venerdì 19 gennaio 2018

Un utero per grandi immaturi..............CONTENITORE CAPODANNO


EXTRA MONDO                                     


Un utero per grandi immaturi





E' stato creato un utero artificiale che  permette lo sviluppo dei feti immaturi, scrive 
Nature Communications. Il sistema, sperimentato sulle pecore, è costituito  da un sacco
riempito di una soluzione simile al liquido amniotico. Inoltre, include un sistema di
ossigenazione tramite il cordone ombelicale. Il test  è durato quattro settimane, durante
le quali  i feti sono cresciuti in modo normale.

mercoledì 17 gennaio 2018

L'incubatrice gonfiabile............CONTENITORE CAPODANNO

      EXTRA MONDO                                         



Mom, il prototipo di un'incubatrice gonfiabile, ha vinto il primo premio del concorso di design
James Dyson award. Progettata da James Roberts, 23 anni, della università di Loughborough,
è formata da pannelli gonfiabili manualmente e riscaldabili. Temperatura, umidità e luce della
culla termica sono regolati da una serie di sensori comandati da una scheda Arduino. Oltre a
essere portatile, Mom costa solo 250 sterline (320 euro) a fronte delle 30mila (38mila euro) di
un'incubatrice tradizionale. Secondo l'OMS, tre neonati prematuri su quattro che muoiono nel
mondo potrebbero essere salvati da un'incubatrice. 



lunedì 15 gennaio 2018

Una vera storia d'amore..............CONTENITORE CAPODANNO


EXTRA MONDO


Al tempo in cui più aspri si scatenavano i conflitti fra Guelfi e Ghibellini, una banda di veneziani fece
una sortita nei territori dei Visconti, signori di Milano, e vi catturò il piccolo Orondate, ancora lattante. La famiglia di costui, pur fiera di discendere da Can Grande, signore di Verona, si trovava
allora sotto una cattiva stella.
I rapitori vendettero il bell'Orondate a una ricca vedova della nobile famiglia Grimaldi la quale, non
avendo figli, allevò il piccolo con un affetto pari a quello che avrebbe provato per una creatura propria. Le manifestazioni di tenerezza che ella gli dimostrava crescevano a misura che Orondate cresceva in forza e bellezza e l'atteggiamento indulgente di Madonna Grimaldi non faceva che
accentuare l'indole passionale del suo protetto. E' forse necessario dire che l'amore era il sentimento
predominante nel cuore di Orondate? Certo è che in una città come Venezia una simile disposizione
d'animo incontra assai scarse resistenze. Venere, regina di Cipro, nonostante i numerosi omaggi che
Orondate tributava ai suoi altari, non si considerò soddisfatta finché egli non si fu innamorato 
davvero.
Sull'altra riva del Canal Grande, proprio di fronte a Palazzo Grimaldi, sorgeva un convento di suore
carmelitane. La badessa aveva una giovane schiava chiamata Azora, di squisita bellezza e di un anno più giovane di Orondate. Era tale lo splendore di Azora che l'ambra nera e la lacca sarebbero apparse
opache e spente al suo confronto: l'Africa non aveva mai prodotto una creatura tanto perfetta e
l'Europa poteva vantare un Orondate soltanto. Madonna Grimaldi, pur non essendo bigotta, partecipava alle funzioni religiose con sufficiente regolarità Tuttavia, trovando il gioco del "lanzi-
chenecco" più congeniale ai suoi gusti delle pratiche di devozione, si sbrigava con le messe il più
rapidamente possibile per dedicare alle partite a carte la maggior parte del suo tempo prezioso.
Aveva scelto la chiesa delle carmelitane proprio perché era separata dal suo Palazzo solo da un
piccolo ponte, anche se la badessa apparteneva a una fazione opposta alla sua.  Tra le due dame,
che erano di pari lignaggio, non correvano comunque mai parole che passassero il segno della
buona educazione. Si scambiavano sempre reverenze e inchini molto compassati e ciascuna
mostrava di attribuire la freddezza dell'altra alla compunzione del proprio zelo religioso.
Ma va detto, a onor del vero che Madonna Grimaldi prestava assai scarsa attenzione al sacerdote
e che la badessa impiegava tutto il tempo della funzione a osservare e criticare la disattenzione
della gentildonna. Non altrettanto avveniva per Orondate e Azora. I due giovani accompagnavano
sempre le loro padrone alla  messa e la prima volta chi si incontrarono fu per i loro cuori un
momento decisivo.
In tutta Venezia non ci furono più altre beltà agli occhi di Orondate all'infuori di Azora la quale,
dal canto suo, non aveva ancora notato fino a quel momento che al mondo ci potessero essere
altre belle creature oltre quelle poche che vedeva nel convento. La clausura della badessa e
l'antipatia che c'era fra le due dame, antipatia estremamente cordiale da parte della religiosa,
soffocò tutte le speranze dei due innamorati. Azora si fece grave e malinconica; Orondate divenne
sgarbato e intrattabile, persino l'affetto che nutriva per la sua padrona parve alquanto diminuire.
La seguiva di malavoglia fuorché nelle ore destinate alle funzioni religiose . Più di una volta la
Grimaldi lo trovò ad attenderla sui gradini della chiesa prima ancora che ne aprissero i portali.
Madonna Grimaldi non era tipo da fare osservazioni e rimproveri: paga di soddisfare i propri
capricci, raramente contrastava quelli altrui. Benché assai di rado le venisse in mente qualche
buona azione, era sempre pronta a compierne una quando ne venisse richiesta. Si esprimeva,
inoltre, in termini molto generosi e comprensivi sulla sfortuna di un suo avversario a carte,
purché, beninteso, questa non fosse eccessiva. E' probabile che non si sarebbe addirittura accorta
della passione di Orondate se la sua dama di compagnia, gelosa dei favori di cui egli godeva,
non le avesse messo una pulce nell'orecchio. Fingendosi animata dalle migliori intenzioni, la
donna le fece altresì notare la fortuna che toccava ai due innamorati, aggiungendo che Sua
Signoria, già avanti con gli anni, non sarebbe stata certo disposta a provvedere a una creatura
comprata in un pubblico mercato. Una vera azione caritatevole, pertanto, sarebbe stata quella
di far sposare la coppia al più presto e sistemarla in villa. Madonna Grimaldi, per fortuna, era
sempre incline a credere alle buone intenzioni; bel raramente sospettava ve ne fossero di cattive.
Senza avvedersi della malizia della donna, fu favorevolmente colpita dall'idea di un matrimonio.
Le piaceva appoggiare la causa di due innamorati e li favoriva sempre se questo le era onesta-
mente possibile. Non andava in cerca di difficoltà e non era certo lei a crearne per prima.
Senza neppure interrogare Orondate sull'intensità della sua passione, senza riflettere che
Madonna Grimaldi e lei appartenevano a due diverse fazioni, senza prendere alcuna precauzione
contro un eventuale rifiuto e senza por tempo in mezzo, scrisse alla badessa per proporre le nozze
fra Orondate e Azora. Quando giunse la lettera. la giovane schiava si trovava  nella camera di
Madona  Capello. Tutta la violenza che l'autorità ama esprimere per consolarsi dei limiti in cui
essa è costretta, tutta l'acrimonia di parte, tutta la rabbia ipocrita che il pudore scatena nei confronti
dell'altrui gioia sensuale si rovesciò sulla povera Azora che non riusciva a capacitarsi cosa mai
avesse a che fare con quella lettera fatale. Era lì docile a subire la valanga di contumelie che la
badessa ben volentieri avrebbe urlato in faccia a Madonna Grimaldi, se la sua indole e il rango
della colpevole l'avessero consentito. Impotenti minacce di vendetta vennero ripetute con accenti
infuocati. e poiché  nessuno nel convento osava contraddirla, la badessa sfogava la sua collera e
appagava il suo desiderio di chiacchiere vane con interminabili tautologie.
Finì che Azora venne rigorosamente segregata a pane  e acqua: rimedio infallibile contro le
pene d'amore.
Venti risposte a Madonna Grimaldi vennero scritte e successivamente stracciate perché non
sembravano esprimere a dovere un risentimento che era più chiassoso che eloquente.
Alla fine, fu il confessore della badessa che dovette scrivere la lettera di risposta nella quale,
oltre a inserire qualche santa frottola mescolata a una buona dose d'ironia sull'antico casato
della Grimaldi, insinuava anche oscure allusioni a certe volgarità che i Ghibellini avevano
messo in giro a proposito dei Guelfi. La parte più esplicita della lettera conteneva una sentenza
di perenne castità per Azora e pesanti sarcasmi sugli amori promiscui di Orondate che, da soli,
avrebbero dovuto, in nome della pubblica decenza, farlo già da tempo bandire dalla dimora di
una gentildonna vedova.
Davanti a tutte le suore riunite a capitolo, la badessa trascrisse, firmò e consegnò al confessore,
perché la portasse alla Grimaldi, quella missiva che conteneva tutti i fulmini del castigo.
All'improvviso, la portinaia del convento irruppe ansimando nell'assemblea e annunciò a quel
venerabile consesso che Azora, spaventata dalle furibonde minacce della badessa era entrata in
travaglio e si era sgravata di quattro cuccioli nati morti. Va detto infatti a questo punto, a
beneficio della posterità, che Orondate era un levriero italiano Azora una spaniel nera.  


