giovedì 31 marzo 2016

Stephen King........pesce d'aprile


Quello che Darwin per delicatezza non ha voluto dire, amici miei,
è che se siamo diventati i padroni del mondo
non è perché siamo i più intelligenti
o nemmeno i più crudeli,
ma perché siamo sempre stati i più pazzi e sanguinari 
figli di puttana della giungla.

sabato 26 marzo 2016

S. Kusano...Beethoven...Sonata di primavera




milioni di rane si si levano-kep glee-kep
per cogliere l'azzurra luce della luna setosa.
            li-lululu li-lululu.
            lila lila lila.
si levano. le zampe ondeggiano ondeggiando.

si levano una dopo l'altra
dai campi verdi. sciancate si levano.
si levano come sciancati.

             tonnnnnnnnnnnnnnnnnfo
             tonnnnnnnnnnnnnnnnnfo

dall'alto una per una
zampe si tendono.
si levano in tutta trasparenza.
cadono come gocce di zaffiro.
            glee-kep glee-kep.
            glee-kep.
ridendo ridendo ridendo ridendo
ecco ridono insieme.

            !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
            !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

cori di cielo sopra prati verdi.
voci della luna fiocamente udite.
occhi che quasi esplodono.
dai monti ai prati
l'aria spostandosi muta terrifica.

milioni di rane si levano
follemente adorando la notte di maggio.

levano il capo per cogliere
l'azzurra luna setosa. piena luna.
cogliendo sogni d'avventura
levano il capo.

in cerca della luce.
si levano. si levano. si levano. si levano.

           li-lululu li-lululu.
           lila lila lila.
           li-lululu li-lululu.

           !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
           !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


liberamente tratto da Shimpei Kusano 1903 - 1988

Beethoven: sonata di primavera da " Rane e altre cose "

lunedì 21 marzo 2016

Haiku di primavera......

      Haiku di primavera      


Matsuo Basho  1644 - 1694

Antico stagno.
Una rana si tuffa.
Suono d'acqua.


Yosa Buson  1716 - 1783

Immobile,
la rana contempla
il vagar delle nuvole.


Kobayashi Issa  1763 - 1827

La rana
gioca con me
a guardarmi fisso.


       Haiku di primavera       

giovedì 17 marzo 2016

Confini europei che xxxx ci sono xxxx...


Confini europei che ci sono ancora...



Confine Slovenia - Ungheria...

Fotografia di JOSEF SCHULZ

martedì 15 marzo 2016

Confini europei che xxxx ci sono xxxx...


Confini europei che ci sono ancora...

  



Confine Romania - Bulgaria...

Fotografia di JOSEF SCHULZ


lunedì 7 marzo 2016

L'UNICO ANIMALE........................2015


La principale caratteristica che distingue l'uomo dagli altri animali

è il fatto che l'uomo è l'unico animale che maltratta le femmine della sua specie.
E' una cosa di cui  il lupo  il coyote si rendono mai colpevoli.
E' una cosa che persino il cane, degeneratosi attraverso l'addomesticamento, non fa.


