Non è la "massa nera" il nuovo protagonista del "teatro Italia", ma la "zona grigia", un consistente segmento trasversale a tutte le stratificazioni sociali e che ha alcune caratteristiche essenziali, in primis la costante autoassoluzione rispetto al passato e la domanda di una sua veloce musealizzazione. E' un area di opinione, quella della "zona grigia", che assume il dubbio non come forma di pensiero esigente, ma per evitare di prendere posizione; che non sceglie mai perché sua massima cura è evitare il principio di responsabilità, ma che ritiene - in virtù di una totale assenza di senso civico vissuta come grande arte di "navigare nel mondo" e di lezione etica (ancora un "niente feci") - di poter essere maestra al mondo, soprattutto di descriversi come perenne vittima di un mondo circostante troppo invadente, disturbante, fastidioso. Un mondo lineare, omogeneo, fatto di "identici" e in particolare di individui ognuno "al suo posto", questo è il suo sogno.
David Bidussa da "Il mito del bravo italiano" 1994
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