giovedì 29 dicembre 2016

Marlene Dietrich...





Spesso l'erotismo è tutto l'opposto 
dallo spogliarsi.
A volte è sufficiente un vestito
stretto, abbottonato con severità.
Tanto la sensualità sta tutta nello sguardo. 


Marlene Dietrich " Shanghai express" - 1932


Salone del lutto

mercoledì 21 dicembre 2016

Haiku d'inverno......



...... HAIKU D'INVERNO ......



Masaoka Shiki   1867-1902

Quando le guance gelano
 il bimbo torna a casa
 e la cena è pronta.


Ogiwara Seisensui   1884-1976

Il cielo invernale splende.
 Voci di bimbi in cerchio.


Sugita Hisajo    1890-1946

 Un bimbo raffreddato.
La frangia gli è cresciuta
   fin sulle sopracciglia.



...... HAIKU D'INVERNO ......

giovedì 15 dicembre 2016

Paolo Agrati...



Battaglie feroci dal divano di casa


Da quando spreco il mio tempo in rete
ho allargato il concetto di amici.
Frequento animali cani mici
che hanno un profilo, una vita
illustrata: qui rido, qui gioco
qui mangio una scatoletta; qui dò
al mio padrone un sacco d'affetto.
"Hello! I am the cat playing with my shit."
"Hello! I am bunny playing with my shit."
"Hello! I am the dog playing with my shit."
Sono amico di bar, di locali
negozi di stampa digitale.
Del cugino Itt, del grande Lebowsky
e di Yoda di Guerre Stellari.
Sono perfino amico di Gesù.
So sempre di chi è il compleanno
qual'è l'artista che muore, in più
su ogni argomento esprimo un parere
un commento: conduco battaglie
feroci dal divano di casa
difendo le foche i gay iraniani
le donne stuprate a Bombay
l'Amazzonia, le balene a colpi
di like. Mi indigno per il cancro
ai bambini per gatti e delfini
nei piatti dei cinesi cattivi.
Condivido tutto. Lo sformato
di patate, le foto dei piedi
delle cagate che ho comprato.
Ogni interessantissima azione
del mio quotidiano interessante.

E' di me stesso che un pò fatico
ad essere amico; non esco se
prima non ho guardato il diario
a scuola ero molto meno serio
Adesso che ho anche uno smartphone
rischio alla guida per digitare
il tuo nome sto sempre a spiare
che fai, se scrivi di me di noi se
la tua vita è ancora felice.
Potrei sempre prendere un auto un tram
venirti a baciare, ma la dote
della quale difetto è il coraggio.

Il coraggio d'affrontare la vita
è la dote che continua a mancare.

domenica 11 dicembre 2016

Aleksandar Hemon...


Una vita migliore?
Sì, una vita migliore.
Io la mia vita la immagino lunga,così lunga che non riesco a vederne la fine.
Lunga quanto basta per farci stare tutti.
Ci sarai tu, ci staranno mamma e papà, e altre persone che non ho mai incontrato
né conosciuto, Ci starò io.
Riesco a vederla. Me la immagino nella testa.
E' un campo fiorito così vasto che ci puoi nuotare.
Lo vedo anche adesso, e non riesco a vederne la fine.

mercoledì 7 dicembre 2016

Wole Soyinka...



Migrante

Ci sarà il sole? O la pioggia? O nevischio
madido come il sorriso posticcio del doganiere?
Dove mi vomiterà l'ultimo tunnel
anfibio? Nessuno sa il mio nome.
Tante mani attendono la prima
rimessa, a casa. Ci sarà?

Il domani viene e va, giorni da relitti di spiaggia.
forse mi indosserai, alghe cucite
su falsi di stilisti, con marche invisibili:
fabbriche in nero. O souvenir sgargianti, distanti
ma che ci legano, manufatti migranti, rolex
contraffatti, l'uno contro l'altro, su marciapiedi
senza volto. I tappeti invogliano ma
nessuna scritta dice: benvenuti.

Conchiglie di ciprea, coralli, scogliere di gesso,
tutti una cosa sola al margine degli elementi.
Banchi di sabbia seguono i miei passi. Banchi di sabbia
di deserto, di sindoni incise dal fondo marino,
poiché alcuni se ne sono andati così, prima di ricevere
una risposta - Ci sarà il sole?
O la pioggia? Siamo approdati alla baia dei sogni.


da " Migrazioni-Migrations"

sabato 3 dicembre 2016

Vènus Khoury-Ghata...

