giovedì 21 luglio 2022

ALLEN GINSBERG... Liti...Ode plutonia...


Liti


Son stufo di liti
"Hai messo il burro nella padella"
"Io no tu l'hai fatto sciogliere sul fornello"
"Hai invaso la Turchia e ucciso tutti gli armeni!"
"Io no! Tu hai invaso la Cina e li hai intossicati d'Oppio"
"Hai costruito una Bomba H più grossa della mia"
"Hai usato gas velenosi in Indocina"
"Il tuo agente arancio ha defoliato 1/4 della superficie terrestre   Non sta bene"
"Hai spruzzato il Paraquat10"
"Fumi erba"
"Sei in arresto"
"Io dichiaro guerra!"
Perché non spegniamo gli altoparlanti?


5 settembre 1983

10 - Veleno usato in agricoltura spruzzato dagli Stati Uniti sulle coltivazioni
di cannabis nel Sonora in Messico

Allen Ginsberg - Poesie 1947 - 1995
il Saggiatore - 2019

sabato 16 luglio 2022

VELIMIR CHLEBNIKOV... 7 di...


Gli anni, gli uomini e i popoli 
fuggono via per sempre, 
come l'acqua fluente.
Nel duttile specchio della natura
le stelle fan da rete, noi da pesci,
i numi sono spettri in grembo al buio.

traduzione di Angelo Maria Ripellino



Gli anni, gli uomini e i popoli
Vanno via per sempre,
Come acqua corrente.
Nello specchio flessibile della natura
Le stelle: rete, i pesci: noi,
Gli dei: fantasmi e tenebra.

traduzione di Paolo Nori


VELIMIR
linguaggio stellare 
CHLEBNIKOV

continua...


martedì 12 luglio 2022

ALLEN GINSBERG... Ruhrgebiet...Ode plutonia...

 

Ruhrgebiet 
                                                                          

Troppa industria
troppa pappa
troppa birra
troppe sigarette

Troppa filosofia
troppe forme di pensiero
non abbastanza stanze -
non abbastanza alberi

Troppa Polizia
troppi computer
troppi hi fi
troppa carne di Maiale

Troppo caffè
troppo fumare
sotto tetti d'ardesia grigia
Troppa obbedienza

Troppe pance
Troppi doppiopetti
Troppe scartoffie
troppe riviste

Troppa industria
Niente pesce nel Reno
Lorelei avvelenata
Troppo imbarazzo

Troppi operai
affaticati in treno
Fantasmi di ebrei urlano
all'angolo della strada

Troppi vecchi omicidi
troppa tortura bianca
Troppo un solo Stammheim - 24
troppi nazi felici

Troppi studenti pazzi
Non abbastanza fattorie
non abbastanza Meli
Non abbastanza alberi di noce

Troppi soldi
Troppi poveri
turchi senza voto 
"Ospiti " che fanno i lavori - 25

Troppo metallo
Troppo grasso
Troppe barzellette
non abbastanza meditazione

Troppa rabbia
Troppo zucchero
Troppe ciminiere
Non abbastanza neve

Troppi barili radioattivi
di scorie al plutonio
Prendi l'oro del Reno
Costruisci una grande tomba

Una fossa cinta d'oro
per seppellirci questa mortale scoria nucleare
tutto l'oro delle Banche
Che splenda impenetrabile

Tutto l'oro tedesco
salverà la Nazione
Costruisci una casa d'oro
per seppellirci il Diavolo


Heidelberg, 15 dicembre 1979


24 - Carcere di massima sicurezza a Stoccarda, dove i membri della banda "terrorista"
Baader - Meinhof (armati inizialmente da infiltrati della polizia) vennero sottoposti a
un interrogatorio continuo con una luce abbagliante in faccia, ventiquattr'ore su
ventiquattr'ore.

25 - Gastarbeiter, i "lavoratori ospiti" della Germania Ovest nel dopoguerra: turchi
italiani, e slavi importati per i lavori pesanti o umili.


Allen Ginsberg - Poesie 1947 - 1995
il Saggiatore - 2019
 

lunedì 4 luglio 2022

ALLEN GINSBERG... Cervellodigallina!...Ode plutonia...

 
Cervellodigallina!


