Una volta una signora mi ha detto: "Ma questo Dadaismo, questo Surrealismo non avrà un cattivo effetto sui giovani?" Le ho risposto: "Signora, ho fatto molti quadri in vita mia e sto ancora cercando di fare un quadro alla cui vista certe persone cadono morte, ma non ci sono ancora riuscito." - Man Ray -
giovedì 29 gennaio 2026
GEORGE TABORI... OGGI 27 gennaio... dopo
martedì 27 gennaio 2026
EMMANUEL LEVINAS... OGGI 27 gennaio...
domenica 25 gennaio 2026
ERNST BLOCH... OGGI 27 gennaio... prima
giovedì 22 gennaio 2026
ERICH FRIED... CIBO 10 di 20...
Erich Fried 1921-1988
Salsiccia
1.
Ciò che il maiale
tace
non può più grugnirlo
la salsiccia
2.
Quando il mangiatore di salsiccia
grugnisce
sua moglie lo chiama
porco
3.
La salsiccia dimostra
che il mutamento sopravvive alla morte
Un budello che la carne proteggeva in sé
protegge ora in sé la carne
4.
Mangiare la salsiccia è
la resurrezione della carne
da un budello morto
a uno vivo
5.
L’avvelenamento da salsiccia tuttavia
cerca di ristabilire l’equilibrio
e di rendere il budello vivo
prima vuoto e poi morto
lunedì 19 gennaio 2026
MILANO, COREA... inchiesta sugli immigrati...tre
giovedì 15 gennaio 2026
HUGO von HOFMANNSTAHL... CIBO 9 di 20...
Hugo von Hofmannsthal 1874-1929
Il cuoco di bordo, un prigioniero canta:
Povero me, separato dai miei,
Me ne sto qui da molte settimane;
E ahi, per coloro che mi tormentano
Un pranzo dopo l’altro debbo cucinare.
Bei pesci dalle pinne porporine
Che quelli mi han portato vivi,
Guardano ora con occhi vitrei,
Miti animali debbo scannare.
Quieti animali debbo scannare,
Bei frutti debbo sbucciare:
E per loro che mi disprezzano
Scegliere spezie roventi.
E mentre io curvo sotto il lume,
Rovisto tra odori dolci e forti,
Di libertà mi salgono su in cuore
Sentimenti immensi!
Povero me, separato dai miei,
Me ne sto qui da molte settimane;
E ahimè per coloro che mi tormentano
Un pranzo dopo l’altro debbo cucinare.
domenica 11 gennaio 2026
MILANO, COREA... Inchiesta sugli immigrati...due
mercoledì 7 gennaio 2026
MILANO, COREA... inchiesta sugli immigrati...uno
domenica 4 gennaio 2026
J. MORENO VILLA ... CIBO 8 di 20...
José Moreno Villa 1887-1955
Voglio merendare con Giacinta
Ah, come morde bene Giacinta la ciliegia!
Giacinta ha la capigliatura acre,
ma con lunghe onde, come le gambe.
Giacinta si stende sul prato
Come sul mare;
Giacinta è la donna perfetta
quand’è l’ora di far merenda.
Giacinta si commuove per Lincoln,
austero tenace e politico,
morde un toast
e mi dà la parte morsicata.
mercoledì 31 dicembre 2025
HAIKU DI CAPODANNO...
Haiku di capodanno 2025
domenica 28 dicembre 2025
LUIGI DI RUSCIO... CIBO 7 di 20...
Luigi Di Ruscio 1930-2011
Da “Epigrammi”
il mio sogno sarebbe scrivere
le memorie dell’asilo infantile in 400 pagine dattiloscritte spazio uno
ma tu che madonna ricordi del tuo asilo infantile ?
Ricordo solo che ingoiavo sassi.
Ritornava a casa sempre con la bocca sporca di terra.
Pensavamo che mangiasse sabbia, succhiasse creta.
Quella poesia di Rimbaud: mangiare i sassi spaccati eccetera,
è una cosa dei tre o quattro anni,
la poesia riguarda forse la primissima conoscenza.
Mangiare sassi spaccati o tondi, belli puliti,
mangiare sabbia, mangiare gessetti, erano buonissimi
quei gessetti piatti che adoperano i sarti,
leccare la creta: la conoscenza sulla punta della lingua.
Succhiare la carta inzuppata nell’inchiostro,
il mio primo sillabario, gli angoli del sillabario
li avevo mangiati tutti
( con questa terribile voglia conoscitiva
si rischia anche di rimanere strozzati )
mercoledì 24 dicembre 2025
UMBERTO SABA ... CIBO 6 di 20...