Poesia


Nevica sul Mediterraneo
I fiocchi cancellano la guerra
I morti non danno più notizie di sé
le vedove vivono a ritroso
il giorno compie un'effrazione e cola come
                                                              latte nei rifugi
i gatti lo leccano da terra poi si puliscono il muso
                                                         su una macchia di sole

Il cadavere di un gatto in mezzo alla strada
Dà la nausea al tiratore scelto
Accovacciato sulla propria ombra
Guarda l'albero assente e il nido posato sull'aria
Finita la guerra
Si ritirerà in un nido


Trad. di Francesca Spinelli - da Internazionale

lunedì 28 novembre 2016

130 donne uccise...


Abbandonata

Sfregiata

Consumata

Picchiata

Degradata

Comperata 


Sfruttata

Lasciata

Stuprata

Umiliata

Venduta

Picchiata

Uccisa

Uccisa

Uccisa

Picchiata

Uccisa

Uccisa

Uccisa

Uccisa

Uccisa

...

...

130 donne uccise in Italia nel
2010 2011 2012
 2013 2014 2015
...



giovedì 24 novembre 2016

Helena Petrova Blavatski...

La nebbia morale


Vicino alla superficie della terra aleggia sopra di noi - per usare una similitudine appropriata - una fitta nebbia morale, composta dalle persistenti  esalazioni dei vizi e delle passioni umane.
Questa nebbia penetra la facoltà sensitiva fino a giungere al nocciolo dell'anima: la psiche individuale l'assorbe come una spugna fa con l'acqua, o come freschi fiotti di latte. Tutto ciò ottunde il senso morale, sprona e attiva i più bassi istinti, sbaraglia tutti i buoni propositi. Così come le esalazioni di una cantina fanno vacillare il cervello, o così come il pulviscolo irritante soffoca il respiro in una miniera, allo stesso modo questa pesante nuvola di influenze immorali trascina la facoltà sensitiva oltre i limiti dell'autocontrollo, ed egli diviene "ossesso" così come il nostro paziente inglese.




Fotografia di Luigi Ghirri

lunedì 21 novembre 2016

VitalianoTrevisan...ULTIMO STAGE



Del resto, uno dei tanti modi in cui gli insaporitori al soldo del potere hanno fatto fuori il lavoro, e la dignità a esso legata, è proprio attraverso la negazione delle classi sociali; pardon: non negazione, ma bensì superamento - da bravi comunicatori, gli esaltatori di sapidità non dicono mai nulla direttamente. Il risultato è comunque lo stesso.



NOTA Per il concetto di "insaporitori" si rimanda a Jeremy Rifkin, The End of Work. Nel generale, tutti quei giornalisti/commentatori/opinionisti/pseudoscrittori e comunicatori vari che, negli ultimi trent'anni, si sono propagati come una colonia di batteri in una discarica. Mi raccontava un amico, che da quaranta e più anni vende vino,che una volta il vino, oltre a essere più buono, costava meno e vendere era più facile. Anche perché, disse, dentro la bottiglia c'era solo vino. Adesso ci sono anche le parole di tutti quei giornalisti del cazzo, e in qualche modo bisogna mantenerli.


Vitaliano Trevisan  da " Works" - Einaudi ed.

martedì 15 novembre 2016

Vitaliano Trevisan...Nuvole



Non ho lavoro. Non ho la morosa. Non ho amici. Così ho molto tempo. sono un privilegiato: tempo e spazio definiscono la ricchezza e la ricchezza è privilegio di pochi. Tempo e spazio si possono entrambi occupare, ma io preferisco occupare solo il tempo, attraversando lo spazio. Per questo cammino in continuazione. Dove vado non ha importanza: mantenere una direzione è puro pretesto per tenere l'equilibrio, condizione essenziale per continuare a camminare. Fu dunque per caso che, qualche giorno fa, mi trovai a camminare per la strada che porta a Fimon paese. Era pomeriggio presto e il vento aveva pulito l'aria in modo meraviglioso. Alzai la testa: sopra la linea delle colline le nuvole   disegnavano un'altra linea delle colline appartenente a una diversa dimensione. Non potendomi arrampicare sulle nuvole, presi per le colline.


Vitaliano Trevisan  da "Shorts" - Einaudi ed.

venerdì 11 novembre 2016

Vitaliano Trevisan...STAGE



Come dargli torto? Di tanto in tanto, vedere un padrone a terra sanguinante è sempre qualcosa di piacevole per un operaio, di vivificante, un tonico per il suo spirito, per così dire. E del resto, almeno per uno della mia estrazione sociale, un padrone è un pò come la moglie di quel cinese che, una volta tornati a casa alla sera, si batte. Anche se non ha fatto niente, lui sa perché......L'odio è insieme troppo e troppo poco. Inutile cercare di spiegare. Forse potrebbe capirmi uno della mia razza (leggi estrazione sociale), ma quelli della mia razza raramente leggono.


