venerdì 13 maggio 2016

Armin Greder...


... ma erano un popolo antico
e avevano visto andare e venire
generali con i loro eserciti
e re con le loro corti
e profeti con i loro dei.
Gli stranieri avevano il potere, adesso
ma loro avevano il tempo.
E sapevano che anche questo muro,
come tutti gli altri muri prima di lui,
sarebbe alla fine crollato,
perché un giorno
gli stranieri avrebbero capito.

E nel frattempo continuavano
a oliare le chiavi delle loro case
che li aspettavano dietro il muro. 


Armin Greder
- Gli stranieri -
Orecchioacerbo edizioni

venerdì 6 maggio 2016

Rafael Alberti...


Collegio dei gesuiti-5


Rivedo ora gli anni,
gli stessi che questa sera sento tornare a me folti di sottane,
neri spauracchi,
gonfi come maiali di pece morta che andassero alla deriva,
lasciandosi dietro una coda d'inchiostro punteggiata di
    sudicio sperma e di vomiti.

Sento come m'invadono crocifissi,
penombre di tossi con rosari e viacrucis
e un odore di caffé,
di colazione asciutta,
alterata nelle tiepide bocche dei confessionali.

Non è possibile che torni questo medesimo paesaggio,
che neppure per un istante riconquisti il suo sogno
    abbrutito di mosche,
di formalina e fumo.
Non è possibile un altra volta questa latrina sordida di
    tonache con rutti e minestre di tapioca.
Non è possibile,
non voglio,
non si può volere per voi la stessa infanzia e morte.


Rafael Alberti   1902 - 1999

domenica 1 maggio 2016

Jorge Guillen...

Morte di due scarpe



Muoiono! Hanno vissuto
con fedeltà: domestiche
cristiane che s'onorano
e gioiscono aiutando,

accontentando il padrone,
uno stremato viandante,
a tal punto da scegliere
quiete di piede e d'animo.

Ne sanno queste suole! Sanno
d'andature palmo a palmo,
d'intemperie già smarrite
in mezzo a fango e ciottoli...

Languisce su questo cuoio
triste la tinta, che un tempo
fu semplice compiutezza
d'un giorno bene adornato.

Tutto m'annuncia una rovina
che mi sfugge. Abbattimento
mortale corrode il decoro.
Scappano.Fantasmi-scarpe!



Jorge Guillen   1893 - 1984

domenica 24 aprile 2016

lunedì 18 aprile 2016

David Byrne...

Qual è il limite temporale per la giustizia?  