Horace Walpole

martedì 9 gennaio 2018

Attilio Lolini............CONTENITORE CAPODANNO



" Quando uno è defunto
   cammina meglio
   va a passo spedito
   nei pomeriggi di festa
   con un disteso sorriso
   attraversa la città
   lasciando ai vivi
   i giorni pigri " 

domenica 7 gennaio 2018

Regina Jose' Galindo........CONTENITORE CAPODANNO




"Sono viva
Inspiro
Espiro
Creo
Distruggo
Amo
Odio
Mastico
Defeco
Dormo
Sono sveglia
Alla fine di ogni oscurità
Resto sempre sveglia"

venerdì 5 gennaio 2018

Hannah Arendt.....................CONTENITORE CAPODANNO



I peggiori malfattori sono coloro che non ricordano, semplicemente perché
non hanno mai pensato e – senza ricordi – niente e nessuno può trattenerli
dal fare ciò che fanno. Per gli esseri umani, pensare a cose passate significa
muoversi nella dimensione della profondità, mettere radici e acquisire
stabilità, in modo tale da non essere travolti da quanto accade.


Alberto Giacometti

mercoledì 3 gennaio 2018

Jonathan Crary...........CONTENITORE CAPODANNO




L'enorme quantità di tempo che trascorriamo dormendo, affrancati da quella paludosa congerie di bisogni artefatti, rappresenta uno dei grandi atti di oltraggiosa resistenza degli esseri umani alla voracità del capitalismo contemporaneo. Il sonno interrompe risolutamente il furto di tempo che il sistema capitalistico compie ai nostri danni. La maggior parte delle necessità apparentemente fondamentali della vita umana - dalla fame alla sete all'impulso sessuale, al bisogno, più recente, di amicizia - sono state riproposte in versioni mercificate o finanziarizzate. Il sonno pone il problema di un bisogno umano che si può soddisfare solo in un certo intervallo di tempo e non può quindi essere asservito e aggiogato a una macchina per fare profitti, offrendosi così come un'incongrua eccezione, una vera e propria area di crisi nell'ambito dell'attuale globalizzazione.


da "24/7 Il capitalismo all'assalto del sonno"  - 2013

Jonathan Crary    




I nostri giorni sono completamente impregnati di Economia.
Lei è radicata nella nostra idea dell'amore.
Dà da mangiare ai bambini.
Lei pulisce le tombe dei cimiteri.
Apre ogni mattina le serrande delle caffetterie.
L'economia punta la sveglia di notte.
Lei stessa, prendendoti per mano, ti insegna quali città vorrai visitare.
La puoi incontrare passeggiando per Zurigo, per Valparaiso, per Beirut.
Lei ha contribuito a abbattere il muro di Berlino,
a bombardare Gaza,
a illuminare il Maracanà durante i Mondiali.
Lei vagabonda per Ciudad Juàrez in cerca di donne sole,
e tutte le notti dorme abbracciata a Jeff Koons.
La troverai nascosta in una conversazione tra due bambini.
La troverai travestita da sushi, travestita
da chiromante, travestita da preservativo.
E in tutte queste occasioni,
Lei ti convincerà di tutto,
perché è l'unica capace di ordinare il mondo.
Perché Lei è infininitamente erotica.
E alla fine, quando scende la notte, tutti torniamo
a casa camminando al suo fianco,
Lei ci abbraccia e noi cominciamo a baciarci.
E noi ci lasciamo baciare.