Cervellodigallina governa il Mondo!
Cervellodigallina è il prodotto finale del Capitalismo
Cervellodigallina burocrate capo della Russia, sbadiglia
Cervellodigallina ha diretto l'FBI per 30 anni nominato da F.D. Roosevelt
          e mai dato la caccia a Cosa Nostra!
Cervellodigallina decide il grano da bruciare, tiene alti i prezzi sul mer-
          cato mondiale!
Cervellodigallina presta i soldi a stati di polizia di Nazioni in Via di Svi-
          luppo tramite il Fondo Monetario Internazionale!
Cervellodigallina se è per lui non scopa mai c'è bisogno che l'ufficio gli
          faccia da ruffiano
Cervellodagallina offre trapianti di cervelli in Svizzera
Cervellodigallina si sveglia nel cuore della notte e mette a posto le lenzuola
Io sono Cervellodigallina!
Io governo Russia Iugoslavia Inghilterra Polonia Argentina Stati Uniti El
          Salvador
Cervellodigallina si moltiplica in Cina!
Cervellodigallina abita il cadavere di Stalin entro le mura del Cremlino
Cervellodigallina impone agricoltura petrolchimica in regioni desertiche
           africane!
Cervellodigallina abbassa la falda acquifera nella California del Nord
           succhiandola per Banche dell'Agrobusiness nell'Orange County
Cervellodigallina bastona cuccioli di foca e ne indossa la pelliccia a Parigi
Cervellodigallina dirige il Pentagono il fratello dirige la CIA, Caproni Culoni!
Cervellodigallina scrive e dirige Time Newsweek Wall Street Journal Pravda
           Izvestija
Cervellodigallina è Papa, Premier, Presidente, Commisar, Chairman, Se-
           natore!
Cervellodigallina ha votato Reagan a Presidente degli Stati Uniti!
Cervellodigallina prepara Pane Sopraffino con farina bianca raffinata!
Cervellodigallina ha venduto schiavi, zucchero, tabacco, alcol!
Cervellodigallina ha conquistato il Nuovo Mondo e ha assassinato il dio
          dei funghi Xochipilli28 sul Popocatépetl! 
Cervellodigallina era Presidente quando un migliaio di studenti miste-
           riosi son stati mitragliati a Tlatetolco
Cervellodigallina ha mandato 20 000 000 di intellettuali e ebrei in Siberia,
          15 000 000 non sono mai più ritornati al Caffè del Cane Randagio
Cervellodigallina aveva i baffetti e governava la Germania in Amfeta-
           mina29 l'ultimo anno della Seconda guerra mondiale
Cervellodigallina ha concepito la Soluzione Finale alla Questione Ebraica
           in Europa
Cervellodigallina l'ha poi messa in pratica nelle Camere a Gas
Cervellodigallina ha preso in prestito dalla galera Lucky Luciano il Mafia
           per garantirsi una Sicilia Cervellodigallina U.S. contro i Rossi
Cervellodigallina ha fabbricato armi in Terra Santa e le ha vendute ai
          goyim bianchi in Sudafrica
Cervellodigallina ha fornito elicotteri ai generali del Centroamerica, per
           uccidere tanti indios indocili e incoraggiare un clima favorevole
           agli affari
Cervellodigallina ha iniziato una guerra di terrore contro gli ebrei israeliani
Cervellodigallina ha inviato aerei sionisti a mitragliare capanne palesti-
           nesi nei dintorni di Beirut
Cervellodigallina ha messo fuorilegge gli Oppiacei sul mercato mondiale
Cervellodigallina ha creato il Mercato Nero dell'Oppio
Il padre di Cervellodigallina si sparava ero negli androni del Lower East Side
Cervellodigallina ha organizzato l'operazione Condor per spruzzare va-
           pori velenosi sui campi di marijuana in Sonora
Cervellodigallina fumava erba messicana poi vomitava a Harvard Square
Cervellodigallina è arrivato in Europa a Conquistare scarafaggi con la
           Propaganda
Cervellodigallina è diventato un grande Poeta Internazionale e ha girato
           il mondo per esaltare le glorie di Cervellodigallina
Io dichiaro Cervellodigallina vincitore del Premio di Poesia
Lui ha costruito il World Trade Center sulle acque del porto di New York
           senza badare a dove scaricavano i cessi-
Cervellodigallina ha cominciato a abbattere la Foresta Pluviale Amazzo-
           nica per costruire una fabbrica di cellulosa sulle rive del fiume
Cervellodigallina in Iraq ha aggredito Cervellodigallina in Iran
Cervellodigallina a Belfast ha tirato bombe al culo di sua madre
Cervellodigallina ha scritto Das Kapital! è autore della Bibbia! ha vergato
           La ricchezza delle nazioni!
Umanità di Cervellodigallina, ha costruito la Rainbow Room in cima al
           Rockefeller Center per farci ballare
Ha inventato la Teoria della Relatività cosicché la Rockwell Corporation
          potesse fare Bombe al Neutrone a Rocky Flats in Colorado
Cervellodigallina vuol vedere quanto riesce a durare senza venire
Cervellodigallina è convinto che in quel modo la fava gli diventa più grossa
Cervellodigallina vede una nuova Spia sulla Market Platz a Dubrovnik
           fuori dall'Hotel del Cannocchiale-
Cervellodigallina ti vuol ciucciare il cazzo in Europa, prende la vita molto
           sul serio, tu scorato non coopererai-
Cervellodigallina va nei Paesi Comunisti più duri per potersi trovare la
           ragazza nel KGB mentre tuona il cielo-
Cervellodigallina si è accorto di essere Buddha meditando
Cervellodigallina ha paura di far saltare in aria il pianeta e perciò ha
           scritto questa poesia per essere immortale- 


