La modernità non ha abitato la pianura nonostante le villette geometrili e i capannoni
industriali delle periferie, o le nuove stalle prefabbricate. La pianura non ha tempo;
il tempo lo scandisce a modo suo nonostante l'autostrada, le tangenziali cittadine e le
superstrade che l'attraversano di solito da nord a sud. Nonostante tutto è rimasta uguale
a se stessa: piatta, è davvero piatta, e chi si alza al di sopra di lei commette un grave
gesto di presunzione.
Bisogna stare schisci come si dice a Milano, schiacciati a terra, per non farsi vedere.
Così abbiamo fatto per secoli; la ragione, come ha detto una volta Miki, risiedeva
nella necessità di
non farsi scorgere dai popoli e dalle genti di passaggio, dai barbari che scendevano
la Pianura e la razziavano. Non dovevamo farci notare, nascondere anche quel poco
che avevamo, se volevamo sopravvivere, e così è stato per mille anni e oltre.
Bassa è sempre bassa, anche se noi siamo diventati, di generazione in generazione,
sempre più alti. Ma è stato un caso fortuito. Lei sta rasa a terra per necessità e per modestia.
MARCO BELPOLITI - Pianura
Einaudi edit. - 2021
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