L'unica cosa che l'Economia
non ha ancora potuto comprare,
l'unica cosa che non ha ancora persuaso e sedotto,
è la Noia.
La Noia, in un certo senso, è anti-economica.
Le feste, le città e le persone
sono tutte obbligate a non essere noiose.
Perché la Noia puzza di fallimento.
E,in definitiva, la Noia non vende.
E io credo che la Vita abbia in sé molta Noia,
e che nella Noia ci sia qualcosa di profondamente vero.
Non ha filtri.
La Noia non ha neon, né costumi,
non ha una colonna sonora.
E penso che la Noia nasconda ancora in sé particelle
del vero, e già estinto, naturale ritmo umano.
Camminare e nulla più.
Guardare e nulla più.
Essere e nulla più.
Il giorno in cui abbiamo deciso di separarci dalla Natura,
è stato il giorno in cui si è confusa la Noia
con la perdita di tempo.
Perché da questa presunta perdita di tempo nasce
l'unica cosa che ci differenzia dagli animali:
la riflessione.
L'umanità è avanzata perché qualcuno,
a suo tempo, si è fermato a riflettere.
E noi, a causa di una sovra-stimolazione costante,
pensiamo che qualsiasi assenza
di stimolo sia una perdita di tempo.
Per questo, per favore, esigo tempo per annoiarmi.
Non mi intrattenete, non voglio vedere nulla,
non voglio andare da nessuna parte.
Voglio che mi trattiate come le pecore,
lasciatemi pascolare,
bevete il mio latte,
toccatemi le tette di tanto in tanto,
e, alla fine, uccidetemi, mangiatemi e cagatemi,
perché è l'unica cosa che sappiamo fare bene.



Pablo Gisbert  dallo spettacolo teatrale "Guerrilla"




lunedì 1 gennaio 2018

Anne Waldman...




Giardino musicale


Non poterti abbandonare, parola, non poter smettere
     di declamare

Non poterti abbandonare, dolce amor mio, mio tenero tesoro
     dalle grandi labbra di cioccolato

Non potervi abbandonare, tutti voi cari,le vostre acute
      orecchie & i vostri sorrisi delicati

Non poterti abbandonare, Louis Ferdinand Celine,
     sei ossessionato & vetriolico &assolutamente
     giusto

Non potervi abbandonare, movimento casuale, scelte fortunate,
     giri in aereo, gioco del domino, strutture linguistiche

Non potervi abbandonare ancora, rum, la bottiglia non è
     vuota & mi riscalda

Non potervi abbandonare posta serale, telefono che squilla
     parlare di Kerouac

Non potervi abbandonare stress, costrizione, confusione,
     pressione, miseria, indulgenza

Non potervi abbandonare, memoria, & incubo omicida
     in cui il mio essere si disarticola

Non poterti abbandonare, amore placido

Non poter abbandonare il calore blu-mai mai mai

Non poter abbandonare Andra Pradesh, il dramma in lacrime
     della fame in India, cecità carenza di vitamina A
     così necessaria, il dramma in lacrime del fiume di vittime
     in Pakistan, senza casa, senza casa, senza casa

Non poter abbandonare, una vocazione al viaggio,
      muoversi velocemente tra amici ad ogni giro,
      scene, situazioni di cui non ho nemmeno bisogno

Non poter abbandonare, eredità, alberi di ailanto,
     simmetria radiale, bambù

Non poter abbandonare la fertilità-in nessun modo

Non potervi abbandonare ancora, gioielli più belli, beni,
     appunti segreti, maschere

Non poterti abbandonare, ossessione per i dinosauri, la mia
      mascella stranamente prominente con denti carnivori

Non poter abbandonare oltraggio, comportamento insolente &
     dedicherò una danza & un lamento a questo!

Non potervi abbandonare sognatori, inventori, scienziati,
     imbroglioni, delfini iridescenti
     & soprattutto delfino col naso a bottiglia dalla
     bocca come quella del mio amore

Non potervi abbandonare, fantasie di magia nera porterò
     ognuna di voi al collasso & alla vita di nuovo &
     acquisteranno maggior saggezza

Non poterlo abbandonare, di invocare che il tempo si fermi

Non si può fare, comune consapevolezza, ci provo
     ma è così difficile

Non poterti abbandonare, giardino musicale: Bach,Beethoven,
     Buddy Holly, Robert Johnson, Jelly Roll
     Morton!

Non poter abbandonare di sedersi su un'amaca negli anni '50,
     ero una bambina che gustava la solitudine-
     colibrì

Non poterti abbandonare, sogno del canyon, mi trovo
     in mezzo a tartarughe & piccole mutazioni della prateria

Non poter abbandonare chiffon, zerbellino, inesprimibilità,
     semplice solido motivo, logaritmi, brumose
     montagne californiane, non aver rancore ma
     calmarsi, metterci attenzione, conquistare,
     ritirarsi, romanzare

Non poter abbandonare la proposta più vicina al mio cuore,
     targhe di agenzie investigative a Los Angeles, semafori,
     Mercedes, violini tradizionali svedesi

Non poter abbandonare la provincia di Orissa, prostrazioni
     illusioni ottiche, corrispondenza con gli ammiratori,
     trekking per antichi sentieri Incas, grasso tè tibetano,
     resoconto di vittorie & fallimenti passati, le fasi della
     luna, tizzoni di meteoriti, il Derby del Kentucky, gioco
     d'azzardo, le rovine di Pisac Perù con pietre così rosse &
     levigate & finemente affilate che ci passeggio lentamente
     per tutto il pomeriggio

Non poterti abbandonare Mar Baltico, migrazioni,
     augurare buone cose, vivere ai confini della Strada
     dell'Inclemenza

Non poterlo abbandonare, astuto, lussuoso, sgargiante

Non potervi abbandonare libri, birre, latinismi,
     Quechua, carta da lettere, abitudine, responsabilità,
     battibecco, chiacchiere fino all'alba, metallo, plastica,
     passaggio veloce dell'elettricità, melodramma, povertà,
     la vita sublime, umore, privacy, cinismo, dubbio
     ma nessuna noia

Non potervi abbandonare, energia solare, parola, e ancora
     parola & ancora parola & ancora energia ancora
     luce del sole ancora emergenza non potervi abbandonare
     non poterlo abbandonare ancora non volerlo fare non volerlo fare
     non poterlo abbandonare ancora non volervi abbandonare ancora
     non poterlo abbandonare!