Le persone la cui vita è stata rovinata dalla Stasi, o da un ministero simile in qualunque parte del mondo, hanno diritto a un risarcimento economico? Il loro patrimonio immobiliare dovrebbe esser restituito loro, o ai loro eredi? Avrebbero dovuto istituire una commissione per la verità e la riconciliazione, come è accaduto in Sudafrica, per chiarire le cose e permettere alla nazione e agli individui di voltare pagina? (Secondo tale modello, non sono previste punizioni né risarcimenti, ma solo se viene resa nota tutta la verità.) La popolazione dello Zimbabwe, l'ex Rhodesia, negli ultimi anni ha preteso la restituzione dei terreni agricoli sottratti molto tempo fa ai suoi antenati dai coloni bianchi. Costoro hanno vissuto in tali tenute espropriate  anche per tre generazioni, e naturalmente adesso le considerano di loro proprietà; e vedono il paese stesso come la loro patria. I bianchi accettano- così ci dicono- l'idea che la nazione non debba e non possa più esser governata da stranieri, e neppure da una minoranza bianca, ma considerano quelle case e quelle terre di loro proprietà. Hanno tirato su dei bambini, costruito infrastrutture e valorizzato i campi. E non solo nelle loro terre. Sono stati loro, almeno fino a un certo punto, a creare le infrastrutture che hanno permesso al paese di funzionare. Ma, dopo la recente svolta politica e la perdita del potere da parte dei bianchi, il loro diritto a  tenersi l'ottanta per cento delle terre coltivabili soltanto perché i loro antenati l'hanno rubato sembra intaccato e con scarse probabilità di sopravvivere. Mugabe, sebbene sia giunto al potere promettendo la prosperità a una nazione africana  sovrana, ricca di risorse e con infrastrutture efficienti, si è purtroppo rivelato un despota corrotto e violento, deciso a conservare il potere a ogni costo. I discendenti degli abitanti originari dell'era precoloniale, insieme ai rappresentanti autonominatisi di Mugabe, avidi e opportunisti, hanno cominciato a riappropriarsi delle terre con la forza. E' giusto? Non proprio, ma non lo fu neppure l'appropriazione delle terre compiuta molti anni fa dai bianchi. qualcuno potrebbe sostenere che la giustizia è stata semplicemente rimandata. Se riesco a rubarti qualcosa, e tu non sei in grado di esigere la restituzione delle tue proprietà o della tua terra, anche per generazioni, questo le rende a un certo punto mie, legalmente e moralmente? Basta il mero scorrere del tempo a trasferire il diritto di proprietà da una persona a un'altra? E quanto? Dieci anni? Cento? Mille? E' probabile che qualunque tentativo di conseguire la giustizia assoluta, sia destinato a fallire. Forse la giustizia assoluta, come ogni altro assoluto. esiste di rado, se non nella matematica. Nello Zimbabwe i bianchi verranno sgomberati a forza, le terre da essi valorizzate, almeno in certi casi, resteranno purtroppo inutilizzate, e alcune di esse verranno inevitabilmente rovinate dai loro nuovi proprietari, non troppo avvezzi a gestire simili risorse. Molto probabilmente ci saranno appropriazioni senza scrupoli e lotte per impossessarsi delle terre tra i nuovi proprietari. Ma forse, dopo un certo tempo. se la situazione non sfuggirà completamente di mano, verrà raggiunto un qualche equilibrio. Qualcuno sosterrà che nessun bianco appartiene a quella terra, e non avrà tutti i torti. Ma con un po' di comprensione e clemenza forse qualcuno dei discendenti dei ladri potrà trovare un posto e una casa in cui sistemarsi. e magari ottenere persino stima e rispetto. Nella storia di quasi tutti noi, qualunque sia la nostra razza, c'è qualcosa di cui vergognarsi. A volte è vicino, a memoria d'uomo, un costante memento. A volte è successo generazioni fa, e anche se personalmente non proviamo alcun senso di colpa, né ci sentiamo in debito, le cose cambiano, e ciò che è dimenticato o sepolto torna  a galla. Direi che è sempre più difficile per chiunque, ovunque si trovi, affermare: "Io appartengo a questo luogo e tu no". Le migrazioni umane non si sono mai fermate, sono incessanti, e mescolarsi, sebbene non sia facile, spesso può rivelarsi fecondo: una sorgente di innovazione e di creatività. A un certo punto ci sarà una sanguinosa mischia per accaparrarsi quelle splendide ville moderniste degli anni cinquanta nel quartiere Vedado dell'Avana? Israele, la Palestina, il South Dakota, il Tibet - nella storia di ciascuno di questi luoghi c'è l'appropriazione di terre da parte di un gruppo etnico ai danni di un altro. Un furto di terra o di proprietà preannuncia ineluttabilmente un furto per ristabilire lo status quo? La giustizia rimandata è inevitabile?  Si può definire giustizia? Quando scade il tempo per la giustizia e il risarcimento, ammesso che scada? Le vittime della Stasi possono chiedere un qualche risarcimento? Gli ebrei tedeschi possono reclamare le loro case a Lipsia e Berlino (quelle ancora in piedi)? I discendenti dei russi che andarono in esilio dopo la rivoluzione possono tornare e pretendere le loro splendide case a San Pietroburgo? Le moltitudini di cinesi che durante la Rivoluzione culturale furono cacciate dai teppisti della Guardia Rossa dalle case in cui la loro famiglia aveva vissuto per generazioni potranno mai farvi ritorno? Quando giunge il suo turno al potere, chiunque può far correre all'indietro l'orologio della storia?  E le relative violenze rappresentano forse una forma di giustizia? Esiste davvero qualcuno che sia veramente originario del luogo in cui vive? In molti casi, credo di no. E forse, in qualche modo, è proprio qui che si cela la risposta alle nostre domande.

lunedì 11 aprile 2016

OTZI.....................GARY SNYDER


In cammino


Cammina a passo regolare sul pendio - roccia e cespugli fitti -
vento nelle orecchie, brezza che fa leggermente ondeggiare la barba -
nuvole basse, da ovest, a batuffoli -
oltrepassare ed attraversare le alte cime; varchi nel cielo blu -
in lontananza -
tra sbuffi di nuvole bianche e grigie si nasconde un crinale.
Attraverso una fessura nella roccia, chiazze blu di ombre di nuvole e sole -
la brezza cala -
si entra nella neve adesso, sole dietro le nuvole ma sempre luce fortissima.

