domenica 26 ottobre 2025

GENOCIDIO HORROR STORIES... EXTRA Uno




I cani olandesi utilizzati da Israele
per aggressioni e rastrellamenti
10/04/2025





 

il manifesto 10/04/2025


giovedì 23 ottobre 2025

AMITAV GHOSH... Due di due

 


     La sconcertante realtà è che fu l'oppio a finanziare molte
metropoli divenute pilastri dell'odierna economia globaliz-
zata: Mumbai, Singapore, Hong Kong e Shanghai. In altre
parole, non furono il Libero Scambio o le leggi di mercato
a gettare le basi dell'economia globalizzata: fu il commer-
cio monopolistico di una droga prodotta sotto il controllo
coloniale da contadini asiatici poveri - una sostanza che
crea dipendenza, ovvero la negazione stessa della libertà.
E' questo, come sottolinea Trocki, il paradosso di fondo
del sistema coloniale: "Un governo che si vantava delle
proprie leggi e del proprio sistema giudiziario, quando in
realtà per mantenere il suo gettito fiscale dipendeva da
un sistema "illegale" e potenzialmente totalitario di con-
trollo sociale".

Amitav Ghosh - Fumo e ceneri
Einaudi edit. - 2025

lunedì 20 ottobre 2025

AMITAV GHOSH... Uno di due




    La logica del commercio coloniale dell'oppio venne for-
nita dall'ideologia capitalista del libero mercato, fondata
sulla dottrina del Libero Scambio. Fu in nome di tale dot-
trina che nel XIX secolo la Gran Bretagna scatenò entrambe
le sue guerre contro la Cina. Ed è indubbio che il commer-
cio dell'oppio svolse un ruolo di primo piano nel gettare
le basi del mercato globale come oggi lo conosciamo. Ma
quel mercato emergente, lungi dall'essere un'arena aperta
in cui gli individui potevano competere sfruttando i pro-
pri meriti e talenti, era invece l'opposto: una sfera chiusa,
esclusiva, dominata da un numero limitato di consorterie
elitarie e poco trasparenti. Che fossero europei o asiatici,
i membri erano invariabilmente uniti dall'appartenenza a
una stessa etnia, razza o casta. Lungi dall'essere libere, le
operazioni su tale mercato ricordavano quelle che si svol-
gono nella spettrale regione ctonia che ha sempre affian-
cato il capitalismo: la malavita.


Amitav Ghosh - Fumo e ceneri
Einaudi edit. - 2025

venerdì 17 ottobre 2025

GENOCIDIO HORROR STORIES... tre di tre continua

 


Asini che volano,
da Gaza a Parigi
21/07/25
Gli israeliani li confiscano e
una ong li manda in Francia











il manifesto 21/07/2025

martedì 14 ottobre 2025

DATACENTER... quattro di quattro




 DATACENTER 

Si potrebbe quindi dire che il Datacenter, più che all'archivio, rimanda alla figura dell'oracolo, in cui la memoria viva si confonde col passato che ha già traccia del possibile futuro, con il conseguente impoverimento dell'esperienza e cortocircuito della possibilità critica.





da NUNATAK - rivista di storie, culture. lotte della montagna
n. 77 - Estate 2025

sabato 11 ottobre 2025

DATACENTER... tre di quattro

 
DATACENTER 


Oggi per partecipare alla produzione di una merce industriale, a un lavoratore non è richiesto di sapere come è fatta e come si usa, ma solo quali sono i movimenti necessari a manovrare una macchina. Al contempo, la produzione di consumatori richiede il continuo condizionamento del comportamento verso una "novità" consumabile. Per questo i Datacenter possono essere definiti "tecnologie della memoria", poiché organizzano l'archiviazione dell'esperienza umana in forme sempre più istantanee. La velocità con cui operano i dispositivi digitali, l'accesso immediato alle nostre attività tradotte in dati e la capacità di registrarle ed elaborarle in tempo reale, fa sì che il presente sia già immediatamente memorizzato e ripresentato. Non mera ripetizione, ma retroazione cibernetica in cui i risultati di processi precedenti sono reimmessi nella riproduzione del sistema - come quando i dati che si producono in quanto utenti vengono istantaneamente utilizzati per modulare i feeds sui social media.




