Giovanni Pascoli 1855-1912
La piada
Azimo santo e povero dei mesti
agricoltori, il pane del passaggio
tu sei, che s’accompagna all’erbe agresti;
il pane, che, verrà tempo e nel raggio
del cielo, sulla terra alma, gli umani
lavoreranno nel calendimaggio.
Ché porranno quel dì su gli altipiani
Le tende, e nel comune attendamento
l’arte ognun ciberà delle sue mani.
Ecco il gran fuoco, che s’accende al vento
di primavera. Ma in disparte, gravi,
sulla palma le bianche onde del mento,
parlano i vecchi di non so che schiavi
d’altri e di sé: ma sembrano parole
sepolte, dei lontani avi degli avi.
Guardano poi la prole della prole
seder concorde, e, con le donne loro
e i loro figli, in terra sotto il sole,
frangere in pace il pane del lavoro.
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