Hotel Subrovka, Dubrovnik, 14 ottobre 1980, 4 e 30 del mattino 


28 - Chiamato un tempo "Dio dei fiori" sulle guide turistiche. Forme vegetali 
incise sulla sua celebre statua al musso di antropologia di Città del Messico sono
state identificate da Richard E. Schultes, direttore del museo botanico di Harvard,
come peyote, convolvolo, amanita muscaria, tabacco ecc. le testimonianza culturali 
legate a Xochipilli vennero cancellate durante la conquista spagnola.

29 - Tra gli altri libri, Inside the Third Reich, traduzione inglese delle memorie di Albert 
Speer, Macmillan, New York 1970 "Memorie del Terzo Reich, trad. it. di Enrichetta e 
Quirino Maffi, Mondadori, Milano 1971", fornisce prova della furiosa speed-dipen-                        denza di Hitler.


Allen Ginsberg - Poesie 1947-1995
il Saggiatore - 2019



martedì 28 giugno 2022

VELIMIR CHLEBNIKOV... 6 di...




Il punteggio di Amburgo è importantissimo. Tutti gli incontri di lotta sono truccati. Gli atleti si fanno mettere con le spalle a terra secondo le istruzioni dell'impresario. Ma una volta l'anno si riuniscono ad Amburgo in un osteria e lottano a porte chiuse, con le tende tirate. Lottano a lungo, pesantemente, senza eleganza. Il punteggio di Amburgo serve a stabilire la classe reale di ciascun lottatore e ad evitare il totale discredito. Anche in letteratura non se ne può fare a meno. Per il punteggio di Amburgo Serafimovic e Versaev non esistono neppure. Non sono ancora arrivati in città. Ad Amburgo c'è Bulgakov, fermo accanto al tappeto. Babel è un peso piuma. Gor'kij è ambiguo: spesso non è in forma. Chlebnikov era un campione.


Viktor Sklovskij  1893 - 1984


VELIMIR
linguaggio stellare
CHLEBNIKOV

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venerdì 24 giugno 2022

Haiku d'estate...


 Haiku d'estate


Matsuo Basho  1644-1694

vestiti estivi:
ancora non ho finito
di togliere i pidocchi


Kobayashi Issa  1763-1827

  Dopo aver rubato
    il primo melone,
  il bimbo si è addormentato.


Nakamura Kusatao  1901-1983

Siamo immersi nelle foglie verdi.
A mio figlio
 cominciano a spuntare i denti.


Haiku d'estate

lunedì 20 giugno 2022

VELIMIR CHLEBNIKOV... 5 di...

 

Vediamo stati ruzzolare sulla spada
per lo sconforto del nostro avvento.
La patria sulle labbra, sventolandovi
col ventaglio del regolamento bellico-campale,
avete con impudenza inserito la guerra
nel cerchio delle Fidanzate dell'uomo.


Velimir Chlebnikov - 21 aprile 1917


VELIMIR
LINGUAGGIO STELLARE
CHLEBNIKOV

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lunedì 13 giugno 2022

VELEMIR CHLEBNIKOV... 4 di...




