giovedì 29 gennaio 2026

GEORGE TABORI... OGGI 27 gennaio... dopo

 


SCHREKINGER  (Come figlio) Papà, che hai fatto durante la guerra?
                              (Come padre) Obbedivo agli ordini. Tutti obbedivano agli ordini. C'è un fuhrer                                      nel buco del culo dei migliori di noi.    
 

da George Tabori  "I cannibali"
Scena quindicesima 1969 
Einaudi editore - 1974 

martedì 27 gennaio 2026

EMMANUEL LEVINAS... OGGI 27 gennaio...




                                                                                         - Ehi qualcuno l'aveva già capito -



...non è questo o quel dogma della democrazia, del parlamentarismo, del regime dittatoriale o della politica religiosa a essere messo in causa dal razzismo. E' l'umanità stessa dell'uomo.

Emmanuel Lévinas  1906-1995
da "Alcune riflessioni sulla filosofia dell'hitlerismo"  1934

domenica 25 gennaio 2026

ERNST BLOCH... OGGI 27 gennaio... prima




                                                                        - Ehi qualcuno l'aveva già capito -

Il nazista è stato, per dir così, creativo solo nell'appropriazione indebita a tutti i costi con cui ha utilizzato parole d'ordine rivoluzionarie a fini opposti e, insieme alle penose idiozie dei frequentatori abituali delle peggiore osterie, si è servito dell'oscuro splendore di parole antiche, dando una patina di antico alla rivoluzione che faceva finta di fare.

Ernst Bloch  da "Eredità di questo tempo"  1935
Edizioni Mimesis - 2015

giovedì 22 gennaio 2026

ERICH FRIED... CIBO 10 di 20...



Erich Fried  1921-1988

 

Salsiccia

 

1.

Ciò che il maiale

tace

non può più grugnirlo

la salsiccia

 

2.

Quando il mangiatore di salsiccia

grugnisce

sua moglie lo chiama

porco

 

3.

La salsiccia dimostra

che il mutamento sopravvive alla morte

Un budello che la carne proteggeva in sé

protegge ora in sé la carne

 

4.

Mangiare la salsiccia è

la resurrezione della carne

da un budello morto

a uno vivo

 

5.

L’avvelenamento da salsiccia tuttavia

cerca  di ristabilire l’equilibrio

e di rendere il budello vivo

prima vuoto e poi morto


lunedì 19 gennaio 2026

MILANO, COREA... inchiesta sugli immigrati...tre



 

Milano Corea                                                                        - SEMBRA IERI -

Mia moglie quando è venuta su voleva tornare indietro. Andiamo a Milano, eh, ì era la Corea, non Milano. Siamo a otto chilometri da Milano e ci manca tutto laggiù. Lì non c'è una strada,non c'è luce ....... compravano il terreno e un pò alla volta se la costruivano loro la casa. Prima c'erano quattro o cinque famiglie, adesso ce ne sono due o trecento. In casa pago 4000 lire di affitto, 1000 di luce, 200 di gabinetto e 200 di acqua e ho una stanza sola in cantina. L'acqua bisogna andare fuori a prenderla, in cortile perché c'è una sola fontana. Gabinetto lo stesso. Siamo in otto famiglie, chi ha cinque figli, chi quattro chi tre, io due, tutti in quel gabinetto in cortile.

pag197



Milano, Corea -Franco Alasia e Danilo Montaldi
Donzelli editore - 2010

giovedì 15 gennaio 2026

HUGO von HOFMANNSTAHL... CIBO 9 di 20...



Hugo von Hofmannsthal  1874-1929

 

Il cuoco di bordo, un prigioniero canta:

 

Povero me, separato dai miei,

Me ne sto qui da molte settimane;

E ahi, per coloro che mi tormentano

Un pranzo dopo l’altro debbo cucinare.

 

Bei pesci dalle pinne porporine

Che quelli mi han portato vivi,

Guardano ora con occhi vitrei,

Miti animali debbo scannare.

 

Quieti animali debbo scannare,

Bei frutti debbo sbucciare:

E per loro che mi disprezzano

Scegliere spezie roventi.

 

E mentre io curvo sotto il lume,

Rovisto tra odori dolci e forti,

Di libertà mi salgono su in cuore

Sentimenti immensi!

 

Povero me, separato dai miei,

Me ne sto qui da molte settimane;

E ahimè per coloro che mi tormentano

Un pranzo dopo l’altro debbo cucinare.


domenica 11 gennaio 2026

MILANO, COREA... Inchiesta sugli immigrati...due

 



Milano-Corea                                                                           - SEMBRA IERI -

Ci sono dei terreni, nel Nord-Milano, sono un pò fuori dai paesi, ma tanto meglio, si possono acquistare, nel 1951, nel 1952, a150-200 lire al mq.. L'immigrato ne acquistava di solito 150-200 mq, al massimo 300, e firmava delle cambiali. La casa se la costruisce da solo, o con l'aiuto di un muratore. Saliranno quei terreni, in pochi mesi costeranno 500-600 lire al mq. Comincia la speculazione anche da parte di immigrati, i quali forniscono a chi arriva, e decide di abitare in Corea, il prodotto finito. Il prezzo si fa alto, ma è sempre più conveniente che a Milano.