 
da NUNATAK - rivista di storie, culture. lotte della montagna
n. 77 - Estate 2025


mercoledì 8 ottobre 2025

DATACENTER... due di quattro



 DATACENTER 

Fondamentale per il funzionamento della rete è la continuità del servizio, per cui ogni Datacenter viene progettato seguendo il principio della "ridondanza" nei sistemi d'alimentazione, avere cioè più fonti energetiche, enormi generatori ad olio combustibile e depositi di batterie al litio, oltre al collegamento con la rete energetica. I Datacenter hanno un gigantesco impatto in termini di ecosistema, dalla cementificazione alle terribili condizioni ambientali e umane di estrazione mineraria coloniale delle materie prime necessarie al digitale, fino all'enorme consumo di energia e di acqua per il raffreddamento.





da NUNATAK - rivista di storie, culture. lotte della montagna
n. 77 - Estate 2025

domenica 5 ottobre 2025

DATACENTER ... Uno di quattro




 DATACENTER 


I Datacenter sono giganteschi capannoni in cui sono concentrate le apparecchiature informatiche e i dispositivi tecnologici necessari al loro funzionamento continuo. Ospitano file e file di server strutturati all'interno di "rack" che sono l'unità base. Si tratta di armadi dentro cui sono fisicamente installate le componenti hardware, necessarie all'elaborazione e alla trasmissione dei dati informatici, che tengono insieme quell'oggetto gigantesco che è Internet.




da NUNATAK - rivista di storie, culture. lotte della montagna
n. 77 - Estate 2025

giovedì 2 ottobre 2025

GENOCIDIO HORROR STORIES... due di tre continua



 

Sotto terra e dentro i freezer,
i corpi sottratti dei palestinesi
07/12/24
La pratica israeliana dagli anni '70 ad oggi


















il manifesto 07/12/2024

lunedì 29 settembre 2025

STEFANO BENNI...


 Slogan per vacanze

Visitate Israele, o prima o poi
verrà lui a visitare voi.

Stefano Benni
Il ritorno del Benni furioso
il manifesto - 1986

giovedì 25 settembre 2025

STEFANO BENNI...

 

General Love

C'è una strada in collina
che è zona militare
dove solo i generali
vanno a scopare
se ci vai di notte
ci sono i carri armati
ai lati, posteggiati
un pò mimetizzati
e si sente gridare
"puntare il pezzo! fuoco!"
"ma caro: com'è che che dura così poco? Il fuoco?"
"Zitta! Si chiama blitz!"

Stefano Benni - Il ritorno del Benni furioso
il manifesto - 1986

lunedì 22 settembre 2025

HAIKU D'AUTUNNO...

 


Haiku d'autunno


      voci tra i giunchi    
ecco il costante passaparola
    del vento d'autunno 


          volano via   
       le pietre le pietre sul monte Asama:
        tifone autunnale

       Matsuo Basho  1644-1694


 Una goccia di rugiada
  come un diamante
       su una pietra.  

Kawabata Bosha  1897-1941

giovedì 18 settembre 2025

lunedì 15 settembre 2025

FABIO PUSTERLA...

 
Molto male poco bene
torna il tempo delle iene.

Poco bene molto male
viene impazza il fortunale.

Fabio Pusterla  da "Fiumi nefrite vortici"
Marcos y Marcos edit. - 2025 -

giovedì 11 settembre 2025

FABIO PUSTERLA...

 
"Fraintesa, appunto. Magari mi sono fidata
un po' troppo, ma non c'era malizia. Fraintesa
dai molti invidiosi, poveri soprattutto, che vorrebbero
avere quello che ho e non ne sono capaci:
di farsi amare come me, di avere coraggio
e idee sempre sembrando
splendida, naturale. Guardate i miei figli
belli e telegenici. Il raffreddore, per dire,
non sanno neanche cos'è. Figuriamoci il resto.
I like likes, likes like me: è il mio motto,
una forza ferrigna. Ci ho costruito un'impresa
e adesso state a menarvela per un pandoro?
Miserabili. Potrei sentirmi offesa
ma non è nel mio stile. Un sorriso, piuttosto.