                                                 Propositi per l'anno nuovo, 1974



Anne Waldman   1945

Haiku di buon anno...................



..........  Haiku di buon anno  ..........



Kobayashi Issa   1763 - 1828


un filo di fumo
disegna adesso
il primo cielo dell'anno


..........  Haiku di buon anno  ..........

mercoledì 27 dicembre 2017

Gary Snyder...


Cosa è successo, prima


- 300,000,000 -

All'inizio, un mare: sabbie mobili, fanghi e marne
        - si espandono, si comprimono, si riscaldano, si corrugano, 
          si frantumano, si cristallizzano di nuovo, si infiltrano,
svariate volte emersi e inondati dall'acqua.
magma granitico liquefatto che cola
         si raffredda nel profondo e si sbriciola,
                   il quarzo dorato riempie le crepe-

- 80,000,000 -

strati di fondo marino si sono sollevati e sovrapposti l'uno all'altro,
                   granito, molto al di sotto.
caldi e quieti secoli di pioggia
                   (formano i terreni tropicali rosso scuro)
                   consumano due miglia di superficie,
lasciano scoperte le striature e riversano l'oro pesante
                   nel letto dei corsi d'acqua
                          le rapide rocciose di scisto e ardesia lo catturano -
le ceneri vulcaniche fluttuano sul fondo e ostruiscono i corsi d'acqua,
                   assorbono l'oro e la ghiaia, accumulandoli -

- 3,000,000 -

scorrendo a nord, due fiumi si sono uniti,
                   creando un lago molto ampio.
e allora si è inclinato e i fiumi si sono divisi
                   deviando verso ovest
                   per scavare i letti ai fiumi Feather,
                          Bear e Yuba. 
Pino Ponderosa, manzanita, quercia dei tintori, tasso di montagna.
            cervi, coyote, ghiandaie azzurre, scoiattoli grigi,
       scoiattoli, volpi, lepri californiane,
            bassarischi, linci rosse, orsi,
                   sono venuti tutti a vivere qui.

- 40,000 -

E gli esseri umani sono arrivati con cappelli di vimini e reti
                  case per l'inverno sotterranee
                  archi di tasso dipinti di verde,
                  feste e danze per ragazzi e ragazze
                          canti e storie nell'oscurità fumosa.

- 125 -

Poi è arrivato l'uomo bianco: ha buttato in aria gli alberi e
                    i massi con grossi tubi,
                   cercando l'oro e la ghiaia antica.
cavalli, frutteti di mele, partite a carte,
                   sparatorie, chiese, prigioni di contea.


Abbiamo domandato a chi appartenesse la terra.
                  e dove si pagano le tasse.
(due signori  che per venti anni non l'hanno mai lavorata,
e prima di loro la vedova
                  del figlio di quell'uomo
                  che aveva ottenuto la proprietà
                  di una concessione mineraria esaurita)
è stata imposta, in fretta, nelle terre ricche di cervi e di
                   ghiande dei Nisenan?
                   un ramo dei Maidu?

(non hanno mai avuto la possibilità di dire neppure
         il loro nome).
( e chi ricorda il trattato di Guadalupe Hidalgo).
         la terra non appartiene che a se stessa.
         "non c'è ego nell'io; non c'è ego nelle cose"

         L'Isola della Tartaruga nuota
         nell'oceano-cielo vortice-vuoto
         mordendosi la coda mentre i mondi
                  si accendono e si spengono
                        strizzando l'occhio

E il sig. Tobiassen, un Cousin Jack,
           stima le tasse provinciali.
(le tasse sono il nostro corpo-mente, ospiti al banchetto
           del Memoriale annuo, in onore
           della luce del sole che si è fatta pesante e saporita
           nel risalire la catena alimentare
alla ricerca di un corpo con occhi e un cervello grande
                   quanto basta -
           per guardare indietro a se stesso
                   in alto).

ora 

sediamo qui vicino alle cave
nella foresta, accanto al fuoco, e osserviamo
la luna, i pianeti e le stelle cadenti -

i miei figli domandano: chi siamo noi?
essicchiamo le mele colte dagli alberi del nostro terreno
essicchiamo le bacche, trattiamo la carne,
scocchiamo frecce verso una balla di paglia. 

I caccia militari sfrecciano verso nordest, rombando, ogni giorno. all'alba.
i miei figli domandano chi sono loro?

            VEDREMO
            CHI SA
            COME VIVERE

Urla la Ghiandaia azzurra da un pino.



venerdì 22 dicembre 2017

Mantiche e Divinazioni... 3 di 3


Mantica o Divinazione
Arte o pretesa scienza del conoscere gli avvenimenti futuri


Nome della mantica                       Eseguita per mezzo di/del
o divinazione                                 o basata sull'interpretazione di/del

- zoomanzia                                   comportamenti o appetito di animali
- palmomanzia                               piccole contrazioni come brividi e tremiti
- petromanzia                                 osservazione del colore delle rocce in varie ore del giorno
- ofimanzia                                     serpenti
- dafnomanzia                                lauro nel fuoco
- brocomanzia                                pioggia
- aspidomanzia                               circolo disegnato in terra
- alettriomanzia                              modo di beccare dei galli
- melanomanzia                             macchie d'inchiostro su un foglio
- psephos                                       piccoli ciottoli nascosti nella sabbia
- onicomanzia                               chiazze bianche sulle unghie


da "Forse Queneau" - Enciclopedia delle scienze anomale
- Paolo Albani - Zanichelli editore

giovedì 21 dicembre 2017

Haiku d'inverno...


..........  Haiku d'inverno  ..........


Matsuo Basho   1644 -1694


piogge di primo inverno:
anche la scimmia vuole
un mantelletto di paglia


Ikenishi Gonsui   1650 - 1722


c'è una meta
per il vento dell'inverno:
il rumore del mare


..........  Haiku d'inverno  ..........

sabato 16 dicembre 2017

Numeri...




Nella Macroregione ci sono 27 provincie,
3333 comuni e 6904 cave.



Nella Macroregione dal 1950 ad oggi
la cementificazione è cresciuta del 166%
a fronte di un aumento della popolazione del 28%.
 - ISTAT -


Nella Macroregione sono stati censiti
1007 asili nido e 1141 centri commerciali.