" O Asia! Di te mi tormento "

O Asia! Di te mi tormento.
Come le ciglia d'una vergine, io concepisco una nuvola.
Come un collo di debole salute,
le tue veglie notturne.
Dov'è colui che presagì altri giorni?
Oh, se coi capelli di fiumi turchini
l'Asia mi coprisse le ginocchia
e bisbigliasse, la vergine, arcane canzoni.  
E serena, felice singhiozzasse,
tergendo gli occhi con la punta della treccia.
Ella ha amato! Ha sofferto! Nebulosa
anima dell'universo.
Di nuovo i sensi si ravviverebbero
ed un rintocco squillerebbe in cuore:
e di Mahavira e Zaratustra,
di Siva-gì ingolfato nella lotta,
di questi morti diverrei contemporaneo,
inventerei domande e risposte.
Come un mucchio di limpide monete
mi spargeresti ai piedi le tue trecce:
"Maestro-bisbigliandomi-
non è vero che da oggi insieme
cercheremo più liberamente
le nostre strade?"


VELIMIR
LINGUAGGIO STELLARE
CHLEBNIKOV

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martedì 7 giugno 2022

VELIMIR CHLEBNIKOV... 3 di...



Ma l'influenza che le personalità eccezionali esercitano su ciò che le circonda dev'è essere molto forte: la cella eremitica di Chlebnikov mi appariva infatti come il migliore dei laboratori per gli esperimenti poetici...Egli stupiva per la sua eccezionale ricchezza interiore, per la singolarità del suo pensiero che pareva nato nel cervello d'un uomo libero dalle stratificazioni di tutta la cultura preesistente o che, per dir meglio, era capace di sbarazzarsi del fardello di questa cultura. L'eccezionale verità delle vie battute dal suo pensiero coglievano l'interlocutore alla sprovvista. Quando, alla fine di un colloquio prolungato, cominciavo a vedermi davanti, simile al profilo di un paesaggio antidiluviano, la natura maestosa della sua creazione verbale, egli mutava improvvisamente direzione, dirottandomi verso la declinazione interna delle parole... Sazio di glossolalia, se ne andava a cercare la " saggezza" nel linguaggio degli uccelli, riproducendolo con un virtuosismo tale che la "registrazione fonica" conservata nel Parnaso ruggente non riesce a darcene la benché minima idea.


da "L'Arciere dall'occhio e mezzo" di Benedikt Livsic  1886 - 1938


VELIMIR
linguaggio stellare
CHLEBNIKOV

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giovedì 2 giugno 2022

HAKIM BEY...


La TAZ è un arte della vita in continua ascesa, selvaggia ma gentile - un seduttore, non un violentatore, un contrabbandiere piuttosto che un pirata sanguinario, un danzatore non uno scatologista. Lasciateci ammettere che abbiamo preso parte a feste, dove per una breve notte venne ottenuta una repubblica di desideri gratificanti. Non dovremmo confessare che le politiche di quella notte hanno più realtà e forza per noi che, poniamo, tutto il Governo degli Stati Uniti? Alcune delle "feste" che abbiamo rammentato sono durate due o tre anni. E questo qualcosa per cui vale la pena immaginare, vale la pena lottare? Studiamo l'invisibilità, il costruire reti, il nomadismo psichico - e chissà che potremmo ottenere?


PETER LAMBORN WILSON - HAKIM BEY
1945 - 2022


domenica 29 maggio 2022

VELIMIR CHLEBNIKOV... 2 di...

 

L'unico Libro


Io vidi che le nere Vede,
il Corano e il Vangelo
e i libri dei mongoli
in tabelle di seta,
con polvere di steppe,
con letame fragrante,
come sogliono fare 
le calmucche ad ogni alba,
da soli innalzarono un rogo
e vi si posero sopra da soli.
Le bianche vedove in una nube di fumo si nascondevano,
per affrettare l'avvento
dell'Unico Libro,
le cui pagine sono più grandi del mare
e vibrano come le ali d'una farfalla turchina,
ed un filo di seta é  il segnalibro,
dove il lettore ha fermato lo sguardo.
Grandi fiumi dal flusso turchino:
- il Volga, ove cantano a Ràzin di notte,
- il Giallo Nilo, ove pregano il sole,
- lo Jangtsekiang, ov'é densa brodaglia di gente,
- e tu Mississippi, ove gli yankies
portano come calzoni il cielo stellato,
nel cielo stellato avvolgendo le gambe,
- e il Gange, dove uomini scuri sono alberi di intelligenza,
- e il Danubio, ove in bianco bianchi uomini
in bianche camicie stanno sull'acqua,
- e lo Zambezi, ove gli uomini sono più neri d'uno stivale,
- e l'Ob impetuoso, ove frustano l'idolo
e lo mettono con gli occhi all'angolo,
mentre mangiano dei cibi grassi,
- ed il Tamigi, dov'è grigio tedio.
Il genere umano è il lettore del libro!
E in copertina è la scritta del suo creatore,
il mio nome a caratteri azzurri.
Sì, ma tu leggi con negligenza,
fa più attenzione,
sei troppo distratto ed hai l'aria di un perdigiorno.
Sono come lezioni di legge divina
queste nere catene e i grandi mari!
Presto, presto tu leggerai
quest'Unico Libro!
Nelle sue pagine balza la balena
e l'aquila reale, doppiando la pagina d'angolo,
si adagia sulle onde marine, sui seni dei mari,
per riposare sul letto dell'aquila oceanica.

