venerdì 30 dicembre 2022

Numeri... Dicembre 2022

 

Stati Uniti


Il paese delle armi
Dati  2022 aggiornati al 14 dicembre 


Morti per armi da fuoco*   19.199               
Feriti                                 36.962
Mass shooting**                       628        

* Sono esclusi i suicidi
** Sparatorie con almeno quattro vittime (feriti e morti)  

Fonte: Internazionale n. 1491 - 16/12/2022

lunedì 26 dicembre 2022

ROBERTO ROVERSI...




Roberto Roversi

Non offrirti così non sarai comperato.
Questo non è un tempo orribile.
E' un tempo nuovo.
Non è un tempo impossibile.
E' un tempo che non perdona ma in cui ogni sera
si aspetta una notizia vera
da Maratona.

da "Il Libro Paradiso"  1993


mercoledì 21 dicembre 2022

Haiku d'inverno...


Haiku d'inverno


    Rumore di sega.
    Quanta povertà!
    Notte fonda invernale.

   Yosa Buson  1716 - 1783


          Vento invernale.
              Piccola stanza di una prostituta  
         da ventiquattro mon.

         Kobayashi Issa  1763 - 1827


Proprio non me l'aspettavo:
      sono nati i pulcini!     
         Rose d'inverno.      

    Kawahigashi Hekigodo  1873 - 1933
 

Haiku d'inverno

  

domenica 18 dicembre 2022

ROBERTO ROVERSI...

 


Roberto Roversi

Il libro caduto lo raccolgo
sul palmo della mano
lo curo come un cane
lo accarezzo come un gatto
lo bacio sulle ali quasi fosse colomba
rinvenuta sul prato
o come fosse fatto 
di pane.

da "Libri e contro il tarlo inimico"  2012

giovedì 15 dicembre 2022

15 DICEMBRE 1969...


Oggi - 2022                                                   


Giuseppe Pinelli


lunedì 12 dicembre 2022

12 DICEMBRE 1969... Ore 16.37



Oggi - 2022                          
                    

Giovanni Arnoldi - Giulio China - Eugenio Corsini
Pierto Dendena - Carlo Gaiani -  Calogero Galatioto - Carlo Garavaglia
Paolo Gerti - Luigi Meloni -Vittorio Mocchi - Gerolamo Papetti
Mario Pasi - Carlo Perego - Oreste Sangalli - 
Angelo Scaglia - Carlo Silva - Attilio Valè  

giovedì 8 dicembre 2022

GRACE PALEY...



E' responsabilità



È responsabilità della società accettare che il poeta sia un poeta
È responsabilità del poeta essere una donna
È responsabilità del poeta stare agli angoli delle strade
consegnando poesie e volantini scritti mirabilmente
o volantini dalla retorica esasperata
inguardabili
È responsabilità del poeta essere pigro andare in giro a vaticinare
È responsabilità del poeta non pagare tasse destinate alla guerra
È responsabilità del poeta entrare e uscire da torri
d’avorio e bilocali in periferia
e campi di granoturco e accampamenti militari
È responsabilità del poeta maschio essere una donna
È responsabilità del poeta femmina essere una donna
È responsabilità di chi è poeta affermare la verità contro il potere come dicono
i Quaccheri
È responsabilità di chi è poeta imparare la verità da chi non ha potere
È responsabilità del poeta dire molte volte: non c’è
libertà senza giustizia e questo significa giustizia
economica e giustizia degli affetti
È responsabilità del poeta cantarlo in tutte le chiavi
originali e tradizionali in cui si cantano e dicono le poesie
È responsabilità del poeta ascoltare le chiacchiere e rimetterle
in giro come i cantastorie che travasano il racconto della vita
Non c’è libertà senza paura e coraggio. Non c’è
libertà se non continuano
la terra e l’aria e l’acqua e se non continuano
anche i bambini

È responsabilità del poeta essere una donna sorvegliare
il mondo e gridare come Cassandra ma stavolta
essere ascoltata.



Grace Paley - 2000




lunedì 5 dicembre 2022

GRACE PALEY...