Ginocchio dolorante e spalla indolenzita - ma -
sto per uscire sul campo di ghiaccio per attraversarlo e scendere dall'altra parte,
ancora neve e rocce e abeti più in basso.
Proprio adesso sole e vento - il mio coltellino,
l'occorrente per il fuoco, una figlia sistemata, questo cammino solitario.


- Gary Snyder
4000 anni fa - 22 Sett. 2004

da: This Present Moment, Counterpoint, Berkeley 2015

sabato 2 aprile 2016

2 Aprile 1916...Oggi...Cento anni fa

2 aprile 1916
2 aprile 2016

Con la nostra famosa artiglieria, gli abbiamo ricacciato con grande perdite circa migliaia di austriaco morti e ferite. Io con sangue freddo sotto i tire della artiglieria nemico non ho mai abbandonato il mio posto della feritoia e ho fatto circa 8 hora di fuoco contra gli austriaci e forse o ucciso una cinquantina di austriaco questa volta, col mio fucile mi dispiace molte che non ho potuto uccidere nemeno uno austriaco colla baionetta questa volta, perché quando abbiamo dato l’asalto loro hanno fugito tutte dal posizione che abbiamo conquistato.


lettera di Americo Orlando, nato in Brasile da migranti abruzzesi, partito volontario e morto sul fronte dell’Isonzo nell’agosto del 17



Karl Blossfeldt

      Oggi...Cento anni fa      











giovedì 31 marzo 2016

Stephen King........pesce d'aprile


Quello che Darwin per delicatezza non ha voluto dire, amici miei,
è che se siamo diventati i padroni del mondo
non è perché siamo i più intelligenti
o nemmeno i più crudeli,
ma perché siamo sempre stati i più pazzi e sanguinari 
figli di puttana della giungla.

sabato 26 marzo 2016

S. Kusano...Beethoven...Sonata di primavera




milioni di rane si si levano-kep glee-kep
per cogliere l'azzurra luce della luna setosa.
            li-lululu li-lululu.
            lila lila lila.
si levano. le zampe ondeggiano ondeggiando.

si levano una dopo l'altra
dai campi verdi. sciancate si levano.
si levano come sciancati.

             tonnnnnnnnnnnnnnnnnfo
             tonnnnnnnnnnnnnnnnnfo

dall'alto una per una
zampe si tendono.
si levano in tutta trasparenza.
cadono come gocce di zaffiro.
            glee-kep glee-kep.
            glee-kep.
ridendo ridendo ridendo ridendo
ecco ridono insieme.

            !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
            !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

cori di cielo sopra prati verdi.
voci della luna fiocamente udite.
occhi che quasi esplodono.
dai monti ai prati
l'aria spostandosi muta terrifica.

milioni di rane si levano
follemente adorando la notte di maggio.

levano il capo per cogliere
l'azzurra luna setosa. piena luna.
cogliendo sogni d'avventura
levano il capo.

in cerca della luce.
si levano. si levano. si levano. si levano.

           li-lululu li-lululu.
           lila lila lila.
           li-lululu li-lululu.

           !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
           !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


liberamente tratto da Shimpei Kusano 1903 - 1988

Beethoven: sonata di primavera da " Rane e altre cose "

lunedì 21 marzo 2016

Haiku di primavera......

      Haiku di primavera      


Matsuo Basho  1644 - 1694

Antico stagno.
Una rana si tuffa.
Suono d'acqua.


Yosa Buson  1716 - 1783

Immobile,
la rana contempla
il vagar delle nuvole.


Kobayashi Issa  1763 - 1827

La rana
gioca con me
a guardarmi fisso.


       Haiku di primavera       

giovedì 17 marzo 2016

Confini europei che xxxx ci sono xxxx...


Confini europei che ci sono ancora...



Confine Slovenia - Ungheria...

Fotografia di JOSEF SCHULZ

martedì 15 marzo 2016

Confini europei che xxxx ci sono xxxx...


Confini europei che ci sono ancora...

  



Confine Romania - Bulgaria...

Fotografia di JOSEF SCHULZ


lunedì 7 marzo 2016

L'UNICO ANIMALE........................2015


La principale caratteristica che distingue l'uomo dagli altri animali

è il fatto che l'uomo è l'unico animale che maltratta le femmine della sua specie.
E' una cosa di cui  il lupo  il coyote si rendono mai colpevoli.
E' una cosa che persino il cane, degeneratosi attraverso l'addomesticamento, non fa.