Umberto Saba 1883-1957
Pretesto
C’è tanto miglio alla finestra. E i passeri
si azzuffano tra loro; in gabbia due
vaghi uccelletti che pensavo il nido
facessero concordi. E’ tutto un grido
di collera. E il mangiare avanza sempre,
sprecato. Che per noi non sia e quei piccoli
una ragione di guerra, un pretesto?
domenica 21 dicembre 2025
HAIKU D'INVERNO...
giovedì 18 dicembre 2025
DELIO TESSA... CIBO 5 di 20...
Delio Tessa 1886-1939
A tavola
“Cossa v’hoo ditt? te chì…giò tutte el vin
sulla tovaja!...fatt in là, porscell
che te se cònsciet tutte el scozzarin!
lu el tocca tutt, già l’era de savell,
ghe mettii la botteglia lì visin!
…Tiret indree!!...destrighet… (on vassell
n’ha stravaccaa!) mettegh sotta on mantin!
(Dio te pelucca, varda che stabiell!)
Fila in canton, là in fond…in canton!...gira!
che me purisna i man…te staree lì
tutta sira, capisset, tutta sira!
…bravo…bravo…sì…famm i repetton
de sora pu che poeu te rangi mi!...
…in doe te veet adess?...” “Cambi canton!”
Che cosa vi ho detto?
Ecco… tutto il vino giù sulla tovaglia!...fatti da parte, maiale, che ti
insudici tutto il
grembialino! Lui tocca
tutto, lo si doveva pur sapere, gli andate a mettere la bottiglia lì vicino!
Tirati
Indietro!...sbrigati…(una
botte ne ha rovesciato!) metteteci sotto un tovagliolo! (Dio ti pilucchi,
guarda
che porcile!) Fila
nell’angolo, là in fondo…nell’angolo! Gira! Che mi prudono le mani…starai lì
tutta sera,
capisci, tutta
sera!...bravo…bravo…sì…fammi anche le boccacce per di più, che ti arrangio
io!...ma dove
vai adesso?...”
“Cambio angolo!”
lunedì 15 dicembre 2025
venerdì 12 dicembre 2025
sabato 6 dicembre 2025
WALT WHITMAN... CIBO 4 di 20...
Walt Whitman 1819-1892
Da “Il canto di me stesso”
Questa è la tavola a tutti imbandita,
questo è il cibo per la fame naturale,
offerto ai malvagi come ai giusti, a tutti ho esteso l’invito,
non voglio che nessuno si senta trascurato o escluso,
la mantenuta, il parassita, il ladro sono invitati;
non vi sarà differenza tra questi e gli altri,
mercoledì 3 dicembre 2025
CHRISTIAN BOBIN...
domenica 30 novembre 2025
SIMON J. ORTIZ... CIBO 3 di 20...
Simon J. Ortiz 1941
Fame a New York
La fame ti penetra strisciando
da qualche punto dei muscoli
o del cemento o della terra
o del vento che ti sospinge.
Viene da te, chiedendo
cibo, parole, saggezza, ricordi giovanili
di luoghi dove hai mangiato, bevuto acqua fresca di fonte,
o stretto la mano a qualcuno,
o dello spazio dedicato a lente danze aggraziate,
a canti, a dei potenti, al mondo
conosciuto.
E’ così la fame ti assale.
Ti chiede sempre,
come stai figliolo? Dove sei?
Ti sei nutrito bene?
Hai fatto quanto ci si attende da te
quale appartenente al nostro popolo?
E’ il cemento di questa città,
il vento appiccicoso, le vetrine luccicanti,
le stridule urla dell’automazione, non possono,
veramente non possono, dare risposta a quella fame,
benché io abbia sinceramente e onestamente
desiderato di ricevere
da loro nutrimento.
Ho quindi cantato lentamente a me stesso:
mi nutro
dell’umile presenza
di tutto quanto mi circonda;
mi nutro
della tua anima, madre terra;
rendimi calmo e umile.
Benedicimi.
giovedì 27 novembre 2025
ARTHUR RIMBAUD... CIBO 2 di 20...
Arthur Rimbaud 1854-1891
Feste della fame
Anna, Anna, fame mia,
sul tuo ciuco fuggi via.
L’acquolina l’ho soltanto
per le pietre e l’arenaria.
Din! Din! Din! Mangiamo tanto,
roccia, ferro, carbone, aria.
Dei suoni brucate il fieno.
Fami, ballate!
Dei convolvoli il veleno
Lieto succhiate;
Mangiate sassi dal povero infranti,
vecchie pietre in luoghi santi,
ghiaie, figli dei diluvi,
pani sparsi in grigi spluvi!
Fami, o stracci d’aria nera;
bluità sonora;
-E’ lo stomaco che spera.
E’ la malora.
Già la foglia in terra vola!
Vado ai frutti in polpa molle.
Colgo il cuore delle zolle
l’erba-fu e l’erba viola.
Anna, Anna, fame mia!
sul tuo ciuco fuggi via.