Nella Macroregione vivono 19 milioni e 300 mila persone.
Ognuna di essi può contare su 1,8 metri di strada asfaltata.
- ISTAT/ACI -


Nella Macroregione l'inquinamento atmosferico
toglie alle persone fino a 3 anni di vita e ne uccide
circa 300 l'anno solo nella Macroregione centrale.
- OMS - 




Macroregione:  Piemonte - Lombardia -Veneto

martedì 12 dicembre 2017

Juan de la Cruz... PREGHIERE


                                                                                     - PREGHIERE -





Per arrivare a gustare tutto
non voler aver gusto a nulla
per arrivare a sapere tutto
non voler saper qualcosa in nulla
per arrivare a possedere tutto
non voler possedere qualcosa in nulla
per arrivare a essere tutto
non voler essere qualcosa in nulla

Per arrivare a quello che non gusti
devi andare per dove non hai gusto
per arrivare a quello che non sai
devi andare per dove non sai
per arrivare a possedere quello che non possiedi
devi andare per dove non possiedi
per arrivare a a quello che non sei
devi andare per dove non sei


frammento da "Monte Carmelo"


Juan de la Cruz  1542 - 1591

venerdì 8 dicembre 2017

William S. Burroughs...



lampo bianco...grida di insetti straziati... Mi svegliai con il sapore di metallo in bocca di ritorno dai morti sulle tracce dell'incolore odore della morte placenta di una vizza grigia scimmia spasimi fantasma di amputazione... "Ragazzi-taxi aspettano di essere rimorchiati" disse Eduardo e morì di un'overdose a Madrid...
Treni di polvere bruciano attraverso circonvoluzioni rosee di carne tumescente... sprigionano flash orgasmici... evidenziano foto di moto arrestato... liscio lato marrone accartocciato per accendere una sigaretta...
Rimase lì con una paglietta del 1920 che gli aveva dato qualcuno... sommesse parole mendiche cadevano come uccelli morti nella strada buia... "No... Non più... No mas...". Un mare palpitante di martelli pneumatici nel crepuscolo brunovioletto contaminato dal marcescente odore metallico dei gas di fogna... giovani facce di lavoratori vibrano sfocate in gialli aloni di lanterne al carburo... tubature spezzate a vista... "Stanno ricostruendo la Città ". Lee annuì distrattamente... "Sì... Sempre...". E' comunque una mossa sbagliata per l'Ala Orientale... Se lo sapessi sarei ben lieto di dirvelo... "Non va bene... no bueno... mi sto sbattendo anch'io...". "Niente loba...Tolnale veneldì".                                                                                                                                      

da " Pasto nudo " pagina finale - Tangeri 1959 





                                            La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili.                                                                                                                        

lunedì 4 dicembre 2017

William S. Burroughs...


svestite quei bastardi bene vediamo le vostre braccia
o nelle mortali parole di harry j anslinger le leggi devono riflettere la riprovazione della società verso il tossicomane
un riflesso più brutto della riprovazione della società sarebbe difficile da trovare i cattivi occhi freddi delle donne americane per bene labbra strette e non grazie dal bottegaio poliziotti ringhianti pallidi occhi ammazza negri che riflettono la riprovazione della società finocchi fottuti dico sparategli se d'altra parte scegliete calme reazioni sensate da registrare e riprodurre diffonderete calma e buon senso
forse lo si sta facendo
evidentemente no l'unico modo di rompere l'inesorabile spirale discendente di registrazioni e riproduzioni brutte più brutte ancora più brutte è con controregistrazioni e riproduzioni il primo passo è isolare e tagliare le linee di associazione della macchina di controllo portatevi dietro un magnetofono e registrate tutte le cose più brutte e più stupide tagliateci insieme i vostri frutti nastri accelerate rallentate suonate all'indietro spostate a mano il nastro sentirete una sola brutta voce e vedrete un solo brutto spirito è fatto di brutte vecchie preregistrazioni più scorrete i nastri e li tagliate meno potere avranno  tagliate le preregistrazioni in aria in sottile aria


da " Il biglietto che è esploso "  pagina finale





Parole, colori, luci, pietra,legno, bronzo appartengono all'artista vivente.
Appartengono a chiunque sappia usarli. Saccheggiate il Louvre. 

mercoledì 29 novembre 2017

Nicanor Parra... PREGHIERE


Padre nostro                                                               - PREGHIERE -


Padre nostro che sei nei cieli
Pieno di ogni tipo di problemi
Con la fronte aggrottata
Come se fossi un qualunque uomo della strada
Smetti di pensare a noi.

Comprendiamo che soffri
Perché non puoi aggiustare le cose.

Sappiamo che il Demonio non ti lascia in pace
Distruggendo quanto tu costruisci.

Lui se la ride di te
Ma noi con te piangiamo:
Non preoccuparti del suo riso diabolico.

Padre nostro che sei dove sei
Circondato da angeli sleali
Sinceramente: non soffrire più per noi
Devi renderti conto
Che non sono infallibili gli dei
E che noialtri perdoniamo tutto.


Nicanor Parra   1914



venerdì 24 novembre 2017

Roman Jakobson...




Neppure il futuro ci appartiene. Tra qualche decennio ci affibbieranno duramente il titolo di "uomini dello scorso millennio". Avevamo soltanto canzoni affascinanti che ci parlavano del futuro, e d'un tratto queste canzoni da dinamica del presente si sono trasformate in fatto storico-letterario. Quando i cantori sono uccisi, e le canzoni trascinate al museo e attaccate con uno spillo al passato, ancora più deserta, derelitta e desolata diventa questa generazione, nullatenente nel più autentico senso della parola.



Roman Jakobson - 5 giugno 1930

da "Una generazione che ha dissipato i suoi poeti"

lunedì 20 novembre 2017

Giovanni Antonelli...