1920


VELIMIR
LINGUAGGIO STELLARE
CHLEBNIKOV

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martedì 24 maggio 2022

VELIMIR CHLEBNIKOV... 1 di...

 


Io vi esorto, con la sciabola,
A toccare la camicia.
Non c'è.
Con la sciabola dire: il re è nudo.
Quello che noi abbiamo fatto con la piuma del respiro
Io vi esorto a farlo con il ferro.


VELIMIR
LINGUAGGIO STELLARE
CHLEBNIKOV

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giovedì 19 maggio 2022

PIER PAOLO PASOLINI...



Necrologio di P. P. Pasolini su una certa Laura Betti - 1971

Lei, Laura Betti, che negli anni Sessanta anticipava di dieci anni un modo nuovo
di comportarsi e di rompere gli schemi di una morale rachitica e opprimente,
ora cos'è? Dopo che le sue scelte antiche, arrivato il '68 studentesco, sono state
acquisite e estremizzate da molti, ora cos'è? Pasolini dice una morta, ed è forse
vero perché la vecchia Laura Betti è morta; ma una nuova Laura Betti è ancora
rinata, da "Teorema" ai nuovi film con Bellocchio e Bertolucci che sta girando,
film con registi d'avanguardia per essere ancora d'avanguardia, come da sua
natura inevitabile.  