La sporadica alternativa della poetessa


Volevo scrivere una poesia
invece ho fatto una torta   ci ho messo
più o meno lo stesso tempo
ovvio la torta era una stesura
definitiva   una poesia avrebbe richiesto
un pochino di più   giorni e settimane e
parecchia carta straccia

la torta aveva già un suo
pubblico vociante e capriolante tra
camioncini e un autobotte dei pompieri sul
pavimento della cucina

questa torta piacerà a tutti
ci saranno dentro mele e mirtilli
e albicocche secche   molti amici
diranno   e perché diavolo
ne hai fatta una sola

questo con le poesie non capita

per via di irriferibili
tristezze ho deciso
stamattina di accontentarmi dei
miei voraci avventori   non voglio
aspettare una settimana   un anno   una
generazione perché si presenti
il cliente giusto


Grace Paley  1922 - 2007





giovedì 1 dicembre 2022

ROBERTO ROVERSI...



Roberto Roversi


4.Noi faremo fatica a invecchiare.
Oggi vogliono
il consenso generalizzato.
C'è poco da scherzare. Ma io so
che non lo posso dare.


da "Cento poesie"  1993

lunedì 28 novembre 2022

ROBERTO ROVERSI...




Roberto Roversi

Gli anni passano, gli anni non passano mai.
Non disperatevi.
Non ritornate alle vostre case.
Non dimenticatevi.
Guardatevi negli occhi
stringetevi le mani
ascoltate il vostro cuore. 
Spezziamo il pane in compagnia
e in piedi contro un muro.
Parliamo di oggi, di domani con tutta la forza del caso
mentre battono i tamburi di latta
(e sono tamburi di sangue)
un suono duro.
Se la parola per molti è indecifrabile
meglio con uno straccio trovato per terra
fare intanto qualche segno essenziale
perché i tempi sono i boschi neri di Brecht, 
sono tempi di guerra.


da "Cinquantasettesima descrizione in atto"  1963-1970

venerdì 25 novembre 2022

ANNE SEXTON...


Il Picchiamogli


Ci sarà fango sulla moquette stasera
e sangue nel sugo.
Il Picchiamogli si aggira,
il Picchiabimbe si aggira
mangiando terra e bevendo pallottole da una tazza.
Fa avanti e indietro
davanti alla finestra del mio studio
masticando pezzetti rossi del mio cuore.
I suoi occhi brillano come una torta di compleanno
e fa il pane con le pietre.

Ieri camminava
come un uomo nel mondo.
Era un giusto, un conservatore,
ma in qualche modo evasivo, contagioso.
Ieri mi ha costruito un paese
e steso un'ombra dove potevo dormire
oggi è una bara per la madonna col bambino.
oggi due donne in abiti infantili saranno carne macinata. 

Con la lingua rasoio bacerà
la madre, la bambina,
e noi tre coloreremo le stelle di nero
in memoria di sua madre
che lo tenne incatenato all'albero del cibo
e che l'aprì e chiuse come un rubinetto
e che fece delle donne, durante tutti questi anni foschi,
il nemico dal cuore menzognero.

Stasera tutti i cani rossi si accucceranno terrorizzati
e la moglie e la figlia resteranno accoccolate vicine
finché saranno uccise. 

Anne Sexton - Il libro della follia
La nave di Teseo - 2021 

martedì 22 novembre 2022

ROBERTO ROVERSI...




da "Undicesima descrizione in atto"


Prima di entrare nell'inverno della vita,
nella caverna del niente
rovesciare quella parte della vita
lo schematismo dei giorni
nonostante le previsioni dei gaglioffi.
Egli credeva a ciò che diceva.


Roberto Roversi
28 gennaio 1923 - 14 settembre 2012

giovedì 17 novembre 2022

IN QUESTI GIORNI...




Demografia. Secondo il rapporto World population prospects 2022 delle Nazioni Unite, la popola-
zione mondiale raggiungerà quota otto miliardi il prossimo 15 novembre. Si dovrebbe arrivare a 8,5
miliardi nel 2030, a 9,7 miliardi nel 2050 e a circa dieci miliardi alla fine del secolo. Nel 2020 la cre-
scita della popolazione è stata inferiore all' 1 per cento, il dato più basso dal 1950. La crescita è dipe-
sa soprattutto dall'allungamento della vita media, che nel 2019 ha toccato i 72,8 anni, per poi scendere
a 71 anni nel 2021 a causa della pandemia di covid-19. I paesi più popolosi del mondo sono la Cina e
l'India, ma la popolazione indiana dovrebbe superare quella cinese nel 2023. Fino al 2050 la crescita
sarà trainata da alcuni paesi africani e asiatici.
 