"Corea degli immigrati" è un neologismo rievocante il loro primo apparire negli anni della guerra di Corea". Agli occhi dei residenti nei paesi dell'Alto Milanese, gli immigrati si presentavano certamente come degli esuli, dei profughi.

pag 59  pag 99




Fotografia di Uliano Lucas
Corea, immigrati nei pressi di Cologno Monzese, 1966

mercoledì 7 gennaio 2026

MILANO, COREA... inchiesta sugli immigrati...uno




 
Milano, Corea                                                                       - SEMBRA IERI -

Una casa di fronte, una di traverso, una di fianco, una isolata, nasce la Corea, lontana, disorganica, disagiata, una frazione del paese che non ha ancora un nome ufficiale, senza strade, senza servizi. Quando i vuoti saranno riempiti salterà fuori un intrico di vicoli; i vicoli prima delle strade.

pag60



Milano, Corea - Inchiesta sugli immigrati
Feltrinelli editore - 1960

domenica 4 gennaio 2026

J. MORENO VILLA ... CIBO 8 di 20...



José Moreno Villa  1887-1955

 

Voglio merendare con Giacinta

 

Ah, come morde bene Giacinta la ciliegia!

Giacinta ha la capigliatura acre,

ma con lunghe onde, come le gambe.

Giacinta si stende sul prato

Come sul mare;

Giacinta è la donna perfetta

quand’è l’ora di far merenda.

Giacinta si commuove per Lincoln,                                                                                                                        

austero tenace e politico,

morde un toast

e mi dà la parte morsicata.



Il corso del coltello
progetto spettacolo di 
Claes Oldenburg
Coosje van Bruggen
Frank O. Gehry
Venezia  - Campo dell'Arsenale
6/7/8/ settembre 1985

mercoledì 31 dicembre 2025

HAIKU DI CAPODANNO...



   Haiku di capodanno 2025


       ho dato fondo
     a tutto il mio buon senso
     sera di fine anno

    Matsuo Basho  1644-1694

domenica 28 dicembre 2025

LUIGI DI RUSCIO... CIBO 7 di 20...


Luigi Di Ruscio  1930-2011

Da  “Epigrammi”

 

il mio sogno sarebbe scrivere                                                                                                                        

le memorie dell’asilo infantile in 400 pagine dattiloscritte spazio uno

ma tu che madonna ricordi del tuo asilo infantile ?

Ricordo solo che ingoiavo sassi.

Ritornava a casa sempre con la bocca sporca di terra.

Pensavamo che mangiasse sabbia, succhiasse creta.

Quella poesia di Rimbaud: mangiare i sassi spaccati eccetera,

è una cosa dei tre o quattro anni,

la poesia riguarda forse la primissima conoscenza.

Mangiare sassi spaccati o tondi, belli puliti,

mangiare sabbia, mangiare gessetti, erano buonissimi

quei  gessetti  piatti che adoperano i sarti,

leccare la creta:  la conoscenza sulla punta della lingua.

Succhiare la carta inzuppata nell’inchiostro,

il mio primo sillabario, gli angoli del sillabario

li avevo mangiati tutti

( con questa terribile voglia conoscitiva

si rischia anche di rimanere strozzati )

 

mercoledì 24 dicembre 2025

UMBERTO SABA ... CIBO 6 di 20...



Umberto Saba  1883-1957

 

Pretesto

 

C’è tanto miglio alla finestra. E i passeri

si azzuffano tra loro; in gabbia due

vaghi uccelletti che pensavo il nido

facessero concordi. E’ tutto un grido

di collera. E il mangiare avanza sempre,

sprecato. Che per noi non sia e quei piccoli

una ragione di guerra, un pretesto?



           
                     

Il corso del coltello
progetto spettacolo di 
Claes Oldenburg
Coosje van Bruggen
Frank O. Gehry
Venezia  - Campo dell'Arsenale
6/7/8/ settembre 1985

domenica 21 dicembre 2025

HAIKU D'INVERNO...



Haiku d'inverno 2025

    Fiume d'inverno.  
Qualcuno ha gettato via
      delle rape rosse.    

Yosa Buson  1716 - 1783


La terra che non attraverso più
       entra nell'inverno    
      a occhi semichiusi .  

Iida Dakotsu  1885 -1962

  

giovedì 18 dicembre 2025

DELIO TESSA... CIBO 5 di 20...


Delio Tessa  1886-1939

 

A tavola

 

“Cossa v’hoo ditt? te chì…giò tutte el vin

sulla tovaja!...fatt in là, porscell

che te se cònsciet tutte el scozzarin!

lu el tocca tutt, già l’era de savell,

 

ghe mettii la botteglia lì visin!

…Tiret indree!!...destrighet… (on vassell

n’ha stravaccaa!) mettegh sotta on mantin!

(Dio te pelucca, varda che stabiell!)

 

Fila in canton, là in fond…in canton!...gira!

che me purisna i man…te staree lì

tutta sira, capisset, tutta sira!