Vitaliano Trevisan    da " Works " - Einaudi ed.

venerdì 4 novembre 2016

Morire per la patria...


4 NOVEMBRE  1916 - 2016


Nella prima metà del secolo scorso le nostre piazze e le nostre chiese, i nostri municipi si sono ammantati di lapidi che “celebravano” il sacrificio dei nostri combattenti, caduti per la Patria. Nello stesso tempo quelle lapidi chiudevano la bocca a ogni dissenso che potesse mettere in discussione i meccanismi della politica e del potere che quelle morti avevano prodotto. Morire per la Patria era un evento sacro e generoso: solo con quella trasfigurazione ideologica della morte si poteva rendere accettabile alla coscienza il peso insostenibile del dolore che aveva devastato la vita di quasi tutte le famiglie italiane (la grande guerra aveva prodotto circa 750.000 morti, il doppio dei caduti della II guerra mondiale).




Illustrazione di Thierry Dedieu 

martedì 1 novembre 2016

David Cronenberg...




 ...alcune delle farfalle appartenenti alla tribù Nymphalini, per esempio - Ammiraglio, Virgola, Egea, Vanessa - hanno tutte l'abitudine di posartisi in testa quando cerchi di catturarle, e se ti muovi di scatto volano via ma solo per volteggiare un po' e posarsi di nuovo sulla tua testa; comportamento che non riscontreresti mai in una Monarca o in una Tigre coda di rondine... 

sabato 22 ottobre 2016

Gianmaria Testa...




Eppure lo sapevamo anche noi
l'odore delle stive
l'amaro del partire
lo sapevamo anche noi
e una lingua da disimparare
e un altra da imparare in fretta
prima della bicicletta
lo sapevamo anche noi
e la nebbia di fiato alle vetrine
e il tiepido del pane
e l'onta di un rifiuto
lo sapevamo anche noi
questo guardare muto

E sapevamo la pazienza
di chi non si può fermare
e la santa carità
del santo regalare
lo sapevamo anche noi
il colore dell'offesa
e un abitare magro, magro
che non diventa casa
e la nebbia di fiato alle vetrine
e il tiepido del pane
e l'onta del rifiuto
lo sapevamo anche noi
questo guardare muto


Gianmaria Testa  1958 - 2016
dal disco " Da questa parte del mare "

martedì 18 ottobre 2016

GAHAN WILSON...


                                                                                             



"...is pleased to announce a complete and devastating victory over
the enemy. This is a recorded message. The Government is pleased..."


venerdì 14 ottobre 2016

Augusto Monterroso...


Quando il fiume è lento e si può contare su una buona bicicletta
o su un cavallo sì che è possibile fare il bagno due volte
 (e anche tre, a seconda dei bisogni igienici di ognuno)
nello stesso fiume.

lunedì 10 ottobre 2016

giovedì 6 ottobre 2016

Martin Caparros...La fame...Appendice


  
  "Quando do da mangiare alla gente mi chiamano santo.
Quando chiedo perché non hanno da mangiare mi chiamano
comunista", scrisse, ormai mezzo secolo fa, il vescovo brasiliano
Helder Camara. 

domenica 2 ottobre 2016

Arthur Rimbaud...



Feste della fame

            Anna, Anna, fame mia,
            sul tuo ciuco fuggi via.

L'acquolina l'ho soltanto
per le pietre e l'arenaria.
Din! Din! Din! Mangiamo tanto,
roccia, ferro, carbone, aria.

Dei suoni brucate il fieno.
                  Fami, ballate!
Dei convolvoli il veleno
                   lieto succhiate;

Mangiate sassi dal povero infranti,
vecchie pietre in luoghi santi,
ghiaie, figlie dei diluvi,
pani sparsi in grigi spluvi!

Fami, o stracci d'aria nera;
                 bluità sonora;
-È lo stomaco che spera.
                 È la malora.

Già la foglia in terra vola!
Vado ai frutti in polpa molle.
Colgo al cuore delle zolle
l'erba-fu e l'erba viola.

                  Anna, Anna, fame mia!
                  sul tuo ciuco fuggi via.


Arthur Rimbaud     1854-1891

traduzione di Gian Piero Bona