giovedì 30 luglio 2026

ALLEN GINSBERG... Muoiono i poeti

                   

                                                                                                          

                                                                                                            - Muoiono i poeti - 



domenica 26 luglio 2026

JULIO CORTAZAR... OCTAVIO PAZ... Muoiono i poeti



                            
                                                                         - Muoiono i poeti -


 

martedì 21 luglio 2026

MARGHERITA IANELLI... Archivio diaristico nazionale...



Margherita Ianelli  "Ricordi di altri tempi"

"C'era silenzio, non si vedeva anima viva. Dopo un pò di tempo passo un uomo sui quarant'anni, si fermò e disse: "Sono tutti là in quella piazza, ad applaudire il Duce e tu comè che sei qui". Risposi: "Ma veramente, io non ci capisco niente di quelle parole, in più con un caldo opprimente, preferisco il silenzio e tanta ombra attorno a me". Lui disse: "Ragazzina mia, capisci di più tu che dici di non capire, che quelli là, che applaudono credendo di capire". 

estate 1937, paese dell'Appennino audizione in piazza di un discorso radiofonico di Mussolini
Archivio diaristico nazionale 

mercoledì 15 luglio 2026

BORIS PASTERNAK... Muoiono i poeti

 


                                                                                                   - Muoiono i poeti -                                           

Boris Pasternak 

Morte di un poeta    1930


Non ci credevano, pensavano: fandonie,
ma lo apprendevano da due, da tre, da tutti.
Si mettevano a fianco nella riga
del tuo tempo fermatosi di botto
case di mogli di impiegati e di mercanti,
cortili ed alberi sui quali
i corvi, nel fumo d'un sole rovente,
urlavano eccitati contro le cornacchie,
perché le stolte d'ora innanzi non ficcassero
il naso nel peccato, alla malora.
Ma c'era sui volti un umido spostamento
come fra le pieghe d'una strappata vangaiola.

Era un giorno, un innocuo giorno, più innocuo
d'una decina di precedenti giorni tuoi.
Si affollavano, allineandosi nell'anticamera,
come se lo sparo li avesse allineati.
Come se avesse, schiacciandoli, schizzati da una chiavica
lucci e scardove una deflagrazione
di petardi riposti fra i biodi.
Come un sospiro di strati micidiali.

Tu dormivi, spianato il letto sulla maldicenza,
dormivi e, cessato ogni palpito, eri placido,-
bello, ventiduenne,
come aveva predetto il tuo tetrattico.

Tu dormivi, stringendo al cuscino la guancia,
dormivi a piene gambe, a pieni malleoli,
inserendoti ancora una volta di colpo
nella schiera delle leggende giovani.

Tu ti inseristi in esse più sensibilmente,
perché le avevi raggiunte d'un balzo.
Il tuo sparo fu simile a un Etna
in un pianoro di codardi e di codarde.

sabato 11 luglio 2026

DOLORES PRATO...

 

Qualche volta però arrivava una povera donna supplichevole: "Don Domé, me la incatenate?", e gli mostrava una pignatta come si mostra un bimbo malato a un medico. Lui non diceva mai di no. Anche le pignatte rotte diventavano una meraviglia in quella grande cucina luminosa; perché, lì, appena aveva un pò di tempo, l'incatenava. Incatenava la miseria. Una pignatta è poca cosa, ma per i poveri di allora era un capitale. Adoperarla incrinata significava poterla spezzare al più piccolo urto, una volta spezzata bisognava ricomprarla e con che se non c'era neppure l'olio per condire la polenta? Ma c'era Don Domé che stringeva un fil di ferro sotto l'orlo della pignatta, ne tagliava tanti pezzi uguali, li agganciava a quel cerchio e, mani, pinze, tenaglie, li tirava, li torceva, li annodava, stringendo una rete di elegante maglia di ferro intorno alla pignatta incrinata, assicurata oramai per l'eternità. Ammazzando la miseria sorrideva, scherzava, cantava.


pag.78 da  "Giù la piazza non c'è nessuno" di Dolores Prato  1892-1983
Ed. Quodlibet - 2016 -

martedì 7 luglio 2026

ABU'L-'ALA al MA'ARRi...

 


La menzogna ha corrotto fino all'osso
gli abitanti della terra.
Fraternità è parola vuota,
in un umanità divisa in sette.
Il segno dell'origine comune
è l'odio impresso a fuoco nella natura umana.
Così non fosse, un solo tempio avremmo,
e non moschee, né sinagoghe o chiese.

Abu'l -'Ala al Ma'arri    Siria  973-1058

venerdì 3 luglio 2026

BORIS PASTERNAK... Muoiono i poeti


                                                                                                     - Muoiono i poeti - 


Boris Pasternak  2 giugno 1960

Sopra il villaggio di dacie degli scrittori, il cielo era di un azzurro abbagliante. Apparvero le prime dacie. Camminavano, camminavano. E non erano più una catena di persone, ma un intera colonna, un enorme folla in fermento. Cominciavo a capire che stavo partecipando non a un evento letterario, ma politico. Non era un addio a un poeta morto, ma una dimostrazione funebre. La figlia di Olga Ivinskaja scrisse che "è stata una festa funebre".

dal racconto di una testimone oculare


lunedì 29 giugno 2026

LAWRENCE FERLINGHETTI...