 

…bravo…bravo…sì…famm i repetton

de sora pu che poeu te rangi mi!...

…in doe te veet adess?...” “Cambi canton!”

 

Che cosa vi ho detto? Ecco… tutto il vino giù sulla tovaglia!...fatti da parte, maiale, che ti insudici tutto il

grembialino! Lui tocca tutto, lo si doveva pur sapere, gli andate a mettere la bottiglia lì vicino! Tirati

Indietro!...sbrigati…(una botte ne ha rovesciato!) metteteci sotto un tovagliolo! (Dio ti pilucchi, guarda

che porcile!) Fila nell’angolo, là in fondo…nell’angolo! Gira! Che mi prudono le mani…starai lì tutta sera,

capisci, tutta sera!...bravo…bravo…sì…fammi anche le boccacce per di più, che ti arrangio io!...ma dove

vai adesso?...” “Cambio angolo!”


lunedì 15 dicembre 2025

15 DICEMBRE 1969...

 

                                                                                                   OGGI - 2025


Giuseppe Pinelli


venerdì 12 dicembre 2025

12 DICEMBRE 1969...




                                             OGGI - 12 dicembre 2025



 
ALTAN

sabato 6 dicembre 2025

WALT WHITMAN... CIBO 4 di 20...



Walt Whitman  1819-1892

 

Da “Il canto di me stesso”

 

Questa è la tavola a tutti imbandita,

questo è il cibo per la fame naturale,

offerto ai malvagi come ai giusti, a tutti ho esteso l’invito,

non voglio che nessuno si senta trascurato o escluso,

la mantenuta, il parassita, il ladro sono invitati;

non vi sarà differenza tra questi e gli altri,




Il corso del coltello
progetto spettacolo di 
Claes Oldenburg
Coosje van Bruggen
Frank O. Gehry
Venezia  - Campo dell'Arsenale
6/7/8/ settembre 1985

mercoledì 3 dicembre 2025

CHRISTIAN BOBIN...

 

Christian Bobin  1961 - 2022


Santi e assassini mi tirano per la manica. La casa è piena di esseri che hanno il fascino della nonesistenza, essendo solo libri. Una settimana dopo la tua morte, li ho messi tutti nei cartoni e li ho buttati fuori. Dopo sei mesi sono tornati, poeti, mistici, idioti di ogni sorta. In fondo mi sottraevi a loro invitandomi a fare una passeggiata nella foresta di Saint-Sernin, dove ci attendeva il tesoro nascosto delle nocciole e i proverbi fatti di luce - la biblioteca circolante dell'eterno. Leggere è una passione lenta. Provare meraviglia per una risata incisa nell'aria arriva più rapidamente all'essenziale.

da "Nerochiara"
Animamundi ediz. - 2015

domenica 30 novembre 2025

SIMON J. ORTIZ... CIBO 3 di 20...



Simon J. Ortiz  1941

 

Fame a New York

 

La fame ti penetra strisciando

da qualche punto dei muscoli

o del cemento o della terra

o del vento che ti sospinge.

 

Viene da te, chiedendo

cibo, parole, saggezza, ricordi giovanili

di luoghi dove hai mangiato, bevuto acqua fresca di fonte,

o stretto la mano a qualcuno,

o dello spazio dedicato a lente danze aggraziate,

a canti, a dei potenti, al mondo

conosciuto.

 

E’ così la fame ti assale.

Ti chiede sempre,

come stai figliolo? Dove sei?

Ti sei nutrito bene?

Hai fatto quanto ci si attende da te

quale appartenente al nostro popolo?

 

E’ il cemento di questa città,

il vento appiccicoso, le vetrine luccicanti,

le stridule urla dell’automazione, non possono,

veramente non possono, dare risposta a quella fame,

benché io abbia sinceramente e onestamente

desiderato di ricevere

da loro nutrimento.

 

Ho quindi cantato lentamente a me stesso:

mi nutro

dell’umile presenza

di tutto quanto mi circonda;

mi nutro

della tua anima, madre terra;

rendimi calmo e umile.

Benedicimi.

 

giovedì 27 novembre 2025

ARTHUR RIMBAUD... CIBO 2 di 20...



Arthur Rimbaud  1854-1891

 

Feste della fame

 

         Anna, Anna, fame mia,

         sul tuo ciuco fuggi via.

 

L’acquolina l’ho soltanto  

per le pietre  e l’arenaria.

Din! Din! Din! Mangiamo tanto,

roccia, ferro, carbone, aria.

 

Dei suoni brucate il fieno.

                    Fami, ballate!

Dei convolvoli il veleno

                     Lieto succhiate;

 

Mangiate sassi dal povero infranti,

vecchie pietre in luoghi santi,

ghiaie, figli dei diluvi,

pani sparsi in grigi spluvi!

 

Fami, o stracci d’aria nera;

                       bluità sonora;

-E’ lo stomaco che spera.

                        E’ la malora.

 

Già la foglia in terra vola!

Vado ai frutti in polpa molle.

Colgo il cuore delle zolle

l’erba-fu e l’erba viola.

 

                         Anna, Anna, fame mia!

                           sul tuo ciuco fuggi via.