martedì 27 ottobre 2026

ANTONIO PORTA... MILANO INVISIBILE

 


Una mendicante

La mendicante mi guarda irridendo,
supplicandomi con odio tende la mano
e mi blandisce con un ricordo osceno,
non ha sospetti ha certezze la mendicante anziana,
con il braccio destro ingessato, veste con proprietà,
di sbieco si sposta sul marciapiede, scivola,
appoggia la guancia sulla spalla sinistra.
Così la mendicante attraversa il mio quartiere
(ma non erano spariti i mendicanti?)
mi accosta, non mi ferma, mi sfiora,
allontanandosi mi taglia in due con un sospetto,
tu fallirai con me, mi suggerisce.
Non ti sei accorto che la pensione è da fame?
Tu come vivrai senza soldi?
Avrai il coraggio di stendere la mano?
Lo saprai fare o ti rideranno in faccia, ipocrita!
Chi si cura, oggi, dei giardini a Milano
dopo la tempesta del pomeriggio?
Eppure in questi giorni osservo
i rami spezzati già ordinati in cataste,
le foglie in altri mucchi a seccare, poi
le incendieranno, fumi da cimiteri vegetali.
Tra non molto anche la mendicante
verrà messa in ordine, verranno
a raccoglierla sul marciapiede in Col di Lana,
la infileranno dentro un sacco di plastica nera,
la solleveranno come un Cristo nel sudario.
Con cautela le alzano prima una palpebra,
poi l'altra, le ravviano i capelli grigi bagnati,
la portano via nel furgone lucente
i due necrofori comunali senza cappello.
Quel giorno nessuno mi avvertirà, nessuno
mi chiederà di seguirla nell'ultimo viaggio.
Un giorno, quale non si può dire tutto
accadrà spontaneamente.

Antonio Porta  1935-1989

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