Internazionale n.1469 - 15/21 luglio 2022 



lunedì 14 novembre 2022

POLIZIA MORALE... ITALIA

 

- SEMBRA IERI -                  
                     

Introdotta con decreto reale del 19 dicembre 1926 e più volte modificata in seguito, colpiva tutti gli scapoli tra i ventisei e i sessantacinque anni, secondo una scala che faceva pagare ai più giovani quote maggiori in aggiunta al prelievo fisso del 25 per cento del reddito lordo. Ne erano esenti i sacerdoti, gli invalidi e i militari in servizio attivo. La tassa era molto alta; nel 1936 un celibe trentenne finiva per pagare il doppio della normale imposta sul reddito, più 155 lire l'anno; una misura decisamente punitiva. Il partito fascista doveva agire come una "inarrestabile forza morale" - sosteneva Carlo Scorza, il ras di Lucca, con espressioni rozze: "La società odierna disprezza i disertori, i ruffiani, gli omosessuali, i ladri. Quelli che possono ma che non fanno il proprio dovere verso la nazione, vanno messi nella stessa categoria. Dobbiamo disprezzarli. Dobbiamo svergognare gli scapoli e quelli che non mettono al mondo figli. E' necessario piegarli e fargli mordere la polvere".



da "Le donne nel regime fascista" di Victoria De Grazia
Edizioni Marsilio - 1993

mercoledì 9 novembre 2022

PRIMO LEVI... SELEZIONI 2022


 Selezioni


In un momento la banchina fu brulicante di ombre; ma avevamo paura di rompere quel silenzio, tutti si affaccendavano intorno ai bagagli, si cercavano, si chiamavano l'un l'altro, ma timidamente, a mezza voce. Una decina di SS stavano in disparte, l'aria indifferente, piantati a gambe larghe. A un certo momento, penetrarono tra di noi, e, con voce sommessa, con visi di pietra, presero a interrogarci rapidamente, uno per uno, in cattivo italiano. Non interrogavano tutti, solo qualcuno. "Quanti anni? Sano o malato?" e in base alla risposta ci indicavano due diverse direzioni. Tutto era silenzioso come in un acquario, o come in certe scene di sogni. Ci saremmo attesi qualcosa di più apocalittico: sembravano semplici agenti d'ordine. Era sconcertante e disarmante.


Primo Levi  da "Se questo è un uomo"

domenica 6 novembre 2022

VELIMIR CHLEBNIKOV... 13 di...13



"Ancora una volta "

Ancora una volta, ancora una volta
io per voi
sono stella.
Guai al marinaio che ha preso
un angolo falso della sua barca
e della sua stella:
si sfascerà sugli scogli,
sui banchi di sabbia subacquei.
Guai anche a voi che avete preso
un angolo falso del cuore verso di me:
vi sfascerete sugli scogli
e gli scogli rideranno 
di voi,
come voi avete riso
di me.


VELIMIR
linguaggio stellare
CHLEBNIKOV


mercoledì 2 novembre 2022

PASOLINI...Corriere della Sera 13 novembre 1975...Hanno ammazzato PASOLINI

 

HANNO AMMAZZATO PASOLINI GLI OMOSESSUALI ACCUSANO.

Pasolini è soltanto un altro delle migliaia di omosessuali ricattati, aggrediti, "siucidati", massacrati. Non è stato ammazzato perché uomo di cultura, politico, poeta, ma perché omosessuale; l'omosessuale è visto debole,ricattabile; il delitto contro l'omosessuale trova ancora troppe giustificazioni e inconfessati consensi.
GLI OMOSESSUALI ACCUSANO.
Accusano la radio, la televisione, i giornali, colpevoli ancora una volta di contrabbandare come cronaca nera o come prodotto di una generica violenza dilagante un fatto che testimonia invece la specifica violenza esercitata quotidianamente contro chi, in quanto omosessuale, è emarginato, umiliato, oppresso.
ACCUSANO quegli intellettuali e politici che nelle loro dichiarazioni di rimpianto hanno obiettivamente falsificato la reale portata dell'assassinio di Pasolini; questo è anzitutto l'assassinio di un omosessuale, un delitto uguale a migliaia di altri in cui perdono la vita omosessuali sconosciuti che non fanno notizia e non suscitano clamore. Accusano tutti quei cittadini che facendosi complici del clima di ignoranza e di terrore che circonda la figura dell'omosessuale, sono colpevoli della morte di Pasolini quanto e più dello stesso omicida.
RICORDANO E RIMPIANGONO Pier Paolo Pasolini, in nome di milioni di anonimi omosessuali che ogni giorno sono costretti a una vita piena di paura e di violenza.