JACK LONDON - La strada- Guanda Ed. 1976

sabato 27 febbraio 2016

Roberto Roversi...1991...notte

L'arte della guerra


La guerra dice che la guerra è guerra.
La guerra dice che la pace è fiacca
addormenta l’uomo cacciatore.
La guerra dice che la guerra è amore
della guerra dice nella storia
non c’è gloria per uomini e nazioni
se non in guerra.
La terra non è fiori non primavera non è canzoni
la guerra è l’urlo dei nemici o un fuoco di bombarde.
Le bombarde fanno cadere tutte le foglie dal cielo
le bombarde mietono il grano della vita fra gli uomini.
Così la guerra è guerra e nella terra sta.
Uomini del Peloponneso e alleati!
Gli Ateniesi quando ci vedranno portare nel loro paese
devastazione distruzione
ci affronteranno in campo
il re e gli abitanti sono fuggiti sui monti
Menone fa pagare caro l’eccidio dei suoi uomini
la città e la reggia sono messe a sacco
mentre Giugurta amante della guerra
invade i territori d’Aderbale
fa prigionieri
s’impadronisce di armenti
dà edifici alle fiamme
con la cavalleria trascorre devastando
e Germanico incita a continuare nella carneficina
non fare prigionieri solo distruzione
di tutto il popolo
verso il tramonto ritira dalla battaglia una legione
mentre le altre si saziano di sangue nemico fino alla notte.
Cesare avanza bruciando edifici e villaggi
si impadronisce di bestiame e di uomini
ma la crudeltà di Ezzelino assomiglia al diavolo
non ci pensa ad ammazzare uomini donne bambini
un giorno fa bruciare vivi undicimila padovani
in campo San Giorgio nella città di Verona
ha dato fuoco alla dimora in cui erano chiusi
stridono da ogni parte
lui con i suoi cavalieri corre allegro in un torneo
intorno a loro
ma i Franchi salgono su con le scale
i Musulmani si perdono d’animo e corrono nelle case
per tre giorni i Franchi li passano a fil di spada
uccidono più di centomila persone
poi si impadroniscono di Gerusalemme
la popolazione è passata a fil di spada.
Anni e anni il rumore delle bombe a gas
si mescola al frastuono dei proiettili esplosivi
una campana suona in mezzo alle esplosioni
colpi di gong annunciano dappertutto i gas i gas i gas
e Sc-p! una granata passa su di noi
e Sc-p! un’altra cade più lontano
avanti, ordina Fabian, avanti per la trincea
ma com’è triste un panorama di vittoria!
la nebbia nasconde ancora gli angoli sotto il suo sudario
e non riconosco più niente
su questa grande carta di terra sconvolta
tutto si confonde e la stessa pianura consumata annientata
senza un albero senza un tetto senza nulla di vivente e
punteggiata di macchie minuscole: dei morti, dei morti.
Vi sono ventimila cadaveri nemici
ha esclamato il colonnello fiero di noi.
E a mano a mano che i fanti avanzano
attraverso quel terreno sconvolto da fossi crateri granate
i mitraglieri tedeschi li falciano
riducendo interi plotoni a pugni di uomini
il bombardamento di Coventry Il bombardamento di Dresda
l’assedio di Stalingrado la presa di Varsavia
la linea gotica nell’Italia devastata
la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi
ma se i generali sono somari
anche i politici sono somari
se i generali mandano con la voce gli uomini al macello
anche i politici mandano le città mandano i paesi
al macello delle bombe.



Temporali, n. 7, maggio 1991.



venerdì 19 febbraio 2016

Staglieno...Anarchici


Io voglio: un tetto per ogni famiglia,
del pane per ogni bocca,
educazione per ogni cuore,
luce per ogni intelligenza.




domenica 14 febbraio 2016

Roberto Roversi...1988...mattino

Addio addio addio non ti dico addio


Addio addio addio non ti dico addio
e ricordati di me.
Ti regalo questa pomata che puoi stendere
sopra le ferite.
Senti? la terra trema.
E nevica nevica nevica continua a nevicare.
Oggi sento che i profeti
per un momento fanno silenzio.
Il mese d’aprile viaggia su strani arcobaleni
ma la prima rivoluzione è finita nella torta
di mele.
Muoio dalla voglia di fare qualcosa.
Si stracciano carte. Piovono fuochi.
Piovono diavoli uccisi
che segnano di sangue il cielo.
Io insisto a non volermi consolare.
A quarant’anni lui non era più quello di
venti. A sessanta a sessanta a
sessanta un uomo torna uguale all’agnello che canta
dentro la nebbia d’agosto
mentre la città grida di solitudine.
Fra cento anni diranno poveri terrestri
non erano fortunati.
Che cosa resterà?
In quel preciso momento ha fatto una neve alta tre metri.
Vediamo cosa mi manca per essere felice.