Sentiamo che direbbe un testimone nel 2001, costretto a fare un necrologio di Laura Betti.
" Pioniera della contestazione? Sì, ma anche sopravvissuta alla contestazione. Quindi restauratrice
di uno statu quo ante. Dove c'era il pieno (l'ordine borghese e l'opposizione ufficiale), si è avuto
il caos; caduto il caos, quel pieno è apparso come vuoto, e chi c'era dentro, a fare il buffone della
protesta, si è trovato come in una stanza di cui fossero scomparse improvvisamente le pareti.
I popoli antichi rievocavano artificialmente il caos per " rinnovarsi ", ricostruendo il momento
inaugurale. Il caos non passa senza lasciare la necessità di rinnovamento. Invece del rinnova-
mento si è avuta la restaurazione, con le squadre fasciste. Quel pupazzo che nel " pieno degli
anni cinquanta e dei primi anni sessanta" si è trovato ad essere vivo, ma strettamente dipende-
nte dal mondo che egli, in quanto pupazzo, contestava, e poi è stato travolto e vanificato
dal caos del biennio dal 1968 al 1970, col ritorno della normalità ha verificato in sé l'accadere
di un fenomeno molto comune: l'invecchiamento. La persona di cui sto in particolare parlando
non ammette nulla di tutto questo. E' invecchiata e morta: ma son sicuro che nella sua tomba
ella si sente bambina. Ella è certamente fiera della sua morte, considerandola una morte speciale.
Inoltre pur ammettendo in parte di essere morta, appunto perché la sua morte, essendo speciale,
può essere ammessa, essa, nel tempo stesso, non l'ammette: " la mia morte è provvisoria, è un
fenomeno passeggero", essa par dire, con l'aria di un personaggio di Gogol, di Dostoiewsky, o
di Kafka, in alto loco si sta brigando perché tale noiosa congiuntura venga superata e tutto torni
come prima. Del resto, io non ho soluzione di continuità: sono ciò che ero.
La mia possibilità di stupore non ha limiti perché io cado sempre dalle nuvole, e rido, com
meraviglia fanciulla. (Contemporaneamente, là nella tomba, dice: "Io non sono mai nelle
nuvole, son sempre coi piedi per terra, niente mi meraviglia perché, da sempre, so tutto").
Ambiguità? No: doppio gioco. Ché essa, la morta, Laura Betti, non era ambigua, anzi era
tutta d'un pezzo: inarticolata come un fossile. Ella ha aderito alla sua qualità reale di fossile,
e infatti si è messa sul volto una maschera inalterabile di pupattola bionda (ma: "attenti, dietro
la pupattola che ammetto di essere con la mia maschera, c'è una tragica Marlene, una vera Garbo").
Nel momento stesso però in cui concretava la sua fossilizzazione infantile adottandone la
maschera, eccola contraddire tutto questo recitando la parte di una molteplicità di personaggi
diversi fra loro, la cui caratteristica è sempre stata quella di essere uno opposto all'altro.
La sua grande fortuna è stata quella di avere evitato di vivere in uno dei tanti paesi dittatoriali
che ci sono al mondo; e soprattutto di avere evitato di finire in uno dei tanti possibili campi 
di concentramento. Che terrificante vittima sarebbe stata! Ma in un necrologio non si dicono
queste cose. Facendo di lei un esame superficiale, molti le attribuivano in vita una volontà
provinciale di degradazione degli idoli. No, non era soltanto il sadismo di una provinciale
che giunta nel Centro dove abitano gli idoli, prova il piacere di profanarli e di dissacrarli:
in questa dolorosa operazione c'era il suo bisogno di essere contemporaneamente "una " e
" un'altra", "una " che adora, e "un'altra " che sputa sull'oggetto adorato; " una " che mitizza
e " un'altra " che riduce. Ma non era ambiguità, ripeto. Il suo gioco era chiaro come il sole.
Naturalmente, proponendosi prima di tutto, come una delle leggi-chiave del suo codice,
di non fare mai, in alcun caso, pietà, essa, per il gioco dell'opposizione, ha anche sempre
voluto e ammesso anche di fare pietà. Ma la pietà non e stata causata da una o dall'altra
delle sue azioni o delle sue situazioni: no, essa è sempre stata causata dall'eccessiva
chiarezza del suo gioco. Dunque è attraverso la pietà che essa è stata costretta a provocare
verso la sua persona, che è venuta fuori la sua generosità: cioè qualcosa di eroico.
Questo è infatti il necrologio di un'eroina. Bisogna aggiungere che era molto spiritosa
e un'eccellente cuoca. 


Pier Paolo Pasolini




PIER PAOLO
come un gattaccio in cerca d'amore
PASOLINI
1922 - 2022

continua...

domenica 15 maggio 2022

MATTEO GUARNACCIA CIAO...






 "Pace fiorita" - Matteo Guarnaccia - 2002

Almanacco della pace - Stampa Alternativa - 2006

lunedì 9 maggio 2022

PIER PAOLO PASOLINI...

                                                                                                                                                         
Pier Paolo Pasolini                               


Lo scandalo del contraddirmi, dell'essere
con te e contro te; con te nel cuore,
in luce, contro te nelle buie viscere;

del mio paterno stato traditore
- nel pensiero, in un'ombra di azione -
mi so a esso attaccato nel calore

degli istinti, dell'estetica passione;
attratto da una vita proletaria
a te anteriore, è per me religione

la sua allegria, non la millenaria
sua lotta: la sua natura, non la sua
coscienza; è la forza originaria

dell'uomo, che nell'atto s'è perduta,
a darle l'ebbrezza della nostalgia
e una luce poetica: ed altro più

io non so dirne, che non sia 
giusto ma non sincero, astratto
amore, non accorante simpatia...

Come i poveri povero, mi attacco
come loro a umilianti speranze,
come loro per vivere mi batto

ogni giorno. Ma nella desolante
mia condizione di diseredato,
io possiedo: ed è il più esaltante

dei possessi borghesi, lo stato
più assoluto. Ma come io possiedo la storia,
essa mi possiede; ne sono illuminato:

ma a che serve la luce?   


da "Le ceneri di Gramsci" - 1957


PIER PAOLO
come un gattaccio in cerca d'amore
PASOLINI
  1922 - 2022 

    continua...   

giovedì 5 maggio 2022

" LA GUERRA E' UN BUON AFFARE..."





 "La guerra è un buon affare, investi tuo figlio",
poster americano, autore sconosciuto. Anni sessanta.

Almanacco della pace - Matteo Guarnaccia 
Stampa Alternativa - 2006 

lunedì 2 maggio 2022

PIER PAOLO PASOLINI...