"E se è vera la scala fabbricata dal prof. Lombroso e compagni, quella cioè che dall’anomalo, dall’esaltato, dall’originale, dall’eccentrico va sino al matto, Lombroso che conosce così bene la materia, sarà per certo a capo di essa scala. Difatti, egli nel corso di sua vita, avrà voluto appagare molti suoi desideri bizzarri, sarà quindi mattoide; avrà avuto qualche momento di mestizia, sarà quindi lipemaniaco; avrà creduto che altri non riconosca i suoi meriti letterari e scientifici, sarà quindi delirante di persecuzione; vorrà scriver sempre e non saranno i suoi scritti tutta farina del suo sacco, sarà dunque kleptografomane; crederà alla propria infallibilità nella sua qualifica di pontefice della scuola psichiatrica, sarà dunque megalomane; sognerà pazzi dappertutto, ed eccolo anco allucinato"

Origine dei manicomi

Quando i feroci despoti - da pazzi fur tacciati,
pensaro a far ricoveri - e far ricoverati;
astuzia memorabile - che tanto lor giovò.
E se di pazzi il titolo - gl'incolse i dì seguenti
in cui orrende sursero - galere per dementi,
concorde in cuor sardonico - la turba sì ragliò:
- Noi siamo ricchi e inviolabili - né alcun misfatto vale
per esser chiusi in carcere, - ovvero nell'ospedale;
siam sempre gentiluomini - fra mille oscenità.
Benché innocenti, o miseri, - di senno riboccanti,
sono per voi gli ergastoli - gli strazi tutti quanti;
della ricchezza libera - schiava è la povertà!

Al Lombroso

Appena fu di mie vicende istrutto,
Lombroso chiese tosto il mio ritratto,
e, dopo averlo ben guardato tutto,
- ecco, esclamò, il bernoccolo del matto! -
Io lui conobbi appresso: egli è sì brutto,
che - a dire il vero - s'assomiglia a un gatto;
a uno di quei gatti a dente asciutto,
che sempre mangia, e non si sazia attatto.
- Ei, mi disse il Morselli, - è il gran Lombroso,
che di te parlerà nel suo volume. -
E poscia a lui: - Quest'è l'autor morboso. -
Io torsi su colui beffardo il lume,
e irruppi con accento dignitoso:
Salve, o di tutti i matti, eterno nume!


Giovanni Antonelli  1848 - 1918

La figura del poeta girovago è familiare all'Italia di fine 800. E' cantastorie,propagandista sociale, conferenziere popolare. Giovanni Antonelli fu uno di questi. Marchigiano, autodidatta, dodici anni nella Marina Militare, prese a viaggiare a piedi per la penisola. Più volte arrestato, venne poi internato in manicomio. Per 20 anni passa da un manicomio all'altro, spesso fuggiasco, oggetto di grande curiosità tra i medici per la vasta cultura, l'intelligenza e l'estro poetico. Anche il Lombroso si interessò a lui, ma Giovanni Antonelli gli rispose in rima, e in prosa nell'introduzione al volume che pubblicò nel 1893 "Il libro di un pazzo".

lunedì 13 novembre 2017

W. H. Auden...


La verità, vi prego, sull'amore


Dicono alcuni che amore è un bambino,
           e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo,
           e alcuni che è un'assurdità,
e quando ho domandato al mio vicino,
           che aveva tutta l'aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
            non era il caso, no.

Assomiglia a una coppia di pigiami,
    o al salame dove non c'è da bere?
Per l'odore può ricordare i lama,
    o avrà un profumo consolante?
E' pungente a toccarlo come un pruno,
    o lieve come morbido piumino?
E' tagliente o ben liscio lungo gli orli?
    La verità, vi prego, sull'amore.

I manuali di storia ce ne parlano
          in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
          a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che  vi si accenna nelle
          cronache dei suicidi,
e l'ho visto persino scribacchiato
          sul retro degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un alsaziano a dieta,
   o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
   su una sega o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle feste è un finimondo?
   Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un pò di pace?
   La verità, vi prego, sull'amore.

Sono andato a guardare nel bersò;
          lì non c'era mai stato;
ho esplorato il Tamigi a Maidenhead,
          e poi l'aria balsamica di Brighton.
Non so che cosa mi cantasse il merlo,
          o che cosa dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio,
          e non era nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie?
   Sull'altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
   o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
   E' un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?
   La verità, vi prego, sull'amore.

Quando viene, verrà senza avvisare,
   proprio mentre mi sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
   o là sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo?
   Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
   La verità, vi prego, sull'amore.



Wystan Hugh Auden    1907 - 1973

giovedì 9 novembre 2017

Viktor Sklovskij...




L'arma fa l'uomo più coraggioso.
Il cavallo lo muta in cavalleggero.
Le cose fanno con l'uomo ciò che egli fa di esse.
La velocità richiede uno scopo.
Le cose crescono intorno a noi, ora ce n'è dieci o cento volte più che duecento anni fa.
L'umanità le domina, l'uomo singolo no.
E' necessario possedere personalmente il segreto delle macchine, è necessario un nuovo romanticismo, perché esse nelle curve non gettino gli uomini fuori di vita.
Io ora sono sconcertato, perché questo asfalto grattato dai pneumatici delle automobili, la pubblicità luminosa e le donne ben vestite, tutto questo mi trasforma.
Io qui non sono quello che ero, e forse qui sono cattivo.


Viktor Sklovskij   1893-1984

da "Zoo o Lettere non d'amore"  1923

giovedì 26 ottobre 2017

Vladimir Majakovskij..................1917...2017...


1917 - 2017


"L'unica differenza, o la grande differenza tra me e Pasternak
è che quando sentiamo un tuono e
vediamo la luce di un lampo siamo egualmente commossi; 
ma io penso alla luce elettrica e
Pasternak a Dio" 

lunedì 23 ottobre 2017

Eduardo Galeano...



Finestra sulle proibizioni


Sul muro di un locale di Madrid c'è un cartello che dice:
E' proibito il canto flamenco.

Sul muro dell'aeroporto di Rio de Janeiro c'è un cartello che dice:
E' proibito giocare con i carrelli portavaligie.

Il che vuol dire che c'è ancora gente che canta e c'è ancora gente che gioca.



Eduardo Galeano   1940 - 2015

da "Parole in cammino" 








Jose Francisco Borges

giovedì 19 ottobre 2017

Matteo Guarnaccia...



