venerdì 30 agosto 2019

P. Pasolini... Sembra ieri... TRE



Il potere è diventato un potere consumistico, infinitamente più efficace nell'imporre la propria volontà che qualsiasi altro potere al mondo. La persuasione a seguire una concezione edonistica della vita ridicolizza ogni precedente sforzo autoritario di persuasione.

Pierpaolo Pasolini 

lunedì 12 agosto 2019

J. Saramago...




Un funzionario del governo messicano, un tal Hank Gonzalez, a cui si deve riconoscere il merito
della franchezza, ancorché brutale, se non si preferisce piuttosto denunciarne il cinismo, ha appena
dato la risposta: "Ci sono cinque milioni di contadini d'avanzo," ha detto. questo è il problema che il
neoliberismo trionfante vuole risolvere in modo radicale: fare scomparire a poco a poco ( un geno-
cidio su scala planetaria farebbe troppo scandalo), sottraendo o negando loro condizioni minime di
vita, le centinaia di milioni di esseri umani che sono d'avanzo, siano essi indios dell'America o indios
dell'India, o neri dell'Africa, o gialli dell'Asia, o sottisviluppati di ogni dove. Quello che si sta pre-
parando nel pianeta azzurroè un mondo per ricchi (la ricchezza come una nuova forma di arianesimo), un mondo che non potendo, ovviamente fare a meno dell'esistenza dei poveri, ammetterà di conservare quelli che saranno strettamente necessari al sistema.


José Saramago - Diario dell'anno del Nobel
Feltrinelli ed. - 2019

mercoledì 7 agosto 2019

Primo Levi...


OGGI - 2019                                         


L'esperienza di Auschwitz è stata tale per me da
spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa
C'è Auschwitz, quindi non può esserci Dio.

Primo Levi

venerdì 2 agosto 2019

2 Agosto 1980... Ore 10.25...


OGGI - 2019                               


Agostini Natalia - Ales Vito - Alganon Mauro - Avati Maria Idria - Barbaro Rosina -
Basso Nazzareno - Bergianti Euridia - Bertasi Katia - Betti Francesco - Bianchi Paolino -
Bivona Verdiana - Bonora Argeo - Bosio Anna Maria - Boudman Breton Irene -
Bugamelli Viviana - Burri Sonia - Caprioli Davide - Carli Velia - Casadei Flavia -  
Castellaro Mirco - Ceci Antonella - Dall'olio Franca - De Marchi Roberto -
Di Paola Antonino - Di Vittorio Mauro - Diomede Fresa Cesare Francesco -
Diomede Fresa Vito - Drouhard Brigitte - Ebner Berta - Ferretti Lina - 
Fornasari Mirella - Fresu Angela - Fresu Maria - Frigerio Errica - Gaiola Roberto -
Galassi Pietro - Gallon Manuela - Geraci Eleonora - Gomez Martinez Francesco -
Gozzi Carla - Kolpinski John Andrew - La Scala Antonio Francesco - Lanconelli Vincenzo -
Laurenti Pier Francesco - Lauro Salvatore - Lugli Umberto - Mader Eckhardt - Mader Kai -
Manea Elisabetta - Marangon Maria Angela - Marceddu Rossella - Marino Angelina -
Marino Domenica - Marino Leo Luca - Marzagalli Amorveno - Mauri Carlo - Mauri Luca -
Messineo Patrizia - Mitchell Catherine Helen - Molina Loredana - Montanari Antonio -
Natali Nilla - Olla Lidia - Patruno Giuseppe - Petteni Vincenzo - Priore Angelo - 
Procelli Roberto - Remollino Pio Carmine - Roda Gaetano - Rohrs Margret - Ruozi Romeo -
Sala Vincenzina - Salvagnini Anna Maria - Secci Sergio - Sekiguchi Iwao - Seminara Salvatore -
Serravalle Silvana - Sica Mario - Tarsi Angelica - Trolese Antonella Marina - Vaccaro Vittorio -
Venturi Fausto - Verde Rita - Zappalà Onofrio - Zecchi Paolo - 

 

martedì 23 luglio 2019

Geografia + matematica........... P. Rumiz...


Sembra ieri                    


Perché è il silenzio a offendere, più del razzismo. Basterebbe dire forte la verità. Ricordare che in ventidue milioni siamo partiti tra Otto e Novecento per cercare fortuna all'estero.
Ventidue milioni di italiani in mezzo secolo significa una nave con mille persone al giorno, per
cinquant'anni di fila. Mio nonno, l'oceano l'ha affrontato da solo, a otto anni, per fame.
Minore non accompagnato, accolto in Argentina come immondizia umana, portatore di crimini e malattie, ladro di lavoro, fottuto italiano, capace solo di far figli. 


Paolo Rumiz - Il filo infinito
Feltrinelli ed. - 2019

lunedì 15 luglio 2019

Paul Verlaine...


Il pagliaccio


Il palcoscenico scosso da un'orchestra enfatica
cigola sotto i grandi piedi del magro saltimbanco
che arringa, non senza finezza e disdegno,
i grulli che battono i piedi davanti a lui nel fango.

