione.
I muri che si stanno alzando tra i vari Paesi. Il ritorno del nazionalismo.
E un linguaggio militarizzato. Aggressivo. Esasperato. Voci che annunciano
una Terza guerra mondiale. Altre che assicurano che sia già cominciata.
Abbiamo iniziato il viaggio senza sapere esattamente
cosa avremmo trovato. Torniamo a casa con la
sensazione di doverlo raccontare.
La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril
add Editore - 2017
giovedì 30 aprile 2020
La Crepa... pagina 169
pagina 169
In tutto questo tempo l'Europa è cambiata.
A Salla, fino a poco tempo fa placida e
isolata cittadina il cui slogan turistico
recita "In the middle of nowhere", ha iniziato
a verificarsi uno strano fenomeno.
Prima una, poi due, poi tre e poi quattro auto al giorno.
Vecchi catorci sovietici, ammaccati e tenuti insieme con lo
scotch. Con cinque o sei passeggeri a bordo. Che appena ar-
rivano alla frontiera scendono dall'auto e dicono "Refugees".
Ci mostrano il cimitero delle auto. Decine di Lada e Volga
che sono spirate a pochi passi dall'Europa. Ci vengono subito
in mente le barche di Lampedusa ammassate una sull'altra.
Dal Mediterraneo all'Artico, questi oggetti ci parlano
dei confini di un continente.
Soffia un vento freddo e devastante quando
ci dicono: "E' appena arrivata un'auto".
La crepa - Carlos Spottorno - Guillermo Abril
add Editore - 2017
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