La bicicletta                                                                                                   ABICI


Strumento primario di iniziazione, del passaggio dell'esperienza da parte dell' "anziano" amorevole.
Pensateci bene, nessuno che ci vuol male, potrà mai insegnarci a pedalare. Come in ogni
iniziazione che si rispetti c'è la perdita di sangue e la ferita che segna il distacco (le ginocchia sbucciate e le mani scartavetrate).
E la meraviglia di sentire il corpo entrare in automatica, il superare la goffaggine iniziale delle nuove
movenze, zac! la coscienza improvvisa che il vero equilibrio è nel movimento piuttosto che
nella staticità.
La rinnovata confidenza  col nostro sistema neuro-muscolare aiutata dalla preghiera cigolante delle
ruote sulla strada. Una meditazione tubolare completa, in contemplazione attiva, tra il paesaggio
fermo e il fiume del traffico che mentre pedali si scambiano le parti: in movimento il primo e
congelato il secondo. Come nuotare e fare l'amore, l'andare in bicicletta è programmato da qualche parte dei nostri geni, una volta appreso è impossibile dimenticarlo.
Il modello insuperato dello spostamento socialmente responsabile, senza spreco di risorse, non stressante e per di più divertente. La civiltà di un paese è direttamente proporzionale al rispetto
per i propri ciclisti. Andare in bicicletta non implica nessuna stupida esibizione di potenza,
richiede solo ottimismo e coraggio (dare le spalle alle auto è un vero atto di fede, compito del
nostro guerriero interiore). I Provos con le loro biciclette bianche a disposizione di chiunque.
Alfred Jarry e la sua patafisica scintillante bici da corsa. Albert Hofmann e la fatata pedalata
del '43. Le spettacolari bici fabbricate a Christiania. Veicolo egualitario, foriero di intimità
(portato mai nessuno in canna?) la bici è il muesli dei mezzi di trasporto.
Se i popoli precolombiani ignoravano la ruota per gli spostamenti e la utilizzavano solo per i
giocattoli, se i tibetani la concepivano esclusivamente per i loro strumenti di preghiera, la
bicicletta è la splendida sintesi degli usi possibili della ruota: gioco, trasporto e preghiera.




200 anni di bicicletta

lunedì 16 ottobre 2017

Roberto Roversi...



da  "Pianura  padana"                                                                                     ABICI

E' indice dei tempi
che le ragazze alzino un poco
la sottana e ridano negli occhi
con tanto candore d'angelo;
cadono sul prato
ansimando dopo corsa e fuga
per le ripe alberate,
la bicicletta a pezzi
buttata nella polvere;
e che l'innamorato dentro al fieno
bagni la febbre d'amore
stringendo una ladra che dibatte
le ali rondinelle.
Così passano gli anni.
Dura un giorno il furore.
Poi le care ragazze
sbiadiscono nelle case,
appassiscono il cuore,
accanto alla fontana delle piazze
coprono il bucato con la cenere.
Adagio alzano il collo a guardare
nelle sere tranquille
il ritorno degli uomini
per gli argini, le scintille
delle sigarette accese.


200 anni di bicicletta


giovedì 12 ottobre 2017

Delio Tessa...





De là del mur                                                                                                       ABICI


Foeura de porta Volta
de paes in paes
a la longa di sces
pedalavi in la molta

de la Comasna vuna
de sti matinn passaa:...

me seri dessedaa
con tant de grinta, in luna

sbiessa e in setton sul lett
pensavi: "cossa femm
incoeu?...l'è festa...andemm...
aria!...de sti fodrett...

moeuvet!te sèntet no
la pendola? Madonna!
Hin i noeuv or che sona
e sont in lett ammò!

giò con sti gamb...coragg,
ciappa la porta e proeuva
la bicicletta noeuva!"

A seri de viagg

donca e de mja in mja
intant che pedalavi
quiettin...quiettin...vardavi
la campagna drevia,

vardavi i camp, i praa
noster chì de Milan,
qui cari patanflan
di noster praa, settaa

denter in la scighera,
enter a moeuj, coi sò
fir de moron, coi sò
med de ganga...in filera

giò...giò...longa e longhera...
cassinn e cassinott,
paes e paesott
sgreg, pien de viran...

                                    l'era

ona matina grisa
d'ottober senza el vol
d'on passer, senza sol!...

...L'inverna...qui de Pisa...

riven adess in troppa
e la terra per lor
la smonta de color!
(...un'utomobel...s'cioppa!)

A manzina, chinscì,
che bella stradioeula!...
(...macchin...macchin...la spoeula
fan...)...e voo giò de chì!

Gabb e gabbett...firagn;
terra sutta...che gira
intorna al milla lira
la pertega...dagn

per mi che ghe n'òo minga!
Anca a fa l'avvocatt
aaah...te gh'ee pocch de sbatt...
...client che te siringa,

l'Irma, el padron de cà,
la lus, el calorifer...
l'è la storta del chiffer
che besogna trovà,

la tetta de tettà!...
Cantell...cisto...Cantell...
zappà patati...quell
magara l'è de fà!

Torna come el Frigeri
alla scimma di scimm,
al caroeu dol Regimm...
al Viro...ai someneri

torna!

        T'el là ol Pà-Bolla
su l'uss ch'al temp ol stròlega!
a battegh la cattolega
proeuvi d'ona parolla!

"O vu Regiò...disii
ch'a paes l'è cost chì?"
"A l'è Mombell...a l'è"


Fuori di Porta Volta, di paese in paese, lungo le siepi, pedalavo nella mota della strada Comacina, una di queste mattine passate...mi ero svegliato con tanto di broncio, con la luna a rovescio, e seduto sul letto pensavo:" cosa facciamo oggi? è festa... andiamo... aria! da queste federe... muoviti! non senti la pendola? Madonna! sono le nove che suonano e sono ancora a letto! giù con queste gambe... coraggio, prendi la porta e prova la bicicletta nuova!" Ero in viaggio dunque e di miglio in miglio, intanto che pedalavo pianino... pianino..., guardavo via via la campagna, guardavo i campi, questi nostri prati di Milano, quei cari pantaloni dei nostri prati, seduti dentro la nebbia, dentro a mollo, con i loro filari di gelsi, coi loro mucchi di letame... in fila giù giù... a non finire... cascine e cascinotti, paesi e paesotti rustici, pieni di villani... era una mattina grigia d'ottobre, senza il volo di un passero, senza sole! ... L'inverno... quelli di Pisa... arrivano in folla adesso e la terra per loro stinge di colore! (... un'automobile... scoppia!) A mancina, qui presso che bella stradicciola! (... macchine... macchine... fanno la spola...)... e vado giù di qui! Salici e salicetti scapitozzati... filari; terra asciutta... che si aggirano intorno alle mille lire la pertica... mal per me che non ne ho! Anche a fare l'avvocato, aaah... hai poco da strafare...  ... clienti che ti siringano, l'Irma, il padrone di casa, la luce, il calorifero; è la storta del chiffel che bisogna trovare, la tetta da tettare!... Cantello... cisto... Cantello... zappar patate... quello magari è da fare! Ritorna, come il Frigerio, alla cima delle cime, al beniamino del Regime, al Viro... ritorna alle sementi! Eccolo là il Pà Bolla che strologa il tempo sull'uscio! provo a chiedergli l'elemosina di una parola! "Oh voi, capo... dite che paese è questo qui?" "E' Mombello... è!"