JACK LONDON - La strada- Guanda Ed. 1976

sabato 27 febbraio 2016

Roberto Roversi...1991...notte

L'arte della guerra


La guerra dice che la guerra è guerra.
La guerra dice che la pace è fiacca
addormenta l’uomo cacciatore.
La guerra dice che la guerra è amore
della guerra dice nella storia
non c’è gloria per uomini e nazioni
se non in guerra.
La terra non è fiori non primavera non è canzoni
la guerra è l’urlo dei nemici o un fuoco di bombarde.
Le bombarde fanno cadere tutte le foglie dal cielo
le bombarde mietono il grano della vita fra gli uomini.
Così la guerra è guerra e nella terra sta.
Uomini del Peloponneso e alleati!
Gli Ateniesi quando ci vedranno portare nel loro paese
devastazione distruzione
ci affronteranno in campo
il re e gli abitanti sono fuggiti sui monti
Menone fa pagare caro l’eccidio dei suoi uomini
la città e la reggia sono messe a sacco
mentre Giugurta amante della guerra
invade i territori d’Aderbale
fa prigionieri
s’impadronisce di armenti
dà edifici alle fiamme
con la cavalleria trascorre devastando
e Germanico incita a continuare nella carneficina
non fare prigionieri solo distruzione
di tutto il popolo
verso il tramonto ritira dalla battaglia una legione
mentre le altre si saziano di sangue nemico fino alla notte.
Cesare avanza bruciando edifici e villaggi
si impadronisce di bestiame e di uomini
ma la crudeltà di Ezzelino assomiglia al diavolo
non ci pensa ad ammazzare uomini donne bambini
un giorno fa bruciare vivi undicimila padovani
in campo San Giorgio nella città di Verona
ha dato fuoco alla dimora in cui erano chiusi
stridono da ogni parte
lui con i suoi cavalieri corre allegro in un torneo
intorno a loro
ma i Franchi salgono su con le scale
i Musulmani si perdono d’animo e corrono nelle case
per tre giorni i Franchi li passano a fil di spada
uccidono più di centomila persone
poi si impadroniscono di Gerusalemme
la popolazione è passata a fil di spada.
Anni e anni il rumore delle bombe a gas
si mescola al frastuono dei proiettili esplosivi
una campana suona in mezzo alle esplosioni
colpi di gong annunciano dappertutto i gas i gas i gas
e Sc-p! una granata passa su di noi
e Sc-p! un’altra cade più lontano
avanti, ordina Fabian, avanti per la trincea
ma com’è triste un panorama di vittoria!
la nebbia nasconde ancora gli angoli sotto il suo sudario
e non riconosco più niente
su questa grande carta di terra sconvolta
tutto si confonde e la stessa pianura consumata annientata
senza un albero senza un tetto senza nulla di vivente e
punteggiata di macchie minuscole: dei morti, dei morti.
Vi sono ventimila cadaveri nemici
ha esclamato il colonnello fiero di noi.
E a mano a mano che i fanti avanzano
attraverso quel terreno sconvolto da fossi crateri granate
i mitraglieri tedeschi li falciano
riducendo interi plotoni a pugni di uomini
il bombardamento di Coventry Il bombardamento di Dresda
l’assedio di Stalingrado la presa di Varsavia
la linea gotica nell’Italia devastata
la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi
ma se i generali sono somari
anche i politici sono somari
se i generali mandano con la voce gli uomini al macello
anche i politici mandano le città mandano i paesi
al macello delle bombe.



Temporali, n. 7, maggio 1991.



venerdì 19 febbraio 2016

Staglieno...Anarchici


Io voglio: un tetto per ogni famiglia,
del pane per ogni bocca,
educazione per ogni cuore,
luce per ogni intelligenza.




domenica 14 febbraio 2016

Roberto Roversi...1988...mattino

Addio addio addio non ti dico addio


Addio addio addio non ti dico addio
e ricordati di me.
Ti regalo questa pomata che puoi stendere
sopra le ferite.
Senti? la terra trema.
E nevica nevica nevica continua a nevicare.
Oggi sento che i profeti
per un momento fanno silenzio.
Il mese d’aprile viaggia su strani arcobaleni
ma la prima rivoluzione è finita nella torta
di mele.
Muoio dalla voglia di fare qualcosa.
Si stracciano carte. Piovono fuochi.
Piovono diavoli uccisi
che segnano di sangue il cielo.
Io insisto a non volermi consolare.
A quarant’anni lui non era più quello di
venti. A sessanta a sessanta a
sessanta un uomo torna uguale all’agnello che canta
dentro la nebbia d’agosto
mentre la città grida di solitudine.
Fra cento anni diranno poveri terrestri
non erano fortunati.
Che cosa resterà?
In quel preciso momento ha fatto una neve alta tre metri.
Vediamo cosa mi manca per essere felice.