Pier Paolo Pasolini


A un Papa


Pochi giorni prima che tu morissi, la morte
        aveva messo gli occhi su un tuo coetaneo:
a vent'anni, tu eri studente, lui manovale,
        tu nobile, ricco, lui un ragazzaccio plebeo:
ma gli stessi giorni hanno dorato su voi
        la vecchia Roma che stava tornando così nuova.
Ho veduto le sue spoglie, povero Zucchetto.
         Girava di notte ubriaco intorno ai Mercati,
e un tram che veniva da San Paolo, l'ha travolto
         e trascinato un pezzo pei binari tra i platani:
per qualche ora restò lì, sotto le ruote:
         un pò di gente si radunò intorno a guardarlo.
in silenzio: era tardi, c'erano pochi passanti.
         Uno degli uomini che esistono perché esisti tu,
un vecchio poliziotto sbracato come un guappo,
         a chi s'accostava troppo gridava: "Fuori dai coglioni!".
Poi venne l'automobile d'un ospedale a caricarlo:
         la gente se ne andò, restò qualche brandello qua e là,
e la padrona di un bar notturno, più avanti,
         che lo conosceva, disse a un nuovo venuto
che Zucchetto era andato sotto un tram, era finito.
         Pochi giorni dopo finivi tu: Zucchetto era uno
della tua grande greggia romana e umana,
         un povero ubriacone, senza famiglia e senza letto,
che girava di notte, vivendo chissà come.
         Tu non ne sapevi niente: come non sapevi niente
di altri mille e mille cristi come lui.
          Forse io sono feroce a chiedermi per che ragione
la gente come Zucchetto fosse indegna del tuo amore.
         Ci sono posti infami, dove madri e bambini
vivono in una polvere antica, in un fango d'altre epoche.
         Proprio non lontano da dove tu sei vissuto,
in vista della bella cupola di San Pietro,
         c'è uno di questi posti, il Gelsomino...
Un monte tagliato a metà da una cava, e sotto,
         tra una marana e una fila di nuovi palazzi,
un mucchio di misere costruzioni, non case ma porcili.
         bastava soltanto un tuo gesto, una tua parola,
perché quei tuoi figli avessero una casa:
         tu non hai fatto un gesto, non hai detto una parola.
Non ti si chiedeva di perdonare Marx! Un onda
         immensa che si rifrange da millenni di vita
ti separava da lui, dalla sua religione:
         ma nella tua religione non si parla di pietà?
Migliaia di uomini sotto il tuo pontificato,
         davanti ai tuoi occhi, son vissuti in stabbi e porcili.
Lo sapevi, peccare non significa fare il male:
         non fare il bene, questo significa peccare.
Quanto bene tu potevi fare! E non l'hai fatto:
         non c'è stato un peccatore più grande di te.


da "Umiliato e offeso Epigrammi" -  1958


PIER PAOLO
come un gattaccio in cerca d'amore
PASOLINI
1922 - 2022

continua...

martedì 26 aprile 2022

MICHAEL MANDER... 26 aprile 1986



26 aprile 1986



Lungi dal "liquidare" l'effetto letale delle radiazioni , il Sarcofago si limita a coprirlo, e in modo imperfetto. Eredita l'ossessione della concretezza dagli stessi fallimenti tecnologici che cerca di neutralizzare. Le allusioni funeree del suo nome originario devono essere sembrate sconcertanti ai funzionari sovietici che l'hanno ribattezzato Ob'yekt Ukrytiye, "Oggetto di riparo", "oggetto di copertura", una denominazione che dava l'impressione di sicurezza (riparo, rifugio) e controllo (un oggetto in relazione al quale noi siamo i soggetti alla postazione di guida).Eppure, non era l'appellativo burocratico ma il termine "Sarcofago" a essere mortalmente preciso. L'umanità si sta scavando la fossa da tempo, tempo che tuttavia è solo un secondo rispetto al terribile monumento nucleare che verrà eretto su di esso. Chernobyl ci ha dato un assaggio di queste linee concrete, cementate (distinguibili e fatte di béton), del tempo. L'incapsulamento è l'inumazione; insieme alle scorie radioattive, noi siamo gli unici all'interno del Sarcofago, anche se apparentemente siamo fuori. La Terra stessa sta diventando una fossa comune, per gli umani e per innumerevoli specie non umane. Indipendentemente da ciò che il Sarcofago copre, non può coprire questo approccio all'ambiente naturale che ha reso necessaria la sua costruzione. Il dramma, e la tragedia, dell'umanità contemporanea è che siamo, allo stesso tempo, Creonte e Antigone, il sovrano irriguardoso delle realtà ecologiche, che seppellisce vivi coloro che se ne prendono cura, e il prigioniero sofferente, privato dell'essenziale, di tutto ciò che rende possibile la vita. Il Sarcofago è l'oggetto di scena e l'epilogo di questo coup de théatre della produzione nucleare che è l'enucleazione del soggetto. Il soggetto si è consumato, autocannibalizzato. In greco, la parola composta  sarx + phagos significa mangia-carne. La radiazione e la follia tecnologica di cui è la metonimia mangiano la nostra carne, la divorano dall'interno.