Il gesso della sua fronte e il belletto della guancia
destano meraviglia. Egli perora e zittisce all'improvviso
riceve pedate nel sedere, ilare,
bacia sul collo la sua enorme compagna, e fa la ruota.

Le sue ciance, di cuore e d'anima approviamole!
Il suo corto giubetto di tela a fiori ed i polpacci
che girano all'impazzata meritano che ci si fermi.

Ma ciò che tutti devono ammirare è soprattutto
quella parrucca da cui si drizza sulla sua testa,
svelto, un codino con in cima una farfalla.


Paul Verlaine  1844 - 1896

lunedì 8 luglio 2019

P. Pasolini... Sembra ieri... DUE



Il consumismo altro non è che una nuova forma totalitaria - in quanto del tutto totalizzante, in quanto alienante fino al limite estremo della degradazione antropologica.

Pierpaolo Pasolini 

giovedì 4 luglio 2019

Haiku d'estate...



Kobayashi Issa  1763-1828

si fa largo
tra la folla, brandendo
un papavero


Miura Chora  1729-1780

acqua fredda
e due gallette di riso:
la mia estate


Matsuo Basho  1644-1694

separazione -
le spighe dell'orzo
tormentate tra le dita

lunedì 1 luglio 2019

Walt Whitman...


da  "Canto il corpo elettrico"



Il corpo dell'uomo è sacro e il corpo della donna è sacro,
Non importa chi sia, è sacro - si tratta forse del più umile
         nella squadra dei manovali?
Si tratta forse di uno di quegli immigrati dal volto inebetito,
         testé sbarcati sul molo?
Ciascuno appartiene qui o dovunque, al pari dei ricchi,
         al pari di te,
Ognuno ha il posto che gli o che le compete nella processione.
(Tutto è processione,
L'universo è una processione con moto scandito e perfetto.)

Ma voi la sapete così lunga, che osate trattare i più umili d'ignoranti?
Credete forse d'avere diritto a un buon posto, e che lui o
          lei non abbian diritto a altrettanto?
Credete che la materia si sia rappresa dopo essere stata gassosa
          e diffusa, e che l'humus si trovi alla superficie,
          e che l'acqua fluisca e la vegetazione germogli,
Soltanto per voi, e non anche per lui e per lei?


Walt Whitman  1819 - 1892

lunedì 24 giugno 2019

Valerio Magrelli...




Su un'aria del Turco in Italia

       Cara Italia, alfin ti miro.
       Vi saluto, amiche sponde
       G. Rossini


Riposa tutta quanta la Penisola
avvolta da una trepida collana
di affogati. Ognuno di loro è una briciola
fatta cadere per ritrovar la strada.

Ma i pesci le hanno mangiate e i clandestini,
persi nel mare senza più ritorno,
vagano come tanti Pollicini
seminati nell'acqua torno torno.


da "MigrazioniMigrations"
Wole Soyinka
66thand2nd editore - 2016


lunedì 17 giugno 2019

Chris Abani...



Cartografie


Non c'è terra natale.
Siamo sempre su un binario
in attesa di un treno che quasi mai arriva.
L'espresso è un drago che urla in stazione.
A volte c'è la neve, a volte il sole. A volte diciamo:
è questa la mia stazione. Ma in realtà è tutto viaggio.
Nessuno dà e nessuno prende.
Il miracolo vero è che l'amore succede ogni volta.
Se c'è una terra natale è questa la sua geografia.
Io credo in Dio. Ecco l'ho detto.
Questo dimostra che sono nigeriano.
Eppure ci si può solo avvicinare all'oggetto del desiderio.
Eppure siamo sempre su un treno diretto verso la felicità.
Quel che raggiungiamo è caffè, biscotti e Bob nell'iPod.
Alessandria, in Egitto, è una città e una biblioteca -
speranza e destino.
Il mondo è spesso così.
Alcune cose sembrano sangue, alcune
sanno di fango e ruggine.
Non sono sangue. Non lo sono.
Libertà fumava la pipa sui gradini del museo
a Harare. Disse, tirando su col naso,
è arrivato presto l'inverno in Africa.
Non c'è nulla di gentile in questa antica guerriglia:
ma tutta grazia, tutta grazia.
Non le credevo quando disse:
una volta ho visto farfalle come l'anima di un uomo
in uno sminamento, in guerra. Qui,
a Venezia, vedo una zingara che canta
in Piazza San Marco. E i piccioni.
E la pioggia e un inspiegabile raggio;
luce azzurra da una vetrata colorata.
Forse è questo che intendeva dire Libertà.
Saggezza mi venne incontro all'aeroporto.
Non è mai troppo lontano il ritorno a casa, disse.
A Siena, in un bel bar di Piazza del Campo
a bere caffè davanti a mendicanti profughi dell'Est Europa,
un tizio mi dice: la letteratura in Italia non è come in Nigeria.
Qui non c'è sofferenza. Non abbiamo problemi da combattere.
L'orologio della torre batte le quattro.
Cosa si può dire a uno che ascolta Bob Marley
su un treno che sfreccia per la Toscana?
Jah Jah we're taking it easy, skanking it slow -
e che amore sia!


da "Migrazioni / Migrations"
Wole Soyinka
66thand2nd editore - 2016


mercoledì 12 giugno 2019

P. Pasolini... Sembra ieri... UNO



Il potere ha avuto bisogno di un tipo diverso di suddito, 
che fosse prima di tutto un consumatore.