200 anni di bicicletta

lunedì 9 ottobre 2017

Numeri...



Nel 2017 11.572 morti per arma da fuoco negli USA.


"Non sono le pistole ad uccidere
 ma gli americani che le impugnano.
Michael Moore"




200 anni della nascita della bicicletta




Nel 2014 il New York Times ha fatto due conti e ha calcolato che ogni giorno l'umanità 
passava complessivamente 39.757 anni sul social network. Jonathan Taplin osserva che 
"sono quasi quindici milioni di anni di manodopera gratis all'anno". E all'epoca
Facebook aveva solo 1,2 miliardi di utenti.




mercoledì 4 ottobre 2017

Eduardo Galeano...



Finestra sull'arrivo


Il figlio di Pilar e Daniel Weinberg fu battezzato sul lungomare;
durante il battesimo gli mostrarono ciò che è sacro.
    Ricevette in dono una lumaca:
    "Perché così impari ad amare l'acqua."
    Aprirono la gabbia di un uccello prigioniero:
    "Perché così impari ad amare l'aria."
    Gli diedero un fiore di geranio:
    "Perché così impari ad amare la terra."
    E gli diedero anche una bottiglietta chiusa:
    "Non aprirla mai, mai. Perché così impari ad amare il mistero."



Eduardo Galeano   1940 - 2015

da "Parole in cammino"





 
 Jose Francisco Borges 

sabato 30 settembre 2017

Man Ray - Marcel Duchamp...








A New York, Duchamp lavora ad una delle sue produzioni più importanti ed enigmatiche. Nel 1920, prima che il lavoro sia terminato, Man Ray scatta una fotografia dell'oggetto che ne diviene, a sua volta una provocazione artistica.

"Proposi a Duchamp di andare a prendere l'apparecchio fotografico, che non avevo mai portato fuori dallo studio, per fotografare il suo vetro, come gli avevo offerto fin dalla prima visita.
Avevo già notato che il pannello di Duchamp era illuminato da un'unica, nuda lampadina, ma sapevo per esperienza che la cosa non aveva importanza quando si trattava di fotografare un oggetto immobile. Fissando stabilmente la macchina sul suo cavalletto, con un tempo di esposizione sufficientemente lungo, il risultato sarebbe stato soddisfacente.
Mentre fissavo l'obiettivo, il pannello, visto dall'alto, sembrava uno strano paesaggio. Era polveroso e qua e là i residui sfilacciati di stoffa e bambagia usate per pulire le parti ultimate gli davano un sapore
di più profondo mistero. Il mistero, pensai, ecco il vero regno di Duchamp.
L'esposizione doveva essere molto lunga; aprii dunque l'otturatore e uscimmo a mangiare qualcosa.
Dopo un'ora circa tornai a chiuderlo e mi precipitai nel mio scantinato per sviluppare subito la lastra.
Era un lavoro che facevo sempre di notte, non avendo una camera oscura. Il negativo era perfetto.
Potevo confidare nella riuscita di qualsiasi futura commissione."


Intitolò la fotografia Elévage de Poussiére (Allevamento di polvere).


giovedì 21 settembre 2017

Haiku d'autunno...

                                                         
  
 .......Haiku d'autunno........



Iida Dakotsu   1885 - 1962

 Cos'è l'anima?
  Per esempio,
una lucciola d'autunno.


Kawabata Bosha   1897 - 1941

Uva in una ciotola
bianca, riempita d'acqua.


Nakamura Kusatao   1901 - 1983

 Mangio uva.
E' come parlare
una parola alla volta.


........Haiku d'autunno........

lunedì 18 settembre 2017

Eduardo Galeano...



Finestra sul corpo


La Chiesa dice 
IL CORPO E' UNA COLPA

La Scienza dice
IL CORPO E' UNA MACCHINA

La pubblicità dice
IL CORPO E' UN AFFARE

Il corpo dice
IO SONO LA FESTA



Eduardo Galeano   1940 - 2015


da "Parole in cammino"






José Francisco Borges


giovedì 14 settembre 2017

Eduardo Galeano...



Finestra sull'utopia


"Lei è all'orizzonte" dice Ferdinando Birri. "Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare."


Eduardo Galeano  1940 - 2015 

da "Parole in cammino"




José Francisco Borges 

venerdì 8 settembre 2017

8 Settembre 1917...Oggi...Cento anni fa...


8 settembre 1917
8 settembre 2017

Il giorno 8.9.17 alle ore 4 antimeridiane ci fanno disfare tutte le tende e si riattraversa l’Isonzo che li avevo detto addio, si arriva al vallone Vizzentini si fa sosta fino al buio e poi ci si incamino per la solita strada per la 4° volta i reggimenti di fanteria fanno come la pellicola di un cinematografo ogni 10 o dodici giorni passano di sotto al foco come la pellicola di faccia alla luce e tutte le volte ce ne si lascia, si torna in giù e ce li rendono come se fosse merce e ci fosse delle fabbriche che fabbricano li omini! E non costassero altro che della fatica per fabbricarli e delle materie che li si possono comprare su un mercato come si compra tutta l’altra merce.


dal diario di Giuseppe Manetti   Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano






Giulio Iacchetti - Matteo Ragni


lunedì 4 settembre 2017

Bruce Sterling...



" Molto romantico " sussurrò lei, eccitata.
" Come le stelle del rock, Turner. Sfilze di amplificatori e folla agli aeroporti.
Turner, se potessi vedere cosa porto sotto la gonna, impazziresti. "
Poi voltò la faccia di da un'altra parte.
" Smettila di cercare di baciarmi!
Voi occidentali siete incredibili.
Le bocche sono fatte per mangiare"



Bruce Sterling
Giorni verdi nel Brunei