comunicato del Fuori (collettivo di Torino) apparso sul Corriere della Sera del 13 novembre 1975

lunedì 31 ottobre 2022

Vittorio Strada... Corriere della Sera - 1 novembre 1985



La poesia vertiginosa del futurista Chlebnikov




" Il ciclista" di Natalia Goncharova, 1913, Museo russo di Leningrado



.
Gli anniversari servono a qualcosa, almeno quando chi si commemora è stato alquanto trascurato.
E' il caso del poeta russo Velimir Chlebnikov (1885 - 1922), più leggendario che conosciuto.
"Tentativo di esplorazione del continente Chlebnikov" intitolò Angelo Maria Ripellino un suo fervido ed estroso saggio. E questo centenario della nascita è stato l'occasione di altri viaggi esplorativi organizzati in simposi che si sono svolti in zone eccentriche d'Europa: uno in Finlandia, l'altro in Olanda (un terzo è imminente negli Stati Uniti, a Washington. Curiosa sorte di un poeta così intraducibilmente russo e più celebrato in terra straniera che nella sua propria, anche se questo centenario ha rianimato l'interesse (mai spento, del resto, tra i cultori di poesia) per la sua figura e la sua opera nella stessa Unione Sovietica, dopo un lungo periodo di disattenzione critica. Se Chlebnikov è un "continente", bisogna precisare che non si tratta di un continente disteso alla superficie e aperto a epidermici itinerari: Chlebnikov è il poeta del sottosuolo del linguaggio, lo speleologo della parola, lo scopritore di un'Atlantide verbale. Esplorare Chlebnikov significa quindi scendere  nelle viscere dell'immaginazione poetica o, per ricordare una felice immagine di Osip Mandelstam, immergersi "nel folto delle radici delle parole russe, nella notte etimologica", in una zona sotterranea dove Chlebnikov scavò i suoi cunicoli, come una talpa. Chlebnikov ha compiuto nella poesia russa un'impresa abissale che non trova paragone in nessun altra poesia europea. Se consideriamo la poesia come l'atto di nominare il senza nome, di misurare il senza misura, di vedere il senza volto, Chlebnikov è il poeta per eccellenza, poiché, come un Adamo selvaggio e sapiente, ha ridato nomi alle cose, ha offerto proporzioni allo smisurato, ha volto lo sguardo sull'inafferrabile sembiante del linguaggio, quasi a
esorcizzarne l'energia infinita e padroneggiarne la sempre rinnovata dinamicità. Se questo è il segno della poesia di Chlebnikov, un poeta siffatto non poteva nascere che all'interno del futurismo russo.
La prima, e più grande, invenzione del futurismo fu la stessa denominazione, che immetteva una dimensione della temporalità nello spazio della poesia. Che poi il futurismo italiano banalizzasse
il futuro nei termini di una modernolatria apologetica, è di secondaria importanza, se si pensa che
altrove, in Russia, l'impulso marinettiano, giungendo in un ambiente già autonomamente maturo,
diede slancio a un ben più fantastico mondo immaginativo: quello del budetljanstvo, come i
futuristi russiper volontà di primato nazionale, ribattezzarono il futurismo, coniando un neologismo
da "bud", tema del futuro del verbo essere. E il futuro in terra russa, era più intenso e drammatico 
che nella patria di Marinetti,  poiché si tingeva non soltanto dei bagliori di una attesa apocalittica
rivoluzione, ma assorbiva anche i riverberi delle riflessioni metafisiche e storiosofiche di cui 
la cultura russa moderna e sempre stata fin troppo generosa generatrice. Anche la seconda
grande scoperta del futurismo trovò in Russia le condizioni per arrivare a risultati estremi, se non
addirittura eccessivi. Il futurismo, infatti come prima manifestazione di quel movimento composito
delle arti che si vuole chiamare "avanguardia", non fu semplicemente un nuovo "ismo" che si
aggiungeva all'antecedente, ossia al simbolismo, ma segnò la fine dell'arte come istituzione
sociale "innocente". In questo senso il futurismo era stato preparato da tutto un lavoro critico
intorno allo statuto dell'arte nel mondo contemporaneo, lavoro che in Russia, per quanto possa 
parere paradossale questo nome in rapporto all'"avanguardia", era stato portato ai suoi limiti
nichilistici da Lev Tolstoj, nel suo trattato "Che cos'è l'arte", (1897-98). dove l'arte veniva
decostruita e negata. molto prima che i futuristi gettassero Puskin fuori dal "battello dell'età
moderna". Ma i futuristi russi. più estremisti di quelli italiani, oltre all'arte come istituto sociale,
detronizzarono lo stesso linguaggio dal suo stato di materiale "neutro" e lo sottoposero a un
trattamento analitico-sperimentale, scomponendone le basilari strutture. Il "linguaggio