                                                                                               - Muoiono i poeti -


"L'agonia di Allen Ginsberg"
E' su tutti i giornali
tutti i telegiornali
Muore un grande poeta
Ma la sua voce non muore
Voce presente sulla terra
a Lower Manhattan
Nel suo letto
Allen muore
Non c'è niente
da fare
Muore la morte che ognuno muore
Muore la morte del poeta
Alza il telefono
e chiama tutti
dal letto del Lower Manhatta
In tutto il monda
a notte fonda
il telefono trilla
'Sono Allen' dice la voce
'Sono Allen Ginsberg'
Quante volte l'hanno sentita
nei lunghi grandi anni
E' superfluo che dica Ginsberg
In tutto il mondo
nel mondo dei poeti
c'è un solo Allen
'Volevo dirvi' dice
Dice loro cosa sta succedendo
Cosa sta per scendere
su di lui
Che l'oscura amante
scende su di lui
Via satellite la voce va
sulla terra
sul mare del Giappone
dove una volta fu
tridente in pugno
giovani Nettuno
giovane barbanera
ritto su una spiaggia di pietra
Alta marea e gli uccelli stridono
Le onde si rompono du di lui adesso
e gli uccelli stridono dolenti
Sul lungomare a San Francisco
c'è un vento forte
Marosi spumosi
fustigano l'Embarcadero
Allen è al telefono
voce sulle onde
Leggo poesia greca
Ha dentro il mare
E cavalli di Achille
I cavalli di Achille

che piangono
qui lungo il mare
a San Francisco
dove le onde piangono
Emettono un suono sibilante
un suono sibillino
Allen
sussurrano Allen


( trad. Damiano Abeni)


LAWRENCE FERLINGHETTI
1919 - 2021
 

venerdì 26 giugno 2026

LUIGI DI RUSCIO... CIBO 19 di 20...



Luigi Di Ruscio  1930-2011                            

da  “Epigrammi”

 

ingoia tutto e vomita il più lontano possibile

con il nostro vomito spruzziamoli, allaghiamoli

accogli tutto con il nostro sinistro silenzio


domenica 21 giugno 2026

HAIKU ESTATE 2026...


haiku estate   2026


"Qui, venite qui";
ma si allontanano a volo
dal mio grido
le lucciole

Uejima Onitsura  1661-1738

Allo spegnersi delle lucciole
                 oscurità
nella                     gabbietta

Yamaguchi Seishi 1901-1994

La veste sciolta,
con lui mi incontrerò.
Notte di lucciole

Katsura Nobuko  1914-2004

sabato 13 giugno 2026

Z. BAUMAN - R. RAUD...

 


Il sé può essere modificato attraverso il consumo. In questo senso, il consumo non è più semplicemente un modo per soddisfare nostri bisogni, reali o immaginari che siano, ma una pratica religiosa nell'accezione di Baudrillard, basata sull'emulazione. Indossando un paio di boxer con il marchio Bjorn Borg, io condivido il corpo dell'asso del tennis, allo stesso modo in cui un cristiano, attraverso l'eucarestia, condivide il corpo di Dio. Anche se solo per un minuscolo e invisibile dettaglio come il mio paio di boxer, è pur sempre una rappresentazione, ma stavolta il copione non è scritto da me. Analogamente, consumando una determinata marca di cereali io costruisco un ponte che collega la mia colazione, per quanto tediosa e rumorosa, a quella spensierata e felice della famiglia mostrata nella pubblicità...


Z. Bauman - R. Raud  da "La costruzione del sé nella..."
Editore Laterza - 2025

mercoledì 10 giugno 2026

IGORT...

 


Passo passo

     Percorrere quelle strade alla velocità di una camminata
aiuta a conoscere.
     Fuori dai grandi centri abitati le cose scorrono più len-
tamente. Non c'è fretta, si può vivere senza affanno, ascol-
tando il ritmo delle stagioni. Forse per questo, penso, gli
antichi maestri volevano immergersi nella natura a passo
lento. Intraprendendo viaggi che duravano mesi.
     Dai diari di Sora si apprende che viaggiavano a una
media di quindici chilometri al giorno. Alcuni giorni,
quando Basho era provato, si fermavano. C'erano altri
giorni in cui percorrevano anche cinquanta chilometri. 
Ma era raro.

IGORT - A cavallo con i poeti
Einaudi editore - 2026
 

sabato 6 giugno 2026

DENISE LEVERTOV... CIBO 18 di 20...




Denise Levertov  1923-1997

 

La discepola

 

L’ampia cucina è quasi al buio.

Sul piano di luce diffusa, uniforme,

le padelle di rame sul muro e il geranio alla finestra

accendono altri fuochi.

Appese alle travi dondolano erbe di muschio spagnolo.