Ma tu chi sei che di noi dimandasti?"

Fabio Pusterla  da "Fiumi nefrite vortici"
Marcos y Marcos edit. - 2025 -

domenica 7 settembre 2025

JAMES JOYCE...............1000

 

BLOOMSDAY


Sono qui per riformare la morale cittadina e obbedisco ai dieci comandamenti nudi e crudi. Mondi nuovi per rimpiazzare vecchi. Unione di tutti, ebrei, musulmani e gentili. Tre acri e una mucca per tutti i figli della natura. Berline come carri funebri motorizzati. Lavoro manuale obbligatorio per tutti. Tutti i parchi pubblici aperti giorno e notte. Lavapiatti elettriche. Devono scomparire la tubercolosi, la pazzia, la guerra e la gente che chiede l'elemosina. Amnistia generale, carnevale settimanale, con licenza di maschera, premi in denaro per tutti, esperanto la fratellanza universale. Mai più patriottismo da ubriaconi e impostori idropici. Libero denaro, libero amore e una chiesa libera e laica in uno stato libero e laico.

James Joyce  da "Ulysses" episodio 15 Circe

mercoledì 3 settembre 2025

I PRATI DEL PARADISO...TRE

 

I prati del Paradiso    

Lunghissimo,
profondo,
questo prato
non si può girare in tondo,
solo da un lato,
ad una comodissima balaustrata,
la gente si può fermare
finché vuole
per guardare inginocchiata.
Proprio in fondo al prato,
accuratissimamente distesa,
c'è una camicia bianca di bucato.

Aldo Palazzeschi  da "Poesie 1904-1914"



                                  
                                      Fotografie di Riitta Ikonen - Karoline Hjorth

sabato 30 agosto 2025

I PRATI DEL PARADISO... DUE



 
I prati del Paradiso   

E' un prato sterminato 
che nel mezzo è tutto vuoto.
Lo circondan giro giro
settecentomila beghine tutte in fila.
Tutte vestite e velate di nero
fanno del prato 
in un anno un giro intero.

Aldo Palazzeschi  da "Poesie 1904-1914"




Fotografie di Riitta Ikonen - Karoline Hjorth

martedì 26 agosto 2025

I PRATI DEL PARADISO... UNO

 

I prati del Paradiso    

Un  prato in forma di triangolo
equiangolo: un cipresso per angolo.
Nel mezzo,
situate 
pure in forma di triangolo
tre vecchie,
filano immobili
canapa candida.
Ogni ora mutano d'angolo.

Aldo Palazzeschi  da "Poesie 1904-1914"




Fotografie di Riitta Ikonen - Karoline Hjorth

giovedì 21 agosto 2025

STEFANIA CONSIGLIERE...

 