Lo spartivento, n. 5, gennaio 1988.







domenica 7 febbraio 2016

Quella cosa in Lombardia...

Sia ben chiaro che non penso alla casetta
due locali più servizi
tante rate pochi vizi
che verrà, quando verrà
penso invece a questo nostro pomeriggio di domenica
di famiglie cadenti come foglie
di figlie senza voglie
di voglie senza sbagli
di mille e cento ferme sulla via
coi vetri appannati di bugie
e di fiati lungo i fossati
della periferia..
cara, dove si andrà, diciamo così, a fare l'amore
non ho detto andiamo a passeggiare
e nemmeno a scambiarci qualche bacio
cara, dove si andrà
diciamo così, a fare l'amore
dico proprio quella cosa che tu sai
e che a te piace credo quanto a me.
Vanno a coppie i nostri simili quest'oggi
nelle scale per l'odore di penosi alberghi a ore
anche ciò, anche ciò si chiama amore.
Certo è amore tutta quella fretta fibbie, lacci e brividi,
nella nebbia gelata tra l'erbetta
un occhio alla lambretta,
l'orecchio a quei rintocchi
che suonano da un borgo la novena
e una radio lontana
dà alle nostre due vite
i risultati delle ultime partite
cara, dove si andrà, diciamo così, a fare l'amore
non ho detto andiamo a passeggiare
e nemmeno a scambiarci qualche bacio
cara, dove si andrà
diciamo così, a fare l'amore
dico proprio quella cosa che tu sai
e che a te piace credo quanto a me

Franco Fortini - Fiorenzo Carpi - Enzo Jannacci

mercoledì 3 febbraio 2016

Cartografie..........dell'omogeneo 1



Nel campo letterario, come in quello politico-finanziario, domina il traffico manageriale, l'aggrapparsi al carro del vincitore. Le tonnellate di romanzi buttati sul mercato sono tutti una ripetizione delle ultime furberie per infilare la strada del successo.


Gianni Celati  dal E-Book di Nazione Indiana "La responsabilità dell'autore"

Cartografie dell'omogeneo  1

martedì 26 gennaio 2016

V. Grossman - I. Erenburg...


Quando gli ebrei furono rinchiusi nel ghetto, trovarono la biblioteca devastata, centinaia di volumi sparpagliati sul marciapiede e in cortile. Hermann Kruk, un profugo giunto da Varsavia, si applicò con zelo alla ricostruzione della biblioteca e a partire dal 10 settembre 1941 poté riprendere il servizio di prestito librario. Persone che in tempi normali prendevano assai di rado un libro tra le mani si trasformarono in assidui frequentatori della biblioteca...Nel sottosuolo, nei rifugi sotterranei, al lume fioco di un moccolo di candela o alla scarsa luce del giorno che penetrava dalle fessure, gli abitanti del ghetto leggevano. Il 1°ottobre 1941 venivano trucidati tremila ebrei del ghetto di Vilnius. Il 2 ottobre la biblioteca prestava 390 libri. Il 3 e il 4 ottobre aveva luogo il massacro nel secondo ghetto. Il 5 ottobre venivano chiesti in prestito alla biblioteca 421 libri. Al novembre del 1941 il numero dei reclusi del ghetto si era ridotto del quaranta per cento, quello dei libri prestati era aumentato di quasi un terzo.

da " Il libro nero " di V.Grossman e I.Erenburg


...



Le statistiche ISTAT certificano in Italia una diminuzione delle persone che hanno letto almeno un libro l'anno, dal 46,8% del 2010 al 42% del 2015. Di questo 42%, così detti "lettori deboli", solo il 13,7% si annovera tra i così detti "lettori forti", ovvero quelli che leggono almeno 12 libri l'anno.

... 

mercoledì 20 gennaio 2016

Edmond Jabes...


Canzone dei giorni di pace



Lunedì, un ago
aspetta il filo.

Martedì, una bocca
ride alla rugiada.

Mercoledì, è la tua mano
volta al chiarore.

Ma i tuoi seni, giovedì
hanno un solo giorno di vita.

Venerdì, nessuna parola
s'aspetta l'avvenire.

Sabato è un miracolo
vestito di pigrizia.

Domenica, le tue carezze
dimenticano d'invecchiare.

Edmond Jabès    1912 - 1991