Michael Mander  da "Chernobyl herbarium" 
Mimesis editore - 2021 

venerdì 22 aprile 2022

PIER PAOLO PASOLINI...

 
Pier Paolo Pasolini



Lavoro tutto il giorno come un monaco
e la notte in giro, come un gattaccio
in cerca d'amore...Farò proposta
alla Curia d'essere fatto santo.
Rispondo infatti alla mistificazione
con la mitezza. Guardo con l'occhio
d'un immagine gli addetti al linciaggio.
Osservo me stesso massacrato col sereno
coraggio d'uno scienziato. Sembro
provare odio, e invece scrivo
dei versi pieni di puntuale amore.
Studio la perfidia come un fenomeno
fatale, quasi non ne fossi oggetto.
Ho pietà per i giovani fascisti,
e ai vecchi, che considero forme
del più orribile male, oppongo
solo la violenza della ragione.
Passivo come un uccello che vede
tutto, volando, e si porta in cuore
nel volo in cielo la coscienza
che non perdona.


Pier Paolo Pasolini  21 giugno 1962


PIER PAOLO
come un gattaccio in cerca d'amore
PASOLINI
1922 - 2022

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lunedì 18 aprile 2022

DAVID HARVEY...


         

Circola un mito, molto comodo, secondo il quale le malattie infettive non conoscono differenze di classe né altre altre barriere o confini sociali. Nel mito c'è un certo grado di verità. Nelle epidemie di colera del Diciannovesimo secolo, l'irrilevanza delle barriere di classe è stata abbastanza drammatica da portare alla nascita di un movimento per la sanità pubblica (che poi si è professionalizzato), arrivato fino ai giorni nostri. Se questo movimento sia stato pensato per proteggere tutti o solo le classi superiori non è mai stato chiaro, ma oggi gli effetti sociali e gli impatti differenziali a seconda della classe raccontano una storia diversa. Le conseguenze economiche e sociali sono filtrate attraverso le "usuali" discriminazioni, che sono evidenti ovunque. Tanto per cominciare, la forza lavoro che deve prendersi cura del numero crescente di malati è normalmente sbilanciata in termini di genere e di etnia, in quasi tutte le parti del mondo. Rispecchia le forze lavoro basate sull'appartenenza di classe che si trovano, per esempio, negli aeroporti e in altri settori logistici. Questa "nuova classe operaia" è in prima linea e deve sostenere l'urto più forte, perché o è la forza lavoro più a rischio di contrarre il virus per le mansioni che svolge, o rischia di rimanere senza lavoro e senza risorse, a causa dei tagli economici causati dal virus.Per esempio, c'è la questione di chi può lavorare a casa e chi no. Questo rafforza la divisione sociale, come il fatto che qualcuno possa permettersi o meno di isolarsi o di rimanere in quarantena (con o senza stipendio) in caso di contatto o infezione...l'avanzata del Covid-19 mostra tutte le caratteristiche di una pandemia di classe, genderizzata ed etnicizzata. I tentativi di attenuazione sono comodamente rivestiti con la retorica del "siamo tutti nella stessa barca". Le forze lavoro nella maggior parte del mondo da tempo sono state educate a comportarsi come buoni soggetti neoliberisti (il che significa dare la colpa a se stessi o a Dio se qualcosa va storto, ma mai osare suggerire che il problema possa essere il capitalismo). Ma anche i buoni soggetti neoliberisti possono vedere che qualcosa non va nel modo in cui si risponde a questa pandemia.


 David Harvey  -
 "Cronache anticapitalistiche.
Guida alla lotta di classe per il XXI secolo"
FELTRINELLI ED. - 2021