Per completare e garantire l'impresa di appropriazione, il mondo del plusvalore deve presentarsi a chi lo abita come l'intero dell'esistente e del possibile: non solo come il più potente e desiderabile dei mondi già esistenti, ma come il solo mondo immaginabile. Non basta quindi eliminare l'alterità che già esiste, bisogna anche bloccare il motore che la produce e che - generando biforcazioni, desideri, intuizioni, resistenze - porta i viventi a sperimentare nuovi modi di relazione, a co-divenire, a radicarsi nella loro storia singolare e nei loro luoghi propri: a produrre molteplicità, insomma. Perché ciò smetta di avvenire, la moderna reductio ad unum deve applicarsi anche ai margini dell'esistente, nelle lande incerte del preindividuale, dell'inattuale, dell'imprevedibile. Questa condizione propriamente totalitaria è stata raggiunta sbarrando l'accesso autonomo - dei singoli e delle collettività - all'immaginario, al rischio e alle possibilità che vi s'incontrano. Devono tacere terre, mari, montagne e cieli; sparire ninfe, lari, penati e spiriti dei morti; farsi macchine gli animali e le piante; farsi insignificanti i sogni; diventare impraticabili l'estasi mistica, l'innamoramento, le forme altre di esperienza, la trance; dev'essere rimossa la morte, resa insensata la malattia, mercificata la gioia e meccanizzata la depressione perché il plusvalore e il progetto psicotico di dominio universale possano avere corso. Il silenzio del mondo porta due vantaggi: permette di asservire e sfigurare senza remore tutto ciò che esiste; e, persuadendo gli umani che nulla esiste oltre al già noto, li deruba della possibilità di far esistere altro. Il miglior trucco del diavolo, diceva Baudelaire, è averci convinto della sua inesistenza. Nel momento stesso in cui, segretamente, li impiega nella fantasmagoria della merce e nella stregoneria del denaro, la modernità scaccia incanto, magia e immaginario dai loro luoghi propri: dalle pieghe del quotidiano, dall'ozio, dalla notte, dai boschi. La sua gestione è affidata al marketing, all'industria "culturale", ai professionisti di Hollywood e Netflix, esperti nel produrre il giusto dosaggio di romanticismo e richiamo all'ordine, estrattivisti incaricati di catturare la nostra aspirazione ad altro per piegarla al conformismo sociale, in modo che l'immaginario non possa mai diventare forza di trasformazione.


Stefania Consigliere  da "Materialismo magico Magia e rivoluzione"
Deriveapprodi edit. - 2023

domenica 17 agosto 2025

BACIAMI IL ...


                                                        - In questi giorni - 


      " Quando la danza finiva ci si piegava davanti al
caprone seduto sulla sedia e gli si baciava il deretano
con reverenza". E' la confessione di Walburga Knab,
una contadina bavarese che confessa a un implacabile
inquisitore le sue frequentazioni con il Maligno.

Baciarsi - Elisabetta Moro - Marino Niola
Einaudi edit. - 2021

martedì 12 agosto 2025

ANNA BADKHEN... - GUERRA - OGGI --

                               

                                                    - GUERRA - OGGI -


      Quando si  guarda l'immagine creata da un drone bi-
sogna pensare ai molteplici livelli di rimozione che rap-
presenta  e incarna - il drone e le persone nel suo mirino
su un continente, chi lo manovra su un altro, la persona
che guarda l'immagine prodotta su un terzo - e, al con-
tempo, alla sovrapposizione più sconvolgente: il drone
che fotografa un'atrocità può anche essere lo stesso che la
commette. E' la perversione di una perversione, uno snuff
movie in  versione selfie in prima linea scattato con il tele-
comando.

Anna Badkhen - Cronache di un mondo in movimento
Gramma Ferltrinelli - 2025

sabato 9 agosto 2025

ALLEN GINSBERG... Giorni di Nagasaki: Fantasia di ognuno...Ode plutonia...

 


Giorni di Nagasaki: Fantasia di ognuno                                   - OGGI -


Sono uscito e ceran cumuli
       di plutonio bombardato
       per tutto il Lower East Side
Neanche un edificio rimasto soltanto
      scheletri di ferro
drogherie bruciate, buche spalancate su
      puzzolenti acque di fogna

C'erano persone affamate che arrancavano
      per il deserto
UFO marziani con raggi
      Luce blu distruttrice
passavano in alto e prosciugavano tutte
       le acque

Palme amazzoniche carbonizzate per
       centinaia di miglia su entrambi le rive
       del fiume


10 agosto 1978


Allen Ginsberg - Poesie 1947 - 1995
il Saggiatore - 2019

 

martedì 5 agosto 2025

Oh Gorizia tu sei maledetta... GUERRA - IERI


                                                                                             
                                                                                        - GUERRA - IERI -


         «La mattina del cinque d'agosto
si muovevan le truppe italiane
per Gorizia, le terre lontane
e dolente ognun si partì

Sotto l'acqua che cadeva al rovescio
grandinavan le palle nemiche
su quei monti, colline e gran valli
si moriva dicendo così:

Oh Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu

Oh vigliacchi che voi ve ne state
con le mogli sui letti di lana
schernitori di noi carne umana
questa guerra ci insegna a punir

Voi chiamate il campo d'onore
questa terra di là dei confini
Qui si muore gridando assassini
maledetti sarete un dì

Cara moglie che tu non mi senti
raccomando ai compagni vicini
di tenermi da conto i bambini
che io muoio col suo nome nel cuor

O Gorizia tu sei maledetta
per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza
e il ritorno per molti non fu.»