 

Al tavolo, mani infarinate

che impastano, piedi ben

piantati su lastre di pietra,

una donna riflette sul pane-che-verrà.

Lievito e farina, acqua e sale,

si mescolano nella grande ciotola.

 

Non è

Il pane cotto e raffreddato e tagliato

che ha in mente

ma  il modo in cui

l’impasto cresce e prende vita,

 

non è il forno che ha in mente

ma il modo in cui

l’odore acre diventa

fragranza.

 

Vuole mettere

Una rosa d’argento o una campanella di diamanti;

in ogni pane

vuole

infornare una maledizione in una pagnotta,

e in un'altra le parole per rompere

il malocchio e restituire

a sé stessi gli eroi trasformati;

vuole fare

un pane che è più del pane.


martedì 2 giugno 2026

DARIO FO... Muoiono i poeti

 


                                                                                  - Muoiono i poeti -

Ohé sunt chi!
Ohe sunt chi,
vegnù giò con la piena
vegnù gio chi a Milan
chi a Milan
mi g'avevi tri an
furs du an apena
ohè sunt chi
ma quand sunt arivà chi
mi el terun
tegnù su cum un fagot
dal papà
cuntrapès d'una valisa de carton
po ho vist i ca
tant ca
ses pian
i fiulit a giugà
tacà drè i tram su i respingent
dent pee dent ho volu saltà su cun lur
e dai respingent come la giostra
mi go vist vulà via la gent
l'era un grand scapar l'era un grand scapar
da ca de nivul di felicità.
Ohe sunt chi
vegnù giò con la piena
vegnù giò a Luret com un falchet
si el su l'è un rebelot la città de fa rid
l'è un casot
ma anca inscì
la me piase, anca inscì
perché la città ghe l'u denter indi occ
da quand'seri un fiulin
e lu vista dal tram
tacà su i respingent
com la giostra a vular
propr insciì ve la veli cantar
ohè sunt chi.

(Scritta per uno spettacolo di Enzo Jannacci, 1967)  

lunedì 25 maggio 2026

MARCO AIME / FEDERICO FALOPPA...

 

...la sensazione è che quelle vittime non siano neppure mai esistite, che siano un rumore di fondo (fastidioso, perché annunciato dai tg all'ora dei pasti), che quei morti non ci sconvolgono perché non appartengono davvero al nostro mondo


da "I morti degli altri"  di Marco Aime e Federico Faloppa
Einaudi editore - 2025

venerdì 22 maggio 2026

martedì 19 maggio 2026

SUSAN SONTAG...

 



nell'ottobre del 1991 ero qui, nella quiete del mio appartamento, quando i serbi invasero la Croazia, e ricordo che quando i telegiornali della sera mostrarono la distruzione di Vukovar, a soli trecento chilometri da qui, pensai "è terribile", ma poi cambiai subito canale. Come posso avercela con chi, in Francia, in Germania, in Italia, vede i massacri giornalieri qui a Sarajevo nei telegiornali, dicendo tra sé e sé "è terribile", e poi cambiando canale? Non è normale? Ovunque la gente si sente sicura c'è e ci sarà sempre indifferenza.

Susan Sontag  da "Davanti al dolore degli altri"
Nottetempo editore - 2003

giovedì 14 maggio 2026

EDITORIALE... 2024 - 2025 - 2026... Essere di troppo!

 


Essere di troppo!

Secondo gran parte delle previsioni entro qualche decennio circa la metà della popolazione mondiale sarà costretta ad emigrare a causa dei cambiamenti climatici. Al contempo, secondo il Fondo Monetario Internazionale, la metà dei posti di lavoro attuali saranno resi superflui o fortemente ridimensionati dalle tecnologie digitali. Non sappiamo se e come ciò avverrà, ma è evidente che ci sono sempre più porzioni di umanità che stanno diventando di troppo. E quali sono le prospettive per questa umanità in eccesso?       Gaza è lì a spiegarcelo. Perché la Palestina è un laboratorio, il luogo dove sperimentare impunemente le tecnologie di gestione, controllo, eventualmente sterminio, degli umani in esubero, i poveri, gli indigeni, i ribelli, gli esclusi.... Non è un futuro distopico, è il presente. A fine ottobre 2025, in Brasile, a Rio de Janeiro, 2500 agenti di polizia militare con armi pesanti, veicoli blindati, droni, elicotteri, assaltano una favela per una "operazione antidroga". Una vera e propria operazione di guerra: in un solo giorno oltre 150 abitanti del quartiere vengono uccisi. E' la guerra contro i poveri. Come ha scritto Raul Zibechi " Per chi detiene il potere, è iniziato un periodo di caccia indiscriminata alla popolazione "in eccesso", perché l'impunità è garantita. Ora più che mai, Gaza siamo tutti noi. Potrebbe essere Quito, San Salvador, Rosario o Tegucigalpa. Ora siamo tutti nel mirino" I palestinesi non sono un capro espiatorio. Sono semplicemente di troppo.

NUNATAK n. 78
Autunno 2025