Pierpaolo Pasolini 

lunedì 10 giugno 2019

Banksy...TRE


TRE                                 


I maggiori crimini del pianeta
non sono commessi da gente che viola le regole
ma da gente che segue le regole.
Sono gli esecutori di ordini a sganciare
bombe e massacrare villaggi.


- Banksy -

giovedì 6 giugno 2019

Banksy...DUE


                                             DUE                                  

Il poeta produce poesie.
il pittore produce dipinti.
il criminale produce crimini.
Se riesci a fare tutte e tre le cose insieme
li manderai in totale confusione. 


- Banksy -

lunedì 3 giugno 2019

Venezia... SERGIO TOPPI...



                                                     2019 - AUGURI ITALIA                                       
                         








Sergio Toppi

venerdì 31 maggio 2019

Banksy...UNO



UNO                                     



I graffiti sono uno dei pochi strumenti
in mano a chi non ha quasi niente.
 E anche se non si inventa un'immagine
 in grado di cancellare la miseria umana
 si può sempre riuscire a strappare
 un sorriso a un tizio mentre fa una pisciata.


- Banksy -

mercoledì 29 maggio 2019

Antonio Porta...



capisci adesso che ti avevo ben detto una verità semplice
per dio che i nazi sono qui tra noi che i campi
non ci sono per eccesso di pudore qui da noi ma ci sono
dove servono a far segnali (pinochet è uomo di parola)
possono essere messi su in quattro e quattr'otto coi disegni originali
ben conservati insieme ai manuali delle antiche torture
e le nuove come in un teatro anatomico coi vecchi bisturi ancora
appesi alle pareti ben tenuti da venerare e vi abbraccio forte


Antonio Porta  1935-1989
- 13.4.1976 -

lunedì 27 maggio 2019

Carlo Oliva...


Le grappe


è la grappa italiana proletaria
- forse semplicemente popolare -
fatta con la vinaccia
(al limite un sottoprodotto)
si digerisce male
a volte dà il singhiozzo
e non sopporta il ghiaccio.
il whisky si beve col ghiaccio; il cognac
di solito no, ma si potrebbe, volendo;
addirittura con l'acqua tonica il gin;
il rhum con quasi tutto, ma a berlo restano in pochi.

industrialmente lontane dal vino e dal grano
spiritose acquaviti occidentali
danno alla testa, lasciando lo stomaco in pace
(analisi feuerbachiana
del rapporto tra sfere diverse):
gustate il whisky, bevetelo fin che vi piace,
alto destino vi è dato, lodatene il cielo.

prevale la frutta ad oriente
là tra balcani e danubio, laddove prevale
politicamente (si dice) la classe operaia:
eccellente il barack palinka dell'Ungheria,
profumato e godibile, tanto ghiacciato che no;
in Romania la tzuiga è meglio del rakiul;
ma il capolavoro del genere resta la slivovitza,
meglio della tzuiga perché gli iugoslavi
- è noto - hanno fatto da soli la rivoluzione
non sono stati ad aspettare  (da bamba) l'armata rossa:
a volte mi piace pensare che l'eccellenza del barack
di Béla Kun testimoni, della remota esperienza   
di quei consigli operai, e forse, magari, perché
no? del tentativo del cinquantasei.

le grappe di frutta in Europa attestano sempre
il tentativo, se non la realizzabilità,
anche dove oggi impera il capitalismo avanzato.

kirsch, pera william, framboise, mirabelle, himbeergeist
conservano intatte le potenzialità di una volta:
siamo stati a un passo dalla rivoluzione in Germania,
la Francia ha avuto la sua Comune, lo stemma
austriaco s'orna tuttora (assurdo) di falce e martello.

in fondo il problema è che tu non puoi bere whisky
se non sei calvinista, con tutte le conseguenze
che già il Max Weber additò a colti e profani;
e cos'è, di grazia, il cognac, se non tentativo
di nobiltà ritrovata, concessa durante l'Impero
a solide borghesie di stampo termidoriano?
ahimè, ché se il rhum ha sentore
acre di colonialismo,
offende il nostro sincero gauchismo
il tradeunionismo del gin, ci allontana
nostro malgrado dal labbro proteso il bicchiere
la lumpentridentinità della grappa.

beviamo, allora compagni, sereni le grappe di frutta,
ovviamente coscienti del fatto che l'ambiguità
della vodka, con cui si fanno perfino i martini,
altro non rappresenta che l'ultima crisi
della credibilità del revisionismo.


Carlo Oliva  1943-2012

giovedì 23 maggio 2019