10 agosto 1916

E’ cominciata l’offensiva italiana sull’Isonzo. Gorizia è italiana! Notizie splendide, elettrizzanti; ne sono stato felicissimo. Eppure non so levarmi da questo stordimento fisico e morale che mi opprime…Ho sparato senza fine. Stanchi ma esultanti i soldati non si fermano. Si grida loro che vi possono essere insidie sul terreno. Non sentono nulla. E’ una gioia. Non più un colpo d’artiglieria austriaca. Scappano. E via, via, avanti.

da una lettera del tenente mitragliere Orlando Orlandi

“O Gorizia tu sei maledetta per ogni cuore che sente coscienza
dolorosa ci fu la partenza ma per tanti ritorno non fu”

La sesta battaglia dell’Isonzo si svolse dal 4 al 16 agosto, la presa di Gorizia costo 26.000 morti.

sabato 2 agosto 2025

2 AGOSTO 1980... BOLOGNA... 10.25


                                                                                - OGGI -



 

martedì 29 luglio 2025

ANNA BADKHEN...

 


Mentre le majorettes attraversano Joal (porto di pescatori della Petite Cote senegalese) a passo di danza, l'Europa annuncia di aver "smarrito" 10.000 bambini migranti arrivati da soli, soprattutto da Medio Oriente, Asia centrale e Africa, a cercare asilo. L'anno successivo, gli Stati Uniti dichiarano di aver perso le tracce di 1500 bambini migranti, e tre anni dopo più di 500 risultano ancora scomparsi. Cosa succede quando i bambini scompaiono? Nulla, ci dice W.H.Auden: capita

mentre qualcun altro sta mangiando o aprendo una finestra
o anche solo passeggiando indifferente.
[...]
nell'Icaro di Bruegel, per esempio:
come tutto pigramente tende
a ignorare il disastro.

Anna Badkhen - Cronache di un mondo in movimento
Gramma Ferltrinelli - 2025

venerdì 25 luglio 2025

LA FAGLIA... pagina 23

 

pagina 23



I reperti indicano che in
questo luogo. migliaia di anni
fa, si celebravano riti religiosi


                                           " E ciò delimitava la frontiera" afferma Putzer


Bruciavano animali su questo
focolare ancestrale. Riti che
equivalevano a una dichiarazione
politica per lo straniero che 
attraversava le Alpi da nord:


                                                  "Non sei in un libero territorio. Dovrai rispettare le nostre regole".


LA FAGLIA - Carlos Spottorno - Guillermo Abril
Touring Club Italiano - 2024

martedì 22 luglio 2025

LA FAGLIA... pagina 22



pagina 22


 

" Quanto più scopri
più domande ti fai"
borbotta l'archeologo
Andreas Putzer


                        Nato in Italia ha studiato a Innsbruck ed è uno dei maggiori esperti di Otzi. La sua                              équipe  si è accampata a 2400 di altitudine, non molto lontano dalla scena del delitto.
                         


In quella che in val Senales
doveva essere una pista da sci,
cercano insediamenti primitivi.
Questo non è antico come Otzi,
forse ha 3500 anni.


                                            E' estate, ma fa un freddo gelido in questo tratto di valle. E il lavoro è                                                    lento e meticoloso. Tutto deve essere registrato per essere analizzato dopo.
                                            

LA FAGLIA - Carlos Spottorno - Guillermo Abril
Touring Club Italiano - 2024

sabato 19 luglio 2025

LA FAGLIA... pagina 21


pagina 21


 
Il corpo della vittima fu assegnato all'Italia
dopo un'intensa disputa cartografica. E oggi
centinaia di persone fanno visita a quel cadavere
mummificato, come se fosse la Gioconda.