transmentale" (zaumnyj jazyk), proprio del cubofuturismo russo, poteva nascere soltanto su
questo terreno di ricerche illimitate sulla parola, che oggi, pur nella loro libertà  fantastica, costitui-
scono un forte motivo di interesse anche per i linguisti come inatteso e illuminante punto di
vista sui congegni del meccanismo verbale. Il futurismo russo fu, insieme, distruttivismo e
costruttivismo, scomposizione e sintesi, nichilismo e vitalismo: disintegrò il linguaggio e lo
reinventò. Forse nessun'altra lingua si sarebbe  prestata a questa audace operazione, se non
quella russa. Attraverso tutta la storia della cultura russa passa un mito della lingua russa come
luogo in cui la russicità, così tormentata da una storia particolarmente cruda, si condensa in tutta
la sua cristallina purezza; e ancor oggi, nel nuovo esilio di massa della letteratura russa, il luogo
senza luogo dell'idioma russo è il rifugio contro l'asprezza indicibile di una patria matrigna.
Ma, di là da questo mito, c'è un'originalità della lingua russa che è stata colta da Mandelstam 
quando definisce il russo "lingua ellenistica" e afferma che, a differenza delle culture occidentali,
le quali racchiudono la lingua, serrandola con le mura dell'istituzione statale ed ecclesiale ,
"la cultura e la storia russa èda ogni parte lambita e avvolta dalla minacciosa e sconfinata forsa
elementare della lingua russa, che sfugge ad ogni forma statale ed ecclesiale". E' questa libertà
della lingua russa a costituire l'elemento ideale per quell'esplosione di filologismo fantastico e
creativo che fu l'anima del futurismo russo, del suo "cubismo" verbale, e che trovò in Chlebnikov
il suo mago, come in Majakovkij il suo artiere. Potrà parere incongruo questo attardarsi sulle
condizioni della possibilità della poesia chlebnikoviana anziché descriverne la configurazione.
Ma Chlebnikov è così singolare, e così grandiosamente grande, nella geografia della poesia
moderna, che ogni sua esplorazione deve essere lasciata a chi, dotato delle nozioni e degli attrezzi
opportuni, vuole partire per un'avventura personale. Mentre si può far presentire, a chi questa
spedizione non può farla, il tipo di esperienza perduta e il suolo e il sottosuolo su cui essa poggia.
Il tempo e il linguaggio sono le due energie con cui Chlebnikov svolge le sue operazioni di verti-
ginosa poesia. Il suo "futurismo" è, in realtà, un pancronismo, in cui le due dimensioni del tempo
non-presente (il passato e il futuro) sono unite da una segreta parentela, di cui il presente è soltanto
il labile ed effimero anello (di cui l'accusa dei budetljane a Marinetti di essere, invece, un 
"presentista", senza il senso della dinamicità del flusso temporale. Mentre spalanca la casa della sua poesia al vento che soffia da un utopico avvenire, Chlebnikov ne getta le fondamenta nel terreno
della più fonda arcaicità. Non si tratta di quel neoprimitivismo che era diffuso in tanta arte europea
e anche russa del primo Novecento, ma di un'autentica selvatica primitività, di una risurrezione
anomala di una visione epico-cosmica nel cuore dell'"avanguardia" novecentesca. Paradosso non 
unico di quel paradossale mondo che è la Russia. Tra una storiosofia arcaico-avveniristica e una
filologia poetico-immaginaria fungeva da cerniera una matematica fantastica, una congerie
ragionata di calcoli con cui Chlebnikov, Lobacevskij e Einstein dell'Universo umano, intendeva cogliere i ritmi dei destini generali, indagare le onde dell'infinito oceano dell'umanità, prevedere
i flussi e riflussi del mondo storico-naturale. La parola empirica in Chlebnikov, viene sostituita da
una parola razionale che risponde alle esigenze di un intelletto matematico. Nella sua visione 
funzionalistica ogni elemento del linguaggio si carica di senso, così come per l'uomo primitivo tutto
era denso di presagi, preannunzi, premonizioni. Gli elementi della parola (prefissi e suffissi, e
persino  i singoli suoni, per non dir poi delle radici) in Chlebnikov si semanticizzano e danno 
vita a un nuovo universo mitico-poetico, la cui densità è pari alla dinamicità, quasi una immensa
nebulosa da cui prendano corpo sempre nuovi sistemi stellari. "Linguaggio stellare" chiamò
Chlebnikov la neolingua universale di cui egli era lo sperimentatore, una lingua non artificiale,
ma, estremo paradosso, organicamente russa e nativamente slava, nelle cui profondità Velimir
Chlebnikov si calava per portare alla superficie gemme di misteriosa luce.