Lo spartivento, n. 5, gennaio 1988.







domenica 7 febbraio 2016

Quella cosa in Lombardia...

Sia ben chiaro che non penso alla casetta
due locali più servizi
tante rate pochi vizi
che verrà, quando verrà
penso invece a questo nostro pomeriggio di domenica
di famiglie cadenti come foglie
di figlie senza voglie
di voglie senza sbagli
di mille e cento ferme sulla via
coi vetri appannati di bugie
e di fiati lungo i fossati
della periferia..
cara, dove si andrà, diciamo così, a fare l'amore
non ho detto andiamo a passeggiare
e nemmeno a scambiarci qualche bacio
cara, dove si andrà
diciamo così, a fare l'amore
dico proprio quella cosa che tu sai
e che a te piace credo quanto a me.
Vanno a coppie i nostri simili quest'oggi
nelle scale per l'odore di penosi alberghi a ore
anche ciò, anche ciò si chiama amore.
Certo è amore tutta quella fretta fibbie, lacci e brividi,
nella nebbia gelata tra l'erbetta
un occhio alla lambretta,
l'orecchio a quei rintocchi
che suonano da un borgo la novena
e una radio lontana
dà alle nostre due vite
i risultati delle ultime partite
cara, dove si andrà, diciamo così, a fare l'amore
non ho detto andiamo a passeggiare
e nemmeno a scambiarci qualche bacio
cara, dove si andrà
diciamo così, a fare l'amore
dico proprio quella cosa che tu sai
e che a te piace credo quanto a me

Franco Fortini - Fiorenzo Carpi - Enzo Jannacci

mercoledì 3 febbraio 2016

Cartografie..........dell'omogeneo 1



Nel campo letterario, come in quello politico-finanziario, domina il traffico manageriale, l'aggrapparsi al carro del vincitore. Le tonnellate di romanzi buttati sul mercato sono tutti una ripetizione delle ultime furberie per infilare la strada del successo.


Gianni Celati  dal E-Book di Nazione Indiana "La responsabilità dell'autore"

Cartografie dell'omogeneo  1

martedì 26 gennaio 2016

V. Grossman - I. Erenburg...


Quando gli ebrei furono rinchiusi nel ghetto, trovarono la biblioteca devastata, centinaia di volumi sparpagliati sul marciapiede e in cortile. Hermann Kruk, un profugo giunto da Varsavia, si applicò con zelo alla ricostruzione della biblioteca e a partire dal 10 settembre 1941 poté riprendere il servizio di prestito librario. Persone che in tempi normali prendevano assai di rado un libro tra le mani si trasformarono in assidui frequentatori della biblioteca...Nel sottosuolo, nei rifugi sotterranei, al lume fioco di un moccolo di candela o alla scarsa luce del giorno che penetrava dalle fessure, gli abitanti del ghetto leggevano. Il 1°ottobre 1941 venivano trucidati tremila ebrei del ghetto di Vilnius. Il 2 ottobre la biblioteca prestava 390 libri. Il 3 e il 4 ottobre aveva luogo il massacro nel secondo ghetto. Il 5 ottobre venivano chiesti in prestito alla biblioteca 421 libri. Al novembre del 1941 il numero dei reclusi del ghetto si era ridotto del quaranta per cento, quello dei libri prestati era aumentato di quasi un terzo.

da " Il libro nero " di V.Grossman e I.Erenburg


...



Le statistiche ISTAT certificano in Italia una diminuzione delle persone che hanno letto almeno un libro l'anno, dal 46,8% del 2010 al 42% del 2015. Di questo 42%, così detti "lettori deboli", solo il 13,7% si annovera tra i così detti "lettori forti", ovvero quelli che leggono almeno 12 libri l'anno.

... 

mercoledì 20 gennaio 2016

Edmond Jabes...


Canzone dei giorni di pace



Lunedì, un ago
aspetta il filo.