La sua postura dolorosamente contorta sembra
un preludio alla tragedia di questo continente:
il "primo europeo" fu colpito alle spalle.



Sulla frontiera                                     
                                              


La faglia - Carlos Spottorno - Guillermo Abril
Touring Club Italiano - 2024 
 

martedì 15 luglio 2025

LA FAGLIA... pagina 20


pagina 20



 Su queste vette che dividono l'Austria dall'Italia fu commesso un'omicidio


Il corpo conservato dal ghiaccio,
lo trovarono alcuni alpinisti nel
1991. Si pensò che potesse essere
di un soldato della Grande Guerra.


La perizia medico-legale stabilì
che era morto dissanguato
a una freccia che l'aveva ferito
alla schiena, circa 5300 anni fa.
Lo chiamarono Otzi, l'uomo
dei ghiacci


La faglia - Carlos Spottorno - Guillermo Abril
Touring Club Italiano - 2024

sabato 12 luglio 2025

bell hooks...

 


Per resistere in maniera importante alla cultura dominatrice dobbiamo essere disposti a identificare con precisione i vari sistemi che concorrono a promuovere l'ingiustizia, lo sfruttamento e l'oppressione. Dare un nome ai sistemi interconnessi di dominio serve a spezzare la nostra fiducia malriposta nel pensiero dualistico. Portati alla luce, i sistemi interconnessi ci incriminano tutti, rendendo così impossibile a chiunque definirsi sempre e assolutamente vittima, attirando l'attenzione sulla nostra responsabilità, seppur relativa. Quando siamo responsabili, rigettiamo il ruolo di vittima e possiamo rivendicare lo spazio della nostra agency individuale e collettiva. Per molte persone, specialmente coloro che soffrono per lo sfruttamento e/o l'oppressione, l'agency può sembrare inadeguata. Tuttavia. riaffermarla, persino nel proprio piccolo, è sempre il primo passo verso l'autodeterminazione. E' lo spazio della speranza.


bell hooks 1952 - 2021
da "Scrivere oltre la razza" - Il Saggiatore - 2024

mercoledì 9 luglio 2025

REFAAT ALAREER...

 


Se devo morire

Se devo morire,
tu devi vivere
per raccontare la mia storia,
per vendere le mie cose,
per comprare un pezzo di stoffa
e qualche filo
(fallo bianco, con una lunga coda),
così che un bambino, da qualche parte a Gaza,
fissando il cielo negli occhi,
aspettando suo padre che è partito tra le fiamme -
senza dire addio a nessuno,
neanche alla sua carne,
neanche a se stesso -
veda l'aquilone, il mio aquilone che hai fatto tu, volare alto
e pensi, per un momento, che lassù ci sia un angelo
che riporta l'amore.
Se devo morire,
che porti speranza,
che sia una storia.

Refaat Alareer  1979-2023
Il loro grido è la mia voce - Fazi editore - 2025

domenica 6 luglio 2025

MARWAN MAKHOUL...

 

Basta !
Dice la morte ai tiranni,
ho mangiato a sazietà


Per scrivere una poesia non politica,
devo ascoltare gli uccelli,
e per sentire gli uccelli
bisogna far tacere gli aerei da caccia


da "Versi senza casa" di Marwan Makhoul 
Il loro grido è la mia voce - Fazi editore - 2025 

giovedì 3 luglio 2025

FABRIZIO BENEDETTI...

 
Oggi la scienza ci dice che le parole sono delle potenti frecce che colpiscono precisi bersagli nel cervello, e questi bersagli sono gli stessi dei farmaci che la medicina usa nella routine clinica. Le parole innescano gli stessi meccanismi dei farmaci, e in questo modo si trasformano da suoni e simboli astratti in vere e proprie  armi che modificano il cervello e il corpo di chi soffre. E' questo il concetto chiave che sta emergendo, e recenti scoperte lo dimostrano: le parole attivano le stesse vie biochimiche di farmaci come la morfina e l'aspirina.


