- Haiku della malattia -
Matsuo Basho 1644 - 1694
malattia nel viaggio:
i miei sogni si librano
sui campi desolati
Natsume Soseki 1867 - 1916
Malato in viaggio,
mi sento come in una notte fredda.
Il mondo mi compatisce.
Matteo Guarnaccia
Una volta una signora mi ha detto: "Ma questo Dadaismo, questo Surrealismo non avrà un cattivo effetto sui giovani?" Le ho risposto: "Signora, ho fatto molti quadri in vita mia e sto ancora cercando di fare un quadro alla cui vista certe persone cadono morte, ma non ci sono ancora riuscito." - Man Ray -
- Haiku della malattia -
Matsuo Basho 1644 - 1694
malattia nel viaggio:
i miei sogni si librano
sui campi desolati
Natsume Soseki 1867 - 1916
Malato in viaggio,
mi sento come in una notte fredda.
Il mondo mi compatisce.
Matteo Guarnaccia
- Haiku di primavera -
La signora dei baci
Una signora voleva tanto dargli dei baci, non dico
troppi, anche solo 7-8 (mila).
Invece era proibito perciò non glieli dava. Se però non
fosse stato proibito glieli avrebbe dati tutti, dal
primo all'ultimo.
A cosa servono i baci se non si danno?
Vivian Lamarque
Aldous Huxley - dicembre 1936
"OCCHI, SOGNI, LABBRA, E LA NOTTE TRASCORRE..."
Occhi, sogni, labbra -
e le parole li intrappolano
se li lasciamo esposti
alla lingua impietosa della mente
Che altro dire
fare
se non cantare
Sì! Sì!
E lasciare che la pura estasi sia sovrana
Lawrence Ferlinghetti 1919-2021
" ITALIANI BRAVA GENTE"
" ITALIANI BRAVA GENTE "
Italijanski palikuci (italiani brucia case) gridavano i civili quando nel 1941 le truppe del regio esercito e i "battaglioni M" invasero la Jugoslavia per concludere l'occupazione dei Balcani avviata con le aggressioni di Albania e Grecia nel 1939-40. Lungi dall'essere "italiani brava gente", come la narrazione autoassolutoria del dopoguerra avrebbe affermato come dogma intangibile dell'elusione della "colpa", i militari del re e di Mussolini venivano così apostrofati per l'uso sistematico dei lanciafiamme contro le case dei civili sfollati, fucilati o deportati nei campi di internamento in applicazione delle misure di controguerriglia antipartigiana che l'Italia avrebbe conosciuto con l'occupazione nazista.
Davide Conti storico, da "Il manifesto" - 10 febbraio 2021
Pagana
Se vi volete normalizzare normalizzatevi per i cazzi vostri
e lasciateci convivere con i cosiddetti mostri
Non potrai mai distruggere quest'italia pagana
di rifiuti della storia e di figli di puttana
Non potrai mai ammazzare questa italia regressiva
di adulti bambini e di infanzia cattiva
questa italia rimossa che portiamo di dentro
come un vecchio vulcano che non si è ancora spento
Non potrai mai afferrare nella tua bella rete
questa italia brigante che non si è fatta prete
che non ha rinunciato ai confini del sogno
dove il vecchio peccato ridiventa bisogno
Gianfranco Manfredi - Biberon - 1978
Tedio domenicale
...non si tratta di sottovalutare il pericolo che rappresentano le teorie del complotto. Si tratta invece di ritrovare un quadro politico entro il quale questi fenomeni si collocano. Non è solo nell'impoverimento culturale o nelle bolle informazionali dei social che ne vanno cercate le cause, bensì nell'incapacità di dare una risposta politica alla crisi che sta attraversando il neoliberalismo. Le sue politiche economiche e sociali creano delle diseguaglianze senza precedenti e rappresentano gli interessi di una parte sempre minore della popolazione. Ciò vuol dire che le forze politiche che rappresentano questi interessi possono sempre più difficilmente vincere elezioni senza assicurarsi il sostegno di chi subisce queste politiche. E' in questo contesto che le teorie del complotto diventano sempre più centrali, offrendo una razionalizzazione del disagio sociale e trasformandolo in energia politica.... Il sentirsi in balia di potenze invisibili e oggetto di manipolazioni, la perdita del senso dell'agire e il vanificarsi del mondo come realtà agibile e ospitale, riflette un ansia esistenziale - ciò che Ernesto De Martino definì "la paura di non esserci più". Come aveva intuito, le teorie del complotto danno una forma a questi sentimenti. In una situazione di precarietà economica sempre più diffusa, di rischio ambientale generalizzato e di pandemia globale, questa paura di non esserci sta diventando la condizione antropologica del nostro tempo. In questo contesto, la lotta contro il complottismo e contro i suoi risvolti politici non può limitarsi a una lotta culturale sulla scienza e sulla verità, ma per diventare una vera lotta contro il fascismo deve essere anche una lotta politica sulle garanzie della vita.
Nicolas Guilhot
Partigia
Dove siete partigia di tutte le valli, Tarzan, Riccio,
Sparviero, Saetta, Ulisse?
Molti dormono in tombe decorose,
quelli che restano hanno i capelli bianchi
e raccontano ai figli dei figli
come, al tempo remoto delle certezze.
hanno rotto l'assedio dei tedeschi
là dove adesso sale la seggiovia.
Alcuni comprano e vendono terreni,
altri rosicchiano la pensione dell'Inps
o si raggrinzano negli enti locali.
In piedi, vecchi: per noi non c'è congedo.
Ritroviamoci. Ritorniamo in montagna,
lenti, ansanti, con le ginocchia legate,
con molti inverni nel filo della schiena.
Il pendio del sentiero ci sarà duro,
ci sarà duro il giaciglio, duro il pane.
Ci guarderemo senza riconoscerci,
diffidenti l'un dell'altro, queruli, ombrosi.
Come allora, staremo di sentinella
perché nell'alba non ci sorprenda il nemico.
Quale nemico? Ognuno è nemico di ognuno,
spaccato ognuno dalla sua propria frontiera,
la mano destra nemica della sinistra.
In piedi, vecchi, nemici di voi stessi:
la nostra guerra non è mai finita
23 luglio 1981
"partigia" è l'abbreviazione invalsa in Piemonte per partigiano
Primo Levi dopo l'otto settembre scelse di salire in montagna. Arrestato dalla milizia fascista il 19 dicembre del 1943, riconosciuto come ebreo fu mandato al campo di Fossoli, e da lì ad Auschwitz.