Martedì, una bocca
ride alla rugiada.

Mercoledì, è la tua mano
volta al chiarore.

Ma i tuoi seni, giovedì
hanno un solo giorno di vita.

Venerdì, nessuna parola
s'aspetta l'avvenire.

Sabato è un miracolo
vestito di pigrizia.

Domenica, le tue carezze
dimenticano d'invecchiare.

Edmond Jabès    1912 - 1991

giovedì 14 gennaio 2016

14 Gennaio 1916...Oggi...Cento anni fa

14 gennaio 1916 
14 gennaio 2016

E’ quindi vivamente da deplorare che l’attuale codice penale militare non conceda più, nei casi di gravi reati collettivi, la facoltà della decimazione dei reparti colpevoli, che era certamente il mezzo più efficace – in guerra – per tenere a freno i riottosi e salvaguardare la disciplina.

lettera del generale Cadorna diretta al presidente Salandra


Il 28 maggio del 1916 viene eseguita la prima decimazione dell’esercito italiano 



        Oggi...Cento anni fa        

domenica 10 gennaio 2016

10 Gennaio 1916...Oggi...Cento anni fa


10 gennaio 1916
10 gennaio 2016

Carissimi tanto per sfogarmi un poco delle mia rabbia che o con quelli che comanda le sercito
ta l’iano che son tutti villacchi. Sono qui in trincea giorno e notte in meso al fango e il fuoco del cannone. Mi danno da mangiare una volta al giorno che è alla sera alle nove tentano di farmi morire di fame e di sete….soldati in guerra stanno molto bene dice il giornale i nostri soldati non cimanca niente, invece di dire che ci manca tutto quei villiuchi che comanda lesercito italiano, una volta si diceva dei briganti ora si vede gli assasini – le barbarie che fanno questi sono barbarie villiuchhi chi comanda lesercito italiano, se posso venire a licensa una volta dopo 15 mesi di guerra e poi in italia non mi vedranno mai più. Altro che combattere contro il nemico – io non combatterò mai contro i miei fratelli…..Cadorna, boselli che loro sta in italia sevverò in licenza di questi la pelle ci farò….

lettera non firmata  



        Oggi...Cento anni fa        

venerdì 1 gennaio 2016

A. Manguel...Proposito per il nuovo anno...

Citare è un continuo conversare con il passato per dare un contesto al presente.
Citare è attingere alla Biblioteca di Babele; citare è riflettere su quanto è già,
stato detto, e se non lo facciamo, parliamo in un vuoto dove non v’è
voce umana che possa risuonare.


Alberto Manguel  da  “ La biblioteca di notte “



lunedì 21 dicembre 2015

Haiku d'inverno.....

                    Haiku d'inverno                       

 Takarai Kikaku  1661-1707

   Con la prima brina,
chissà cosa sogneranno,
        nelle barche?


Ozaki Hosai  1885-1926

Tutti stanno calpestando
     la neve della notte.


Nakamura Kusatao  1901-1983

   Notte di neve alta.
Voglio fare una sorpresa
          a un amico.


                    Haiku d'inverno                   


mercoledì 25 novembre 2015

25 Novembre 1915...Oggi...Cento anni fa

 
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25 novembre 1915 
25 novembre 2015

Bisogna che ognuno di noi accetti con rassegnazione,
anzi con gioia, la sua parte di sacrificio.

discorso a Palermo di Vittorio Emanuele Orlando

ministro del governo Salandra.










              Oggi...Cento anni fa              

sabato 21 novembre 2015

21 Novembre 1915...Oggi...Cento anni fa




21 novembre 1915 
21 novembre 2015


Non potete immaginare l'orrore e lo scempio
della lotta corpo a corpo.
E' una cosa orribile, e mi auguro che non si
abbia più a verificare tra persone civili.

da una lettera del tenente Rocco Stassano

10 novembre - 2 dicembre 1915 Quarta battaglia dell'Isonzo






          Oggi...Cento anni fa