Fabrizio Benedetti professore di Fisiologia umana e Neurofisiologia Università di Torino
dal libro "La speranza è un farmaco" - Mondadori edit. - 2018

lunedì 30 giugno 2025

STEFANIA CONSIGLIERE...

 


Non è solo la violenza del dominio a lasciare tracce durevoli nelle cose. Qualsiasi forma di intensità collettiva imprime segni: intensità di lotta, di affetti, di conoscenza, di amore. I posti dove si è aperta, per noi-con-altri, una presenza più piena e felice si caricano di un'aura che è l'esatto opposto del fantasma. Quei posti e quegli echi sono fin da subito gli antenati di ciò che siamo, l'infanzia felice che è ancora possibile farsi e da cui, a quel punto, proverremo.

Stefania Consigliere  da "Favole del reincanto. Molteplicità, immaginario, rivoluzione" 
DeriveApprodi - 2020  

martedì 24 giugno 2025

REFAAT ALAREER...

 


I cuori non sono cuori.
Gli occhi non vedono.
Non ci sono occhi lì.
Le pance desiderano qualcosa di più.
Una casa distrutta, tranne la porta.
La famiglia, tutta, sparita.
Tranne un album di foto
che deve essere sepolto con loro.
Non è rimasto nessuno a custodire i ricordi.
Nessuno.
Tranne anime appena sfornate nelle pance.
Tranne una poesia.

Refaat Alareer  1979-2023
Il loro grido è la mia voce - Fazi editore - 2025

venerdì 20 giugno 2025

HAIKU D'ESTATE...



 haiku estate


Mentre viaggio per il mondo
      si prepara la semina.
    Andirivieni nelle risaie.

Matsuo Basho  1644-1694 


Sulla porta d'erba
 mangio ortiche,
 come le lucciole.

Takarai Kikaku  1661-1707


Sono vivo, sono vivo!
 Provo ad asciugarmi
    il sudore del viso.

Nakamura Kusatao  1901-1983

lunedì 16 giugno 2025

OSIP MANDEL'STAM...

 


da  "Quaderni di Voronez" dal terzo quaderno 1937


Versi sul milite ignoto

Lo testimoni quest'aria,
il suo cuore a lunga gittata,
e nelle trincee attivo e onnivoro
oceano senza finestra - sostanza...

Quelle stelle così pronte a calunniare!
Sempre a scrutare - perché?
la condanna del giudice e del testimone,
l'oceano senza finestra, sostanza.

Cupo seminatore la pioggia ricorda - 
anonima sua manna -
come boschi di crocette segnavano
l'oceano o il cuneo di guerra.

Saranno uomini deboli, freddi
a uccidere, a sentire fame e freddo -
e giace nella sua tomba celebrata
il milite ignoto.

Debole rondine che hai disimparato
a volare, insegnami
come aver ragione di questa bara
d'aria, senza timone e ali.

E per Michail Lermontov
ti renderò preciso rapporto
su come la bara insegna al gobbo
e una fossa d'aria attrae.

Con acini d'uva in movimento
ci minacciano questi mondi
e stanno sospesi come città razziate,
lapsus dorati, delazioni,
bacche di gelo tossico -
le tende elastiche delle costellazioni,
i grassi dorati delle costellazioni...

Nell'etere contato a cifre decimali
la luce delle velocità polverizzate in raggio
dà inizio al numero, trasparente
per il dolore luminoso e il tarlo degli zeri.

E dietro il campo dei campi un nuovo
campo vola, gru in triangolo,
vola come nuova veste polverosa di luce la notizia
e viene luce dalla battaglia di ieri.

Vola come nuova veste polverosa di luce la notizia:
- non sono Lipsia, non sono Waterloo,
non sono la Battaglia delle Nazioni, sono il nuovo,
e da me verrà luce al mondo.