Vittorio Strada - Corriere della Sera - 1 novembre 1985


VELIMIR
linguaggio stellare
CHLEBNIKOV
      

venerdì 28 ottobre 2022

VELIMIR CHLEBNIKOV... 12 di...


Perdonami, Velemir Chlebnikov, se mi riscaldo al fuoco di redazioni non nostre. Se io pubblico un mio libro e non un tuo. Il clima, maestro, da noi è continentale. Le volpi hanno le loro tane, al detenuto danno una branda, il coltello pernotta nel fodero, e tu non hai avuto dove piegare il capo. Nell'utopia, che tu hai scritto per la rivista "Vzjal", tra le altre fantasie c'è né una: ogni uomo in qualsiasi città ha diritto a una stanza. E' vero, nell'utopia è detto che l'uomo deve avere una stanza di vetro, ma penso che Velemir ne avrebbe accettata anche una normale. Chlebnikov è morto, e un uomo polveroso nelle "Literaturnye zapiski" ha parlato con lingua fiacca di un " fallito". Al cimitero sulla croce tombale il pittore Mituric ha scritto: "Velemir Chlebnikov - Presidente del Globo Terrestre". S'è trovato l'alloggio per il pellegrino, non di vetro, è vero. Non credo che tu, Velemir, voglia risuscitare per vagabondare nuovamente. E' stato difficile per te andare per le steppe e ora fare il soldato, ora sorvegliare di notte i magazzini, ora, semi prigioniero, partecipare a Char'kov a una chiassosa serata di immaginisti. Perdonaci per te e per gli altri, che uccideremo. Per il fatto che ci riscaldiamo presso altrui falò. Lo stato non risponde della morte violenta delle persone, al tempo di Cristo esso non capiva l'aramaico e in genere non capisce mai la lingua umana. I soldati romani che perforavano le mani di Cristo non sono più colpevoli dei chiodi. E tuttavia per chi è crocifisso è molto doloroso. Prima si pensava che Chlebnikov non notasse come viveva, che le maniche della sua camicia erano strappate fino alle spalle, che la rete del letto non era coperta da un materasso, che i manoscritti con i quali imbottiva la federa andavano perduti. Ma prima della morte Chlebnikov si ricordava dei suoi manoscritti. Morì in maniera atroce. Di setticemia. Ricoprirono il suo letto di fiori.



Viktor Sklovskij

da " Zoo o Lettere non d'amore"  1923


VELIMIR
linguaggio stellare
CHLEBNIKOV

continua...

martedì 25 ottobre 2022

POLIZIA MORALE...


- 80 anni fa -                                      


Il 10 giugno 1940 il regime aveva emanato il divieto di ballare (IMMORALE) in pubblico.
I locali notturni (IMMORALI) erano stati chiusi.
La musica americana (IMMORALE) categoricamente proibita.
Messi al bando gli autori ebrei (IMMORALI) .
Il jazz (IMMORALE) assolutamente interdetto.


Odio l'estate - Paola De Simone - Donzelli editore - 2010