Intruglio arabo, tritume,
luce delle velocità polverizzate in raggio,
e con le sue suole oblique
sta il raggio sulla mia retina.

Milioni di morti ammazzati a poco prezzo
hanno aperto un sentiero nel vuoto -
buonanotte! molti auguri
da parte delle fortezze interrate!

Incorruttibile cielo di trincea -
cielo di morti all'ingrosso -
dietro a te, lontano da te, tutto intero,
corro con le labbra nel buio -

oltre i crateri, le frane e i terrapieni
lungo i quali indugiava e intenebrava:
va cupo, umiliato e butterato
il genio delle tombe sfondate.

Muore bene la fanteria
e bene canta il coro della notte
sul sorriso camuso di Svejk
e sulla lancia da uccello di Don Chisciotte
e sul metatarso da uccello del cavaliere.
E si fa l'amico dell'uomo lo sciancato -
per entrambi ci sarà lavoro,
e picchia alla periferia del secolo
la famigliola delle grucce di legno -
ehi, compagni, globo terrestre!

Forse per questo il cranio deve svilupparsi
in tutta la fronte - da tempia a tempia -
perché nelle sue orbite care
non possano non infilarsi gli eserciti?
Per la vita il cranio si sviluppa
in tutta la fronte - da tempia a tempia - 
stuzzica se stesso con la nettezza delle sue suture,
cupola che intende si rischiara,
schiuma pensiero, sogna se stesso -
calice dei calici e patria alla patria,
cuffietta ricamata di impunture di stelle,
cuffia della felicità - padre di Shakespeare...

Appena appena rosse si affrettano a casa
la chiarezza del frassino, la vista acuta dell'acero bianco,
come se di tramortimenti stivassero
i due cieli col loro pallido fuoco.

Ci unisce solo ciò che eccede,
non abbiamo davanti il baratro, ma il metro,
e lottare per un aria di sussistenza -
questa gloria non è d'esempio agli altri.     

E stivandomi la coscienza
di una vita semitramortita
senza scelta mi bevo questa broda,
mangio la mia testa sotto il fuoco?

Per questo è preparata la tara
di incantamento nello spazio vuoto,
perché le stelle bianche appena appena rosse
si affrettino a tornare a casa?
Lo senti, matrigna dell'accampamento stellare,   
notte, cosa sarà ora e dopo?

Affluisce il sangue alle aorte
e nelle file risuona un bisbiglio:
- sono nato nel novantaquattro,
sono nato nel novantadue...
Stringendo in pugno il logoro anno
di nascita - con una folla, nel branco,
bisbiglio con la bocca esangue:
sono nato la notte fra il due e il tre
gennaio dell'infelice anno
novantuno - e i secoli
mi circondano di fuoco.

Osip Mandel'stam  1891- 1938

giovedì 12 giugno 2025

VELIMIR CHLEBNIKOV...

 

" La legge delle altalene "


La legge delle altalene prescrive
Che si abbiano scarpe ora larghe, ora strette.
Che sia ora notte, ora giorno.
E che signori della terra siano ora il rinoceronte, ora l’uomo.


Velimir Chlebnikov
1907-14.

lunedì 9 giugno 2025

GENOCIDIO... THEODOR W. ADORNO

 


Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda  a un
mattatoio e pensa: sono soltanto animali.

Theodor W. Adorno


lunedì 2 giugno 2025

ALESSANDRA CARNAROLI... Città... Gaza

 

Gaza  

Nella striscia
Sono finiti i posti
Dove ripararsi

Come sull'autobus

Qualcuno deve
Morire in piedi
O scendere prima


Se la guardi sotto
I bombardamenti
Gaza sembra
Una festa

I razzi sono stelle filanti
I bambini coriandoli


Dobbiamo scrivere
Anche della speranza

Del resto i bambini
Continuano coi loro giochi
Di sempre

Tutte le notti
Cambiano nascondiglio

Alessandra Carnaroli
Non si tocca la frutta nei supermercati
però i culi nelle metropolitane
Einaudi ed. - 2025